Barriere

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Barriere
Fences.jpeg
Una scena del film.
Titolo originale Fences
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2016
Durata 138 min
Rapporto 2,35 : 1
Genere drammatico
Regia Denzel Washington
Soggetto August Wilson (opera teatrale)
Sceneggiatura August Wilson
Tony Kushner (non accreditato)[1]
Produttore Todd Black, Scott Rudin, Denzel Washington
Produttore esecutivo Molly Allen, Eli Bush, Jason Cloth, Aaron L. Gilbert, Charles D. King, Kim Roth
Casa di produzione Bron Studios, MACRO, Paramount Pictures, Scott Rudin Productions
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Charlotte Bruus Christensen
Montaggio Hughes Winborne
Musiche Marcelo Zarvos
Scenografia David Gropman
Costumi Sharen Davis
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Barriere (Fences) è un film del 2016 diretto e interpretato da Denzel Washington.

La pellicola è l'adattamento cinematografico dell'opera teatrale del 1983, vincitrice del premio Pulitzer per la drammaturgia, Fences di August Wilson, accreditato come sceneggiatore del film nonostante sia morto nel 2005.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Troy Maxson è un'ex promessa del baseball che lavora come netturbino a Pittsburgh e vive una vita modesta, ma felice, insieme alla sua famiglia. Dopo il lavoro torna sempre a casa per insegnare ai suoi figli cosa è necessario fare per costruirsi un futuro, ma lo fa con toni spesso troppo accesi e rigidi. Nel tempo libero si concede lunghe bevute di gin insieme al suo amico Jim Bono, e cerca di prendersi cura del fratello malato Gabe, rimasto deficitario di metà cervello a causa della guerra. Troy è padre di due figli: Lyons, avuto da una relazione extraconiugale, di 34 anni, e Cory, il più piccolo, avuto insieme alla moglie Rose. Il suo unico scopo, a questo punto della vita, è vedere il figlio Lyons sistemarsi con un lavoro fisso e fare in modo che Cory non segua la strada del football quanto piuttosto quella di impegnare tutto sé stesso in un lavoro che gli dia da vivere.

Troy nutre compassione nei confronti del fratello Gabe, che cerca sempre di tirare fuori dai guai e che tenta di salvaguardare, ma è anche molto autoritario: per questo motivo ottiene sì il rispetto di moglie e figli ma finisce, letteralmente, per tenerli al suo comando. Questo atteggiamento, da lui mai abbandonato, lo porta un giorno a negare a Cory la possibilità di giocare a football in maniera definitiva. Cory, parecchio adirato con il padre ma sempre fedele a lui, decide allora di ingoiare il rospo e rispettare la volontà del padre. Nel frattempo Jim scopre un oscuro segreto di Troy: Troy intrattiene una relazione extraconiugale con una certa Alberta, con la quale è stato più volte visto da Jim in situazioni tenere. Jim cerca di convincere Troy a troncare la relazione ma egli dice di non poterne farne a meno pur accettando la condizione di confessare tutto alla moglie Rose. Ed ecco che di lì a poco Troy entra in casa e confessa, ad una sorpresa Rose, di averla tradita con Alberta e che aspetta da lei un figlio. Rose dapprima sembra scioccata e in seguito reagisce con profonda tristezza.

Saranno mesi molto duri quelli che ne seguiranno. Troy infatti, pur continuando a vivere con Rose, resterà a casa solo il tempo giusto per dormire e cambiare i vestiti e senza dire una parola prima di ritornare a lavoro. La situazione va avanti per un paio di mesi quando un giorno Rose si decide a parlare con Troy per cercare di porre rimedio. Troy affronta Rose con aggressività in merito alla questione legata al possibile internamento di Gabe in ospedale in seguito all'ennesimo episodio di arresto da parte della polizia locale. Rose accusa Troy di aver firmato le carte per l'internamento di Gabe al solo scopo di ottenere metà dei soldi della sua pensione d'invalidità. L'incontro finisce con un nulla di fatto e l'avaro Troy torna a lavoro con il senso di colpa per essersi reso conto di aver sbagliato, per la prima volta nella sua vita.

Passa il tempo e finalmente, dopo un lungo periodo, Troy e Rose sembrano essersi riavvicinati quando una notte arriva una notizia improvvisa: Alberta ha partorito ma nel parto è morta lasciando la sua bambina sana ma senza una madre. Troy allora va in ospedale e la porta a casa chiedendo a Rose di prendersene cura insieme a lui ma ottenendo l'accondiscendenza di Rose a patto che lui non la consideri più sua moglie. Nel frattempo sopraggiunge a casa Cory che viene accolto da un Troy ancora molto scosso e violento e da lì ne nascerà un accesissimo scontro che sfocerà nella violenza e nella finale e definitiva fuga di Cory dalla propria casa e dalla propria famiglia. Troy a questo punto, dopo aver lottato, simbolicamente, per tutta la vita contro la sua nemica numero uno, la Morte, si lascia andare e accetta il suo destino. Nel finale Troy muore ma alla fine la famiglia si ricomporrà e anzi comincerà a sentire la sua mancanza.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il successo dell'opera teatrale, August Wilson ha tentato varie volte di portare il soggetto sul grande schermo, ma il progetto non è mai andato in porto a causa dell'insistenza dello stesso Wilson che il film fosse diretto da un afroamericano.[2]

Nel 2013, in un'intervista ad Empire, Denzel Washington esprime il desiderio di dirigere ed interpretare l'adattamento cinematografico dell'opera teatrale con Scott Rudin alla produzione.[3]

Il 28 febbraio 2016 viene avviato il progetto, con la produzione di Scott Rudin, regia e ruolo di protagonista per Washington e Viola Davis come co-protagonista; i due attori hanno interpretato i due personaggi anche nel revival del 2010 dell'opera teatrale, aggiudicandosi il Tony Award al miglior attore protagonista in uno spettacolo e quello per la miglior attrice protagonista in uno spettacolo.[1][4]

Il 4 aprile 2016 entrano nel cast gli attori Mykelti Williamson, Saniyya Sidney, Russell Hornsby, Stephen Henderson e Jovan Adepo, anche loro riprendendo i ruoli recitati nel revival del 2010.[5]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 febbraio 2016, assieme all'avvio del progetto, viene annunciato che il drammaturgo Tony Kushner entra nel progetto per perfezionare la sceneggiatura di Wilson, morto nel 2005.[1] Nonostante ciò, Wilson resta l'unico accreditato alla sceneggiatura.[6]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film sono iniziate il 25 aprile 2016 a Pittsburgh[7] e sono terminate il 14 giugno.[8]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer del film viene diffuso il 27 settembre 2016,[9] mentre la versione italiana il 12 ottobre seguente.[10]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è stata distribuita limitatamente nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 16 dicembre 2016 e in ampia distribuzione dal 25 dicembre.[4] In Italia è uscita il 23 febbraio 2017.[11]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Anita Busch, Tony Kushner Comes Aboard Denzel Washington’s ‘Fences’ For Paramount, deadline.com, 28 febbraio 2016. URL consultato il 27 settembre 2016.
  2. ^ (EN) Tambay A. Obenson, When August Wilson Insisted on a Black Director for a Hollywood Adaptation of ‘Fences’…, indiewire.com, 4 agosto 2014. URL consultato il 27 settembre 2016.
  3. ^ (EN) Matt Goldberg, Denzel Washington Aiming to Adapt August Wilson’s FENCES as Next Directing Project, collider.com, 1º febbraio 2013. URL consultato il 27 settembre 2016.
  4. ^ a b Luca Ceccotti, Fences: Denzel Washington e Viola Davis protagonisti del primo, emozionante trailer ufficiale, Best Movie, 27 settembre 2016. URL consultato il 27 settembre 2016.
  5. ^ (EN) Anita Busch e Anthony D'Alessandro, Mykelti Williamson & Russell Hornsby Reprise Roles For ‘Fences’ Movie, deadline.com, 4 aprile 2016. URL consultato il 27 settembre 2016.
  6. ^ (EN) Clayton Davis, Twitter, 10 agosto 2016, https://twitter.com/AwardsCircuit/status/763462174215966720. URL consultato il 27 settembre 2016.
  7. ^ (EN) 'Fences' filming turns back the clock in Pittsburgh, post-gazette.com, 25 aprile 2016. URL consultato il 27 settembre 2016.
  8. ^ (EN) Tambay Obenson, FILMING HAS WRAPPED ON DENZEL WASHINGTON’S ‘FENCES’ FILM ADAPTATION; VIOLA DAVIS SHARES SET PICS (OSCAR POTENTIAL?), shadowandact.com, 14 giugno 2016. URL consultato il 27 settembre 2016.
  9. ^ Filmato audio Paramount Pictures, Fences Teaser Trailer (2016) - Paramount Pictures, su YouTube, 27 settembre 2016. URL consultato il 27 settembre 2016.
  10. ^ Filmato audio Universal Pictures, BARRIERE di Denzel Washington - Teaser trailer italiano, su YouTube, 12 ottobre 2016. URL consultato il 12 ottobre 2016.
  11. ^ "Barriere": il trailer italiano del film di Denzel Washington, su www.cinescatenato.it. URL consultato il 09 novembre 2016.
  12. ^ Andrea Francesco Berni, Oscar 2017 – La La Land domina le nomination con 14 candidature, c’è anche Fuocoammare!, badtaste.it, 24 gennaio 2017. URL consultato il 24 gennaio 2017.
  13. ^ Pierre Hombrebueno, Oscar 2017, Moonlight batte La La Land! Tutti i vincitori dell’89ma edizione, Best Movie, 27 febbraio 2017. URL consultato il 27 febbraio 2017.
  14. ^ Andrea Francesco Berni, Golden Globes 2017: tutte le nomination!, badtaste.it, 12 dicembre 2016. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  15. ^ Luca Ceccotti, Golden Globes 2017: tutti i vincitori. Per La La Land è record, Best Movie, 9 gennaio 2017. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  16. ^ (EN) Leading Actress, British Academy Film Awards. URL consultato il 10 gennaio 2017.
  17. ^ (EN) BAFTA 2017 WINNERS ANNOUNCED, Rotten Tomatoes, 12 febbraio 2017. URL consultato il 13 febbraio 2017.
  18. ^ (EN) SAG AWARDS 2017 NOMINATIONS ANNOUNCED, Rotten Tomatoes, 14 dicembre 2016. URL consultato il 14 dicembre 2016.
  19. ^ (EN) 29 gennaio 2017, The full list of winners at the 23rd Annual SAG Awards, comingsoon.net, 30 gennaio 2017. URL consultato il GG-MM-ANNO.
  20. ^ Pierre Hombrebueno, I 10 migliori film del 2016 per l’American Film Institute, Best Movie, 9 dicembre 2016. URL consultato il 9 dicembre 2016.
  21. ^ (EN) THE INTERNATIONAL PRESS ACADEMY ANNOUNCES NOMINATIONS FOR THE 21th ANNUAL SATELLITE™ AWARDS (PDF), pressacademy.com. URL consultato il 1 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2016).
  22. ^ Andrea Francesco Berni, Critics’ Choice Awards 2016: La La Land conquista ben 12 nomination!, badtaste.it, 1 dicembre 2016. URL consultato il 1 dicembre 2016.
  23. ^ (EN) CRITICS' CHOICE FILM WINNERS ANNOUNCED: LA LA LAND DANCES AWAY WITH 8 AWARDS, INCLUDING BEST PICTURE, Rotten Tomatoes, 11 dicembre 2016. URL consultato il 12 dicembre 2016.
  24. ^ Pierre Hombrebueno, Variety annuncia la sua (doppia) Top 10 dei migliori film del 2016, Best Movie, 10 dicembre 2016. URL consultato il 10 dicembre 2016.
  25. ^ Pierre Hombrebueno, I 20 migliori film del 2016 per Entertainment Weekly, Best Movie, 13 dicembre 2016. URL consultato il 13 dicembre 2016.
  26. ^ (EN) ‘Arrival,’ ‘Fences,’ ‘Hell or High Water’ Nominated for Writers Guild Awards, thewrap.com. URL consultato il 4 gennaio 2017.
  27. ^ Mirko D'Alessio, Oscar 2017 – Le nomination ai Producers Guild Awards, presenti La La Land e…Deadpool!, badtaste.it, 10 gennaio 2017. URL consultato il 10 gennaio 2017.
  28. ^ (EN) HOUSTON CRITICS AWARD WINNERS ANNOUNCED: LA LA LAND WINS BIG, Rotten Tomatoes, 7 gennaio 2017. URL consultato l'8 gennaio 2017.
  29. ^ (EN) Abid Rahman, Denzel Washington's 'Fences' Leads Nominations for AARP's Movies for Grownups Awards, The Hollywood Reporter, 15 dicembre 2016. URL consultato l'11 gennaio 2017.
  30. ^ (EN) BEST-REVIEWED DRAMAS 2016, Rotten Tomatoes, 12 gennaio 2017. URL consultato il 12 gennaio 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]