Base militare italiana di supporto "Amedeo Guillet"

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Base militare italiana di supporto "Amedeo Guillet"
MIADIT Alzabandiera 2.jpg
Ubicazione
Statoin uso
Stato attualeGibuti Gibuti
RegioneArta
Coordinate11°31′44″N 43°08′46.9″E / 11.528889°N 43.146361°E11.528889; 43.146361
Mappa di localizzazione: Gibuti
Base militare italiana di supporto "Amedeo Guillet"
Informazioni generali
TipoBase di supporto
Costruzione2013-2014
Informazioni militari
UtilizzatoreItalia Forze armate italiane
Comandante attualeColonnello Gennaro Scotto di Santolo
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

La base militare italiana di supporto "Amedeo Guillet" è una base operativa avanzata interforze delle forze armate italiane all'estero, situata nello Stato africano di Gibuti, nei pressi della città di Loyada a 7 km dal confine con la Somalia. È intitolata al tenente Amedeo Guillet. Dipende dal Comando operativo di vertice interforze (COI).

Ospita mediamente 100 militari, tra esercito, carabinieri e fucilieri di marina e dell'aria, ma può accogliere fino a 300 persone e ha il compito principale di supporto logistico alle operazioni militari italiane in Africa orientale e nell'Oceano Indiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Carabinieri della MIADIT effettuano l'alzabandiera all'interno della base.

La base avanzata è stata costruita in soli due mesi dal 6º Reggimento genio pionieri[1], è stata inaugurata il 23 ottobre 2013[2] ed è pienamente operativa da marzo 2014.[3].

La base italiana ospita i nuclei militari di protezione della brigata San Marco, destinati all’imbarco sui mercantili in transito diretti nell’Oceano Indiano, e team di forze speciali italiane. Dal 2013 ospita inoltre una training unit dell'Arma dei Carabinieri che costituisce la MIADIT, per l'addestramento della locale forza di polizia e di quella somala;[4] dall'agosto 2014 l'Aeronautica Militare, con il Task Group Atlante inquadrato nella Task Force Air Gibuti, vi ha dispiegato alcuni aeromobili a pilotaggio remoto MQ-1 Predator da ricognizione, impiegati poi in missioni di supporto all'operazione EUNAVFOR[5].

La sicurezza e la protezione della base di Gibuti è affidata a rotazione a fucilieri dell'aria dell'A.M e a militari dell’Esercito Italiano, in ultimo al 121º Reggimento artiglieria contraerei "Ravenna".[6]

Comandanti[modifica | modifica wikitesto]

Dal 23 gennaio 2022 il comandante è il Colonnello Gennaro Scotto di Santolo, dell'Esercito Italiano.[7]

  • Colonnello (E.I.) Stefano Antonicelli (ottobre 2013 - settembre 2014)
  • Colonnello (A.M.) Giuseppe Finocchiaro (settembre 2014 - marzo 2015)
  • Capitano di Vascello (M.M.) Massimo Pellegrini (marzo 2015 - ottobre 2015)
  • Colonnello (E.I.) Pietro Mazzagatti (ottobre 2015 - settembre 2016)
  • Colonnello (A.M.) Gianni Spaziani (settembre 2016 - ottobre 2017)
  • Colonnello (E.I.) Lorenzo Guani (ottobre 2017 - ottobre 2018)
  • Capitano di Vascello (M.M.) Liborio F. Palombella (ottobre 2018 - ottobre 2019)
  • Colonnello Michele Chiedi (E.I.) (novembre 2019 - gennaio 2021)
  • Colonnello Luigi Bigi (A.M.) (gennaio 2021 - gennaio 2022)
  • Colonnello Gennaro Scotto di Santolo (E.I.) (gennaio 2022 - in carica)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]