Battaglia di Dublino

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Battaglia di Dublino
Data 28 giugno - 5 luglio 1922
Luogo Centro di Dublino, Irlanda
Esito Vittoria decisiva dello Stato libero d'Irlanda
Schieramenti
Irish Republican Army Esercito dello Stato libero d'Irlanda
Comandanti
Effettivi
200 uomini nelle Quattro Corti, circa 500 uomini nella città 4.000 uomini
Perdite
49 morti, 158 feriti e circa 400 prigionieri[1] 16 morti, 122 feriti[2]
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Con la locuzione battaglia di Dublino viene chiamata una settimana di scontri urbani a Dublino, capitale dell'Irlanda, dal 28 giugno al 5 luglio 1922, che segnò l'inizio della Guerra Civile Irlandese del 1922-1923. Il combattimento iniziò con l'assalto al Governo Provvisorio del proposto Stato libero d'Irlanda sull'edificio delle Four Courts che era stato occupato da un'ala intransigente anti-trattato dell'Irish Republican Army e finì con la sconfitta dei repubblicani e la messa in sicurezza del capitale per il Governo Provvisorio.

L'assalto alle Quattro Corti[modifica | modifica sorgente]

I soldati volevano un nuovo conflitto armato con gli inglesi, dato che speravano che venisse abolito il trattato Anglo-Irlandese, e le due fazioni dell'Esercito Repubblicano Irlandese si riunirono contro il nemico comune e per il comune obiettivo della Repubblica Irlandese. Comunque per i ribelli che erano più determinati a fare lo Stato libero con un fattibile ed indipendente governo questo fu un atto di ribellione che mirava ad abbattere il governo restrizionista da parte dei ribelli connazionali piuttosto che da parte degli inglesi. Il Governo Provvisorio venne messo sotto pressione dagli inglesi che presero il controllo della guarnigione delle Quattro Corti seguito dall'assassinio di Sir Henry Wilson a Londra il 22 giugno 1922, e quando un generale dello Stato Libero, J.J.O'Connell, venne arrestato dalle truppe delle Quattro Corti,[3] il Governo decise di muoversi contro di essi.[4]

Michael Collins accettò un'offerta di prestito di artiglieria inglese da Winston Churchill con 200 corazze per l'utilizzo nella nuova National Army. Due 18 Pounder vennero messi su Parliament Street e Winetavern Street, attraverso Liffey dal complesso delle Quattro Corti e dopo un ultimatum finale, iniziarono i bombardamenti il 28 giugno.

Dentro l'edificio c'erano dodici membri dell'Esercito Esecutivo della Repubblica d'Irlanda, incluso l'ufficiale Joe McKelvey, il direttore degli Ingegneri Rory O'Connor, e il quarto Generale Liam Mellow. La guarnigione consisteva rozzamente in centottanta uomini presi dal primo e dal secondo battaglione della prima Brigata di Dublino, comandati dal Comandante Paddy O'Brien, armati per la maggior parte con piccole armi, (fucili, cinque Mitra Thompson e due mitragliatrici leggere Lewis), separatamente da un corazzato rubato, che loro chiamavano "The Mutineer" (L'Ammutinato). I membri dell'Esercito Esecutivo IRA erano i leader politici della guarnigione, ma erano sotto il comando di Ernie 0'Malley, comandate della Seconda Divisione dell'Ira, come soldati semplici. L'alleanza contro il trattato fortificò le Quattro Corti di qualche misura, impiantando mine attorno al complesso e barricando porte e finestre, ma i loro comandanti ordinarono loro di non sparare per primi, per conservare alto il loro morale e quindi alle truppe del libero del Libero Stato fu permesso di circondare le Quattro Corti.

Dopo il primo giorno di bombardamento rivelatosi ineffettivo, gli Inglesi diedero al Libero Stato più di 18 mortai, e offrì 60 obici e anche la possibilità di bombardare le Quattro Corti dall'aria. Collins respinse le due offerte a causa del rischio di grandi perdite civili. Nel '29, le truppe del Libero Stato assaltarono l'ala orientale delle Quattro Corti, subendo tre perdite, 14 feriti ma prendendo 33 prigionieri. Presto il giorno successivo, Paddy O'Brien fu ferito da una granata ed Ernie O'Malley prese il comando nelle Quattro Corti. In quel momento, il bombardamento fece ricevere dalle Quattro Corti il fuoco dall'alto. Inoltre, ordini arrivavano da Oscar Traynor, il Comandante dell'IRA dell'anti-trattato a Dublino, per ordinare alla guarnigione delle Quattro Corti di arrendersi, visto che non poteva raggiungerli per aiutarli. O'Malley rinunciò le Quattro Corti per Paddy Daly, della Guardia del Libero Stato di Dublino.

L'Esplosione nelle Quattro Corti[modifica | modifica sorgente]

L'Ufficio dell'Archivio Pubblico Irlandese situato nel blocco occidentale delle Quattro Corti, che era stato usato come magazzino delle munizioni dalla guarnigione delle Quattro Corti, fu centro di un'enorome esplosione, facendo esplodere a pezzi mille anni di archivi dello Stato Irlandese e religioso. Si diceva in alcuni quartieri che le forze Anti-Trattato deliberatamente avevano distrutto con una trappola esplosiva l'archivio pubblico in modo da uccidere ogni avanzata delle truppe del Libero Stato, sebbene la parte dell'Anti-Trattato l'avevano sempre negato.

L'esplosione si verificò ore dopo la resa, secondo TM Healy, che fu un sostenitore del governo. Scrisse un commento a O'Connor durante l'assedio e dopo l'esplosione, come segue:

"9 del mattino, 28 giugno, 1922. Alle 3.40 di questa mattina abbiamo ricevuto una nota scritta da Tom Ennis domandante in nome "del Governo" di una nostra resa alle 4 del pomeriggio, quando avrebbe attaccato. Ha aperto il fuoco alle 4.07 nel nome del suo Governo, con fucili, macchine e armi di campagna. Gli uomini sono fieri, e combatterano per la Repubblica fino alla fine. Per quanto tempo i nostri fuorviati compagni fuori si uniranno a coloro che stanno per l'Irlanda libera? 3 perdite finora, tutte lievi. Padre Alberto e Padre Domenico sono qui con noi. Il nostro amore va a tutti i compagni fuori, e ai coraggiosi ragazzi, specialmente dalla Brigata di Dublino. (Firmato) Rory O'Connor, Generale, I.R.A. Quattro Corti."
"È stata un'ouverture di un'ingloriosa sinfonia. Dopo una debore resistenza, "Rory" ha issato la bandiera bianca senza neanche una perdita. Prima della resa ha messo delle mine, piene di esplosivo pianificate per lo scoppio dopo due ore. Fino a quello, le Quattro Corti erano danneggiate lievemente, e l'Ufficio Archivi, che è una preziosa collezione storica, era intatto. Le mine esplosero, quando lui e i suoi coraggiosi erano sicuri in prigione. Frantumarono la costruzione delle Corti e distrusero l'Ufficio Archivi. Venti soldati del Libero Stato furono mutilati, molti per la vita, ancora nessuna punizione fu richiesta per questa infida violazione delle regole della guerra."
Il 4 luglio, 1992, il quartier generale della Guardia Nazionale ha deplorato una così sleale condotta: "Le altre trappole furono lasciate con l'intenzione di macellare le nostre truppe dopo l'occupazione dell'edificio, ma questa fu l'unica cosa che accadde. Uno di queste trappole fu una mina nascosta nella custodia di una macchina da scrivere.
In una lettera datata 30 giugno, indirizzata "O/C 5," Il signor Oscar Trainor, un leader degli Irregolari, scrive: "Congratulazione per la vostra bomba. Se ne avete altre di queste, fatemelo sapere."[5]

Calton Younger (1968) identificò 3 esplosioni; ".. due sotto l'Ufficio Archivi all'incirca alle 2.15 del pomeriggio e un'altra nel retro dell'edificio alle 5.." Nel frattempo, la bandiera bianca fu resa nota alle 3.30. Ernie O'Malley quando brevemente prese i prigionieri, si rattristò del fatto che ci furono così poche perdite dell'Esercito Nazionale.[6]

In questa fase della guerra, truppe di ogni parte ebbero un senso di parentela con gli altri, e molti di quelli avevano combattuto assieme nell'Esercito Repubblicano Irlandese durante la Guerra d'Irlanda di Indipendenza. Sotto appello di amici della parte del Libero Stato, molti leader dell'Anti-Trattato tra la guarnigione delle Quattro Corti, in particolare Seàn Lemass, scapparono dalla prigione per continuare a combattere da un'altra parte.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paul V Walsh, nella sua opera The Irish Civil War 1922-23 - A Study of the Conventional Phase, parla di un totale di 65 combattenti caduti: 49 nell'esercito regolare e 16 in quello dello stato libero irlandese
  2. ^ Niall Harrington, Kerry Landing, August 1922, p167
  3. ^ Calton Younger, "Ireland's Civil War", Muller, London 1968; pp.258-259.
  4. ^ Eoin Neeson, The Civil War, pp. 109-110
  5. ^ TM Healy memoirs, chapter 46
  6. ^ Calton Younger, "Ireland's Civil War", Muller, London 1968; p.321 e p.326.
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