Benedetto Menzini

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Benedetto Menzini (Firenze, 29 marzo 1646Roma, 7 settembre 1704) è stato un poeta italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Disagiato economicamente, fu aiutato per gli studi dal marchese Gianvincenzo Salviati. Fu professore di eloquenza a Firenze, ma non ebbe, come sperava, la cattedra nell'Università di Pisa, così nel 1685 si recò a Roma presso la regina Cristina di Svezia, che gli offrì protezione e sostegno. Attorno a questa regina si formò un circolo di poeti che dettero vita all'Accademia dell'Arcadia. Benedetto Menzini usò in Arcadia lo pseudonimo di Euganio Libade .

Dopo la morte della regina, il Menzini si ritrovò nell'indigenza, fino a che non ebbe l'aiuto del cardinale Gianfrancesco Albani, che lo collocò tra i familiari di Innocenzo XI, gli dette un canonicato e l'incarico di coadiutore alla cattedra di eloquenza alla Sapienza di Roma.

Molte sue opere furono scritte quando era sotto la protezione della regina di Svezia: le Poesie liriche; tre libri di un poema epico dal titolo Paradiso terrestre; un'imitazione dell'Arcadia di Jacopo Sannazzaro intitolata Accademia Tusculana; Poetica e Satire in terza rima.

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