Basilica del Carmine (Padova)

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Coordinate: 45°24′47.63″N 11°52′26.8″E / 45.41323°N 11.87411°E45.41323; 11.87411

Basilica del Carmine
La facciata
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Località Padova-Stemma.png Padova
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Madonna del Carmine
Diocesi Diocesi di Padova
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione XVI secolo
Completamento XX secolo

La basilica del Carmine è un luogo di culto cattolico di Padova, situato in piazza Francesco Petrarca.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu edificata nel XVI secolo su progetto di Lorenzo da Bologna a partire da una più antica chiesa trecentesca: la sua costruzione iniziò nel 1335, ma la consacrazione risale al 1446. La costruzione è stata più volte rimaneggiata nel corso dei secoli e l'attuale facciata è stata completata nel Settecento.

La facciata originaria prevedeva un loggiato, come testimoniano anche alcuni quadri secenteschi che si trovano all'interno della Basilica, lungo la navata. Questi dipinti mostrano i miracoli operati dalla Madonna del Carmelo per i Padovani.

Alcuni degli avvenimenti che hanno danneggiato la struttura della chiesa nei secoli:

  • Nel 1491 crollò il tetto della Basilica a causa di una nevicata e di un terremoto
  • Nel 1696 un altro terremoto danneggiò nuovamente la copertura della navata
  • Nel 1800 durante uno spettacolo pirotecnico per festeggiare il nuovo papa la cupola bruciò completamente
  • Nel 1917 un aereo austriaco incendiò la cupola
  • Nel 1944 la cupola fu danneggiata da un bombardamento, come si può leggere su una targa che ricorda l'avvenimento ed è posta sulla facciata.

La chiesa ha subito gravi danni durante le guerre mondiali, probabilmente perché situata non lontano dalla stazione ferroviaria e dall'antico acquedotto.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

Le tre statue sulla sommità del portale, opera di Tommaso Bonazza.

La porta principale, che fu fatta nel 1412, ha battenti in legno decorati a formelle quadrate con intaglio a foglia d'acanto. Il portale, invece, fu completato nel 1737 ed è dominato da tre statue, opera di Tommaso Bonazza (1736).

A fianco della basilica, sulla sinistra, ci sono targhe commemorative dei parrocchiani caduti nella Prima e nella Seconda guerra mondiale. Nel piazzale antistante la basilica, si erge una statua di Francesco Petrarca.

Interno[modifica | modifica sorgente]

Interno

L'interno è ad unica navata con possenti archi che reggono la cupola, rifatta nel primo dopo guerra, dopo le distruzioni della prima guerra mondiale. In controfacciata si può ammirare la Annunciazione di Dario Varotari. Le due acquasantiere in prossimità dell'ingresso sono di Giovanni Bonazza.

All'interno della chiesa, si può ammirare un altare di Antonio Canova.

Sull'altare maggiore, cui si accede tramite una scalinata, c'è un'immagine della Vergine con Bambino, affresco staccato di Stefano Dall'Arzere: durante la pestilenza scoppiata a Padova nel 1576, i devoti portarono in processione questa immagine dal luogo della città in cui era (dietro il Palazzo del Capitanio, sulla lunetta di un sottoportico) fino alla Basilica; subito la pestilenza cessò. Ancora oggi viene ricordata questa ricorrenza con la Festa dei Lumini il 2 febbraio. Nel paliotto è presente un bassorilievo settecentesco che raffigura l'Ultima Cena, mentre sul parapetto dell'organo a sinistra Storie dell'immagine della Madonna del Carmine di Battista Bissoni. L'abside è adornato con fastose decorazioni di Antonio Noale. Le pareti in alto sono ricoperte con grandi tele con Santi e fatti dell'Ordine Carmelitano e con Storie dell'Antico Testamento, opere di artisti di metà del XVII secolo.

Il recente restauro delle pareti della navata centrale ha portato alla luce tondi affrescati di stile rinascimentale che rappresentano alcuni Profeti (tra i quali spicca per fattura un michelangiolesco Mosè) e Sibille dell'antichità.

All'interno di una delle Cappelle alla destra della navata centrale c'è la statua della Madonna del Carmine che viene portata tradizionalmente in processione lungo le vie del quartiere ogni anno, il 16 luglio. All'interno delle nicchie laterali sono appesi alcuni ex voto per grazie ricevute.

Monumento funebre di Tiberio Deciani con sculture di Francesco Segala.

Altri opere di interesse all'interno della basilica sono:

Il pavimento della basilica è in marmi policromi. Dalla chiesa proviene il Polittico De Lazara di Francesco Squarcione, oggi al Museo Civico di Padova.

Adiacente alla basilica, a fianco della Scoletta del Carmine, sorge un chiostro cinquecentesco.

Organo a canne[modifica | modifica sorgente]

Nella campata coperta dalla cupola, si trovano due cantorie lignee gemelle, entrambe costruite nel XVIII secolo, sopra le quali si trovano due casse barocche d'organo; mentre quella di sinistra è vuota (l'organo ivi collocato, costruito da Gaetano Callido[1], è stato spostato nella chiesa di San Michele Arcangelo a Ballò nel 1933), quella di sinistra ospita un organo costruito nel 1877 da Giovanni Battista De Lorenzi[2].

Lo strumento, a trasmissione integralmente meccanica, ha un'unica tastiera e pedaliera; la sua disposizione fonica, in base alla posizione delle manette dei registri nelle due colonne della registriera, è la seguente:

Colonna di sinistra - Ripieno
Principale 16' Bassi
Principale 16' Soprani
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Ottava Bassi
Ottava Soprani
Duodecima
Decimaquinta
Decimanona
Vigesimaseconda
Vigesimasesta e nona
Trigesimaterza e sesta
Contrabbassi e ottave (al Pedale)
Ottava (al Pedale)
Duodecima (al Pedale)
Colonna di destra - Concerto
Trombone Bassi
Tromba dolce Soprani
Eufonio Bassi
Flicorno Soprani
Corno inglese Soprani
Viola Bassi
Flauto reale Soprani
Flautone in VIII Bassi
Flauto in VIII Soprani
Flauto in XII Soprani
Flagioletto Soprani
Voce umana Soprani

Scuola del Carmine[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scuola del Carmine.

Accanto alla chiesa si trova la Scuola del Carmine, già sede dell'omonima confraternita, decorata da affreschi di Giulio Campagnola, Domenico Campagnola, Girolamo Tessari e Stefano dall'Arzare.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Tra i parrocchiani illustri, ricordiamo la Beata Elisabetta Vendramin, che fondò l'ordine delle Suore Elisabettine, le quali hanno tuttora un convento nel quartiere.

Nel 1710 Giuseppe Tartini sposò in questa chiesa Elisabetta Premazore, nipote del cardinale ed arcivescovo di Padova Giorgio Cornaro.

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fausto Musante, Curiosando per Padova, E.N.Gi. M.,Padova, 1983
  • Gli affreschi della Scoletta del Carmine, La Garangola, Padova, 1988
  • Guida d'Italia (serie Guide Rosse) - Veneto - pagg. 470-471 - Touring Club Italiano - ISBN 88-365-0441-8

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]