Battaglia di Lungacque

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Battaglia di Lungacque
parte della guerra dell'Anello
Data2-3 novembre 3019
LuogoL'intera contea, ma i combattimenti di rilievo si sono tenuti a Lungacque
EsitoVittoria degli Hobbit
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Sconosciuto (oltre 300 Hobbit)Sconosciuto (intorno ai 110 Isengardiani)
Perdite
  • Almeno 19 Hobbit uccisi
  • Almeno 30 feriti
  • Almeno 70 uomini uccisi (fra cui Grima Vermilinguo)
  • Almeno 12 prigionieri.
  • Numero di feriti sconosciuto.
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    La battaglia di Lungacque è una battaglia di Arda, l'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien.

    Essa si verificò nella zona chiamata Contea, tra gli hobbit guidati da Frodo Baggins, Samvise Gamgee, Meriadoc Brandibuck e Peregrino Tuc e gli uomini di Saruman per liberare la contea dal dominio di quest'ultimo. Alla fine gli hobbit riuscirono a liberare la propria terra e la guerra dell'Anello, di cui questa battaglia rappresentava l'epilogo, poté dirsi definitivamente conclusa.

    Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

    Mentre Frodo e i suoi compagni erano impegnati nella loro missione con la Compagnia dell'Anello, Saruman, con la ignara complicità del cugino di Frodo, Lotho Sackville-Baggins, aveva avuto modo di estendere la sua influenza sulla Contea tanto da divenirne praticamente il padrone, anche se si nascondeva dietro il paravento di Lotho. Egli aveva inviato nella terra degli hobbit alcuni uomini di Isengard, con il compito di puntellare il traballante dominio di Lotho e, allo stesso tempo, di tenerlo sotto controllo. Quando Saruman venne sconfitto, dopo un po' di tempo egli fuggì da Isengard assieme al suo servo Grima Vermilinguo e riparò nella Contea dove prese saldamente in mano le redini del comando e cominciò a devastarne il territorio costruendo fornaci, abbattendo alberi e seccando i campi unicamente per il gusto di vendicarsi del popolo dal quale si era originata la sua rovina. Gli unici a resistergli furono il conte Tuc, padre di Pipino, che a capo dei suoi hobbit tenne lontani gli uomini di Saruman dalle sue terre, e il Signore della Terra di Buck.[1]

    La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

    Di ritorno dalle loro imprese nelle terre di Gondor e Mordor, dove l'Oscuro Signore Sauron era stato definitivamente annientato grazie alla fusione dell'Unico Anello nella voragine del Monte Fato, gli hobbit Frodo Baggins, Samvise Gamgee, Meriadoc Brandibuck e Peregrino Tuc avevano intrapreso la via del ritorno verso la contea. Qui però scoprirono che delle bande di uomini, con le sembianze degli uomini di Isengard, avevano preso possesso dei beni della terra degli Hobbit, deturpando il territorio e dando inizio a opere belliche. Gli uomini erano ufficialmente al servizio di Lotho Sackville-Baggins, cugino di Frodo che si era attribuito il titolo di Capo Guardacontea. Nella realtà essi prendevano ordini da Saruman. Il sindaco di Hobbiville, Will Piedebianco, era stato arrestato e condotto nelle Cellechiuse e con lui molti altri hobbit della contea che mostravano insofferenza per la situazione.

    Giunti a Lungacque il pomeriggio del 2 novembre, i 4 compagni, avendo constatato un generale malcontento, utilizzando come richiamo i corno di Rohan (Terra di Mezzo) di Meriadoc, incitano gli hobbit a ribellarsi ai soprusi di Lotho e di Sharkey e radunarono all'incirca 200 hobbit armati di asce, zappe, randelli e alcuni archi.

    Il primo scontro avviene dopo il tramonto del 2 novembre, allorquando una banda di circa 20 Isengardiani raggiunge Lungacque con lo scopo di affrontare pochi Hobbit "sfrontati" che stanno contravvenendo alle regole imposte dal Capo. Gli hobbit accorsi al richiamo Corno di Meriadoc si erano nascosti e dentro siepi e case. I venti banditi si avvicinarono spavaldi a Tom Cotton che si scaldava al fuoco di un falò (cosa assolutamente proibita dal capo) e appena tentarono di prelevarlo per portarlo nelle Cellechiuse si trovarono circondati da tutti i lati. Il capobanda tentò una reazione ma fu trafitto a morte da 4 frecce, gli altri si arresero e furono imprigionati.

    Il mattino successivo si tenne il secondo scontro della battaglia di Lungacque. La sera del 2 novembre alcuni messaggeri avevano raggiunto il grosso degli Uomini del Capo per avvertirli del sollevamento degli hobbit e questi si mossero in forze verso Lungacque per schiacciare la ribellione. Oltre ai duecento hobbit radunatisi a Lungacque, Pipino portò altri cento Tuc da Tuclandia. Merry e Pipino, investiti rispettivamente delle cariche di cavalieri di Rohan e di Gondor e gli unici ad avere una qualche esperienza di guerra e l'equipaggiamento adatto, si misero quindi alla guida della rivolta, mentre Frodo volle assicurarsi che nessuno dei nemici venisse ucciso se non assolutamente necessario. Il punto in cui si sarebbe tenuta la battaglia venne scelto da Merry lungo la Via di Lungacque in un punto dove essa era fiancheggiata da alti argini sormontati da siepi, che si prestava particolarmente ad un'imboscata. Infatti gli hobbit, seppur numerosi, fisicamente non avrebbero potuto competere contro gli Uomini di Sharkey, ragion per cui dovevano puntare tutto sulla sorpresa. L'estremità nord della strada venne bloccata dagli hobbit e quando gli Uomini del Capo entrarono nella "trincea" formata dagli argini gli hobbit bloccarono con dei carri anche l'altra estremità, chiudendoli in trappola ed esponendoli all'attacco da tutti i lati e alle frecce dei cacciatori hobbit. All'inizio dello scontro gli hobbit circondarono i nemici, ma una ventina di banditi riuscì a scappare attraverso la seconda barricata e molti scavalcarono l'argine occidentale. Durante lo scontro gli hobbit stavano per cedere ma Merry e Pipino portarono rinforzi dall'argine orientale. Quando Merry uccise il loro capo gli altri si arresero, e alcuni vennero uccisi mentre tentavano di fuggire.

    I quattro hobbit a questo punto si recarono a Casa Baggins per la resa dei conti finale con Sharkey: essi scoprirono che Sharkey non era altro che Saruman, che provò ad uccidere Frodo, che però si salvò grazie alla cotta di mithril. Nonostante questo, Frodo decise di risparmiargli la vita. Saruman confessò, compiaciuto, che Lotho era stato ucciso nel sonno da Grima Vermilinguo, e quindi, percuotendo con un calcio il suo servitore, si allontanò. Vermilinguo, però, stanco dei maltrattamenti, uccise Saruman e tentò di fuggire, ma nella fuga venne trafitto da alcune frecce Hobbit.[1]

    Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

    Nella trilogia cinematografica di Peter Jackson, la Battaglia di Lungacque non è stata inserita nell'ultimo film, Il ritorno del re. Tuttavia, ne La Compagnia dell'Anello, Frodo vede nello Specchio di Galadriel scene di devastazione della Contea da parte degli Orchi (nel romanzo sono gli uomini a servizio di Saruman a causarla). Galadriel dice a Frodo che quello che ha visto nello Specchio si verificherà se dovesse fallire la sua missione. Frodo alla fine non fallisce, quindi al suo ritorno ritrova la Contea immutata. Vi sono due conclusioni differenti per quanto riguarda la vicenda di Saruman: nella versione cinematografica de Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re, il personaggio interpretato da Christopher Lee non appare mai sullo schermo, ma il racconto di Barbalbero lascia intendere implicitamente che lo stregone sia in fin di vita e a corto di poteri nella torre di Orthanc. Nella versione estesa, invece, Saruman compare e si confronta verbalmente con Gandalf e re Théoden. Questa scena accorpa in sé due capitoli del libro, La voce di Saruman e Percorrendo la Contea: Gandalf cerca di estorcere a Saruman delle informazioni circa i piani di Sauron e fra i due vi è una breve lotta a colpi di incantesimi che termina con la rottura del bastone di Saruman. Inoltre, lo stregone ha un duro scontro verbale anche con re Théoden, che gli chiede spiegazioni per tutti gli innocenti morti a Rohan a causa sua e, così come Frodo nel capitolo Percorrendo la Contea, invita Grima Vermilinguo ad abbandonare Saruman. Quest'ultimo, però, afferma che egli non sarà mai libero e lo umilia schiaffeggiandolo; Grima, allora, estrae un pugnale in uno scatto d'ira, colpendo ripetutamente lo stregone alla schiena. Legolas tenta di impedirglielo, scoccando una freccia che lo colpisce al petto, mentre Saruman, ormai moribondo, precipita dalla sommità della torre, e il Palantír gli scivola dalla tunica (nel libro viene lanciato da Grima in segno di disprezzo).

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ a b J. R. R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Libro 6 capitolo 8, "Percorrendo la Contea", pp 1219-1246
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