Behgjet Pacolli

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Behgjet Pacolli
Behgjet Pacolli nel 2012

Behgjet Pacolli nel 2012


Presidente del Kosovo
Durata mandato 22 febbraio 2011 –
4 aprile 2011
Primo ministro Hashim Thaçi
Predecessore Jakup Krasniqi (ad interim)
Successore Jakup Krasniqi (ad interim)

Dati generali
Partito politico Alleanza per un Nuovo Kosovo

Behgjet Pacolli (Marec, 30 agosto 1951) è un imprenditore e politico kosovaro.

Behgjet Isa Pacolli[1] è stato presidente della Repubblica del Kosovo e Primo Vice Premier nel governo di Hashim Thaçi, del quale ha fatto parte fino alla formazione del governo del 9 dicembre 2014.[2] Pacolli è stato uno dei firmatari della dichiarazione di indipendenza del Kosovo del 2008.

Il 30 marzo 2011 la Corte Costituzionale del Kosovo dichiarò illegittima l’elezione di Pacolli a Presidente della Repubblica del Kosovo a causa del mancato rispetto della costituzione e ne chiese le dimissioni immediate[3], Pacolli dichiarò di rispettare la decisione della Corte Costituzionale del Kosovo e che non avrebbe offerto le sue dimissioni ma avrebbe lasciato la carica nel 30 marzo 2011.

Behgjet Pacolli è presidente e Amministratore Delegato del gruppo Mabetex, una società di costruzioni e ingegneria civile con sede in Svizzera. Pacolli è stato anche Presidente del terzo partito politico del Kosovo, Alleanza per un Nuovo Kosovo[4] In questi ultimi quattro anni si è occupato attivamente della politica del Kosovo. Si ritiene che sia l’uomo di origini albanesi più ricco del mondo.[5]

Behgjet era il secondo di dieci figli e crebbe, come la maggior parte della popolazione kosovara di quegli anni, in una campagna segnata dalla povertà. Come migliaia di altri membri della minoranza albanese in Kosovo, Pacolli si trasferì in Europa Occidentale in cerca di migliori opportunità di lavoro.

Il giovane Pacolli contattò diverse società in varie zone dell’Austria e della Germania e infine fu ingaggiato da una ditta austriaca come rappresentante per Iugoslavia, Bulgaria, Polonia e Russia. Due anni più tardi si trasferì in Svizzera e trovò lavoro presso una società di quel paese con cui aveva stabilito contatti a Mosca.[5]

Primi anni della vita e della carriera[modifica | modifica wikitesto]

Behgjet Pacolli è figlio di Isa e Nazmije Pacolli. È un kosovaro di etnia albanese ma ha anche la cittadinanza svizzera. Negli anni ‘70 emigra in Germania, ad Amburgo, dove consegue la laurea in economia con una specializzazione in marketing e management. Nel 1974 svolge il servizio militare nell’esercito iugoslavo e ritorna in Kosovo. Nel 1976 si trasferisce in Svizzera, dove diventa uno dei top manager di Interplastica, una società di impiantistica che collabora con i paesi del blocco sovietico.

Nel 1990 fonda, insieme a Hilmi Kllapija (ex azionista) la Mabetex Project Management, società di costruzioni con sede a Lugano, Svizzera, oggi trasformatasi in Mabetex Group, un importante gruppo d’affari che ha esteso le proprie attività al settore delle assicurazioni, dei media, dell’edilizia e altri settori.

Progetti internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Russia[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo di Pacolli è noto per la sua fastosa ristrutturazione del Cremlino, caratterizzata da una sontuosa foglia oro e dall’uso di altri materiali di pregio.[6]

Nel 1992, durante progetti di costruzione nella regione russa della Jacuzia, Pacolli intrattiene una stretta collaborazione con il sindaco di Jakutsk Pavel Borodin. Quando Borodin assume la carica di amministratore delle proprietà presidenziali la Mabetex si aggiudica importati appalti per ricostruire, ristrutturare e ammodernare l’ex Parlamento della Federazione Russa, il Teatro dell’Opera, il palazzo della Duma e il Cremlino. Mabetex costruisce anche il primo grande hotel di lusso, lo Swiss Diamond Hotel, nella nuova era russa. Nel 1998 il Procuratore Generale della Federazione Russa Yuri Skuratov avvia un’indagine per corruzione contro la società Mabetex (successivamente abbandonata dopo che egli ebbe lasciato l’incarico) accusando personalmente Pacolli di avere corrotto membri della famiglia del presidente Boris Yeltsin. Nel 2000 Pacolli querela Skuratov per diffamazione in un tribunale russo e vince la causa: Skuratov è condannato a pagare danni per un milione di rubli a Pacolli.[7][8][9][10][11]

Kazakhstan[modifica | modifica wikitesto]

La società Mabetex opera attualmente in Kazakistan, dove ha avuto un ruolo importante nella costruzione della nuova capitale Astana. Tra i progetti realizzati ricordiamo il nuovo Palazzo Presidenziale, uno dei noti simboli del successo della Mabetex in Kazakistan, oggi lussuosa residenza presidenziale il cui splendore può essere ammirato dai dignitari stranieri in visita al Presidente Nursultan Nazarbayev, di cui ospita gli uffici. Situato sulla riva sinistra del fiume Išim, il complesso unisce architetture di stile neoclassico e moderno ed influenze etniche. La residenza del presidente fa parte di un moderno complesso di edifici amministrativi situato nel nuovo centro cittadino, che simboleggia il nuovo volto del Kazakistan.[12]Il Gruppo Mabetex è uno dei principali operatori dell’industria edile kazaka e ha costruito quasi il 40% degli edifici della nuova Astana.[13]Tra i progetti più recenti, il nuovo Teatro Classico dell’Opera e del Balletto, inaugurato il 21 giugno 2013, rappresenta il più grande teatro dell’Opera dell’Asia Centrale.[14]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Mabetex è stata la principale ditta appaltatrice e costruttrice della Sala Concerti Centrale del Kazakistan.[15]

In Italia il gruppo Mabetex è stato incaricato di studiare e progettare la ricostruzione del teatro La Fenice di Venezia dopo l’incendio.[16]

Teatro la Fenice nel 2007

Uzbekistan[modifica | modifica wikitesto]

A Tashkent, la capitale dell’Uzbekistan, il gruppo di Pacolli è il costruttore del premiato progetto del palazzo del Municipio. Ingegnere del progetto, l’ex azionista e socio di Pacolli, Hilmi Kllapija.

La politica[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 marzo 2006 Pacolli fonda il partito politico Alleanza per un Nuovo Kosovo, che partecipa alle elezioni parlamentari del 2007 conquistando il terzo posto. Durante queste elezioni dichiara beni per un valore di 420 milioni di euro.[17] Pacolli diventa deputato del Parlamento del Kosovo e membro del Comitato per il Bilancio e la Finanza. L’ascesa politica di Pacolli viene considerata una risorsa per il Kosovo e il suo sviluppo.

Dal 2004 Behgjet Pacolli ha continuato la sua azione di lobbying per conto del Kosovo, sostenendo numerose istituzioni e gruppi di advocacy ed esercitando azioni di lobbying sui governi e le istituzioni stranieri e le agenzie internazionali a favore della piena indipendenza del Kosovo e del suo riconoscimento. Pacolli è consigliere internazionale del CSIS (Center for Strategic and International Studies).[18] Dalla dichiarazione di indipendenza del Kosovo del febbraio del 2007 Pacolli non ha mai smesso di chiedere il riconoscimento ufficiale dell’indipendenza del Kosovo.[19][20][21][22]

Nel 2011 Behgjet Pacolli diventa Primo Vice Premier del Kosovo, con un mandato per gli investimenti stranieri. Dimostra di avere un approccio creativo e innovativo, dando priorità alla regione africana, operando in paesi influenti e modificando istituzionali e regolamenti sugli investimenti stranieri per creare un ambiente attrattivo per gli affari sin dai primi mesi del suo incarico. Tutto sulla base di una piattaforma operativa dettagliata del Vice Primo Ministro.[23]

La presidenza del Kosovo[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Presidente del Kosovo

Il 22 febbraio 2011 Behgjet Pacolli viene eletto presidente del Kosovo nell’ambito di un accordo di condivisione del potere con Hashim Thaçi.[24] Lo stesso giorno il Parlamento della repubblica del Kosovo nomina Pacolli Presidente della Repubblica.[19][20][21][22] Pacolli rassegna le dimissioni dopo che la Corte Costituzionale dichiara che: "la Decisione dell’Assemblea parlamentare della Repubblica del Kosovo n. 04-V-04 relativa all’elezione a presidente della Repubblica del Kosovo, datata 22 febbraio 2011 è incostituzionale e perderà efficacia dalla data della sua pubblicazione ai sensi dell’articolo 116.3 della Costituzione della Repubblica del Kosovo poiché contraria ai requisiti dell’articolo 86 della stessa e dei principi democratici in essa contenuti ".[25] Pacolli annuncia che si ricandiderà a presidente nelle successive immediate elezioni. In seguito accetta l’elezione a presidente di Atifete Jahjaga fino al 2012 quando una riforma costituzionale renderà obbligatorie nuove elezioni presidenziali dirette. Si prevede che Pacolli si candiderà alle elezioni presidenziali del 2012.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Pacolli è stato sposato con la cantante italiana-albanese Anna Oxa dal 1999 al 2002. In precedenza aveva avuto una relazione con una donna slovena e in seguito con una donna austriaca. Attualmente è spostato con la russa Maria (Masha) Pacolli (nata Sichkova), ha un figlio e quattro figlie.

Pacolli è inoltre noto a livello internazionale per il suo lavoro per il rilascio degli ostaggi dell’ ONU in Afghanistan.[26]

Nel 2004 furono rapiti a Kabul tre operatori delle Nazioni Unite, Annette Flannigan, Angelito Nayan e il kosovaro Shqipe Hebibi, quest’ultimo senza rappresentanza, né sostegno esterno. Behgjet Pacolli si recò in Afghanistan dove trascorse un mese lavorando ad intese trattative private per il loro rilascio, di cui gli è stato attribuito il merito.

Due anni più tardi tutta la storia si ripeté quando il cittadino italiano Gabriele Torsello fu rapito in Afghanistan. Behgjet Pacolli fu contattato dai servizi italiani per negoziare la sua liberazione ed ebbe successo.[27][28][29][30]

Nel 1993 Pacolli ha costituito il fondo per l’infanzia "Les Enfants du Sakha" con lo scopo dichiarato di fornire assistenza, cure mediche, istruzione e attività ricreative ai bambini.[31]

Utilizzando la propria struttura e con l’aiuto dei suoi dipendenti, la Mabetex ha inviato diverse tonnellate di aiuti e beni di prima necessità nei campi profughi dell’Albania e ha aiutato altre istituzioni in Italia e in Svizzera a inviare merci utilizzando camion Mabetex.[31]

Dopo la fine della guerra Pacolli ha fondato a Lugano la Fondazione per l’Organizzazione e la Ricostruzione del Kosovo (FORK), attraverso la quale ha inviato aiuti alla provincia. Pacolli ha dato lavoro a diverse migliaia di albanesi kosovari in progetti in tutto il mondo, oltre a costruire alloggi, fornire cibo e aprire scuole per i loro famigliari.[5]

La fondazione umanitaria Behgjet Pacolli ha costruito e ammodernato l'Università americana in Kosovo, a Pristina[32] che ora accoglie studenti di tutto il mondo oltre agli studenti del Kosovo. Inoltre Pacolli fornisce sostegno finanziario la Fondazione SEED (South East European Development) ed è consigliere internazionale del CSIS (Centre for Strategic and International Studies).[18]

Nel luglio 2010 l’Unione Internazionale per la Pace ha onorato il presidente di Alleanza per un Nuovo Kosovo Behgjet Pacolli con il premio speciale "Cavaliere della Pace". Pacolli è noto per le sue attività umanitarie nei confronti non solo delle genti del Kosovo, ma anche di tanti altri paesi del mondo.[33]

Onorificenze e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Filmato audio Intervista a Pacolli in Albania su YouTube.
  2. ^ John Kerry (2014). "Formazione del governo in Kosovo" Consultato il 10 dicembre 2014
  3. ^ [1]
  4. ^ Bureau of European and Eurasian Affairs (2010). "Nota di sfondo: il Kosovo". Archiviato dall’originale il 18 marzo 2010. Consultato il 22 marzo 2010.
  5. ^ a b c Chris Bennett (1999). "Living The Life Of Behgjet". Cosultato il 1 novembre 2008
  6. ^ Andrew Jack (2004). Inside Putin's Russia: Can There Be Reform Without Democracy?. Consultato il 22 marzo 2010.
  7. ^ Ilj’a Vukelič, Andrej Terechov (gennaio 2006).Mabetex dei Balcani (in russo). Cosultato il 1 novembre 2008.
  8. ^ Michael Wines (settembre 1999). "The Kremlin's Keeper, the World at His Fingertips, Is Under a Cloud". New York Times. Cosultato il 1 novembre 2008.
  9. ^ Ian Traynor, Peter Capella (Febbraio 2000). "Swiss investigators order arrest of top Yeltsin aide". London: guardian.co.uk. Cosultato il 1 novembre 2008
  10. ^ Borodin, Pavel (in russo). lenta.ru. Consultato il 1 novembre 2008
  11. ^ Ekaterina Zapodinskaja (agosto 2000). Pacolli è pulito. Vinta la causa con Skuratov (in russo). Il quotidiano «Kommercant». Cosultato il 1 novembre 2008.
  12. ^ CNN Traveler Promotion (2008). "La capitale del Kazakistan è diventata una perla". Archiviato dall’originale del 16 febbraio 2010. Consultato il 26 marzo 2010.
  13. ^ 24-7pressrelease.com (2009). "COREPRIME Enters Kazakhstan Design Competition for Iconic President's Library Project with SAMOO Architects". Consultato il 26 marzo 2010.
  14. ^ Edge Magazine KZ (2013). "Curtain Goes up at Central Asia’s Largest Opera House". consultato il 10 dicembre 2014.
  15. ^ 15. Wikipedia (2014). "Kazakhstan Central Concert Hall". Consultato il 10 dicembre 2014.
  16. ^ Ricostruzione "La Fenice" – Venezia .
  17. ^ Kosovo politicians refuse to reveal sources of wealth, B92, 17 Ottobre 2007.
  18. ^ a b "International Councilor" - CSIS, Center for Strategic and International Studies
  19. ^ a b Vjosa Musliu (2009). "Pacolli Lobbies for Kosovo in Africa". Consultato il 27 marzo 2010
  20. ^ a b Giulietto Chiesa (2005). "La resistibile ascesa del sig. Pacolli - 30-12-05". Consultato il 27 marzo 2010
  21. ^ a b Anko Ordoñez and Sara Danni (2009). "Intervista a Behgjet Pacolli". Consultato il 27 marzo 2010.
  22. ^ a b Koha Ditore, Lajm, Telegrafi - 10/09/09; Kohavision, TV 21 (2009). "Businessman lobbies Libya to recognise Kosovo".
  23. ^ kryeministri
  24. ^ "New President of Kosovo is Disliked". Kosovo: New Leader Had Ties to Russia. Reuters. 22 febbraio 2011. Archiviato dall’originale del 24 febbraio 2011. Consultato il 23 febbraio 2011
  25. ^ Revisione costituzionale della Decisione dell’Assemblea parlamentare della Repubblica del Kosovo n. 04-V-04 sull’elezione del Presidente della Repubblica del Kosovo del 22 febbraio 2011.". Revisione costituzionale della Decisione dell’Assemblea parlamentare della Repubblica del Kosovo n. 04-V-04 sull’elezione del Presidente della Repubblica del Kosovo, Ambasciata degli Stati Uniti. 6 aprile 2011. Consultato il 6 aprile 2011.
  26. ^ The World Water Organization (2009). "Executive & Advisory Boards". Consultato il 22 marzo 2010.
  27. ^ Liam Clarke (28 novembre 2004). "UN ‘did nothing to help hostages’". The Times (Londra). Consultato il 26 marzo 2010.
  28. ^ Corriere Della Sera (2006)."Pacolli: ho avuto un ruolo anch' io". consultato il 26 marzo 2010.
  29. ^ L'Espresso (2006). "TORSELLO: ANCHE PACOLLI NELLE TRATTATIVE PER LIBERAZIONE". Consultato il 26 marzo 2010.
  30. ^ The Jawa Report (2004). "Ransom Paid for UN Hostages?". Consultato il 26 marzo 2010
  31. ^ a b World Investment News (2002). "Kosovo". Consultato il 27 marzo 2010
  32. ^ [2]
  33. ^ Corriere dell'Umbria (2010). "Il Centro Pace mette su casa in Albania e Kosovo". Consultato 14 luglio 2010.
  34. ^ Riceve una copia delle chiavi della città di Tirana
  35. ^ Pacolli merr çmimin e paqes në Filipine (in albanese)
  36. ^ Zëvendëskryeministri Pacolli, nderohet me titullin Kryebashkiak Nderi, i kryeqytetit të Luizianës në SHBA. Atij i dorëzohet edhe qelësi i qytetit (in albanese), Behgjet Pacolli 2011-12-5

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Kosovo Successore Flag of Kosovo.svg
Jakup Krasniqi 22 febbraio 2011 Atifete Jahjaga
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