Belfagor (mitologia)

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Belfagor, come viene raffigurato nel Dictionnaire Infernal

Belfagor (AFI: /belfaˈɡɔr/[1]), o Belfegor, è la principale divinità presso alcune popolazioni semite del Medio Oriente.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Dio adorato sul Fegor, montagna d'Assiria, ed è la stessa divinità caldea che Baal, Belo o Bel, adorata dai popoli d'Oriente sotto il nome di Baal-Berit dagli uni, di Baal-Gad da altri, e da alcuni sotto quello di Baal P'eor[2]; lo si fa risalire etimologicamente dalle antiche lingue semitiche (come il caldeo-babilonese) con il termine composito di Baal-P'eor, letteralmente Signore del monte Peor. Venne adorato dai Moabiti sotto il nome di Beelfegor e dai Cananei sotto quello di Moloch. Potrebbe essere la stessa divinità di Adone; nome sotto il quale i Siriani adoravano il Sole.

Belfegor era un idolo d'impurità e della turpitudine, lo stesso che il Priapo, della mitologia greco-romana.

Probabilmente con il nascere del monoteismo ebraico, in contrapposizione al politeismo dei vicini cananei, Moloch-Beelfagor divenne per gli israeliti una figura demoniaca da abbattere (si ricordino le distruzioni degli idoli cananei).

Assimilato poi dal Cristianesimo come il diavolo con il nome di Belfagor, nella demonologia cristiana viene raffigurato anche come uno dei sette principi dell'inferno. Belfagor attira le anime degli uomini e li seduce promettendogli scoperte e geniali invenzioni che li renderanno ricchi. Secondo molti demonologi del XVI secolo, egli diviene più potente nel mese di aprile. Egli è inoltre il demone che rappresenta il peccato mortale dell'accidia.

Belfagor nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Belfagor", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  2. ^ Carlo Antonio Vanzon, Dizionario universale della lingua italiana, ed insieme di geografia ... mitologia &c.., tomo II, 1840, p. 106. URL consultato il 30 settembre 2018.
  3. ^ Novelle italiane, voll. Il Cinquecento,Il Seicento,Il Settecento, Garzanti, pagine 25-33
  4. ^ Numero di Belfagor

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