Behgjet Pacolli

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Behgjet Pacolli
Pacolli final.jpg

Presidente della Repubblica del Kosovo
Durata mandato 22 febbraio 2011 –
4 aprile 2011
Capo del governo Hashim Thaçi
Predecessore Jakup Krasniqi (ad interim)
Successore Jakup Krasniqi (ad interim)

Ministro degli Affari Esteri
Durata mandato 9 settembre 2017 –
3 febbraio 2020
Presidente Hashim Thaçi
Capo del governo Ramush Haradinaj
Predecessore Emanuel Demaj (ad interim)
Successore Glauk Konjufca

Dati generali
Partito politico Alleanza per un Nuovo Kosovo
Firma Firma di Behgjet Pacolli

Behgjet Pacolli (Pristina, 30 agosto 1951) è un imprenditore e politico kosovaro con cittadinanza svizzera; è considerato l'uomo di origini albanesi più ricco del mondo[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Isa e Nazmije Pacolli è un kosovaro di etnia albanese e dal 1992 ha la cittadinanza svizzera. Era il secondo di dieci figli e crebbe, come la maggior parte della popolazione kosovara di quegli anni, in una campagna segnata dalla povertà.

Negli anni ‘70 emigra in Germania, ad Amburgo, dove consegue la laurea in economia con una specializzazione in marketing e management. Nel 1974 svolge il servizio militare nell'esercito jugoslavo e ritorna in Kosovo. Nel 1976 si trasferisce in Svizzera e trova lavoro presso una società di quel paese con cui aveva stabilito contatti a Mosca[1], diventa uno dei top manager di Interplastica Engineering and Trading, una società di impiantistica che collabora con i paesi del blocco sovietico.

Nel 1990 fonda, insieme a Max Gygax la Mabetex Project Engineering, società di costruzioni e ingegneria civile con sede a Lugano, Svizzera, oggi trasformatasi in Mabetex Group, un importante gruppo d'affari che ha esteso le proprie attività al settore delle assicurazioni, dei media, dell'edilizia e altri settori, società di cui Behgjet Pacolli è presidente e amministratore delegato.

Nel 1999 sposa, con una vistosa cerimonia, definita dai media in stile Kusturica[2], presso Villa Magni-Rizzoli a Canzo, la cantante italiana-albanese Anna Oxa, da cui divorziò nel 2002. In seguito si è sposato con la russa Maria (Masha) Pacolli (nata Sichkova) e ha tre figli e una figlia.

Carriera imprenditoriale[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo di Pacolli è noto per la sua fastosa ristrutturazione del Cremlino, caratterizzata da una sontuosa foglia oro e dall'uso di altri materiali di pregio.[3]
Teatro la Fenice nel 2007

Russia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992, durante progetti di costruzione nella regione russa della Jacuzia, Pacolli intrattiene una stretta collaborazione con il sindaco di Jakutsk Pavel Borodin. Quando Borodin assume la carica di amministratore delle proprietà presidenziali la Mabetex si aggiudica importati appalti per ricostruire, ristrutturare e ammodernare l'ex Parlamento della Federazione Russa, il Teatro dell'Opera e il Cremlino. Costruisce anche il primo grande hotel di lusso, lo Swiss Diamond Hotel, nella nuova era russa. Nel 1998 il Procuratore Generale della Federazione Russa Yuri Skuratov avvia un'indagine per corruzione contro la società Mabetex accusando personalmente Pacolli di avere corrotto membri della famiglia del presidente Boris Yeltsin[4], l'inchiesta è stata chiusa senza conseguenze[5]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il gruppo Mabetex ha partecipato ai lavori preparatori e al progetto di rinnovamento del teatro La Fenice di Venezia che era stato distrutto da un incendio.[6]

Kazakistan[modifica | modifica wikitesto]

Mabetex è stato l'appaltatore generale e lo sviluppatore della Central Concert Hall[7] in Kazakistan e ha svolto un ruolo significativo nella costruzione della nuova capitale Astana[8]. Il gruppo Mabetex è attivo nel settore delle costruzioni del paese e ha costruito quasi il 40% degli edifici nei nuovi distretti di Astana[9].

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Behgjet Isa Pacolli[10] è stato presidente della Repubblica del Kosovo e Primo Vice Premier nel governo di Hashim Thaçi, del quale ha fatto parte fino alla formazione del governo del 9 dicembre 2014.[11]

Dal 2004 Behgjet Pacolli ha continuato la sua azione di lobbying per conto del Kosovo, sostenendo numerose istituzioni e gruppi di advocacy ed esercitando azioni di lobbying sui governi e le istituzioni stranieri e le agenzie internazionali a favore della piena indipendenza del Kosovo e del suo riconoscimento. Pacolli è consigliere internazionale del CSIS (Center for Strategic and International Studies).[12] Dalla dichiarazione di indipendenza del Kosovo del febbraio del 2007 Pacolli non ha mai smesso di chiedere il riconoscimento ufficiale dell'indipendenza del Kosovo.[13][14][15][16]

Il 17 marzo 2006 Pacolli fonda il partito politico Alleanza per un Nuovo Kosovo, che partecipa alle elezioni parlamentari del 2007 conquistando il terzo posto. Durante queste elezioni dichiara beni per un valore di 420 milioni di euro.[17][18] Pacolli diventa deputato del Parlamento del Kosovo e membro del Comitato per il Bilancio e la Finanza. Come tale, Pacolli è stato uno dei firmatari della dichiarazione di indipendenza del Kosovo del 2008.

Nel 2011 Behgjet Pacolli diventa Primo Vice Premier del Kosovo, con delega agli investimenti esteri.[19]

Il 22 febbraio 2011 Behgjet Pacolli viene eletto presidente del Kosovo dal Parlamento nell'ambito di un accordo di condivisione del potere con Hashim Thaçi.[20][13][14][15][16] Il 30 marzo 2011 la Corte Costituzionale del Kosovo dichiara illegittima l'elezione di Pacolli a Presidente della Repubblica del Kosovo a causa del mancato rispetto della costituzione e ne chiede le dimissioni immediate[21] Secondo la Corte, "la Decisione dell'Assemblea parlamentare della Repubblica del Kosovo n. 04-V-04 relativa all'elezione a presidente della Repubblica del Kosovo, datata 22 febbraio 2011 è incostituzionale e perderà efficacia dalla data della pubblicazione ai sensi dell'articolo 116.3 della Costituzione della Repubblica del Kosovo poiché contraria ai requisiti dell'articolo 86 della stessa e dei principi democratici in essa contenuti ".[22] Pacolli dichiarò di rispettare la decisione della Corte Costituzionale del Kosovo e che non avrebbe offerto le sue dimissioni ma avrebbe lasciato la carica, come avviene il successivo 4 aprile 2011. Pacolli annuncia che si ricandiderà a presidente nelle successive immediate elezioni. In seguito accetta l'elezione a presidente di Atifete Jahjaga fino al 2012 quando una riforma costituzionale renderà obbligatorie nuove elezioni presidenziali dirette.

Da settembre 2017 a febbraio 2020, Behgjet Pacolli è stato Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri della Repubblica del Kosovo.[23]

Attività di beneficenza[modifica | modifica wikitesto]

Pacolli è inoltre noto a livello internazionale per il suo lavoro per il rilascio degli ostaggi dell’ONU in Afghanistan.[24]

Nel 2004 furono rapiti a Kabul tre operatori delle Nazioni Unite, Annette Flannigan, Angelito Nayan e la kosovara Shqipe Hebibi, quest'ultima senza rappresentanza, né sostegno esterno. Behgjet Pacolli si recò in Afghanistan dove trascorse un mese lavorando ad intense trattative private per il loro rilascio, di cui gli è stato attribuito il merito.

Due anni più tardi tutta la storia si ripeté quando il cittadino italiano Gabriele Torsello fu rapito in Afghanistan. Behgjet Pacolli fu contattato dai servizi italiani per negoziare la sua liberazione ed ebbe successo.[25][26][27][28]

Nel 1993 Pacolli ha costituito il fondo per l'infanzia "Les Enfants du Sakha" con lo scopo dichiarato di fornire assistenza, cure mediche, istruzione e attività ricreative ai bambini.[29]

Utilizzando la propria struttura e con l’aiuto dei suoi dipendenti, la Mabetex ha inviato diverse tonnellate di aiuti e beni di prima necessità nei campi profughi dell’Albania e ha aiutato altre istituzioni in Italia e in Svizzera a inviare merci utilizzando camion Mabetex.[29]

Dopo la fine della guerra ha fondato a Lugano la Fondazione per l'Organizzazione e la Ricostruzione del Kosovo (FORK), attraverso la quale ha inviato aiuti alla provincia. Pacolli ha dato lavoro a diverse migliaia di albanesi kosovari in progetti in tutto il mondo, oltre a costruire alloggi, fornire cibo e aprire scuole per i loro famigliari.[1]

La fondazione umanitaria Behgjet Pacolli ha costruito e ammodernato l'Università americana in Kosovo, a Pristina[30] che ora accoglie studenti di tutto il mondo oltre agli studenti del Kosovo. Inoltre fornisce sostegno finanziario la Fondazione SEED (South East European Development) ed è consigliere internazionale del CSIS (Centre for Strategic and International Studies).[12]

Nel luglio 2010 l'Unione Internazionale per la Pace ha onorato il presidente di Alleanza per un Nuovo Kosovo Behgjet Pacolli con il premio speciale "Cavaliere della Pace". Pacolli è noto per le sue attività umanitarie nei confronti non solo delle genti del Kosovo, ma anche di tanti altri paesi del mondo.[31]

Onorificenze e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Russia: La più alta onorificenza della Federazione Russa
  • Kazakistan: Cittadino onorario di Astana, capitale della Repubblica del Kazakistan
  • Onorificenza di TMK
  • Doctor honoris causa dell'Università Europea di Tirana
  • Gusi Peace Prize, Premio per la pace di Gusi, Filippine[32]
  • Cavalier del Millennio per la Pace ("Cavaliere della Pace del Millennio") del Centro Nazionale per la pace, Italia
  • Ordine di Nderi i Kombit ("Dignità del popolo") del presidente albanese (2015)
  • Ordine del presidente kazako Kurmet (2016) per i servizi all'economia, alla scienza, alla cultura, all'istruzione e agli affari sociali
  • Medaglia del Presidente kazako “2015 Constitution of Kazakhstan” (2015)
  • Il 16 dicembre 2019, Behgjet Pacolli è stato ricevuto da Papa Francesco in un'udienza privata come Ministro degli Esteri del Kosovo.[33] Behgjet Pacolli si sente benedetto e onorato dell'attenzione di Papa Francesco per il Kosovo e i suoi cittadini.
  • Il 27 dicembre 2019 Behgjet Pacolli ha ricevuto l'alto premio "Madre Teresa" a Tirana per i suoi servizi, personalmente dal presidente albanese Ilir Meta. Uno dei tanti riconoscimenti per il suo impegno in tutti questi anni

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Living The Life Of Behgjet, su iwpr.net, 10 novembre 2005. URL consultato il 25 aprile 2021.
  2. ^ Anna Oxa e Pacolli sposi festa in stile Kusturica, su ricerca.repubblica.it, 26 settembre 1999. URL consultato il 25 aprile 2021.
  3. ^ Andrew Jack (2004). Inside Putin's Russia: Can There Be Reform Without Democracy?. Consultato il 22 marzo 2010.
  4. ^ (EN) The Kremlin's Keeper, the World at His Fingertips, Is Under a Cloud, su nytimes.com, 16 settembre 1999. URL consultato il 25 aprile 2021.
  5. ^ Mabetex: chiusa l'inchiesta russa per assenza di reato, su swissinfo.ch, 13 dicembre 2000. URL consultato il 25 aprile 2021.
  6. ^ (EN) PROJECT FOR THE RECONSTRUCTION OF THE THEATRE, su mabetex.com. URL consultato il 25 aprile 2021.
  7. ^ (EN) Central Concert Hall Nur Sultan, su mabetex.com. URL consultato il 25 aprile 2021.
  8. ^ (EN) Kazakhstan's capital develops into a gem (PDF), su balkanwelfare.org. URL consultato il 25 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2010).
  9. ^ (EN) COREPRIME Enters Kazakhstan Design Competition for Iconic President's Library Project with SAMOO Architects, su 24-7pressrelease.com, 18 maggio 2009. URL consultato il 25 aprile 2021.
  10. ^ Filmato audio Intervista a Pacolli in Albania, su YouTube.
  11. ^ John Kerry (2014). "Formazione del governo in Kosovo Archiviato il 15 luglio 2015 in Internet Archive." Consultato il 10 dicembre 2014
  12. ^ a b "International Councilor" - CSIS, Center for Strategic and International Studies
  13. ^ a b Vjosa Musliu (2009). "Pacolli Lobbies for Kosovo in Africa". Consultato il 27 marzo 2010
  14. ^ a b Giulietto Chiesa (2005). "La resistibile ascesa del sig. Pacolli - 30-12-05". Consultato il 27 marzo 2010
  15. ^ a b Anko Ordoñez and Sara Danni (2009). "Intervista a Behgjet Pacolli". Consultato il 27 marzo 2010.
  16. ^ a b Koha Ditore, Lajm, Telegrafi - 10/09/09; Kohavision, TV 21 (2009). "Businessman lobbies Libya to recognise Kosovo".
  17. ^ Kosovo politicians refuse to reveal sources of wealth, B92, 17 ottobre 2007.
  18. ^ Bureau of European and Eurasian Affairs (2010). "Nota di sfondo: il Kosovo". Archiviato dall'originale il 18 marzo 2010. Consultato il 22 marzo 2010.
  19. ^ kryeministri, su kryeministri-ks.net. URL consultato il 15 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2015).
  20. ^ "New President of Kosovo is Disliked". Kosovo: New Leader Had Ties to Russia. Reuters. 22 febbraio 2011. Archiviato dall'originale del 24 febbraio 2011. Consultato il 23 febbraio 2011
  21. ^ Copia archiviata (PDF), su gjk-ks.org. URL consultato il 2 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 23 luglio 2011).
  22. ^ Revisione costituzionale della Decisione dell'Assemblea parlamentare della Repubblica del Kosovo n. 04-V-04 sull'elezione del Presidente della Repubblica del Kosovo del 22 febbraio 2011." Archiviato il 18 dicembre 2013 in Internet Archive.. Revisione costituzionale della Decisione dell'Assemblea parlamentare della Repubblica del Kosovo n. 04-V-04 sull'elezione del Presidente della Repubblica del Kosovo, Ambasciata degli Stati Uniti. 6 aprile 2011. Consultato il 6 aprile 2011.
  23. ^ indeksonline.net, https://indeksonline.net/me-ceremoni-shteterore-albin-kurti-merr-detyren-e-kryeministrit/.
  24. ^ The World Water Organization (2009). "Executive & Advisory Boards". Consultato il 22 marzo 2010.
  25. ^ Liam Clarke (28 novembre 2004). "UN ‘did nothing to help hostages’". The Times (Londra). Consultato il 26 marzo 2010.
  26. ^ Corriere Della Sera (2006)."Pacolli: ho avuto un ruolo anch' io". consultato il 26 marzo 2010.
  27. ^ L'Espresso (2006). "TORSELLO: ANCHE PACOLLI NELLE TRATTATIVE PER LIBERAZIONE". Consultato il 26 marzo 2010.
  28. ^ The Jawa Report (2004). "Ransom Paid for UN Hostages?". Consultato il 26 marzo 2010
  29. ^ a b World Investment News (2002). "Kosovo". Consultato il 27 marzo 2010
  30. ^ Copia archiviata, su aukonline.org. URL consultato il 15 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2015).
  31. ^ Corriere dell'Umbria (2010). "Il Centro Pace mette su casa in Albania e Kosovo". Consultato 14 luglio 2010.
  32. ^ Pacolli merr çmimin e paqes në Filipine (in albanese)
  33. ^ Ministri i jashtëm i Kosovës, Pacolli, tek Papa në Vatikan.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Kosovo Successore Flag of Kosovo.svg
Jakup Krasniqi (ad interim) 22 febbraio 2011 - 4 aprile 2011 Jakup Krasniqi (ad interim)
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