Battaglia del Khazir

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Battaglia del Khazir
parte della Fitna islamica
Data6 agosto 686
Luogorive del fiume Khāzir, odierno Iraq
Esitovittoria degli Alidi
Schieramenti
Comandanti
Voci di battaglie presenti su Wikipedia

La battaglia del Khāzir[1] (in arabo: ﻣﻌﺮﻛـة ﺍﻟﺨﺎﺯﺭ‎) fu uno scontro armato svoltosi il 6 agosto 686 tra l'esercito dell'omayyade ʿUbayd Allāh b. Ziyād e quello dell'alide al-Mukhtār b. Abī ʿUbayd, guidato da Ibrāhīm b. Mālik al-Ashtar, nel quadro degli sconvolgimenti istituzionali che avevano scosso il Califfato omayyade dopo l'estinzione della sua linea dinastica sufyanide e prima dell'affermazione di quella marwanide.

La battaglia seguì le vittorie omayyadi nella battaglia di Marj Rahit, che aveva determinato anche la supremazia della componente araba kalbita su quella dei Muḍar, e quella nella battaglia di 'Ayn al-Warda.
Fu dunque uno scontro politico decisamente a vasto raggio, dal momento che i Qaysiti reclamavano con decisione la fine dei favori concessi abbondantemente dagli Omayyadi agli Yemeniti, mentre restava sempre assai dibattuto il tema della legittimità o meno del Califfato creato da Muʿāwiya b. Abī Sufyān.

Secondo una comoda lettura degli avvenimenti, sarebbe stato proprio ʿUmayr ibn al-Ḥubāb al-Sulamī - un qaysita desideroso di vendetta, che militava dalla parte del filo-yemenita ʿUbayd Allāh b. Ziyād e che comandava addirittura un'ala del suo schieramento - a prendere segretamente contatto con Ibrāhīm ibn al-Ashtar, di cui era stato segretario (kātib).

Comunque siano andate le cose, la battaglia si risolse questa volta in una netta vittoria delle armi alidi e nella clamorosa disfatta di quelle omayyadi, accompagnata dalla morte di Ibn Ziyād e di molti comandanti omayyadi a lui sottoposti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Affluente di destra del Grande Zāb, tra Irbil e Mosul, 37 km a est di quest'ultima città irachena.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Hugh Kennedy, The Prophet and the Age of the Caliphates, Londra-New York, Longman, 1986.