Battaglia di Arausio
| Battaglia di Arausio parte delle guerre cimbriche
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Mappa delle invasioni di Cimbri e Teutoni
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| Data | 105 a.C. | ||
| Luogo | Arausio, l'odierna Orange | ||
| Esito | Vittoria dei Cimbri | ||
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| Comandanti | |||
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| Effettivi | |||
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La battaglia di Arausio fu combattuta il 6 ottobre 105 a.C. nell'odierna città francese di Orange, in Provenza fra le legioni di Roma e le tribù nomadi del Cimbri.
L'esercito romano era comandato dal console Gneo Mallio Massimo, un homo novus, e dal proconsole per la Gallia Quinto Servilio Cepione che era stato console l'anno precedente ed esponente dell'aristocrazia. Questa differenza di status generò mancanza di coordinazione e dissidi tra il console e il suo subordinato e portò ad una pesante sconfitta per i Romani, che persero quasi tutti gli effettivi sul campo. Ciò aprì le porte della Gallia Narbonense e dell'Italia ai Teutoni e ai Cimbri; questa sconfitta verrà poi vendicata da Gaio Mario nelle successive celebri battaglie contro questi due popoli (battaglia di Aquae Sextiae e battaglia dei Campi Raudii).
Alla sconfitta di Cepione è legata una tradizione semi-leggendaria, che la vorrebbe causata dal suo furto sacrilego dell'Aurum Tolosanum (l'Oro di Tolosa), il presunto bottino proveniente dal santuario di Apollo a Delfi, saccheggiato durante la spedizione celtica in Grecia.
Cicerone nel De natura deorum cita il modo di dire "aurum habet Tolosanum" per intendere quelle disgrazie che derivano dal guadagno tratto in modo empio.