Battaglia di Rudiano

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Battaglia di Rudiano
o della "mala morte"
Data 7 luglio 1191
Luogo Area tra Palazzolo e Rudiano
Causa Questione confinaria tra i comuni di Brescia e Bergamo
Esito Vittoria bresciana
Modifiche territoriali Ritorno a status precedente al casus belli
Schieramenti
Comune di Bergamo
Comune di Cremona
Comune di Pavia
Comune di Parma
Comune di Lodi
Comune di Tortona
Comune di Brescia
Comune di Milano
Comandanti
Non ricordati Ricordato solo:
Biatta da Palazzo[1]
Effettivi
Sconosciuti Sconosciuti
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La battaglia di Rudiano, chiamata anche della mala morte (o Malamorte), si svolse il 7 luglio 1191 tra il comune di Bergamo, con i suoi alleati Cremona, Pavia, Parma, Lodi e Tortona[2] e il comune di Brescia, supportato dal comune di Milano.[3]

La leggenda vuole che partecipò a questo scontro anche Sant'Obizio di Niardo.

Preludio[modifica | modifica wikitesto]

La causa scatenante lo scontro è di difficile ricostruzione, anche se sembra che debba ricercarsi nelle questioni confinarie tra Bergamo e Brescia lungo il corso dell'Oglio. Fatto specifico sembra essere l'acquisto da parte del comune di Brescia di fondi a Calepio, Sarnico, Merlo e Mezze sul lato occidentale dell'Oglio, di possesso di Vilfredo e Lanfranco conti di Calepio.[3] A ciò si aggiunge l'alleanza tra Brescia e Crema a sfavore di Cremona, la quale voleva imporre i conti di Comisano a dominio di quest'ultima.[3]. La battaglia viene ad essere anche punto di svolta nella terza guerra per il possesso del Castello di Volpino, da un secolo conteso fra le due fazioni[2].

Il comune di Milano, così come quello di Pavia, dal 3 marzo 1191 si era legato a Brescia in una alleanza quinquennale.[3]

Lo scontro[modifica | modifica wikitesto]

Gli schieramenti si disposero lungo le rive opposte del fiume Oglio: ad occidente, tra Palosco e Telgate, i bergamaschi; proprio di fronte a loro, accampati a Palazzolo, i bresciani, in attesa dei soccorsi milanesi.[3]. I cremonesi, più a sud sulla sponda occidentale, erano accampati presso Soncino. Per controllarne le mosse i bresciani inviarono un manipolo di uomini, al comando di Biatta da Palazzo, nel castello prospiciente di Rudiano.[4]

Nella mattina del 7 luglio i cremonesi attraversarono il fiume a sud di Cividate su un ponte di barche costruito in poche ore durante la notte, e si diressero verso nord in direzione di Palazzolo. A loro seguito furono i bergamaschi che li avevano raggiunti nottetempo. Nella tarda mattinata, non potendo più attendere oltre gli aiuti milanesi che tardavano ad arrivare, l'esercito bresciano, diviso in quattro schiere, si diresse verso gl'invasori che saccheggiano il territorio.[4]

In un primo tempo le forze si equilibrarono, ma il ritardo degli alleati milanesi col passare del tempo demoralizzò i bresciani, che iniziarono a sbandarsi. A questo punto Biatta da Palazzolo, con gli esigui uomini che aveva al seguito, marciò verso il luogo dello scontro, al suono di trombe e tamburi, alle spalle di cremonesi e bergamaschi. A seguito di questo evento improvviso le fonti raccontano che gli eserciti invasori si diedero alla fuga, forse temendo l'arrivo dei soccorsi milanesi e non accorgendosi delle effettive dimensioni degli assalitori.[5]

Ripiegando verso il fiume Oglio, nella foga di passarlo, crollò il ponte costruito nella nottata, affogando molti uomini e lasciando i rimanenti inermi a venire massacrati dalle truppe bresciane ormai galvanizzate.[5]

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A seguito delle scontro i bresciani portarono a Brescia il carroccio nemico, offrendolo in duomo come ringraziamento della vittoria. Solo successivamente arrivarono i rinforzi milanesi che vennero accolti tra grandi feste.[5]

Solo l'8 dicembre 1191 si arrivò ad una definitiva pacificazione dei due schieramenti con l'intervento di Enrico VI, che impose la restituzione dei territori contesi a sud del Lago d'Iseo (Sarnico, Moro e Caleppio) ai bergamaschi, mentre quelli a nord, in Valle Camonica, (Volpino, Qualino, Ceratello con i loro rispettivi castelli) passassero in mano bresciana.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alberto Redaelli, Le grandi battaglie della storia bresciana, Brescia, 1979, p. 11.
  2. ^ a b M. Campagnoni, Terra di Confine: Costa Volpino, op. cit., p. 118-126
  3. ^ a b c d e A. Redaelli, Le grandi battaglie..., op. cit., Brescia 1979, p. 9
  4. ^ a b A. Redaelli, Le grandi battaglie..., op. cit., Brescia 1979, p. 10
  5. ^ a b c d A. Redaelli, Le grandi battaglie..., op. cit., Brescia 1979, p. 14

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Redaelli, Le grandi battaglie della storia bresciana, Grafo, Brescia, 1979. ISBN non esistente
  • Martino Campagnoni, Terra di confine: Costa Volpino, Bergamo, Novecento Grafico, Dicembre 2011. ISBN non esistente

Argomenti correlati[modifica | modifica wikitesto]