Beji Caid Essebsi

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Beji Caid Essebsi
الباجي قائد السبسي
Béji Caïd Essebsi 2015-05-20.jpg
Beji Caid Essebsi nel 2015.

Presidente della Tunisia
Durata mandato 31 dicembre 2014 –
25 luglio 2019
Capo del governo Mehdi Jomaa
Habib Essid
Yūssef al-Shāhed
Predecessore Moncef Marzouki
Successore Mohamed Ennaceur (ad interim)

Primo ministro della Tunisia
Durata mandato 27 febbraio 2011 –
24 dicembre 2011
Presidente Fouad Mebazaâ (supplente)
Moncef Marzouki
Predecessore Mohamed Ghannouchi
Successore Hamadi Jebali

Presidente della Camera dei deputati
Durata mandato 14 marzo 1990 –
9 ottobre 1991
Presidente Zine El-Abidine Ben Ali
Predecessore Mohamed Ghannouchi
Successore Habib Boularès

Ministro degli affari esteri
Durata mandato 15 aprile 1981 –
15 settembre 1986
Presidente Habib Bourguiba
Predecessore Hassen Belkhodja
Successore Hédi Mabrouk

Ministro della Difesa
Durata mandato 7 novembre 1969 –
12 giugno 1970
Presidente Habib Bourguiba
Predecessore Mohamed Mzali
Successore Haseeb Ben Ammar

Ministro dell'Interno
Durata mandato 5 luglio 1965 –
8 settembre 1969
Presidente Habib Bourguiba
Predecessore Taieb Mehiri
Successore Hedi Khefacha

Dati generali
Partito politico Neo-Dustūr (1941-1964)
Partito Socialista Desturiano (1964-1988)
Raggruppamento Costituzionale Democratico (1988-2011)
Appello della Tunisia (2012-2019)
Firma Firma di Beji Caid Essebsi الباجي قائد السبسي

Mohamed Beji Caid Essebsi (in arabo: محمد الباجي قائد السبسي ‎, Mūhammad al-Bājī Qāʾid al-Sabsī; Sidi Bou Saïd, 29 novembre 1926Tunisi, 25 luglio 2019) è stato un politico e avvocato tunisino, quinto presidente della Repubblica di Tunisia dal 31 dicembre 2014, il primo scelto con libere elezioni nella storia del Paese, sino alla sua morte avvenuta all'età di 92 anni, nel giorno del 62esimo anniversario della proclamazione della Repubblica tunisina, per un grave malore che lo aveva portato al ricovero per due volte a giugno. Fino ad allora era stato ricoverato in terapia intensiva all'ospedale militare di Tunisi.

Consigliere del presidente Habib Bourghiba, ha ricoperto vari incarichi ministeriali tra cui quello di Ministro degli affari esteri dal 1981 al 1986 e di primo ministro nel 2011. Nel 2012 ha fondato il partito Appello della Tunisia (Nidāʾ Tūnus).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1926 da una famiglia di remote origini sarde[1] (il bisnonno Isma'il Caid Essebsi era stato rapito da corsari tunisini in Sardegna all'inizio del XIX secolo), Beji Caid Essebsi studiò al Collège Sadiki di Tunisi, dove all'età di 15 anni venne a contatto con la sezione giovanile del Neo-Dustur, il movimento indipendentista tunisino che operava in clandestinità, e vi aderì nel 1941.

Successivamente si trasferì a Parigi, dove conobbe il leader della lotta per l'indipendenza Habib Bourguiba e completò gli studi di diritto nel 1950, parallelamente al suo attivismo politico. Nella sua successiva carriera di avvocato, si dedicò alla difesa di vari attivisti del Neo-Dustūr (in seguito RCD).[2]

Attività politica sotto Bourguiba[modifica | modifica wikitesto]

Caid Essebsi con Habib Bourguiba

È entrato in politica subito dopo l'indipendenza della Tunisia nel 1956, come consigliere di Habib Bourguiba, che nel 1957 era divenuto il primo Presidente della Repubblica tunisina. Essebsi si affermò come un esponente di primo piano, ottenendo vari importanti incarichi tra cui quello di direttore della Sicurezza Nazionale (la polizia tunisina), di Ministro dell'Interno, che ha detenuto dal 5 luglio 1965 all'8 settembre 1969 (data in cui venne nominato ambasciatore negli USA, senza poter prendere possesso della carica, in quanto nominato Ministro degli Esteri nel gabinetto guidato da Bahi Ladgham (al-Bāhī al-Adgham) e di Ministro della difesa, carica che ha ricoperto tra il 7 novembre 1969 e il 12 giugno 1970.

Il 12 giugno 1970 venne nominato ambasciatore in Francia ma si dimise l'anno successivo per un contrasto sulla riorganizzazione dello Stato insorto in seno al partito unico al potere (il Partito Socialista Desturiano) di cui anch'egli faceva parte.[2]

A fronte della sua emarginazione dal comitato centrale del partito e con l'accentuarsi del carattere autoritario del regime di Bourguiba, Essebsi si ritirò dalla vita politica, dedicandosi all'esercizio della sua professione di avvocato. Tornò al governo nel 1980, quando il Primo ministro Mohamed Mzali gli offrì di tornare sulla scena politica con l'incarico di Ministro della giustizia. Essebsi rifiutò, ma di fronte all'insistenza di Mzali accettò ugualmente un incarico d'ufficio per aiutarlo a realizzare una democrazia effettiva in Tunisia alternativa al sistema a partito unico, definito non più credibile, e per porre un freno allo strapotere del Presidente a vita Bourguiba.

Il 15 aprile 1981 venne nominato Ministro degli affari esteri[3] in sostituzione di Hassan Belkhodja e in tale veste dovette affrontare i riflessi della guerra civile libanese, la criminalizzazione dell'operazione Gamba di Legno e i rapporti burrascosi con la Libia.

Attività politica dopo Bourguiba[modifica | modifica wikitesto]

Essebsi abbandonò la poltrona ministeriale il 15 novembre 1986. Il 7 novembre 1987, l'ormai senescente Bourguiba venne destituito con un colpo di stato "medico" e sostituito dal generale Zine El-Abidine Ben Ali,[4] che si era fatto nominare Primo Ministro.

In quello stesso anno, Essebsi venne nominato Ambasciatore nella Germania occidentale.

Dal 1990 al 1991 ha assunto la carica di Presidente del Parlamento,[5] e nel 1994, alla scadenza del suo ultimo mandato parlamentare, si è ritirato di nuovo dalla vita politica per dedicarsi unicamente alla propria attività di avvocato.[5]

Essebsi è ricomparso sulla scena politica il 27 febbraio 2011, con la sua nomina a Primo ministro della Tunisia al posto di Muḥammad Ghannūshī,[6] dopo la Rivoluzione dei Gelsomini che in gennaio aveva portato alla caduta di Ben Ali. Il suo scarso coinvolgimento nella politica del Paese all'epoca di Ben Ali ha fatto di lui un buon successore di Ghannūshī, dimessosi a seguito di violenti scontri tra studenti e polizia e impopolare proprio per i suoi forti legami col passato regime. Dopo le elezioni di ottobre e la vittoria di Hamadi Jebali, Essebsi ha lasciato l'incarico il 24 dicembre 2011.[7]

Il 16 giugno 2012 ha fondato Appello della Tunisia (Nidāʾ Tūnus), partito politico di orientamento laico e progressista, che alle elezioni legislative del 27 ottobre 2014 ha registrato un'affermazione sostanzialmente inattesa, sopravanzando il partito islamico al potere di Ennahda, che ha ottenuto solo il secondo posto nei risultati provvisori.[8]

Presidente della Tunisia[modifica | modifica wikitesto]

Essebsi incontra John Kerry (New York, 2016).

Il 21 dicembre 2014 è stato eletto a 88 anni Presidente della Repubblica di Tunisia, il primo scelto con libere elezioni nella storia del Paese, sconfiggendo al ballottaggio (55,68% dei voti) il presidente "provvisorio" uscente Moncef Marzouki[9][10].

Essebsi nella foto di gruppo del G7 2017 di Taormina

Nell'esercizio della carica presidenziale, Essebsi si è trovato ad affrontare le tensioni sociali dovute in buona parte all'acutizzarsi della crisi economica e al crollo del turismo, a causa dei gravi attentati terroristici di matrice islamica verificatisi nel paese nel corso del 2015 quali l'attentato al museo nazionale del Bardo e l'attentato di Susa.[11]

Durante la sua presidenza ha sostentuo il disegno di legge che ha abrogato l'art. 227 bis del codice penale tunisino, che permetteva ai maschi tunisini di evitare la condanna per stupro sulla donna minore di 15 anni nel caso l'avessero sposata, nonché la legge che impediva alle donne tunisine di sposare uomini non musulmani, a meno che non si convertissero all’Islam e lo dimostrassero con un certificato.[12]

Nella mattina del 27 giugno 2019 Essebsi viene colpito da un grave malore e viene trasportato in ospedale.[13]

Essebsi con Houlin Zhao, segretario generale dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (Cartagine, 2017).

Muore il 25 luglio dello stesso anno all'età di 92 anni.[14]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposato nel febbraio 1958 con Saida Farhat (Saʿīda Farḥat),[15] ha avuto due figli (Muḥammad Ḥāfiẓ, anch'egli politico, e Khalīl) e due figlie (Āmāl e Salwā).[16]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Bourguiba: le bon grain et l'ivraie, Tunisi, Sud Éditions, 2009 ISBN 978 9973844996
  • La Tunisie: la démocratie en terre d'islam (con Arlette Chabot), Parigi, éd. Plon, 2016

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Essebsi sulla copertina della rivista Tunivisions nel gennaio 2012.

Onorificenze tunisine[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine dell'Indipendenza - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dell'Indipendenza
«Nelle sue funzioni di presidente della Repubblica tunisina»
Gran Maestro dell'Ordine della Repubblica - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Repubblica
«Nelle sue funzioni di presidente della Repubblica tunisina»
Gran Maestro dell'Ordine Nazionale al Merito - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Nazionale al Merito
«Nelle sue funzioni di presidente della Repubblica tunisina»

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'onore della Repubblica (Algeria) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'onore della Repubblica (Algeria)
— 3 gennaio 2013[17]
Collare dell'Ordine del re Abd al-Aziz (Arabia Saudita) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del re Abd al-Aziz (Arabia Saudita)
— 29 marzo 2019[18]
Collare dell'Ordine di Isa bin Salman Al Khalifa (Bahrain) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Isa bin Salman Al Khalifa (Bahrain)
— 27 giugno 2016[19]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
— 31 gennaio 2018[20]
Gran Cordone dell'Ordine Supremo del Rinascimento (Giordania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine Supremo del Rinascimento (Giordania)
— 27 gennaio 2015[21]
Cavaliere di gran Croce decorato di gran cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran Croce decorato di gran cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica italiana (Italia)
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 23 gennaio 2017[22]
Compagno d'Onore Onorario con Collare dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno d'Onore Onorario con Collare dell'Ordine Nazionale al Merito (Malta)
— 5 febbraio 2019[23]
Collare dell'Ordine della Stella della Palestina (Palestina) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine della Stella della Palestina (Palestina)
— 6 giugno 2017[24]
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
— 4 novembre 2015[25]
Collare dell'Ordine di Stato della Repubblica di Turchia (Turchia) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Stato della Repubblica di Turchia (Turchia)
— 27 dicembre 2017[26]

Onorificenze accademiche[modifica | modifica wikitesto]

Docteur honoris causa - nastrino per uniforme ordinaria Docteur honoris causa
— Università Pantheon-Sorbona

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Barnaba Frigoli, Essebsi il "sardo" in Italia: il presidente della Tunisia ricevuto al Colle, L'Unione sarda, 8 febbraio 2017. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 18 luglio 2019).
  2. ^ a b Béji Caïd Essebsi : Bourguiba : le bon grain et l'ivraie. Tunis, Sud Éditions, 2009, 515 p.
  3. ^ President Essebsi, a lifetime in Tunisia politics, Euronews, 22 dicembre 2014. URL consultato il 22 dicembre 2014 (archiviato il 22 dicembre 2014).
  4. ^ Vincenzo Nigro, Tunisia, il golpe italiano "Sì, scegliemmo Ben Alì", la Repubblica, 11 ottobre 1999. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 27 marzo 2019).
  5. ^ a b Ridha Kéfi, Béji Caïd Essebsi, Jeune Afrique - le premier site d'information et d'actualité sur l'Afrique, 15 marzo 2005. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 22 gennaio 2017).
  6. ^ Tunisia. Béji Caïd Essebsi è il nuovo premier, TG1, 27 febbraio 2011. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 26 luglio 2019).
  7. ^ Houda Mzioudet, Ennahda’s Jebali Appointed as Tunisian Prime Minister, in Tunisia, 14 dicembre 2011. URL consultato il 21 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2012).
  8. ^ Monica Marks, The Tunisian election result isn’t simply a victory for secularism over Islamism, The Guardian, 29 ottobre 2014. URL consultato il 9 novembre 2014 (archiviato il 3 novembre 2014).
  9. ^ Tunisia: presidenziali, Essebsi vince, ANSA, 22 dicembre 2014. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 30 luglio 2018).
  10. ^ My name is Essebsi, cartografiapolitica.wordpress.com, 21 dicembre 2014. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 30 luglio 2018).
  11. ^ Il presidente Essebsi invita i tunisini a restare uniti di fronte al terrorismo, internazionale.it, 20 marzo 2015. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 17 febbraio 2017).
  12. ^ Ora le donne tunisine possono sposare anche uomini non musulmani, il Post, 15 settembre 2017. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 21 gennaio 2018).
  13. ^ Malore, grave il presidente Essebsi: caos nel paese tra attentati e corsa al potere, Il Messaggero, 28 giugno 2019. URL consultato il 25 luglio 2019 (archiviato il 29 giugno 2019).
  14. ^ Il presidente tunisino Beji Caid Essebsi è morto, La Stampa, 25 luglio 2019. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 25 luglio 2019).
  15. ^ (FR) Annuaire des Personnalités: Béji Caïd Essebsi, in Leaders, 19 settembre 2015. URL consultato il 23 marzo 2019.
  16. ^ (FR) Mariem, Les premières déclarations de la Première Dame de Tunisie, Chadlia Saïda Caïd Essebsi, in Baya, 8 gennaio 2015. URL consultato il 23 marzo 2019.
  17. ^ Le double hommage de Bouteflika à 11 personnalités tunisiennes, LEADERS, 3 gennaio 2013. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 25 luglio 2019).
  18. ^ (EN) King Salman, Tunisian president hold talks, oversee signing of two deals & confer medals, Saudi Gazette, 29 marzo 2019. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 29 marzo 2019).
  19. ^ بالصور.. العاهل البحريني يمنح الرئيس التونسي وسام الشيخ عيسى, su vetogate.com, 27 gennaio 2016. URL consultato il 26 luglio 2019.
  20. ^ Beji Caid Essebsi, su howlingpixel.com.
  21. ^ الملك للسبسي: الأردن مستعد لدعم تونس على جميع المستويات, su alghad.com. URL consultato il 20 ottobre 2015.
  22. ^ (FR) Italie-Tunisie: Signature de 6 accords de coopération, Kapitalis, 9 febbraio 2017. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 7 febbraio 2019).
  23. ^ (EN) Government Notices published in Govt. Gazette No. 20,137 of 15th February 2019, Government of Malta, 5 febbraio 2019. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 29 marzo 2019).
  24. ^ (EN) Béji Caïd Essebsi reçoit Mahmoud Abbas, Business News, 6 luglio 2017. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 3 febbraio 2019).
  25. ^ (EN) State visit from Tunisia – day 1, Swedish Royal Court, 4 novembre 2015. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato il 19 gennaio 2018).
  26. ^ (FR) Mona Saanouni, Caïd Essebsi décore Erdogan de l’ordre de la République, Anadolu Agency, 27 dicembre 2017. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2018).

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