Barcelona Sporting Club

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Barcelona Sporting Club
Calcio Football pictogram.svg
Idolo del Ecuador (Idolo dell'Ecuador)
Toreros (I Toreri)
Equipo Canario (Squadra Gialla)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Giallo e Nero.svg Giallo, nero
Dati societari
Città Guayaquil
Nazione Ecuador Ecuador
Confederazione CONMEBOL
Federazione Flag of Ecuador.svg FEF
Fondazione 1925
Presidente Ecuador José Cevallos
Allenatore Uruguay Guillermo Almada[1]
Stadio Stadio Monumental Banco Pichincha
(57 267 posti)
Sito web www.bsc.ec
Palmarès
Titoli nazionali 15 Campionati ecuadoriani
Trofei nazionali 6 Coppe Guayaquil
Si invita a seguire il modello di voce

Il Barcelona Sporting Club è una società polisportiva con sede nella città di Guayaquil, in Ecuador.

È conosciuta principalmente per la propria sezione calcistica, la più titolata del paese, avendo vinto la cifra record di 15 edizioni del campionato ecuadoriano di calcio, in cui ha militato da quando fu introdotta la categoria, nel 1957, oltre a 6 titoli regionali (di cui 5 nell'epoca professionistica). In ambito internazionale ha disputato due finali di Coppa Libertadores, nel 1990 e nel 1998, ed è stata l'unica squadra ecuadoriana capace di arrivare sino alla finale della competizione fino al 2008.

Gioca le partite interne allo Stadio Monumental Banco Pichincha di Guayaquil, impianto da 57 267 posti inaugurato nel 1987. Disputa con l'Emelec, altra squadra di Guayaquil, il derby più seguito del paese, denominato Clásico del Astillero.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Barcelona Sporting Club fu fondato il 1º maggio 1925 da un gruppo di giovani ecuadoriani e catalani, dalla cui presenza derivò il nome Barcelona[2]. Il fondatore fu Eutimio Pérez, immigrato spagnolo che aveva deciso di omaggiare così il Futbol Club Barcelona. Il 25 giugno 1925, contro l'Ayacucho, il Barcelona esordì ufficialmente, imponendosi per 1-0. Poco più tardi fu adottato un gonfalone simile a quello del club catalano.

La squadra iniziò a competere nel campionato dilettantistico provinciale organizzato dall'Asociación de Fútbol del Guayas (AFG), che comprendeva compagini provenienti dalla provincia del Guayas. Negli anni '40 del XX secolo la popolarità del Barcellona derivò in larga misura dai match contro importanti squadre colombiane quali il Deportivo Cali e i Millonarios. In particolare il Barcellona sconfisse i Millonarios per due volte a Guayaquil,per 3-2 e 1-0, generando una grande eco mediatica. Fu proprio contro il Deportivo Cali che il Barcelona disputò la prima partita internazionale, pareggiata per 4-4 il 19 marzo 1931.

Ben presto nacque una forte rivalità tra il Barcelona SC e l'Emelec, formazione originaria, come il Barcelona, del barrio de astillero, quartiere di Guayaquil.

Nel 1950 il Barcellona di Guayaquil vinse per la prima volta il campionato provinciale, un anno prima dell'avvento del professionismo. Dal 1951 al 1967 il club si aggiudicò 5 titoli regionali e per 6 volte chiuse al secondo posto, rivaleggiando molto spesso con l'Emelec. Nel 1957, in qualità di una delle prime due squadre classificate del torneo regionale di Guayas, il Barcellona fu invitato a partecipare alla Serie A de Ecuador, nuovo torneo che avrebbe incoronato il campiona nazionale, da decretare tra le prime due classificate del torneo AFG e le prime due classificate del torneo Interandino, che vedeva competere club delle province di Quito e Ambato. Il Barcellona di Guayaquil concluse la propria prima partecipazione a questa competizione al secondo posto. Il primo titolo nazionale risale al 1960, trofeo che fece del Barcelona la prima compagine ecuadoriana a giocare in Coppa Libertadores.

All'inizio degli anni 70 il Barcellona si era affermato come una delle potenze calcistiche ecuadoriane, dopo aver vinto numerosi titoli provinciali e nazionali. In Coppa Libertadores, però, non era mai riuscita ad andare oltre i primi turni fino al 1971. Nell'edizione del 1971, grazie a un organico di valore impreziosito dal nazionale brasiliano José Paes, dal nazionale peruviano Pedro Pablo León e dal nazionale ecuadoriano Alberto Spencer, il Barcellona raggiunse il girone di semifinale, dove fu fermata dal valido Estudiantes (LP). Malgrado gli argentini fossero imbattuti in casa in Coppa Libertadores da quattro anni, il 29 aprile 1971 il Barcellona riuscì a imporsi per 1-0 a La Plata (dopo aver perso per 0-1 in casa il 18 aprile). Il club ecuadoriano terminò il triangolare di semifinale al secondo posto, dietro i forti argentini e davanti ai cileni dell'Unión Española. Nel 1972 il club raggiunse nuovamente la semifinale, in cui ottenne 3 pareggi e una sconfitta contro Independiente poi campione e il San Paolo.

Gli anni seguenti videro il club vivere una crisi di risultati che durò nove anni: agli insuccessi internazionali si accompagnò l'astinenza da titoli in patria.

Gli anni '80 videro la rinascita del Barcelona de Guayaquil. Nel 1980 la squadra tornò a vincere il campionato dopo nove anni, successo che fece da preludio ad altri quattro titoli in quel decennio, numeri che fecero del club il primo sodalizio ecuadoriano capace di aggiudicarsi 10 titoli. In questo periodo il Barcellona disputò sei edizioni della Coppa Libertadores, in cui raggiunse la semifinale nel 1986 e nel 1987.

Nel 1987 fu inaugurato lo Stadio Monumental Isidro Romero Carbo, capace di contenere 57 267 posti, che ne fanno lo stadio più capiente d'Ecuador e il secondo più capiente del Sudamerica.

In 1990, under a new president, and with the firm intention of conquering the Libertadores Cup, the club acquired key international players: former Argentine international and World Cup champion in 1986 Marcelo Trobbiani, Argentine international Alberto Acosta, and Uruguayan Marcelo Saralegui. With the inclusion of the foreign players and a batch of young as well as experienced Ecuadorian players, they played a fantastic tournament.

Gli anni '90 furono gloriosi per il club di Guayaquil. Nel 1990 il Barcellona giunse a disputare per la prima volta la finale di Coppa Libertadores dopo aver superato in semifinale gli argentini del River Plate ai tiri di rigore. A prevalere nell'atto conclusivo furono, però, i paraguaiani dell'Olimpia, vittoriosi per 2-0 in trasferta prima di pareggiare per 1-1 in casa. Nel 1992 la squadra di Guayaquil ottenne nuovamente l'accesso alla semifinale di Coppa Libertadores, dopo aver eliminato ai quarti i detentori del titolo, i cileni del Colo-Colo. A eliminare gli ecuadoriani furono i brasiliani del San Paolo allenati da Tele Santana, all'epoca una delle migliori squadre del continente. Il 26 dicembre 1993, tre giorni dopo la fine di un campionato chiuso al secondo posto, con qualificazione alla Coppa Libertadores, l'attaccante Carlos Muñoz scomparse tragicamente in un incidente stradale all'età di 26 anni.

Il titolo del 1997, vinto nel segno del nazionale boliviano Marco Etcheverry, del colombiano Antony de Ávila e dell'ecuadoriano Agustín Delgado, fece da preludio all'ottimo percorso nella Coppa Libertadores 1998. La squadra di Guayaquil, considerata da molti osservatori troppo vecchia e incapace di ben figurare nel torneo, sovvertì i pronostici, raggiungendo la finale per la seconda volta nella sua storia. A sconfiggere gli ecuadoriani furono i brasiliani del Vasco da Gama, vittoriosi per 2-0 fuori casa e per 2-1 in casa. Per il Barcellona fu l'ultimo sussulto di un decennio ricco di vittorie.

Seguì un quattordicennio avaro di soddisfazioni. In questo periodo furono solo due le partecipazioni alla Coppa Libertadores, mentre tre furono i campionati di Serie A chiusi al secondo posto.

Nel novembre 2007 fu eletto presidente del club Eduardo Maruri, che puntò sullo slogan La Renovación per rilanciare una squadra in crisi da troppi anni. Ciononostante, la stagione 2009 fu disastrosa: il Barcellona sfiorò la retrocessione in Serie B, evitata grazie alla vittoria per 2-0 in casa contro la LDU Portoviejo (reti di José Luis Perlaza e Juan Samudio). Grazie alla vittoria il Barcellona rimase l'unico club ecuadoriano mai retrocesso in Serie B.

Alle dimissuoni di Maruri nel dicembre 2010 fu nominato presidente Juan Carlos Estrada, che si dimise l'indomani per fare spazio ad Alfonso Harb Viteri. Il successore di Viteri fu Antonio Noboa, che sconfisse nelle presidenziali José Herrera l'11 giugno 2011.

La squadra tornò a vincere il campionato ecuadoriano nel 2012, ponendo fine a 14 anni di digiuno. Il 13 dicembre 2015 la presidenza passò all'ex portiere José Francisco Cevallos e nel 2016 il club vinse un altro titolo nazionale.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

1960, 1963, 1966, 1970, 1971, 1980, 1981, 1985, 1987, 1989, 1991, 1995, 1997, 2012, 2016
  • Coppa Guayaquil: 6
1950, 1955, 1961, 1963, 1965, 1967
  • Coppa Asoguayas
2006

Altri piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo posto: 1957, 1962, 1968, 1982, 1986, 1990, 1992, 1993, 1995, 2002, Apertura 2005, 2014, 2018
Terzo posto: 1965, 1967, 1972, 1978, 1983, 1994, 1996, 2003
Finalista: 1990, 1998
Semifinalista: 1971, 1972, 1986, 1987, 1992, 2017

Palmarès delle altre sezioni[modifica | modifica wikitesto]

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

  • Liga Nacional de Básquet (1): 2008[3]
  • Liga Provincial de Básquet (1): 2008

Baseball[modifica | modifica wikitesto]

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

  • Liga Provincial de Voleibol (8): 2002.

Bolos (variante del bowling)[modifica | modifica wikitesto]

  • Campeón nacional de bolos (1): 2003

Pallanuoto[modifica | modifica wikitesto]

  • Campeón de la 3 copa ANAVI (1): 2008
  • Campeón del torneo internacional de waterpolo (1): 2009

Regate[modifica | modifica wikitesto]

  • Campeón de la Regata de Balzar (1): 2008

Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato al 12 dicembre 2018.

N. Ruolo Giocatore
1 Ecuador P Máximo Banguera
2 Ecuador D Mario Pineida
4 Uruguay D Robert Herrera
5 Brasile D Gabriel Marques
6 Ecuador C Osbaldo Lastra
7 Ecuador C Tito Valencia
8 Ecuador C Richard Calderón
9 Colombia A Oscar Estupiñán
10 Argentina C Damián Díaz
11 Ecuador A Fidel Martínez
12 Ecuador P Víctor Mendoza
13 Ecuador A Ely Esterilla
14 Ecuador D Darío Aimar
15 Ecuador D Beder Caicedo
N. Ruolo Giocatore
16 Ecuador D Frickson Erazo
17 Ecuador C Marcos Caicedo
18 Ecuador C Matías Oyola (capitano)
19 Ecuador A Leonardo Campana
21 Ecuador A Ángelo Quiñónez
23 Ecuador C Christian Alemán
24 Colombia C Sebastián Pérez
25 Uruguay P Damián Frascarelli
26 Ecuador D Byron Castillo
28 Ecuador C Jean Montaño
29 Ecuador D Félix Torres
31 Ecuador D Pedro Velasco
77 Ecuador C Washington Vera

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (ES) Sito ufficiale, su bsc.ec. URL consultato il 3 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2018).
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