Bellona (Italia)

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Bellona
comune
Bellona – Stemma Bellona – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
SindacoFilippo Abbate (lista civica Bellona futuro e sviluppo) dall'8-5-2012
Territorio
Coordinate41°10′N 14°14′E / 41.166667°N 14.233333°E41.166667; 14.233333 (Bellona)Coordinate: 41°10′N 14°14′E / 41.166667°N 14.233333°E41.166667; 14.233333 (Bellona)
Altitudine63 m s.l.m.
Superficie11,78 km²
Abitanti6 071[1] (28-2-2017)
Densità515,37 ab./km²
FrazioniTriflisco
Comuni confinantiCamigliano, Capua, Pontelatone, Vitulazio
Altre informazioni
Cod. postale81041
Prefisso0823
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061007
Cod. catastaleA755
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantibellonesi
PatronoSan Secondino Vescovo e Confessore
Giorno festivoMartedì in Albis, ricorrenza di Maria Santissima di Gerusalemme
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bellona
Bellona
Bellona – Mappa
Posizione del comune di Bellona nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Bellona (AFI: /bel'lona/, Vellòna in dialetto locale, pronuncia /vəl'lɔːnə/) è un comune italiano di 6 071 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato in Terra di Lavoro, l'abitato di Bellona si sviluppa a nord-ovest del Monte Rageto in una valle circondata da colline a nord e nord-est. La frazione di Triflisco è attraversata dal fiume Volturno e presenta varie fonti naturali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune deriverebbe il suo nome da un antico tempio dedicato alla dea Bellona che sorgeva sul territorio in epoca romana. Il ritrovamento durante dei lavori agricoli di diversi tasselli di un mosaico farebbe presupporre anche l'esistenza di un ulteriore tempio di epoca romana, dedicato a Mercurio.

Durante la seconda guerra punica, le truppe di Annibale prima di raggiungere Capua, si fermarono sul suolo bellonese prima di costruire un ponte che consentisse loro di attraversare il fiume Volturno, ponte che è stato raso al suolo durante la seconda guerra mondiale e i cui ruderi sono ancora visibili nelle acque del fiume. Un nuovo ponte è stato quindi edificato sullo stesso luogo dell'antico "ponte Annibale".

Durante il medioevo, i saraceni rasero al suolo l'antica Capua nell'841. I capuani allora si rifugiarono sulla collina di Palombara, odierna Triflisco, fondando la città di Sicopoli. Questo abitato non ebbe vita lunga: fu raso al suolo dai saraceni nell'856.

Comunque, Bellona sino all'epoca napoleonica continuò ad essere una frazione di Capua fin quando, nel 1806, le fu conferito il titolo di comune indipendente a tutti gli effetti.

Durante il fascismo, Bellona e il comune limitrofo di Vitulazio furono riuniti in un'unica municipalità, denominata "Villa Volturno", assegnata alla provincia di Napoli, data la contemporanea soppressione della provincia di Terra di Lavoro.

Nell'ottobre del 1943, in piena seconda guerra mondiale, i tedeschi, per ostacolare l'avanzata degli alleati, fecero saltare diverse case. In quel periodo un giovane bellonese, accorso alla difesa della sorella, uccise un soldato tedesco e ne ferì un altro. Per rappresaglia, il 7 ottobre 1943 i tedeschi fucilarono 54 uomini inermi nei pressi di una cava di tufo dismessa. Giorni dopo, durante il riconoscimento delle vittime, i familiari di quei Martiri diedero vita ad un'associazione (oggi denominata A.N.F.I.M. Campania[2]) che ancora oggi continua la sua opera di tutela della memoria storica e trasmissione dei valori civili. Oggi in quel luogo sorge un imponente monumento per ricordare i 54 Martiri.

Nel 1997, in riconoscimento del sacrificio di Martiri durante la Resistenza, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro promise e conferì motu proprio il 23 aprile 1998 la Medaglia d'oro al valor militare al Comune di Bellona, consegnata al Palazzo del Quirinale (Roma) con una solenne cerimonia il 19 marzo 1999.

Il 21 settembre 2011, in riconoscimento dei Martiri e di vari cittadini che hanno dato lustro al Comune, come il caporale del Regio Esercito Italiano Gaetano Di Lello decorato con Medaglia d'argento al valor militare, il tenente colonnello pilota della Regia Aeronautica Militare Italiana cavaliere Giovanni Limongi decorato con Medaglia di bronzo al valor militare e il maresciallo pilota della Regia Aeronautica Militare Italiana commendatore Domenico Sapone decorato con Croce di guerra al valor militare, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, concesse il titolo di Città.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Bellona è tra le città decorate al valor militare per la guerra di Liberazione, insignita della medaglia d'oro al valor militare il 23 aprile 1998, per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[3]:

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Bellona, protagonista di un primo tentativo di resistenza armato subì il 7 ottobre 1943, la reazione indiscriminata e feroce dell'oppressore nazista. Cinquantaquattro inermi cittadini, gente di ogni età, cultura, professione e ceto sociale, furono vittime di quella barbara rappresaglia che già mostrava il suo sanguinario e vile volto. L'eroica testimonianza dei suoi cittadini valse a additare agli italiani tutti il cammino, che, attraverso la resistenza e la lotta armata avrebbe condotto alla libertà ed indicato alle generazioni future la via della pace e della democrazia.»
— Roma, 23 aprile 1998[4]
Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 21 settembre 2001

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Convento di Bellona, eretto sul Monte Rageto.
  • Chiesa di San Secondino
  • Chiesa di San Salvatore
  • Borgo di Triflisco
  • Resti del nucleo urbano di Sicopoli
  • Monte Palombaro
  • Ponte rotto, che congiungeva la vecchia Capua alla via latina

Mausoleo dei 54 martiri[modifica | modifica wikitesto]

Monumento-ossario edificato per ricordare l'uccisione di 54 persone avvenuta il 7 ottobre 1943. In quel giorno i nazisti, per rappresaglia contro l'uccisione di un loro soldato, fucilarono 54 persone presso l'allora cava di tufo. Oggi presso quella cava sorge il monumento per onorare l'eccidio di quei martiri di Bellona. Una stele riporta un'epigrafe di Benedetto Croce in loro memoria.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[6] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 241 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Bellona è servita dalla Stazione di Trifilisco, situata nella sua frazione comunale Triflisco, ubicata sulla linea Napoli - Piedimonte Matese sulla cui tratta operano i treni gestiti dall'Ente Autonomo Volturno. I treni sebbene passino con una certa regolarità non effettuano ad ogni loro passaggio la fermata alla stazione di Triflisco. La stazione dispone anche di un parcheggio per le auto al suo esterno.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Bellona è rinomata nel casertano per la presenza di numerose e qualificate pizzerie specializzate nella preparazione della "pizza gigante di Bellona", notevolmente economica e di grande qualità. Sul territorio bellonese è diffusa la coltivazione dell'olivo e della vite comune dalla quale si produce in particolare il vino pallagrello sia nero che bianco e, il vino casavecchia, entrambi i vini sono ad indicazione geografica tipica.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze concesse a cittadini di Bellona[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare

Caporale del Regio Esercito Italiano Gaetano Di Lello nato a Bellona il 3 maggio 1890 e deceduto in combattimento sul Monte Sei Busi (Gorizia) il 21 ottobre 1915. Motivazione: "Con vero eroismo, lanciava la sua squadra all'assalto delle postazioni nemiche, occupandole, e vi cadeva colpito a morte", Monte Sei Busi (Gorizia), 21 ottobre 1915.

Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare

Tenente colonnello pilota della Regia Aeronautica Militare Italiana cavaliere Giovanni Limongi nato a Bellona (CE) il 13 febbraio 1916 ed ivi deceduto il 27 settembre 1984. Motivazione: "Secondo pilota di apparecchio da bombardamento, partecipava a diverse azioni di guerra su munite basi terrestri, navali e concentramenti meccanizzati nemici. Anche nei momenti critici sprezzante del pericolo, manteneva contegno calmo e sereno, dimostrandosi combattente valoroso", Cielo dell'Africa Settentrionale Italiana (A.S.I.), giugno 1940 - gennaio 1941.

Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare

Maresciallo pilota della Regia Aeronautica Militare Italiana commendatore Domenico Sapone nato a Bellona (CE) l'8 ottobre 1918 ed ivi deceduto il 14 luglio 1993. Motivazione: "Partecipava quale secondo pilota ad azioni belliche, coadiuvando il capo equipaggio per la migliore riuscita delle missioni, effettuate in zone insidiate da preponderanti forze aeree avverse", Fronte Greco e Marmarico, 21 aprile 1941 - 23 gennaio 1942 e 12 ottobre 1942 - 21 gennaio 1943.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ A.N.F.I.M. Campania - Bellona - 54 Martiri, su anfim.campania.it. URL consultato il 20 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  3. ^ Bellona, su quirinale.it.
  4. ^ Conferimento sul sito del Quirinale
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Statistiche demografiche ISTAT

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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