Battaglia di Verona (1799)

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Battaglia di Verona
parte della seconda coalizione
Knötel III, 6.jpg
Schermaglia di fanteria austriaca
Data26 marzo 1799
LuogoVicino a Verona
EsitoInconcludente
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
46 400 soldati41 400 soldati
Perdite
5 228
17 cannoni
7 000-8 000
8 cannoni[1]
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La battaglia di Verona del 26 marzo 1799 vide un esercito asburgico austriaco comandato da Paul Kray von Krajowa combattere un esercito della Prima Repubblica francese comandato da Barthélemy Louis Joseph Schérer. La battaglia comprese tre combattimenti separati nello stesso giorno. A Verona le due fazioni si dettero battaglia per poi finire in un sanguinoso pareggio. A Pastrengo, ad ovest di Verona, le forze francesi prevalsero sugli avversari austriaci. A Legnago, a sud-est di Verona, gli austriaci sconfissero i loro avversari francesi. La battaglia fu combattuta durante la guerra della seconda coalizione, parte delle guerre rivoluzionarie francesi. Verona è una città sul fiume Adige nell'Italia settentrionale.

Risultato[modifica | modifica wikitesto]

A Pastrengo, i francesi ebbero 1 000 morti, feriti e dispersi su 22 400 soldati mentre inflissero 2 000 morti e feriti agli 11 000 austriaci. Inoltre, i francesi catturarono 1 500 uomini, 12 cannoni, due ponti di barche e due colori. Il reggimento di fanteria Schröder n. 27 ebbe un numero di vittime particolarmente grave. A Verona le perdite francesi contarono 1 500 morti e feriti più 300 uomini e tre cannoni catturati su un totale di 14 500 uomini. Gli austriaci contarono 1 600 morti e feriti e 1 100 catturati su 16 400 soldati. I generali Konrad Valentin von Kaim, Ferdinand Minkwitz e Anton Lipthay de Kisfalud furono feriti. La battaglia a Legnago costò ai francesi 2 000 morti e feriti e 600 uomini e 14 cannoni catturati su 9 500 uomini. Il generale di brigata François Felix Vignes fu ucciso. Gli austriaci ebbero 700 morti e feriti e 100 catturati su 14 000 soldati.[2] Lipthay non si riprese mai dalle sue ferite e morì il 17 febbraio 1800 a Padova.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ramsay Weston Phipps, The Armies of the First French Republic and the Rise of the Marshals of Napoleon I, 5 vols., London, 1926–1939, 5:257
  2. ^ Smith (1998), 149-150
  3. ^ Smith & Kudrna, Anton Lipthay

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]