Basilica di San Marino

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Coordinate: 43°56′13.7″N 12°26′48.12″E / 43.93714°N 12.4467°E43.93714; 12.4467

Basilica minore concattedrale di San Marino diacono
Basilica rsm.jpg
Stato San Marino San Marino
Località Città di San Marino.JPG Città di San Marino
Religione Cristiana Cattolica di rito romano
Titolare Marino diacono
Diocesi San Marino-Montefeltro
Consacrazione 1855 (chiesa attuale)
Stile architettonico Neoclassico
Inizio costruzione 1826 (chiesa attuale)
Completamento 1838
(LA)

« DIVO MARINO PATRONO ET LIBERTATIS AUCTORI SEN. P.Q. »

(IT)

« Al Divino Marino, patrono e portatore di libertà
Il Senato e il popolo »

(Basilica di San Marino, scritta sulla facciata.)

La basilica di San Marino è la chiesa principale della Città di San Marino, è dedicata al patrono della città e dello Stato. Sorge in piazzale Domus Plebis. La basilica di San Marino è raffigurata sulle monete euro sammarinesi da dieci centesimi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antica pieve di San Marino[modifica | modifica wikitesto]

Nel luogo dove oggi sorge la basilica già nel IV secolo sorgeva una pieve dedicata a san Marino diacono. Il primo documento che attesta l'esistenza della pieve è del 530, La Vita di San Severino ad opera del monaco Eugippio e l'altro documento è il Placito Feretrano dell'885. Il primo documento che riguarda direttamente la pieve di San Marino è del 31 luglio 1113.

La costruzione della basilica di San Marino[modifica | modifica wikitesto]

A inizio Ottocento la Pieve era in condizioni di grave degrado, così nel 1807 venne abbattuta e il progetto per la costruzione della nuova chiesa venne affidato all'architetto bolognese Antonio Serra. Il 24 luglio 1825 il Consiglio Grande e Generale decise di costruire una nuova chiesa nel luogo dove c'era l'antica pieve. Il 28 luglio 1826 cominciò la costruzione che sarebbe terminata nel 1838. Il 5 febbraio 1838 venne solennemente inaugurata alla presenza del vescovo del Montefeltro Crispino Agostinucci e dei Capitani Reggenti. Il 21 luglio 1926 fu elevata al rango di basilica minore da papa Pio XI.[1] La costruzione costò 40.150 scudi e 76 baiocchi. Inoltre vi si tenne l'Arengo del 1906.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Veduta dal retro

L'interno è costituito da tre navate, composte da sedici colonne corinzie che formano un grande ambulacro semicircolare intorno all'abside. L'altare maggiore è ornato dalla statua di San Marino diacono opera del Tadolini, allievo del Canova. Sotto l'altare sono conservate parte delle reliquie del santo che vennero ritrovate il 3 marzo 1586, mentre alcune reliquie il 28 gennaio 1595 sono state donate all'isola di Arbe (Croazia), luogo natale del santo. Il cranio del Santo è conservato nella Sacra Teca, un busto reliquiario in argento e oro dal 2 settembre 1602, posto a destra dell'altare. A sinistra dell'altare c'è il Trono della Reggenza del '600. Nella navata destra c'è un piccolo altare dedicato alla Madonna della Misericordia, copia di Sebastiano Conca e una tela di Elisabetta Sirani "Noli Me Tangere". Il 29 agosto 1982 fu visitata da Giovanni Paolo II che omaggiò le reliquie del Santo.

Nella basilica si conserva un organo a canne di Giacomo Bazzani (1835) a tastiera unica e pedaliera a leggio composta da 24 pedali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) GCatholic.org

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. San Marino - antica terra delle libertà, Fiorentino, Edizioni International Souvenir S.A., 1997.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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