Ben-Hur (miniserie televisiva)

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Ben Hur
PaeseCanada, Germania, Spagna, Marocco
Anno2010
Formatofilm TV
Generereligioso
Lingua originaleInglese
Crediti
RegiaSteve Shill
SoggettoLew Wallace (romanzo)
SceneggiaturaAlan Sharp
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
ProduttoreRoger Corbi
Simon Vaughan
Produttore esecutivoDavid Wyler
Prima visione

Ben Hur è una miniserie televisiva del 2010, diretta da Steve Shill e centrata sulla figura di Giuda Ben Hur. Comprende star come Kristin Kreuk, Ray Winstone, Art Malik, Hough Bonneville e Joseph Morgan nel ruolo di Giuda Ben Hur. Il film è stato scritto da Alan Sharp.

Basata sul romanzo di Lew Wallace del 1880, Ben Hur: Una storia di Cristo, la serie è stata prodotta dall'Alchemy Television Group in associazione con Drimtim Entertainment e Muse Entertainment a Montreal. È andata in onda sul network CBC Canada il 4 Aprile, 2010, e alla fine dello stesso anno sull'ABC negli Stati Uniti. La miniserie è stata trasmessa in Italia per la prima volta su La 7 giovedì 16 e venerdì 17 settembre 2010 in prima serata.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Prima puntata[modifica | modifica wikitesto]

Giuda Ben Hur vive a Gerusalemme con sua madre Ruth, sua sorella Tirzah e il suo amico fraterno Ottavio Messala, figlio illegittimo del Senatore romano Marcello Agrippa che ha virtualmente abbandonato il ragazzo. Un giorno, dopo una gara con dei carri tra i due ragazzi, Ottavio riceve una lettera da suo padre che gli ordina di partire; contemporaneamente Giuda riceve Simonide, un anziano amico di famiglia, che gli consegna il ritratto della figlia, la giovane Tirzah, per onorare una promessa fatta al padre di Giuda: i due ragazzi sono promessi sposi per volere delle due famiglie. Il giovane Ben Hur, pur onorando le volontà del padre, precisa a Simonide che vorrà anche il consenso di Esther per convolare a nozze in futuro. Dopo aver salutato Ottavio, che parte per Roma, i due ragazzi prendono strade diverse e interrompono ogni contatto. Raggiungendo la maggiore età Messala diventa ufficiale nell'esercito romano e torna a Gerusalemme. La permanenza a Roma ha molto cambiato l'animo del ragazzo, ora diventato uomo, che tratta Ben Hur in maniera ambigua: da un lato nutre ancora dell'affetto per lui e la sua famiglia, che si sono presi cura di lui dopo la morte della madre, dall'altro spera di usare l'amico come spia del suo stesso popolo per fare carriera e mettersi in vista presso Ponzio Pilato. Giuda rifiuta di fare da informatore ad Ottavio, tuttavia promette di non prendere parte ad alcuna manifestazione contro Roma che gli zeloti stanno organizzando. Tra questi vi è David Ben Levi, sorvegliante dei braccianti della famiglia Hur. Durante la parata di accoglienza per Ponzio Pilato, Messala conduce il corteo attraverso le strade di Gerusalemme in direzione della casa di Giuda. Mentre lui e la famiglia, insieme ad Esther e Simonide venuti a celebrare il fidanzamento, assistono alla parata, accidentamente, una tegola malmessa del terrazzo precipita e colpisce Pilato. Approfittando della confusione David Ben Levi pugnala alla schiena un soldato romano e scatena una rivolta. Per evitare di cadere in cattiva luce con il governatore, Messala ordina di arrestare Ben Hur e la sua famiglia. L'evento crea un conflitto nell'animo di Messala che se da un lato vorrebbe salvare l'amico, dall'altro deve obbedire agli ordini di Pilato. Quindi fa imprigionare le donne e fa crocifiggere Simonide, il padre di Esther, al posto di Giuda permettendogli di sopravvivere. Giuda viene mandato in catene come schiavo ad una galea e lungo la strada incontra Gesù che lo invita a perdonare il prossimo. Dopo tre anni ai remi come schiavo, l'intelligenza di Giuda fa colpo sull'ammiraglio della galea, il ricco Quinto Ario, e quando la nave viene coinvolta in una battaglia con i pirati, Quinto Ario da ordine di non incatenarlo. Solo Giuda e Quinto Ario sopravvivono all'attacco. Infatti Giuda, intuendo chi aveva dato l'ordine di non incatenarlo, salva la vita a Quinto Ario che, colpito da una freccia con i berbegli, rischiava di annegare. Dopo essere stati alla deriva su una zattera, i due vengono salvati da una nave romana e Quinto Ario, per riconoscenza, prende al suo servizio Giuda in modo da evitargli un ritorno ai remi. Quinto Ario fa fare un addestramento da gladiatore a Ben-Hur in modo che possa fargli da guardia del corpo. Durante gli allenamenti attira l'attenzione di Athena, una prostituta al servizio di Marcello Agrippa molto abile con i veleni. Su ordine di Quinto Ario, Giuda va a letto con Athena, incaricata da Marcello Agrippa di estorcergli informazioni. Il tentativo va a vuoto ma i due si godono la notte d'amore. Nel frattempo, in Tracia, Ottavio Messa cattura un feroce guerriero che invia all'Imperatore Tiberio per dilettarlo in una delle sue feste. Quinto Ario, sentendo avvicinarsi la morte, a causa della setticemia provocatagli dalla punta di freccia rimastagli nella spalla, ottiene dall'Imperatore la grazia per i reati di cui è accusato Giuda e la possibilità di nominarlo suo erede alla sua dipartita in modo che le leggi di Roma impediscano all'Imperatore di appropriarsi di tutto il suo patrimonio. L'Imperatore accetta, malvolentieri, e pone la condizione che Giuda, ora ribattezzato Sesto Ario, combatta fino alla morte contro il guerriero trace. In caso di morte di Giuda, ovviamente, l'accordo sarebbe nullo e le proprietà di Quinto Ario finirebbero in mano sua. La sera del combattimento, però, il guerriero trace si ribella, tenta di uccidere l'Imperatore e viene finito da Ben Hur. Prossimo alla fine, Quinto Ario si taglia i polsi, si lascia morire dissanguato in una vasca piena d'acqua, alla maniera romana, e supplica Giuda di non sprecare la propria vita con l'odio e di onorare il suo nome. Morto Quinto Ario, Giuda eredita tutto e sapendo che Marcello Agrippa si recherà a Gerusalemme lo segue con la speranza di potersi vendicare di Messala. Lungo il tragitto vede nuovamente Gesù su una collina che tiene un discorso a cui, non vista, sta assistendo anche Esther. Consumato dal risentimento per Messala, Giuda non si ferma ad ascoltare e sprona il cavallo fino all'ingresso della sua vecchia casa, ormai abbandonata e in sfacelo.

Seconda puntata[modifica | modifica wikitesto]

Giuda, sotto l'identità di Sesto Ario, ricompra la sua vecchia casa da Pilato. La notizia di un acquirente della casa degli Hur fa notizia, così Giuda si ritrova faccia a faccia con David Ben Levi che si presenta nella speranza di avere un appalto per i lavori di ristrutturazione. Superato il momento di sorpresa, David Ben Levi scopre che Sesto Ario è il suo vecchio padrone: Ben Hur. Alle domande di questi riguardo ad Esther nega di saperne qualcosa mentre in realtà questa è ospite a casa sua. Infatti Simonide ed Esther, sono sotto ricatto da David Ben Levi che sta cercando di costringere la ragazza a sposarlo, pena l'essere buttati in mezzo ad una strada. Recatosi a casa di David Ben Levi, Giuda scopre che Esther è viva. Inizialmente Esther non crede al modo in cui Giuda ha ottenuto le sue ricchezze e la sua libertà. Ella pensa che con la complicità di Messala sia scampato alla croce facendo crocifiggere Simonide al suo posto. Esther, dopo la crocifissione del padre era stata costretta a vivere con i lebbrosi insieme a lui. Memore di quel periodo, di tanto in tanto, porta loro del cibo. Dopo qualche giorno Giuda smaschera la doppiezza di David Ben Levi davanti al popolo e quando questi cerca di attaccarlo a tradimento viene messo al tappeto. Simonide, non crede che la storia raccontata ad Esther da David Ben Levi, per anni, corrisponda a verità, così richiede un colloquio con Giuda. Dopo aver parlato e osservato con attenzione Giuda, Simonide gli crede ed incoraggia Esther a farlo a sua volta. Dopodiché Giuda, sapendo dal senatore Marcello Agrippa che Messala sta per arrivare a Gerusalemme, mette in atto il suo piano. Dopo aver invitato il senatore e Messala a cena, sotto le spoglie di Sesto Ario, rivela la sua vera identità con sgomento da parte di Messala che, sotto shock, fugge via travolgendo di striscio uno dei lebbrosi liberati da Pilato in occasione della Pasqua: Ruth. Ripresosi dallo shock, Messala ammette di aver risparmiato Giuda per scrupoli di coscienza ma di voler chiudere la questione con lui. Ciò nonostante, rifiuta l'idea di farlo avvelenare, come vorrebbe Marcello Agrippa, poiché intimamente vuole ancora bene a Giuda. Recatosi quindi da lui, lo sfida ad una gara con le bighe per risolvere le loro questioni. Giuda accetta dichiarando apertamente a Messala l'intenzione di ucciderlo per vendicarsi, essendo all'oscuro che Ruth e Tirzah sono ancora vive, Si rivolge quindi allo Sceicco Ilderim, che possiede i migliori cavalli della zona, per poter gareggiare in sua vece in cambio di una imponente somma di denaro. Lo Sceicco accetta e pone a Marcello Agrippa una scommessa azzardata che, con una certa riluttanza, il senatore accetta. Nel frattempo Esther trova Ruth e Tirzah tra i lebbrosi. Conoscendo gli intenti vendicativi di Giuda ella vorrebbe rivelarglielo ma Ruth glielo proibisce perché pensa che il figlio soffrirebbe moltissimo sapendo che sono lebbrose. Messala, si organizza per poter gareggiare alla corsa delle bighe. Ordina, quindi, ad Athena di provocare un malessere a Caio Antonio, che rappresenterà Roma durante la corsa, e ne prende il posto. Esther riesce a convincere Ruth a poter rivelare il segreto della sopravvivenza sua e di Tirzah nella speranza di poter impedire che Giuda gareggi. Tuttavia la decisione è presa e la gara ha inizio. Messala supera agevolmente gli altri sfidanti ma, a causa di un carro rovesciato, viene sbalzato via dalla biga e travolto involontariamente dai cavalli di Ben Hur. Sebbene ferito mortalmente, Messala rimane cosciente. Privato del piacere di una vendetta a lungo meditata, Giuda si sente vuoto. Alla richiesta di Athena di far visita a Messala prima che esali l'ultimo respiro, Giuda risponde con astio e indifferenza. Stanca di questo comportamento, Esther rivela a Giuda che Ruth e Tirzah sono vive, seppur malate di lebbra. Sconvolto dalla notizia, Ben Hur si reca nelle caverne dei lebbrosi e riabbraccia la madre e la sorella. Tornati in città trovano una grande confusione poiché Gesù è stato appena condannato ad essere crocifisso da Ponzio Pilato. Caduto sotto il peso della croce, Ben Hur aiuta Gesù a sollevare la croce. Rivedendolo lo riconosce: era l'uomo che lo aveva avvicinato quando fu condotto alla galea. Gesù gli ripete di perdonare il prossimo e poi si avvia verso il calvario. A quel punto, profondamente turbato, Giuda si reca da Messala e lo perdona poco prima che egli muoia, con la gioia di quest'ultimo che ha sempre desiderato il suo perdono. Avendo messo fine alla sua voglia di vendetta, Giuda si sente finalmente libero. Dopo l'estremo saluto a Messala, si allontana prima di essere scoperto da Marcello Agrippa, disperato all'idea di dover pagare la scommessa fatta allo Sceicco Ilderim. Athena, inizialmente intenzionata a suicidarsi per la morte di Messala, versa del veleno nella sua coppa e in quella di Marcello Agrippa. Tuttavia vedendo quanto è spregevole quest'ultimo che non prova neanche pena per il figlio appena morto, decide di non bere e lascia che lo faccia Marcello liberandosi dal suo giogo. Gesù, prima di morire sulla croce, guarisce Ruth e Tirzah. Ben Hur, finalmente libero dalla rabbia e dall'odio torna da Esther e si bacia con lei lasciando presagire un prossimo matrimonio tra i due.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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