Bastiglia (Parigi)

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Bastiglia
Bastille Saint-Antoine
La Bastille 20060809.jpg
La Bastiglia prima della sua distruzione.
Ubicazione
StatoRegno di Francia
Stato attualeFrancia Francia
CittàParigi
Coordinate48°51′12″N 2°22′09″E / 48.853333°N 2.369167°E48.853333; 2.369167Coordinate: 48°51′12″N 2°22′09″E / 48.853333°N 2.369167°E48.853333; 2.369167
Mappa di localizzazione: Francia
Bastiglia (Parigi)
Informazioni generali
TipoFortezza medievale, prigione
Costruzione1370-1383
CostruttoreCarlo V di Francia
Demolizione1789
Condizione attualeresti nella stazione della metropolitana
Informazioni militari
EventiRivoluzione francese
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La Bastiglia (francese Bastille, nome completo Bastille Saint-Antoine) fu una fortezza eretta a Parigi per volontà di Carlo V di Francia tra il 1367 e il 1382 per rafforzare le mura orientali della città, e a difesa della Porte St-Antoine. Assaltata il 14 luglio 1789 per rubarne le armi, fu poi lentamente demolita per recuperarne materiali edili.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda vuole che il prevosto Hugues Aubriot, che aveva officiato la posa della prima pietra il 22 aprile 1370[1], ne sia stato il primo ospite.

Era alta 24 metri, come un palazzo di sette piani ai nostri giorni, aveva pianta rettangolare di 66 metri di lunghezza per 34 di larghezza, quattro torri (altre quattro ne furono aggiunte in seguito), due cortili interni detti Cortile grande e Cortile del pozzo [2] ed era circondata da un fossato alimentato dalla Senna vicina, sicché vi si accedeva solo tramite ponte levatoio.

La sua funzione era anche proteggere il re in caso di rivolta del popolo, perché rendeva più sicura la strada che collegava la residenza di Carlo V di palazzo Saint-Pol al Castello di Vincennes dove Carlo V stabilì il centro amministrativo del regno.[1]

Durante la guerra dei cent'anni, che fu in gran parte una guerra civile francese,[3] la Bastiglia si arrese nel 1413[4] agli Armagnacchi durante la rivolta dei rappresentanti delle corporazioni guidati da Simon de Coustellier Caboche[5], detti cabochiens poi nel 1418 ai borgognoni, nel 1436 al Re, nel 1565 al principe di Condé, nel 1591 dai leghisti, nel 1594 alle truppe reali, nel 1649 e 1652 durante la Fronda. Quindi, fu costruita una nuova cinta muraria. Sotto Luigi XI fu utilizzata come prigione di stato, quindi come deposito d'armi e luogo di ricevimento da parte di Francesco I e come forziere delle ricchezze reali sotto Enrico IV.

Durante la Giornata delle Barricate (ottava guerra di religione) la Bastiglia si arrese il 13 maggio 1588 e Jean Bussy-Leclerc ne divenne governatore. Alla caduta della Lega, con l'ingresso di Enrico IV a Parigi il 22 marzo 1594, Bussy-Leclerc rifiutò di consegnare la Bastiglia che fu assediata e resistette quattro giorni.

La Bastiglia fu nuovamente presa nel 1649 durante la Fronda e ne fu nominato governatore un frondista, Louvière, figlio di Pierre Broussel.[6]

La prigione[modifica | modifica wikitesto]

Già dal regno di Luigi XI, la Bastiglia era stata usata occasionalmente come prigione: nel 1475, Luigi di Lussemburgo, conte di Saint-Pol, connestabile di Francia, vi fu imprigionato il 27 novembre 1475[7] e fu decapitato il 19 dicembre di quello stesso anno sulla piazza di Grève[8]. Fu prigioniero nella Bastiglia anche Jacques d'Armagnac, duca di Nemours e conte di La Marche, recluso in una gabbia di ferro, accusato di alto tradimento e decapitato il 4 agosto 1477[7].

Durante le Guerre di religione francesi vi furono imprigionati François de Montmorency (1574-1575), Charles d'Angoulême (1604-1616) e il principe di Condé (1616-1619). Durate la dominazione della Lega, vi furono imprigionati i magistrati del parlamento di Parigi rimasti fedeli al re, tra i quali l'artista protestante Bernard Palissy (che vi morì) e Achille de Harlay, primo presidente del parlamento sotto Enrico III.

Carlo di Gontaut, duca di Biron, pari e maresciallo di Francia, accusato di tradimento, fu giustiziato nella corte della Bastiglia[9] per ordine di Enrico IV[10] che, nonostante l'edificio fosse ormai adibito a prigione, vi fece custodire il tesoro reale.

Nel XVII secolo, con Richelieu, divenne prigione di stato dove custodire le vittime delle lettres de cachet, e vi furono rinchiusi celebri personaggi: Maschera di ferro, presunto fratello gemello di Luigi XIV; Voltaire nel 1717; il Marchese de Sade; Cagliostro; Fouquet; Mirabeau. Va detto che la prigionia degli aristocratici era condotta in ambienti e con stili di vita - servitù, alimentazione, spazi - molto meno inospitali di quelli destinati ai detenuti comuni.

Essendo divenuto inutilmente costoso il mantenimento della grande struttura, che aveva perduto quasi ogni utilità, la stessa monarchia francese ne aveva deciso la demolizione nel 1784, ma gli elevati costi avevano spinto Luigi XVI a rimandare l'intervento.

Ironia della sorte, appena trentasei giorni prima della Presa della Bastiglia, il re aveva ordinato la distruzione dell'ingombrante prigione, la quale avrebbe dovuto far spazio alla Place Louis XVI, con un monumento che lo raffigurava nelle vesti di un Liberatore.

Dunque, era piuttosto per la sua imponenza che veniva considerata dal popolo di Parigi, come la Tour du Temple, un clamoroso simbolo dell'oppressione assolutista, tanto che ne era stata richiesta la demolizione già con i Cahiers de doléances.

Fu assaltata il 14 luglio 1789 per rubarne le armi. C'erano soltanto sette prigionieri: quattro semplici ladri; un libertino; e due pazzi, fra cui un irlandese che sosteneva di essere Giulio Cesare, entrambi fatti rinchiudere per volontà delle rispettive famiglie. Il marchese de Launay, comandante della fortezza pressoché inutile, piuttosto che arrendersi e lasciare ai ribelli la polvere da sparo, preferì recarsi nei sotterranei con una torcia accesa per dare fuoco alla polveriera e far saltare in aria la fortezza con tutto il quartiere, ma gli Invalidi della guarnigione non glielo permisero e lo costrinsero a capitolare. La Bastiglia fu quindi conquistata dai ribelli solo perché il governatore venne abbandonato dalle sue truppe.

La presa della Bastiglia divenne poi, come è noto, l'icona dell'inizio della rivoluzione francese e il 14 luglio il giorno della festa nazionale francese, che commemora peraltro, almeno ufficialmente, la celebrazione del primo anniversario della rivoluzione, tenutasi il 14 luglio 1790.

L'edificio fu poi saccheggiato e raso al suolo, lentamente e sistematicamente. Il suo demolitore, un imprenditore edile di nome Pierre-François Palloy, ebbe fra l'altro l'idea di rivenderne le pietre come reliquie, esempio seguito, duecento anni dopo, nella demolizione del muro di Berlino. Altri materiali servirono a costruire il Pont de la Concorde, mentre il fossato entrava a far parte del bacino dell'Arsenale di Parigi.[11]

La Colonna di luglio, che è al centro della piazza, fu voluta da Luigi Filippo in memoria della sollevazione che aveva rovesciato l'assolutista Carlo X, e inaugurata nel 1840. La base circolare su cui poggia la colonna venne realizzata durante il Primo Impero francese e sorreggeva una fontana con un elefante al centro.

La grande spianata fu tuttavia lasciata abbastanza in abbandono per gran parte dell'800, con al centro un monumento non finito voluto da Napoleone, citato da Victor Hugo in I miserabili, dal quale, al momento della demolizione nel 1847, fuggirono centinaia di ratti, invadendo per alcuni giorni l'intero quartiere.

Durante i grandi lavori dell'epoca di Haussmann tornarono alla luce alcuni resti delle fondamenta al nº 49 dell'avenue Henri-IV, e durante i lavori per la costruzione della Metropolitana di Parigi riaffiorarono i resti della Torre della Libertà, che furono rimontati lì vicino, in place Galli, oggi Square Henri-Galli, nel 1899. Altri resti sono stati lasciati in vista nella stazione Bastille del Métro.

L'area su cui sorgeva la fortezza è oggi Place de la Bastille, uno dei luoghi più frequentati di Parigi e uno dei due poli delle grandi manifestazioni di massa della città: l'altro è Place de la République.

Poco distante dalla piazza sorge la Promenade plantée, una passeggiata fiorita sopraelevata.

Lista dei governatori[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Mesqui, Jean, 1952-, Châteaux forts et fortifications en France, Flammarion, 1997, ISBN 2080122711, OCLC 416449474.
  2. ^ (FR) Jacques Hillairet, La Rue Saint-Antoine, les Éditions de Minuit, 1970. URL consultato il 23 ottobre 2017.
  3. ^ (IT) Cent’anni, guerra dei nell'Enciclopedia Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  4. ^ (FR) 27 avril 1413 - Révolte des Cabochiens - Herodote.net, su www.herodote.net. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  5. ^ (EN) R. C. S. Trahair, From Aristotelian to Reaganomics: A Dictionary of Eponyms with Biographies in the Social Sciences, Greenwood Publishing Group, 1994, ISBN 9780313279614. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  6. ^ Istoria del regno di Luigi XIV re di Francia, e di Navarra: divisa in quattro tomi, presso Marino Rossetti, 1724, p. 264. URL consultato il 6 febbraio 2018.
  7. ^ a b (FR) Félix Lazare, Dictionnaire ... des rues et monuments de Paris par Fel. Lazare et Louis Lazare ..., 1855, p. 173. URL consultato il 14 febbraio 2018.
  8. ^ Felice Scifoni, Biographie universelle, D. Passigli, 1845. URL consultato il 14 febbraio 2018.
  9. ^ (EN) Augustus Hare, Paris, BoD – Books on Demand, 16 ottobre 2013, p. 198, ISBN 9783956562280. URL consultato il 14 febbraio 2018.
  10. ^ Henri IV (roi de France ; 1553-1610), Recueil des lettres missives de Henri IV. T. 5 / publié par M. Berger de Xivrey,..., Impr. impériale, 1843-1858, p. 645. URL consultato il 14 febbraio 2018.
  11. ^ (EN) Lost Paris: The Elephant on the Place de la Bastille. Link controllato il 3 dicembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Romolo Caggese, «BASTIGLIA» la voce nella Enciclopedia Italiana, Volume 6, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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