Benci

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Stemma dei Benci
Ritratto di Ginevra de' Benci, Leonardo da Vinci, Washington

«O figliol mio, che Dio ti benedica,
Appara che m'aiuti a guadagnare;
Quel che non sai fattelo insegnare»

(Versi di Lorenzo Benci, mercante e poeta, meta del XV secolo)

I Benci sono stati un'antica famiglia di mercanti fiorentina.

Storia familiare[modifica | modifica wikitesto]

L'ascesa familiare fu graduale e seppe sfruttare il "boom" dell'economia fiorentina fra Tre e Quattrocento. Vi fecero parte numerosi mercanti, letterati e uomini politici, tra cui una ventina di priori e tre gonfalonieri di Giustizia. Essi contribuirono alla vita religiosa fiorentina soprattutto sostenendo le religiose che abitavano sul ponte alle Grazie, non lontano dalle loro abitazioni, per le quali finanziarono la costruzione di un grande monastero in via Ghibellina, detto le Murate.

L'esponente più famoso fu comunque una donna, quella Ginevra de' Benci immortalata da un famoso ritratto di Leonardo da Vinci oggi alla National Gallery di Washington.

Il ritratto fu realizzato verso il 1480 quando Leonardo tornò a Firenze e pare che intercedette per la commissione Tommaso Benci, poeta discepolo di Marsilio Ficino ed amico di Leonardo, o forse dello stesso marito di Ginevra, Giovanni Benci. All'allora ventitreenne Ginevra fu anche dedicato un sonetto di Lorenzo il Magnifico (Io son quella pecorella / che il pastor suo ha smarrito...).

Un suo vicino parente Silvestro Benci fu tra i giovani partecipanti alla giostra che si tenne in piazza Santa Croce in onore di Simonetta Vespucci, cantata dal Poliziano e vinta (così come era prestabilito) da Giuliano de' Medici. Questa giostra aveva un valore politico per l'apparente ritrovata unità dell'oligarchia medicea.

La famiglia aveva il suo palazzo principale nella via che da essi ha preso il nome, via de' Benci, vicino a Santa Croce, che presenta ancora oggi un solido aspetto quasi fortificato: qui probabilmente lavorò Leonardo. Un secondo palazzo più moderno venne fatto realizzare nella seconda metà del Cinquecento in piazza Madonna degli Aldobrandini, ed è ancora noto come Palazzo Benci: costruito su una caseggiato di proprietà della famiglia dal 1470, nel 1575 fu decorato con una serie di affreschi sulla facciata che all'epoca furono giudicati tra i più belli della città.

La famiglia, nelle sue linee aristocratiche, si estinse nel 1633. Anton Francesco, come da tradizione familiare, lasciò tutti i beni alle monache "murate".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Le strade di Firenze, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978.
  • Marcello Vannucci, Le grandi famiglie di Firenze, Newton Compton Editori, 2006 ISBN 88-8289-531-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]