Benedetto Brin (nave da battaglia)

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Benedetto Brin
BenedettoBrin.jpg
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
TipoNave da battaglia pre-dreadnought
ClasseRegina Margherita
ProprietàFlag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
CantiereCastellammare di Stabia
Impostazione1899
Varo1901
Completamento1905
Destino finaleAffondata nel 1915
Caratteristiche generali
Dislocamento
  • Normale: 13427 t
  • Pieno carico: 14574 t
Lunghezza138,l m
Larghezza23,8 m
Pescaggio8,9 m
Propulsione28 caldaie
2 motrici alternative
Potenza: 20.000 hp
1000 t di carbone
Velocità20 nodi (37,04 km/h)
Autonomia10 000 miglia a 10 nodi (18 520 km a 18,52 km/h)
Equipaggio797
Armamento
Artiglieria
Siluri4 tubi lanciasiluri
CorazzaturaVerticale: 150 mm
Orizzontale: 80 mm
Artiglierie: 220 mm
Torrione: 150 mm
Note
Mottopar ingenio virtus (il valore è pari all'ingegno)

dati tratti da [1]

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La Benedetto Brin fu una nave da battaglia italiana appartenente alla Classe Regina Margherita. Costruita su progetto elaborato dall'ispettore del genio navale Benedetto Brin e dal generale Ruggero Alfredo Micheli, era un'ottima unità per la sua velocità, protezione, armamento, qualità marine ad abitabilità.

La sua costruzione iniziò nel 1899, venne varata nel 1901 a Castellammare di Stabia e, consegnata alla Regia Marina nel 1905, ricevette la bandiera di combattimento il 1º aprile 1906.

Durante la guerra italo-turca partecipò allo sbarco a Tripoli nel 1911 e l'anno seguente fu impiegata nel Mar Egeo.

La Benedetto Brin andò perduta alle ore 8:10 del 27 settembre 1915 nel porto di Brindisi, a seguito dell'esplosione della santabarbara; le cause dell'affondamento furono attribuite a vari motivi, quali un problema con le munizioni, un atto di sabotaggio austriaco, oppure un'azione di sabotatori italiani attratti dalle promesse austriache di una ricompensa. Nel 2015, a 100 anni esatti dall'evento, la Marina Militare ha ufficialmente dichiarato che:

«Come ormai acclarato, si trattò di una disgrazia non diversa da quelle accadute in altre marine da guerra dell'epoca: la causa dell'affondamento era infatti da attribuire ai nuovi esplosivi utilizzati per le cariche di lancio e di scoppio che, indispensabili e sempre più potenti, erano stati introdotti da troppo poco tempo perché se ne conoscessero tutte le caratteristiche relative alla loro stabilità.[2]»

Perirono 21 ufficiali e 433 tra sottufficiali e marinai, tra i quali l’ammiraglio Ernesto Rubin de Cervin, comandante della 3ª Divisione Navale della 2ª Squadra, e il comandante della nave Fara Forni. I superstiti furono 9 ufficiali e 473 fra sottufficiali e i marinai

Varo della nave
l'affondamento della nave

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Benedetto Brin - Nave da battaglia, su marina.difesa.it. URL consultato il 18 maggio 2015.
  2. ^ Le “due vite” della nave da battaglia Benedetto Brin, su marina.difesa.it. URL consultato l'8 agosto 2019.

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