Banca di Valle Camonica

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Sede della Banca di Valle Camonica a Breno

La Banca di Valle Camonica è una banca rete del gruppo UBI Banca.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Viene fondata il 2 luglio 1872 dal cattolico cividatese Giuseppe Tovini.

Nel 1963 viene acquisita dalla Banca San Paolo di Brescia, che nel 1998 con il CAB costituisce il gruppo Banca Lombarda, entrandovi quindi automaticamente.

Il 1º aprile 2007 l'holding si fonde con la BPU Banca dando così vita al gruppo UBI Banca.

Attualmente gestisce 66 sportelli in Val Camonica, Valtellina, Valtrompia e nel Bresciano e nel Bergamasco.

Il 7 maggio 2012 il consiglio di amministrazione della banca presieduto da Gianfranco Maiolini, ha nominato Stefano Vittorio Kuhn Direttore Generale.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Banca di Valle Camonica S.p.A. La “Società di credito, anonima per azioni al portatore, col titolo di Banca di Valle Camonica” nacque il 2 giugno 1872, “festa nazionale dello Statuto”, nella cittadina di Breno, capoluogo del circondario camuno. Principale ispiratore dell’Istituto fu l’avvocato Giuseppe Tovini (Cividate Camuno 1841-Brescia 1897), protagonista di primo piano del movimento cattolico, beatificato il 20 settembre 1998 dal Papa Giovanni Paolo II in occasione della visita a Brescia. Soci fondatori (sottoscrittori di mille azioni da cento lire ciascuna, pari a un capitale di centomila lire) furono una decina di liberi professionisti, imprenditori e commercianti, appartenenti al ceto borghese, con positiva sinergia tra il mondo cattolico e l’area di orientamento liberal-moderato: il negoziante e bachicoltore Giuseppe Amadio Rigali (Breno 1816-1894), l'ingegnere Giovanni Antonio Ronchi (Breno 1841-Brescia 1914), gli avvocati Antonio Taglierini (Breno 1813-1891) e Pietro Antonio Bonettini (Edolo 1832-1901), il dottore in legge e sindaco di Breno Pietro Enrico Sigismondi (Breno 1843-Brescia 1907), l’onorevole Sigismondo Ignazio Sigismondi (Breno 1839–Firenze 1898), i notai Nicola Maurizio Romelli (Breno 1838-1886) e Giovanni Maria Canossi (Cividate 1844-1882), l'industriale metallurgico Giuseppe Antonio Rusconi (Breno 1809-1882), i commercianti Antonio Franzoni (Bienno 1831-1917) e Giovanni Antonio Beccagutti (Breno 1829–Brescia 1903), il possidente e sindaco di Darfo Cristoforo Zattini (Darfo 1808–1894) e l’imprenditore Giovanni Battista Calvi (Edolo 1809–1895). L’iniziativa venne appoggiata dalla Banca Provinciale Bresciana (costituita nel 1871 e cessata nel 1878), di cui era presidente l’influente uomo politico e commerciante commendator Gaetano Facchi (Brescia 1812–1895): l’istituto bresciano partecipò mediante sottoscrizione di ben 830 azioni iniziali, ponendosi come partner fondamentale nel garantire il successo dell’operazione. La Banca di Valle Camonica venne inserita all’ottavo posto delle SpA italiane e con il n° 1 nel registro delle società iscritte al Tribunale di Brescia. Autorizzato all’esercizio con regio decreto del 21 luglio 1872, l’Istituto avviò le operazioni il 20 ottobre seguente, con lo scopo principale di favorire con il credito “il commercio, l'industria, l'agricoltura e le opere pubbliche” nella Valle. Sorta per “sovvenire le imprese e le iniziative attuate con serietà e rettitudine, in modo da incoraggiare l’elevazione morale ed economica della popolazione”, la Banca ha operato durante i decenni per la crescita e lo sviluppo del territorio. Caldeggiò la realizzazione della ferrovia Iseo-Edolo e del tram Lovere-Cividate, appoggiò l'associazionismo e sorresse la costruzione di scuole, strade e acquedotti, aiutò con cospicue elargizioni le scuole elementari, tecniche e professionali, promosse l'edilizia e lo sport, sovvenzionò enti di carità, favorì la nascita di manifatture di metallurgia, società elettriche, cotonifici, filande e cooperative commerciali, sostenne il sodalizio “Pro Valle Camonica”, costituito nel 1905 con l'ambizioso progetto di “promuovere un maggiore sviluppo intellettuale, commerciale, agricolo, turistico, industriale e sociale” della terra camuna. Nel 1888 la Banca fece costruire il palazzo che ancora ne ospita la sede centrale, portato a termine su progetto e con direzione lavori dell’impresario Fortunato Canevali (Breno 1856–1930), professore di disegno e ispettore onorario ai monumenti, che –l’anno dopo- realizzò anche i raffinati fregi a stucco che decorano il soffitto del salone adibito alle riunioni del consiglio; all’interno della sede si conservano opere ad affresco dei pittori Francesco Domenighini (Breno 1860-Bergamo 1950) e Giovanni Battista Nodari (Esine 1881-1930). L’azienda è divenuta “organismo essenziale” della Valle e ha ricoperto un ruolo determinante nella ricostruzione seguita alla seconda guerra mondiale e poi durante il “miracolo economico”, a cavallo degli anni ‘50/60. In piena coerenza con i valori perseguiti dai fondatori, in particolare dal Tovini, nel 1963 entrò a far parte del gruppo Banca San Paolo di Brescia che allora intervenne “per salvare la peculiarità della Banca di Valle Camonica, facendo in modo che venissero rispettate quelle caratteristiche che la legano ancora oggi ai valori e alle tradizioni del luogo”. Nei decenni successivi si è rafforzato il forte vincolo di correlazione tra l’operato della Banca di Valle Camonica e l’andamento dell’economia locale. L’Istituto ha collaborato a far nascere e prosperare aziende che con la loro attività hanno dato occupazione, contribuendo a generare ricchezza non solo per la Valle e le aree limitrofe, ma anche a beneficio dell’economia e del bilancio nazionali; ha sostenuto gli enti locali nelle politiche di miglioramento dell’assetto territoriale e nella creazione di infrastrutture essenziali; ha prestato attenzione al comparto turistico, partecipando alla costituzione di società turistiche; ha profuso risorse nell’istituzione e nel sostegno di scuole superiori e facoltà universitarie; è venuta incontro ai bisogni primari delle famiglie; ha favorito attività culturali, sportive e ricreative e ha impiegato risorse in opere di solidarietà; ha realizzato iniziative volte alla conservazione e alla conoscenza del patrimonio culturale valligiano; si è fatta fedele interprete e vigile custode della laboriosità locale. A partire dalla metà degli anni Ottanta, di fronte alla crescente pressione della concorrenza e ai nuovi orizzonti dei mercati, ha preso corpo un piano di espansione della rete commerciale della Banca verso aree vicine e omogenee, mediante l’apertura di agenzie in Franciacorta (a far tempo dal 1985), in Valtellina (dal 1988) e nella Bergamasca (dal 1990). Oggi la Banca conta su 346 dipendenti e dispone di 66 sportelli distribuiti nelle quattro province di Brescia (44 filiali), Bergamo (10), Como (2) e Sondrio (10), secondo questa dislocazione: Provincia di Brescia: Angolo Terme, Artogne, Berzo Demo, Berzo Inferiore, Bienno, Borno, Breno, Brescia (due), Capo di Ponte, Cazzago San Martino (fraz. Bornato), Cedegolo, Ceto, Cevo, Cividate Camuno, Coccaglio, Corte Franca, Corteno Golgi, Darfo Boario Terme (tre, Boario Terme, Corna, Darfo), Edolo, Esine, Gianico, Malegno, Malonno, Marone, Niardo, Ome, Palazzolo sull'Oglio (fraz. San Pancrazio), Piancogno (due, Cogno e Pianborno), Pian Camuno, Pisogne (fraz. Gratacasolo), Ponte di Legno, Provaglio d'Iseo, Provezze, Rodengo Saiano, Rovato, Sonico, Temù, Torbole Casaglia, Travagliato, Vezza d’Oglio. Provincia di Bergamo: Ardesio, Casazza, Castione della Presolana, Clusone, Costa Volpino, Lovere, Rogno, Sarnico, Sovere, Villongo. Provincia di Como: Dongo, Menaggio. Provincia di Sondrio: Aprica, Bormio, Chiavenna, Grosio, Livigno, Morbegno, Piantedo, Sondrio, Tirano, Villa di Tirano. L’ultimo decennio è stato per l’Istituto un periodo caratterizzato da significativa espansione nei volumi e nella rete commerciale. Durante il 2007 la Banca di Valle Camonica è entrata a far parte del Gruppo “Unione di Banche Italiane” Società cooperativa per Azioni, operando in armonia con UBI Banca, la Capogruppo generata dalla fusione -il 1º aprile 2007- di Banca Lombarda e Piemontese SpA (sorta nel 1998 con l’unione tra Banca San Paolo di Brescia e Credito Agrario Bresciano e così denominata nel 2000 con l’ingresso della Banca Regionale Europea) in Banche Popolari Unite società cooperativa per azioni-BPU (Gruppo nato nel 2003 dalla fusione tra Banca Popolare di Bergamo-Credito Varesino, Banca Popolare Commercio e Industria e Banca Popolare di Luino e di Varese). L’aggregazione tra due realtà solide, dinamiche e ben strutturate ha consentito di fronteggiare meglio la competizione e le sfide dei mercati. Nel contesto del modello di “banca federale”, l’integrazione è in grado di preservare l’autonomia e l’indipendenza delle singole realtà, valorizzandone il radicamento nel territorio. Il gruppo offre servizi efficienti, sostenendo con professionalità le migliaia di imprese che formano il tessuto connettivo tipico dell’economia italiana e recando vantaggi alle famiglie, in termini di prodotti finanziari, di risparmio e di previdenza.

Profilo sociale di UBI Banca di Valle Camonica (al 31.3.2014)

Consiglio di Amministrazione: presidente Egidio Tempini, vice presidente Ruggero Brunori, consigliere segretario Massimo Ghetti, consiglieri Francesco Bonera, Gianfranco Maiolini, Ettore Giuseppe Medda, Mario Nolli.

Collegio sindacale: presidente Francesco Landriscina, sindaci effettivi Paolo Stefano De Zan, Giovanni Nulli, sindaci supplenti Ilenia Monchieri, Clara Sterli.

Direttore Generale Stefano Vittorio Kuhn, Vice Direttore Pietro Tosana.