Baydu

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Moneta la cui legenda dice: "Battuta da Baydu nel nome del Khagan", in Lingua mongola.
Negoziati tra le forze di Baydu e di Ghazan.

Baydu - scritto anche Baidu (Байду) - (m. 1295) fu il sesto Īlkhān mongolo d'Iran. Era figlio di Taraqai, a sua volta quinto figlio di Hulagu.[1] Succedette a suo cugino Gaykhātū come Khān dell'Ilkhanato nel 1295.

Gaykhātū era stato assassinato da un gruppo di cospiratori ispirati da Taghachar, un comandante dell'esercito mongolo, che elevò al potere Baydu, sapendo di poterlo condizionare. Sotto Baydu, l'Ilkhanato fu diviso tra i cospiratori che avevano ucciso Gaykhātū.[2]

Baydu ebbe grandi simpatie per il Cristianesimo,[3] ma fu obbligato ad abbracciare l'Islam, anche se solo formalmente.[4] Secondo Saunders nel suo Mongol Conquests, Baydu permise l'erezione di chiese nel suo ordo e indossò una collana con una croce.[5] Fu spronato dai suoi seguaci a eliminare Ghazan, figlio di Arghun Khan, ma rifiutò per l'affetto che provava per lui. Ciò malgrado i suoi seguaci progressivamente lo abbandonarono, in parte per gli intrighi sotterranei dell'Emiro Nawrūz. Ghazan fece guerra a Baydu, marciando con un esercito dal Khorasan.[1] Baydu tentò di fuggire dall'Azerbaigian per trovare rifugio nel regno di Georgia, ma fu fatto prigioniero presso Nakhichevan dopo essere stato sconfitto in battaglia.[1][6] Dopo soli cinque mesi di regno fu portato a Tabriz e giustiziato il 5 ottobre 1295, ponendo fine alla guerra civile col suo successore Mahmud Ghazan.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d John Stevens, The history of Persia. Containing, the lives and memorable actions of its kings from the first erecting of that monarchy to this time; an exact Description of all its Dominions; a curious Account of India, China, Tartary, Kermon, Arabia, Nixabur, and the Islands of Ceylon and Timor; as also of all Cities occasionally mention'd, as Schiras, Samarkand, Bokara, &c. Manners and Customs of those People, Persian Worshippers of Fire; Plants, Beasts, Product, and Trade. With many instructive and pleasant digressions, being remarkable Stories or Passages, occasionally occurring, as Strange Burials; Burning of the Dead; Liquors of several Countries; Hunting; Fishing; Practice of Physick; famous Physicians in the East; Actions of Tamerlan, &c. To which is added, an abridgment of the lives of the kings of Harmuz, or Ormuz. The Persian history written in Arabick, by Mirkond, a famous Eastern Author that of Ormuz, by Torunxa, King of that Island, both of them translated into Spanish, by Antony Teixeira, who liv'd several Years in Persia and India; and now render'd into English.
  2. ^ Atwood, p. 525
  3. ^ Jackson, p. 176
  4. ^ Atwood, p. 253
  5. ^ Saunders, p. 135
  6. ^ Grousset, pp. 377-378

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Christopher P. Atwood, The Encyclopedia of Mongolia and the Mongol Empire. Facts on File, Inc. 2004. ISBN 0-8160-4671-9.
  • Peter Jackson, The Mongols and the West, 1221-1410, Longman, 2005, ISBN 0-582-36896-0.
  • J.J. Saunders, The History of the Mongol Conquests, Londra, Routledge & Kegan Paul Ltd., 1971. ISBN 0-8122-1766-7
  • René Grousset, The Empire of the Steppes: A History of Central Asia, New Brunswick, The State University of New Jersey, Rutgers, 1970, ISBN 0-8135-0627-1

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