Battaglioni M

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Mostrina dei battaglioni M.

I battaglioni "M" furono le unità d'élite della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale italiana durante la seconda guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Militare di un battaglione M. Sul bavero si osservano le mostrine disegnate con la M mussoliniana che ingloba un fascio, privilegio concesso dal Duce ai reparti volontari con d.l. del 22 novembre 1941.

I battaglioni "M" (ove la "M" stava per Mussolini) vennero creati nel corso della seconda guerra mondiale, nell'ottobre 1941 come trasformazione e potenziamento dei battaglioni d'assalto e da montagna della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) che si erano particolarmente distinti in combattimento.

I primi battaglioni "M" furono quelli provenienti dal Raggruppamento Galbiati (VIII di Varese, il XVI di Como e il XXIX di Arona), veterani della Battaglia di Marizai[1], e i battaglioni della 15ª Legione CC.NN. d'Assalto "Leonessa" (XIV di Bergamo e XV di Brescia), citati nel bollettino di guerra n. 248 del 10 febbraio 1941, seguiti da altri battaglioni d'assalto sempre distintisi in azioni belliche.

Per migliorarne ulteriormente l'efficienza bellica, i battaglioni "M" venivano sottoposti a speciali corsi di addestramento presso il "Campo Battaglioni M" a Roma-Trastevere, ed erano inquadrati nell'Ispettorato battaglioni "M" della MVSN (Con. Gen. Giua), che supervisionava l'addestramento e gestiva il flusso dei rimpiazzi.

Per l'impiego operativo i battaglioni "M" erano solitamente assegnati direttamente alle dipendenze dei Corpi d'Armata o delle Armate, con funzioni di riserva generale e da questi riassegnati in supporto ad unità impegnate in azioni particolarmente impegnative. Furono impiegati principalmente nella campagna di Russia, nella campagna italiana di Grecia e per la progettata invasione di Malta.

Il 25 luglio 1943, giorno dell'arresto del Duce, il XVI Battaglione "M" di Como, in marcia su Roma, veniva fermato poco lontano dalla capitale in seguito ad un ordine impartito dal capo di S.M. della Milizia, generale Enzo Emilio Galbiati. La stessa Divisione "M" riceveva l'ordine tra il 25 e il 26 luglio di continuare l'attività di addestramento. L'8 settembre i reparti schierati a nord della penisola, in Francia e nei Balcani aderirono in gran parte alla neonata Repubblica Sociale Italiana, come quelli sbarcati in Corsica in parte collaborarono con i fascisti e i tedeschi.

I reparti passati alla RSI furono assorbiti dalla Guardia Nazionale Repubblicana escluso il I Battaglione M "IX Settembre" che, costituitosi nel settembre 1943 a Tolone, combatte ad Anzio e nel fronte dell'Est.[2]

Elenco dei battaglioni "M"[modifica | modifica wikitesto]

  • V Battaglione d'assalto "M" (dalla 5ª Legione "Valle Scrivia" di Tortona)
  • VI Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Sforzesca" di Vigevano)
  • VIII Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Cacciatori delle Alpi" di Varese)
  • X Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Montebello" di Voghera)
  • XII Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Monte Bianco" di Aosta)
  • XIV Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Garibaldina" di Bergamo)
  • XV Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Leonessa" di Brescia)
  • XVI Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Alpina" di Como)
  • XXIX Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Antonio Chinotto" di Arona)
  • XXX Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Roberto Forni" di Novara)
  • XXXIV Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Premuda" di Savona)
  • XXXVIII Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Vittorio Alfieri" di Asti)
  • XLI Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Cesare Battisti" di Trento)
  • XLII Battaglione da Sbarco "M" (dalla Legione "Berica" di Vicenza)
  • XLIII Battaglione da Sbarco "M" (della Legione "Piave" di Belluno)
  • L Battaglione da Sbarco "M" (della Legione "Trevigiana" di Treviso)
  • LX Battaglione da Sbarco "M" (della Legione "Istria" di Pola)
  • LXIII Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Tagliamento" di Udine)
  • LXXI Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Manfreda" di Faenza)
  • LXXIX Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Cispadana" di Reggio Emilia)
  • LXXXI Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Alberico da Barbiano" di Ravenna)
  • LXXXV Battaglione d'assalto "M" (dalla Legione "Apuana" di Massa)

Struttura e organizzazione dei reparti[modifica | modifica wikitesto]

I battaglioni "M" potevano essere strutturati come battaglioni d'assalto o come battaglioni di armi d'accompagnamento.

I battaglioni d'assalto erano organizzati come segue:

Comando e plotone comando
Plotone esploratori
3 compagnie assaltatori, ciascuna su :
Comando e plotone comando
2 plotoni assaltatori
Compagnia mitraglieri

I battaglioni armi d'accompagnamento erano organizzati come segue:

Comando e plotone comando
Compagnia mortai da 81mm.
Compagnia cannoni d'accompagnamento e controcarro da 47/32.
Compagnia mitraglieri

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

I battaglioni "M" nei Balcani[modifica | modifica wikitesto]

I Battaglioni d'assalto "M" X (fino al febbraio 1943), LXXI, LXXXI e LXXXV operarono nei Balcani in compiti di guarnigione e operazioni di controguerriglia.

I battaglioni "M" sul fronte russo[modifica | modifica wikitesto]

Il seniore Giacomo Comincioli della 15ª Legione CC.NN. d'Assalto "Leonessa". Sul bavero si osservano le mostrine con la M

I Battaglioni "M" impiegati sul fronte russo vennero inquadrati in Raggruppamenti, ciascuno formato da due Gruppi Battaglioni "M", ciascuno formato da due battaglioni d'assalto e un battaglione armi d'accompagnamento, come segue:

Raggruppamento Camicie Nere "III Gennaio"
Gruppo di battaglioni "M" "Tagliamento"
LXIII Battaglione d'assalto "M"
LXXIX Battaglione d'assalto "M"
LXIII Battaglione Armi d'Accompagnamento "Sassari" (del Regio Esercito)
Gruppo di Battaglioni "M" "Montebello"
VI Battaglione d'assalto "M"
XXX Battaglione d'assalto "M"
XII Battaglione Armi d'Accompagnamento "M"
Raggruppamento Camicie Nere "XXIII Marzo"
Gruppo di Battaglioni "M" "Leonessa"
XIV Battaglione d'assalto "M"
XV Battaglione d'assalto "M"
XXXVIII Battaglione Armi d'Accompagnamento "M"
Gruppo di Battaglioni "M" "Valle Scrivia"
V Battaglione d'assalto "M"
XXXIV Battaglione d'assalto "M"
XLI Battaglione Armi d'Accompagnamento "M"

Le Camicie Nere del Gruppo "Tagliamento" non erano originariamente un'unità "M", ma vennero promosse a questa qualifica sul campo quale riconoscimento del valore dimostrato nel corso delle operazioni del CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia). Come tali, furono gli unici battaglioni "M" a non essere stati addestrati nel Campo Battaglioni "M" di Roma-Trastevere. I Battaglioni "M" dimostrarono a più riprese di essere tra le migliori unità dell'ARMIR (Armata Italiana in Russia), operando principalmente in supporto del XXXV Corpo d'Armata.

I battaglioni "M da sbarco" per l'invasione di Malta[modifica | modifica wikitesto]

In vista della progettata invasione di Malta (Operazione C3), la MVSN costituì un reparto da sbarco, il Gruppo Battaglioni "M" di Camicie Nere da Sbarco, così strutturato:

Comando e compagnia comando
XLII Battaglione da Sbarco "M" "Vicenza"
XLIII Battaglione da Sbarco "M" "Belluno"
L Battaglione da Sbarco "M" "Treviso"
LX Battaglione da Sbarco "M" "Pola"
2 Compagnie cannoni d'accompagnamento da 47/32
1 Compagnia mortai da 81mm
1 Compagnia Guastatori

Con la cancellazione dell'Operazione C.3, le Camicie Nere da Sbarco furono riorganizzate su due Gruppi Battaglioni, come segue:

I Gruppo di Battaglioni Camicie Nere "M" da Sbarco
XLIII Battaglione da Sbarco "M"
LX Battaglione da Sbarco "M"
V Battaglione Armi d'Accompagnamento (del Regio Esercito)
Il I Gruppo Battaglioni partecipò alla occupazione della Corsica, ove rimase di guarnigione fino all'8 settembre 1943, quando partecipò ai combattimenti contro i Tedeschi.
II Gruppo di Battaglioni Camicie Nere "M" da Sbarco
XLII Battaglione da Sbarco "M"
L Battaglione da Sbarco "M"
V Battaglione Armi d'Accompagnamento (del Regio Esercito)
Il II Gruppo Battaglioni partecipò alla occupazione della Corsica, per poi trasferirsi in Francia ove rimase di guarnigione nella zona di Tolone fino all'8 settembre 1943, quando si sciolse con le altre unità della 4ª Armata.

I battaglioni "M" in Tunisia[modifica | modifica wikitesto]

Il X Battaglione d'assalto "M" venne trasferito in Tunisia nel febbraio 1943 e assegnato inizialmente in supporto della 136ª Divisione corazzata "Giovani Fascisti" sulla linea difensiva del Mareth e poi alla 101ª Divisione motorizzata "Trieste" fino alla resa delle forze dell'Asse in Africa.

La Divisione Corazzata di Camicie Nere "M"[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: 1ª Divisione Corazzata di Camicie Nere "M".

Fu costituita nel maggio 1943 partendo dai pochi superstiti dei Battaglioni "M" rientrati dalla Russia e integrati da volontari. L'unità, equipaggiata con mezzi corazzati forniti dai tedeschi, era ancora in fase di addestramento al momento della caduta del fascismo (25 luglio 1943), ribattezzata 136ª Divisione corazzata "Centauro II" ed epurata dei suoi elementi più marcatamente fascisti, per poi essere sciolta dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.

Uniformi e distintivi[modifica | modifica wikitesto]

Militi dei battaglioni "M" della M.V.S.N.

I componenti dei Battaglioni "M" indossavano le normali uniformi della MVSN, con la sola differenza delle mostrine nere sulle quali il normale fascio littorio argentato usato dai reparti della MVSN al posto delle stellette del Regio Esercito era sostituito da un fascio intrecciato con una lettera "M" maiuscola smaltata in rosso, riproducente la grafia di Mussolini.

Anche i gagliardetti dei vari battaglioni riprendevano la medesima simbologia: su di essi, realizzati a forma di coda di rondine, comparivano ricamati la stessa "M" rossa con fascio littorio, la scritta "Seguitemi" (che esprimeva fedeltà alla Patria e al Fascismo) con la stessa calligrafia della "M" e il numero del reparto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La battaglia di Marizai (Maritzait) si tenne tra il 13 ed il 23 febbraio 1941 in territorio albanese, quando i nascenti battaglioni respinsero la divisione greca Kritai (Creta) in procinto di riconquistare Valona.
  2. ^ Battaglione IX Settembre

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucas-G. De Vecchi, Storia delle unità combattenti della M.V.S.N. 1923-1943, Roma, Giovanni Volpe Editore, 1976.
  • Lucio Ceva, Storia delle Forze Armate in Italia, Torino, UTET Libreria, 1999.
  • Carlo Rastrelli, Un esercito in camicia nera, Storia Militare n.129 giugno 2004.
  • Pierluigi Romeo di Colloredo, Emme Rossa! Le Camicie Nere sul Fronte russo, 1941-1943, Genova, ITALIA, 2008

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]