Battaglia di Diu

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Battaglia di Diu
Diu1.jpg
Fortezza di Diu, la più importante fortificazione dell'India portoghese (1535-1536)
Data3 febbraio 1509
Luogocosta al largo di Diu
EsitoDecisiva vittoria portoghese
Schieramenti
Comandanti
Francisco de AlmeidaAmir Husain Al-Kurdi, Ammiraglio mamelucco
Salman Reis, Ammiraglio ottomano
Malik Ayyaz, Ammiraglio del Gujarat
Zamorin d Calicut
Effettivi
9 naus[1]
6 caravelle[1]
2 galere e 1 brigantino
800 soldati portoghesi[1]
400 Nair[2]
10 caracche[1]
6 galere
30 galere leggere[1]
70–150 navi da guerra
450 mamelucchi[1]
4000-5000 soldati del Gujarat[3]
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La Battaglia di Diu fu una battaglia navale combattuta il 3 febbraio 1509 nel Mar Arabico, nel porto di Diu, in India, tra l'Impero portoghese e una flotta congiunta del Sultano del Gujarat, del Sultanato mammelucco d'Egitto, dello Zamorin di Calicut con l'appoggio della Repubblica di Venezia.

La vittoria portoghese fu determinante: la sconfitta della grande alleanza musulmana consentì ai portoghesi di prendere il controllo dell'Oceano Indiano e di aggirare la tradizionale rotta delle spezie controllata dagli Arabi e dai Veneziani attraverso il Mar Rosso e il Golfo Persico. Dopo la battaglia, il Portogallo riuscì rapidamente a conquistare porti chiave nell'Oceano Indiano come Goa, Ceylon, Malacca e Hormuz, paralizzando il Sultanato mamelucco e il Sultanato di Gujarat, incrementando notevolmente la crescita dell'Impero portoghese e dando inizio al monopolio portoghese sulle rotte commerciali verso l'India, che sarebbe durato fino alla Battaglia di Suvali, avvenuta durante la Guerra Olandese-Portoghese, più di cento anni dopo (1612).

La battaglia di Diu fu una battaglia di annientamento come Lepanto e Trafalgar, e una delle più importanti della storia navale mondiale, poiché segna l'inizio del dominio europeo sui mari asiatici che si sarebbe protratto fino alla seconda guerra mondiale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Pissarra, José (2002). Chaul e Diu −1508 e 1509 – O Domínio do Índico Lisbon, Tribuna da História, pg.96–97
  2. ^ Malabar manual by William Logan p.316, Books.Google.com
  3. ^ Conquerors: How Portugal seized the Indian Ocean and forged the first Global Empire by Roger Crowley p.228

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 20°N 71°E / 20°N 71°E20; 71