Bartolomeo da Brescia

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Bartolomeo da Brescia, o Bartholomaeus Brixiensis, riportato anche come Avogadro Bartolommeo bresciano[1] (Brescia, seconda metà del XII secolo – Brescia, 1258), è stato un teologo e giurista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bartolomeo da Brescia (probabilmente nato nella seconda metà del XII secolo a Brescia; ivi morto nel 1258) è stato uno studioso di Diritto canonico medioevale.

Ha studiato Diritto romano e canonico dalla scuola di Azzone all'Università di Bologna, dove egli stesso è diventato un insegnante. È stato allievo del canonista Tancredi da Bologna e del civilista Ugolino de' Presbiteri. Tra i suoi allievi vi era Lorenzo Ispano. Si ritiene che sia stato assassinato quando Ezzelino III da Romano, il capo dei Ghibellini, conquistò Brescia nel 1258.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

La sua opera non fu originale ma consisteva quasi del tutto nella revisione delle produzioni di altri scrittori. Il suo "Brocarda", o Norme Canoniche (Lione, 1519), furono un lavoro derivato da quelli di Papa Damaso II (dodicesimo e tredicesimo secolo); il suo "Casus decretorum" era una revisione del "Casus" di Benencasa (morto circa nel 1206); il suo "Historiae super libro Decretorum" riproduce l'opera di un autore sconosciuto. Sia la sua "Casus" che l'"Historiae" derivano la loro importanza dalla loro incorporazione nell'edizione di Parigi (1505) del Decretum Gratiani.

L' "Ordo Judiciarius" di Tancredi da Bologna († circa nel 1235) è stato anch'esso revisionato da Bartolomeo.

Più importante delle opere precedenti è stato il suo "Glossa Ordinaria" del "Decretum" di Graziano, una correzione della "Glossa", o "Apparatus", di Johannes Teutonicus (XIII secolo). La sua unica opera certamente indipendente era la "Quaestiones dominicales et veneriales", lezioni tenute la domenica e il venerdì.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Brocarda
  • Casus decretorum
  • Historiae super libro Decretorum
  • Ordo iudiciarius
  • Quaestiones dominicales vel veneriales (1236-1241)
  • Glossa ordinaria del Decretum Gratiani (1238/40-1245)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La denominazione "Avogadro Bartolommeo bresciano", riportata nella Biblioteca bresciana di Vincenzo Peroni, è considerata priva di un "serio fondamento". Si veda: Roberto Abbondanza, Bartolomeo da Brescia, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 6, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1964.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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