Benedizione apostolica

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La Benedizione apostolica (o Benedizione papale) è una speciale benedizione, propria della della Chiesa cattolica. Essa ha nel papa la propria fonte; è detta "apostolica" perché il sommo pontefice è vescovo di una chiesa apostolica, la Chiesa di Roma, fondata dagli apostoli Pietro e Paolo. Dalla medesima Sede Apostolica a questa benedizione è annessa l'indulgenza plenaria ed è proprio per questo motivo che la benedizione è detta "apostolica".

Chi può impartirla[modifica | modifica wikitesto]

Può essere impartita dal papa o da un prelato (vescovi ed equiparati) nell'ambito della liturgia o inviata per iscritto dal papa a quanti ne facciano richiesta alla Elemosineria apostolica per occasioni particolari, come celebrazioni di sacramenti, ricorrenze giubilari, ecc.[1].

Una particolare forma di benedizione apostolica è la benedizione Urbi et Orbi, impartita dal papa in alcune occasioni, come la sua elezione al soglio pontificio e nei giorni di Natale e Pasqua.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente la benedizione apostolica era riservata al Papa. Fu concessa ai crociati o ai pellegrini che morivano durante il viaggio per ottenere l’indulgenza dell’Anno Santo. Successivamente i papi Clemente IV (1265-1268) e Gregorio XI (1370-1378) la estesero alle vittime della peste. Queste concessioni col tempo divennero sempre più frequenti, ma erano limitate nel tempo o riservate ai vescovi. Poiché poche persone potevano godere di questa grazia, il papa Benedetto XIV (1740-1758) con la costituzione Pia Mater nel 1747, concesse la facoltà di impartire la benedizione apostolica a tutti i vescovi, assieme alla possibilità di suddelegare la medesima facoltà ai sacerdoti.[2]

Prima della riforma liturgia avviata dal Concilio Vaticano II, la benedizione papale con annessa indulgenza plenaria in articulo mortis veniva impartita dal sacerdote a conclusione del rito dell'Estrema Unzione;[3] l'attuale Rito dell'Unzione e cura pastorale degli infermi al n° 155 prevede ancora l'indulgenza plenaria che viene concessa, in virtù della facoltà ricevuta dalla Sede Apostolica, dal sacerdote mediante la benedizione che però non è più detta "benedizione papale".[4]

Un caso del tutto singolare era la possibilità per il sacerdote novello di impartire la benedizione papale, con annessa indulgenza plenaria, nell'occasione della celebrazione della sua prima Messa Solenne[5]. Tale facoltà non è più prevista dal Benedizionale[6], mentre il Manuale delle indulgenze pubblicato nel 1968 stabilisce che l'indulgenza plenaria è concessa, alle solite condizioni, al sacerdote novello in occasione della celebrazione della sua Prima Messa Solenne e a quanti vi assistono.[7][8]

La benedizione apostolica impartita da un prelato[modifica | modifica wikitesto]

« Il vescovo nella sua diocesi ha la facoltà di impartire la benedizione apostolica con annessa indulgenza plenaria tre volte l'anno nelle festività solenni di sua scelta, anche nel caso che egli assista soltanto alla messa.

Gli altri prelati equiparati dal diritto ai vescovi diocesani, anche se privi della dignità episcopale, possono, fin dall'inizio del loro servizio pastorale, impartire la benedizione apostolica con l'annessa indulgenza nell'ambito dei loro territorio tre volte l'anno, nelle festività solenni di loro scelta.
La benedizione apostolica viene impartita alla fine della messa al posto della benedizione consueta. Ad essa si fa riferimento nell'atto penitenziale all'inizio della celebrazione eucaristica. »

(Benedizionale, 1955)

Svolgimento del rito[modifica | modifica wikitesto]

Esortazione al pentimento[modifica | modifica wikitesto]

Viene pronunciata da un ministro idoneo sostituendo la breve presentazione della messa del giorno e l'introduzione all'atto penitenziale. Con essa, si avvertono i fedeli del privilegio che verrà loro concesso e li si invita a pentirsi prima di ricevere tale benedizione speciale.

« Fratelli e sorelle carissimi, al termine di questa solenne celebrazione dell'Eucaristia, riceveremo la benedizione papale che, attingendo alla ricchezza della comunione dei santi in Cristo redentore, ci elargirà l'indulgenza plenaria con la remissione di ogni pena dovuta per i peccati. Confessiamo dunque le nostre colpe e umiliamoci sotto la potente mano di Dio, perché ci esalti nell'ora della sua visita. »
(Benedizionale, 1955)

Conclusione dell'Atto penitenziale[modifica | modifica wikitesto]

Al posto della solita assoluzione, il vescovo presidente assolve l'assemblea con questa particolare formula:

« Per i meriti e per l'intercessione

della beata sempre Vergine Maria, dei santi Apostoli Pietro e Paolo, [di san N. santo del giorno o patrono] e di tutti i santi, Dio onnipotente e misericordioso vi conceda un tempo favorevole per un sincero e fruttuoso pentimento, la continua conversione del cuore, il rinnovamento della vita, la perseveranza nelle opere buone, perdoni i vostri peccati e vi conduca alla vita eterna.

R. Amen. »

(Benedizionale, 1955)

Annuncio della benedizione[modifica | modifica wikitesto]

Immediatamente dopo l'Orazione dopo la Comunione, il vescovo mette la mitria e il diacono annuncia la benedizione.

« Il nostro venerato Padre N.,

per grazia di Dio e designazione della Sede Apostolica vescovo di questa santa Chiesa che è in N., a nome del Romano Pontefice impartirà la benedizione con l'indulgenza plenaria a tutti i fedeli che, animati da sincero pentimento, confessati e comunicati, hanno partecipato a questa celebrazione. Pregate Dio per il beatissimo nostro Papa N., per il nostro Vescovo N., per la santa Madre Chiesa e impegnatevi a vivere santamente in piena comunione con Dio e con i fratelli. »

(Benedizionale, 1955)

Benedizione[modifica | modifica wikitesto]

La pronuncia il vescovo con facoltà per il diacono di dire "Inchinatevi per la benedizione" dopo il saluto. Dopo il saluto e prima della benedizione, si dice la formula solenne di benedizione come riportata nel Messale Romano, omettendo ovviamente la parte conclusiva.

« V. Il Signore sia con voi

R. E con il tuo spirito

("Inchinatevi per la benedizione". Formula di benedizione solenne propria del giorno come indicato nel Messale)

V. Per intercessione dei Santi apostoli Pietro e Paolo, vi benedica Dio Onnipotente, Padre †, Figlio †, e Spirito Santo †.

R. Amen. »

(Benedizionale 1955)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elemosineria Apostolica, Informazioni circa le modalità necessarie per ottenere la Benedizione Apostolica su pergamena, su La Santa Sede. URL consultato il 21 marzo 2016.
  2. ^ Notizie riportate daː Edward McNamara, Indulgenze in punto di morte, Zenit, il mondo visto da Roma, 18 ottobre 2013. URL consultato il 22 luglio 2016.
  3. ^ (LA) Rituale Romanum. De Sacramento Extremæ Untionis. Ritus benedictionis apostolicæ cum indulgentia plenaria in articulo mortis, maranatha.it. URL consultato il 22 luglio 2016.
  4. ^ Rito dell'Unzione e cura pastorale degli infermi, Conferenza Episcopale Italiana, 23 maggio 1974. URL consultato il 22 luglio 2016.
  5. ^ Sacra Penitenzieria Apostolica, Decreto "Novensilibus sacerdotibus facultas tribuitur impertiendi Benedictionem Papalem", in Acta Apostolicæ Sedis 56 [1964], 5 novembre 1964, p. 953.
  6. ^ Benedizionale (PDF), Conferenza Episcopale Italiana, 3 luglio 1992. URL consultato il 21 luglio 2016.
  7. ^ (LA) Paenitentiaria Apostolica, Enchiridion indulgentiarum, vatican.va, 16 luglio 1999. URL consultato il 21 luglio 2016.
  8. ^ Manuale delle indulgenze. Norme e concessioni, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 1999 (4ª edizione). ISBN 88-209-2823-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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