Belyllioth

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Belyllioth
UniversoUniverso DC
Lingua orig.Inglese
Autori
EditoreDC Comics
1ª app.giugno 1996
1ª app. inArtemis: Requiem n. 1
SessoFemmina
Poteri
  • Magia
  • Artigli affilati come rasoi
  • Controllo su 1/13 dei demoni dell'Inferno
Affiliazione

Belyllioth è un personaggio immaginario dei fumetti pubblicato negli Stati Uniti d'America dalla DC Comics. Debuttò in Artemis: Requiem n. 1 (giugno 1996), e fu creata da William Messner-Loebs ed Ed Benes.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Belyllioth cominciò come Demone Generale che viveva nella porzione di Inferno governato dal demone Dalkriig-Hath. Quando Wonder Woman entrò in questo regno in cerca della sua sorella caduta Artemide, Belyllioth cercò di catturare l'intrusa. Fallendo nella sua missione, Dalkriig-Hath lo vide come un fallimento e decise di umiliarla pubblicamente torturandola, facendo di lei un esempio per gli altri demoni che avrebbero potuto fallire le proprie missioni. Durante questo periodo, la nuova sposa di Dalkriig-Hath, Artemide, e Wonder Woman, guardarono lo spettacolo pubblico da un edificio vicino.

Diana fermò il boia dal giustiziare Belyllioth ma fu presto una vittima lei stessa per un grande numero di demoni fedeli a Dalkriig-Hath. Artemide quindi si unì al combattimento liberando Belyllioth dai suoi ferri, permettendo a lei e ai suoi fedeli demoni Mirmidoni di unirsi alla battaglia. Grata ad Artemide e a Diana per averla liberata, Belyllioth riuscì a tenere a bada le forze di Dalkriig-Hath finché non riuscirono a scappare, e seguendo il loro esempio, anche Belyllioth e i suoi seguaci riuscirono a salvarsi.

Optando per l'attesa e accumulare più demoni perché la aiutassero a vendicarsi di Dalkriig-Hath, Belyllioth fu scoperta a venire a conoscenza di questo piano pochi mesi dopo la loro fuga sul conto di Artemide, che voleva uccidere Dalkriig-Hath nel mondo mortale. Belyllioth ringraziò Artemide e cercò di assumere velocemente il comando del regno. L'unica condizione di Artemide perché non stesse sulla strada di Belyllioth fu che quest'ultima rilasciò le anime di 5 membri del gruppo di caccia demoni Hellenders che morirono battendosi con Dalkriig-Hath e la vita di una donna che commise suicidio e sua figlia. Lei accettò e a tutte queste persone fu ridata la vita.

Belyllioth scoprì presto però che mantenere il suo titolo era una cosa veramente difficile. Anche i restanti 12 Principi dell'Inferno scoprirono che Dalkriig-Hath era stato distrutto e ognuno di loro cercò di diventare il padrone di quella porzione di Inferno, e tutto questo fece sì che scoppiasse una guerra che però sembrò essere una battaglia persa.

Capendo che come vedova di Dalkriig-Hath, Artemide era la legittima erede al trono vacante, Belyllioth viaggiò nel regno mortale per cercare l'aiuto di Artemide. Artemide accettò di aiutare le forze di Belyllioth in quanto la battaglia nell'aldilà stava causando seri problemi anche nel regno mortale. Dicendo a Belyllioth che non voleva regnare sul trono del suo ex-marito, Artemide mise su un piano.

Travestita da Artemide, Belyllioth si presentò di fronte ai 12 Principi dell'Inferno domandando che le fosse permesso di regnare: i 12 accettarono malvolentieri e magicamente le diedero il titolo di 13º Principe dell'Inferno. Dopo che la cerimonia fu terminata, Belyllioth rivelò la sua vera forma, cosa che fece arrabbiare gli altri 12 regnanti. In quanto non potevano rifiutare la loro benedizione, furono costretti ad accettarla come compagna regnante.

Promisero però ad Artemide che per il suo tradimento sarebbe stata l'oggetto della loro vendetta se fosse entrata di nuovo all'Inferno. Fortunatamente per lei, Belyllioth ora considerava Artemide una grande alleata per averla aiutata ad avere il 13° trono e l'avrebbe protetta quando fosse stato necessario.

Poteri e abilità[modifica | modifica wikitesto]

Belyllioth è una signora dei demoni di alto rango, comandante di un tredicesimo dell'Inferno. È anche un'abilissima maga e guerriera.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Artemis: Requiem (1996)
  • Wonder Woman Annual vol. 2 n. 6 (1997)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]