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Basso albertino

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Le prime battute della Sonata per pianoforte K 545 di Wolfgang Amadeus Mozart. ascolta

Il basso albertino è un particolare tipo di accompagnamento, spesso usato nell'epoca classica, e talvolta in quella romantica. Il nome deriva dal compositore Domenico Alberti (1710–1740), il quale lo utilizzò ampiamente nelle sue opere, anche se la sua introduzione si deve in realtà a Franz Anton Maichelbeck nel 1736.[1][2]

Il basso albertino è una sorta di accordo spezzato, ovvero arpeggiato, le cui note sono eseguite ciclicamente nell'ordine: bassa, alta, media, alta secondo la loro altezza.[1] Questo modello di accompagnamento contribuisce, soprattutto nel pianoforte, a creare un sottofondo liscio, sostenuto e scorrevole. Esso si presenta anche in figurazioni differenti. Ad esempio, in una triade sul primo grado, tonica, quinta, ottava, terza, oppure con l'alternanza tra bicordo tonica-terza e quinta.[3]

Lo si può ritrovare tipicamente nella mano sinistra delle composizioni per strumenti a tastiera di Mozart, ad esempio la famosa Sonata per pianoforte n. 16 (KV 545), ma anche in composizioni per altri strumenti.

  1. 1 2 "Alberti Bass." Baker's Student Encyclopedia of Music. Ed. Laura Kuhn. Schirmer-Thomson Gale, 1999; Michael Kennedy, Joyce Bourne Kennedy, The Oxford Dictionary of Music, 6th ed., ed. Tim Rutherford-Johnson, Oxford, Oxford University Press, 2012, p. 13.
  2. Guido Piamonte, Basso albertino, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960. URL consultato il 12 febbraio 2024.
  3. Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti, diretto da Alberto Basso - Il Lessico, vol. I, Torino, UTET, 1983, ISBN 88-02-03732-9, pag. 285.

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