Barroisite

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Barroisite
Classificazione Strunz9.DE.20[1]
Formula chimica☐(NaCa)(Mg3Al2)(Si7Al)O22(OH)2[2]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinotrimetico[3]
Sistema cristallinomonoclino[3]
Parametri di cellaa=9,90 Å, b=18,04 Å, c=5,33 Å, β=106,75°[3]
Gruppo puntuale2/m[3]
Gruppo spazialeC2/m[3]
Proprietà fisiche
Densità calcolata3,21[4] g/cm³
Durezza (Mohs)5-6[4]
Sfaldaturaperfetta secondo {110}
Coloreverde, verde scuro in sezioni sottili[4], da verde bluastro a verde[1]
Lucentezzavitrea[1][4]
Opacitàtraslucida[4]
Strisciobianco[1]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

La barroisite è un minerale, un anfibolo appartenente, in base alla nomenclatura degli anfiboli del 2012 (IMA 2012), al sottogruppo degli anfiboli di sodio-calcio[2].

È stata descritta nel 1922 dal geologo rumeno Gheorghe Munteanu-Murgoci[5]. Il nome è stato attribuito in onore del geologo francese Charles Barrois (1851-1939)[6].

La revisione della nomenclatura degli anfiboli del 2012 ha comportato una modifica della formula chimica da ☐(NaCa)(Mg3AlFe3+)(Si7Al)O22(OH)2 a ☐(NaCa)(Mg3Al2)(Si7Al)O22(OH)2, questa modifica comporta che se un campione presente una quantità di Fe3+ superiore a quella di alluminio nel sito C, va classificato come ferri-barroisite[1][7].

La stessa revisione comporta che in alcuni casi, campioni classificati precedentemente come barroisite ricadano nella definizione della winchite o della ferro-winchite[1][7].

La formula chimica ☐(NaCa)(Mg3Al2)(Si7Al)O22(OH)2 era già stata definita nella nomenclatura del 2007 (IMA 2007 con il nome di aluminobarroisite[8].

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

La barroisite si trova come anelli attorno a cristalli di altri anfiboli o come nuclei degli stessi[4].

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

La barroisite si rinviene negli scisti blu associata a omfacite, glaucofane, crossite, actinolite e calcite[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) Barroisite mineral information and data — mindat.org, su mindat.org. URL consultato il 7 agosto 2014.
  2. ^ a b Hawthorne, p. 2037.
  3. ^ a b c d e Heritsch, p. 217.
  4. ^ a b c d e f g John W. Anthony, Richard A. Bideaux, Kenneth W. Bladh, Monte C. Nichols, Handbook of Mineralogy (PDF), Chantilly, VA 20151-1110, Mineralogical Society of America.
  5. ^ Murgoci, pp. 426-427.
  6. ^ Munteanu, p. 59.
  7. ^ a b Hawthorne, pp. 2036-2037.
  8. ^ Leake, p. 227.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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