Baise moi - Scopami

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Baise-Moi (Scopami)
Baise moi.jpg
Nadine in una scena del film
Titolo originaleBaise-Moi
Lingua originalefrancese
Paese di produzioneFrancia
Anno2000
Durata77 min
Generedrammatico, thriller
RegiaVirginie Despentes, Coralie Trinh Thi
SoggettoVirginie Despentes (romanzo)
SceneggiaturaVirginie Despentes, Coralie Trinh Thi
ProduttorePhilippe Godeau
Produttore esecutivoDominique Chiron
Casa di produzionePan-Européenne, Canal+
Distribuzione (Italia)Làntia Cinema & Audiovisivi
FotografiaBenoît Chamaillard, Julien Pamart
MontaggioAïlo Auguste-Judith, Francine Lemaitre, Véronique Rosa
Effetti specialiCharlotte Arguillère
MusicheVarou Jan
CostumiIsabelle Fraysse, Magali Baret
TruccoCharlotte Arguillère
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Baise-Moi (Scopami) è un film francese del 2000 diretto da Coralie Trinh Thi e Virginie Despentes, tratto da un suo stesso romanzo. È stato presentato in concorso al 53° Festival del film Locarno del 2000.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Sequestrata da un gruppo di teppisti, Manu viene violentata insieme ad un'amica all'interno di un cortile. Nello stesso giorno Nadine assiste all'omicidio del proprio ragazzo tossicomane e spacciatore, il quale le aveva commissionato una consegna nella regione dei Vosgi. Saputo dello stupro, il fratello di Manu la accusa di non aver fatto nulla per evitarlo. Lei in un accesso di ira lo uccide. Nadine intanto, durante un litigio con una coinquilina la colpisce mortalmente. Le due, pur conoscendosi solo di vista ed incontrandosi per caso all'uscita della metropolitana, decidono di partire da Parigi per raggiungere la località montana della consegna. Cominciano a vagare per la provincia francese, attirando uomini, alcuni concludendovi con rapporti, ed altri sfogandovi la propria rabbia e frustrazione, eliminandoli ferocemente al minimo screzio. Le due donne si lasciano alle spalle una scia di sangue, non ultima una strage in uno squallido club privé. Manu resta uccisa durante una rapina e Nadine continuerà da sola, per essere arrestata dalla polizia oramai sulle loro tracce.

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Le due ragazze, una volta partite da Parigi, fanno una prima tappa visitando il mare, giacché entrambe non l'avevano mai visto prima. Questa situazione sembra ricordare l'aspirazione del giovane personaggio Antoine Doinel, evaso da un riformatorio, nella pellicola I quattrocento colpi (1959) di François Truffaut.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha avuto una grande attenzione mediatica per via dell'interpretazione di attori porno, delle scene di sesso esplicito e l'intensa violenza, oltre i limiti imposti dalla censura[senza fonte]. In Francia, dopo soli tre giorni di programmazione, il film è stato tolto dai circuiti cinematografici, per via di una serie di proteste, per essere proiettato nelle sale a luci rosse.

La star internazionale Lancaume, qui accreditata come Karen Bach, nonostante la discreta interpretazione, si illuse invano di un salto qualitativo nel mondo dello spettacolo, per poi morire suicida alcuni anni dopo.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Beppe Attene alla direzione della Làntia dice: "Appena ho visto Baise-moi, e avevo già letto il libro scritto dalla co-regista Virginie Despentes, ho deciso di acquistarlo per la qualità delle immagini e i contenuti forti e motivati. Il film ha l'intensità, l'onestà e la denuncia sociale di una storia sottoproletaria di Kenneth Loach, ma in più usa il sesso per denunciare la violenza e raccontare l'umanità delle due protagoniste. Non parlerei di erotismo perché le immagini non generano concupiscenza. Avremo forse problemi con i nostri censori anche se non credo che sarà l'esplicita anatomia dei corpi a preoccuparli".[1]
  • Il TIME ha definito le registe "le autrici dell'arte della verità sessuale".[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Grassi Giovanna, «Baise-moi», il film scandalo arriva in Italia a settembre Ritirato per ora in Francia, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 20 maggio 2015 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2015).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]