Ballo Excelsior

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Excelsior
Balloexcelsior.jpg
Un quadro dell'opera di Manzotti al Teatro alla Scala nel 1908
StatoItalia
Anno1881
Prima rappr.Milano, Teatro alla Scala, 11 gennaio 1881
CompagniaCompagnia del Teatro alla Scala, Milano
GenereBallo grande italiano
MusicheRomualdo Marenco
CoreografiaLuigi Manzotti
ScenografiaAlfredo Edel
CostumiAlfredo Edel
Personaggi e attori
  • Bice Vergani (Luce)
  • Carlo Montanara (Tenebre)
  • Rosina Viale (Civiltà)
  • Carlo Coppi (Dionisio Papin)
  • Angelo Cuccoli (Alessandro Volta)
  • F. Razzani
  • Geninazzi
  • Coppini Bartolini
  • May
  • Hofschuller
  • Radice
  • Achille Balbiani
  • Vismara.

Ballo Excelsior è un balletto mimico di Luigi Manzotti su musica di Romualdo Marenco, la cui prima avvenne al Teatro alla Scala di Milano l'11 gennaio 1881.

Realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Realizzato secondo la formula del "ballo grande italiano" e denominato "azione coreografica, storica, allegorica in 6 parti e 11 quadri", lo spettacolo è basato sull'idea, dominante nella società di fine Ottocento, del trionfo della scienza. All'allegoria della vittoria di Luce e Civiltà contro Oscurantismo, nemico del Progresso seguono quadri che esaltano le grandi opere e invenzioni di quel periodo: il battello a vapore inventato da Denis Papin, il piroscafo, la pila di Alessandro Volta, il telegrafo, la lampadina di Thomas Edison, il canale di Suez, il traforo del Moncenisio (detto così erroneamente poiché il traforo passa sotto il Monte Frejus. L'errore di denominazione è dovuto al fatto che il traforo sostituiva la via molto più lunga e impervia, del passaggio sul Colle del Moncenisio). Durante il dispiegarsi dei grandi successi della Scienza, continua tuttavia la lotta fra Luce e il Genio delle Tenebre, che si risolve con Civiltà che alfine libera lo Schiavo dalle sue catene e irrinunciabili caroselli finali.

In scena il dispiego di mezzi è imponente: composto da undici quadri, ricco di effetti speciali, si avvale di un corpo di ballo costituito da quattrocentocinquanta elementi. Il Corriere della Sera scrive: È il paradiso, il trionfo dell'umanità incivilita, una festa del pensiero, ricco e splendido. Lo spettacolo è molto patriottico, tanto che pure la sala è piena di lampadine e bandiere tricolori; si vuole esaltare l'avvento di un mondo in cui regnano modernità e pace. L'incasso è straordinario per l'epoca: 6000 £, e lo spettacolo resta in cartellone per 103 serate consecutive.

Riguardo al simbolismo che pervade l'intero balletto, secondo Flavia Pappacena: "Il ballo prosegue la tradizione allegorica del Settecento. A partire dall'esaltazione della ragione, fino alla civiltà intesa come processo di elevazione culturale, i temi di fondo richiamano i principi massonici"(cit). Peraltro Romualdo Marenco era massone[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo Milano lo spettacolo delizia le platee di tutto il mondo: nel 1889 è all'Esposizione Universale di Parigi. Nel 1913 viene trasformato in un film per la regia di Luca Comerio, mentre una ricostruzione filmata sonora è tuttora visibile nell'episodio omonimo del film Altri tempi diretto nel 1952 da Alessandro Blasetti.

Nel 1913 Luca Comerio realizzò il film Excelsior di cui l'unico frammento di pellicola rimasto è stato oggetto di una fortunosa ricostruzione[2].

Un'altra ricostruzione del balletto conclude lo sceneggiato Cuore di Luigi Comencini (1984).

Sulle scene lo spettacolo permane fino allo scoppio della prima guerra mondiale, ma dal 1967 viene realizzata una nuova versione - ridotta nell'organico e modificata per essere modernizzata - nata in origine per il Maggio Fiorentino con la regia di Filippo Crivelli, la coreografia di Ugo Dell'Ara, le scene e i costumi di Gianni Coltellacci e le musiche di Fiorenzo Carpi.

Nel 1983 e nel 1984 il Ballo Excelsior viene allestito, con grande successo di pubblico, all'Arena di Verona.

Sul finire del secolo è stato riproposto a Roma prima dall'Accademia Nazionale di Danza (estate 1997, con Fethon Miozzi e Fabio Grossi nei ruoli principali) e poi dal Teatro della Tosse (giugno 1999 al Teatro Eliseo).

Nel 1999 Flavia Pappacena ha ricostruito, dalla trascrizione originale di G. Cammarano (1883) del gran ballo Excelsior, “Il vincitore della regata” del III atto “Il primo battello a vapore”.

Nel 2000 alla Scala di Milano è stato allestito per festeggiare l'arrivo del nuovo millennio con Roberto Bolle, Massimo Murru e Isabel Seabra e presentato poco dopo in tournée all'Opéra Garnier di Parigi.

Una versione per marionette realizzata dalla Compagnia Colla nel 1895 viene tuttora rappresentata dal Teatro dei Piccoli di Vittorio Podrecca e dei Fratelli Colla di Milano, in cui viene usata copia delle scene dello spettacolo originale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Testa, Grandi Balletti, Repertorio di Quattro Secoli del Teatro di Danza, Gremese, Roma, 1991..
  • Flavia Pappacena, Excelsior. Documenti e saggi. Documents and Essays, / Chorégraphie, Scuola Nazionale di Cinema-Cineteca Nazionale, Di Giacomo, Roma, 1998.
  • Flavia Pappacena, Il Linguaggio della danza classica. Guida all'interpretazione delle fonti iconografiche, Gremese, Roma, 2012, pp. 216–231.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]