Bagratidi

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Բագրատունիներ
Dinastia Bagratuni
Bagratuni flag.svg
Bandiera della dinastia Bagratuni
Lingua ufficiale Armeno
Anni di inizio e fine della dinastia 861 d.C.-1118 d.C.
Capitali Dvin, Kars, Ani (dal 961)
Rami indipendenti: Regno di Lori - Lori; Principato di Kars - Kars.
Tipo di governo Monarchia
Stato precedente Emirato di Armenia
Stato seguente Impero bizantino, Regno armeno di Cilicia, Armenia Zakaride

I Bagratidi[1] (in armeno: Բագրատունի) o in alternativa Pakradouni dinastia reale di Armenia, fu una famiglia reale i cui rami formalmente governarono molte comunità politiche regionali, incluse i territori del Regno di Armenia di Sper, attualmente Ispir, nella provincia di Tayk, Bagrevand nella provincia di Ayrarat, Ani nella provincia di Ayrarat, Tashir-Dzoraget, la provincia di Artsakh, attualmente nota come Karabakh o Nagorno-Karabakh, la provincia di Syunik, la provincia di Vaspurakan, Kars Vanand, i territori dei Mamikoni di Taron, la provincia di Korduq-Tmoriq, nota anche come Corduene, e il Regno armeno di Cilicia.

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Bagratuni è citata per la prima volta come Nakhararq, membri della nobiltà ereditaria dell'Armenia. I loro possedimenti erano concentrati nella regione di Sper, nella valle di Chorokhi. Negli anni 288-301, il principe Bagratide Smbat detenne i titoli ereditari armeni di Aspet, che significa Dominatore del Cavallo, e T'agatir, che significa Incoronante del Re[2].

Secondo il principe Cyril Toumanoff, il primo principe Bagratide fu citato nelle cronache nel 314. Nell'VIII secolo, un altro principe Bagratide (anch'egli chiamato Smbat) si rivoltò contro il Califfato arabo. La rivolta fu stroncata, ma ebbe un successo tale da gettare le basi per l'indipendenza di Georgia e Armenia.

Di sicuro, generazione dopo generazione, la storia della famiglia inizia solamente nell'VIII secolo. I Bagratidi successivi rivendicavano anche la discendenza dal Re David della Bibbia ebraica. Gli studiosi contemporanei non danno alcun credito a questa rivendicazione, ma all'epoca era accettata, garantendo prestigio alla famiglia. La loro pretesa, sebbene priva di un collegamento continuo tra gli eventi, faceva perno su un certo Smbat, ritenuto l'antenato della famiglia dei Bagratidi (Bagratuni) degli stati caucasici: "un fatto insolito avvenne durante l'amministrazione del IV governatore di Giuda (un ufficiale babilonese di cui non si è tramandato il nome), iniziata nel 582 a.C., quando il Re Hratchea di Armenia, in visita al sovrano babilonese, alla cui corte era giunto per tributare i suoi onori in qualità di suo vassallo, per ragioni sconosciute a tutti tranne a sé stesso, domandò di un certo principe giudeo prigioniero di nome Sumbat affinché potesse tornare con lui in Armenia. Egli lo accompagnò nel ritorno in Armenia. Lo fece e il Re Hratchea di Armenia gli assegnò una rendita e un possedimento a Sper".

I Bagratuni in Armenia[modifica | modifica wikitesto]

I regni feudali armeni, 1000 d.C.

I principi Bagratuni di Armenia sono noti a partire dal I secolo a.C., quando servivano sotto la dinastia Artasside. A differenza della maggior parte delle famiglie nobili dell'Armenia, essi possedevano solamente strisce di territorio, a differenza dei Mamikoni, che possedevano un territorio unificato. Questi sono i primi principi Bagratidi in Armenia prima dell'istituzione del regno, come riportato dall'Unione dei Nobili Armeni. Ashot I fu il primo Re Bagratide, il fondatore della dinastia reale. Fu riconosciuto come Principe dei Principi dalla corte di Baghdad nell'861, cosa che provocò la guerra con gli emiri arabi locali. Ashot vinse la guerra e fu riconosciuto Re degli Armeni da Baghdad nell'885. Il riconoscimento da parte di Costantinopoli seguì nell'886. In uno sforzo di unificare la nazione armena sotto un'unica bandiera, i Bagratidi soggiogarono altre famiglie nobili armene per mezzo di conquiste e fragili alleanze matrimoniali. Accadde comunque che alcune famiglie nobili, come gli Artsruni e gli Siuni si separassero dall'autorità centrale Bagratide[3]. Ashot III il Misericordioso trasferì la capitale nella città di Ani, ora famosa per le sue rovine. Mantennero il potere giocando sulla rivalità tra l'Impero Bizantino e gli Arabi.

Essi assunsero il titolo di influenza persiana "Re dei Re" sia in Armenia sia in Georgia. Da notare che, in alcune chiese di Ani, ci sono iscrizioni che citano i Re armeni come citing Shahanshahs degli armeni e dei georgiani. Comunque, a partire dal X secolo, i Bagratidi si divisero in rami separati, frazionando il regno unificato, in un'epoca in cui l'unità sarebbe stata necessaria per far fronte alla pressione di Selgiuchidi e Bizantini. Il ruolo del ramo di Ani terminò nel 1045 con la conquista della città di Ani da parte dei Bizantini.

Il ramo di Kars resistette fino al 1064. I Bagratidi che resistettero più a lungo furono quelli della regione armena occupata dal Principato di Lori (Tashir-Dzoraget); questi furono gli unici re Bagratidi armeni a coniare monete. Si ritiene che anche la dinastia che governò l'Armenia Cilicia fosse un ramo dei Bagratidi, che successivamente prese possesso del trono del Regno armeno in Cilicia. Il fondatore, Roupen I, era in qualche modo imparentato con il Re esule Gagik II. Era probabilmente o un membro più giovane della famiglia oppure un parente. Ashot, figlio di Hovhannes (a sua volta figlio di Gagik II), fu in seguito Governatore di Ani sotto la dinastia Shaddadide.

Elenco dei sovrani Bagratuni[modifica | modifica wikitesto]

Signori di Sper[modifica | modifica wikitesto]

Signori di Sper (Shirak, Ayrarat) e aspetti ereditari dell'Armenia. Capitale: Daroynq

  • Yenanos (circa 30 a.C.)
  • Bagarat
  • Smbat (circa 220–250 d.C.)
  • Trdat, figlio (circa 250-270)
  • Bagrat, figlio (circa 270-290)
  • Smbat, figlio (circa 290-320)
  • Bagrat, figlio (circa 320-350)
  • Smbat, figlio (circa 350-380)
  • Sahak, brother (circa 380-386)
  • Hamazasp, figlio (circa 386-410)
  • Dirots, figlio (circa 410-460)
  • Sahak, figlio (circa 460-483)
  • Smbat, figlio (circa 483-510)
  • ..., figlio (circa 510-540)
  • ..., figlio (circa 540-580)
  • Smbat il Vittorioso, figlio (circa 580-617, Marzban di Gurgan circa 600-608, Marzban di Armenia 610-613)
  • Varaz-Tirots, figlio (617-628, Marzban 628-635, morto 643)
  • Varaz-Sahak, nipote (628–646)
  • Smbat, figlio (646–672)
  • Ashot, figlio (672–689)
  • Smbat Byuratian, figlio (689–726, ishxan 691–711)
  • Ashot il Cieco, figlio (726–748, ishxan 732–748, morto 762)
  • Sahak VII Bagratuni fratello (748–771, ishxan 755–761)
  • Smbat, figlio di Ashot il Cieco (771–775, ishxan 761–775)
  • Ashot, figlio di Sahak (775–782)
  • Smbat, figlio (782–804, ishxan 785–804)
  • Ashot IV Msaker, figlio (804–824)
  • Smbat Xostovanogh (Confessore), figlio (824–855)
  • Ashot I (V), figlio (855–886, negli anni 886–890 re di Armenia)

Re di Ani[modifica | modifica wikitesto]

Re di Armenia[modifica | modifica wikitesto]

Ramo in Kars[modifica | modifica wikitesto]

  • Mushegh (figlio di Abas I di Armenia), 962-984
  • Abas I (figlio), 984-1029
  • Gagik-Abas II (figlio), 1029–1064, m. 1080 [cedette Kars all'Impero] Gli furono date della terra per il suo regno nella Cilicia settentrionale e la città di Amasya.

Re di Lori (979–1118)[modifica | modifica wikitesto]

Questa linea dinastica terminò nel 1118 con l'occupazione da parte del Grande Impero selgiuchide. Comunque, i membri della famiglia sopravvissero, pur se con minore importanza, fino a una data più tarda.

Ramo in Taron[modifica | modifica wikitesto]

  • Bagrat Ishxanats-ishxan, figlio di Ashot Msaker (824–852)
  • Ashot, figlio (858–878)
  • Davit Arkayik (il Piccolo Re), fratello (878–895, coregnante dall'858)
  • Gurgen, figlio (895)

901 occupazione di Sajid

  • Grigor Tornik, nipote di Bagrat Ishxanats-ishxan (898–923)
  • Bagrat Pancratius, figlio (923–935)
  • Ashot II, fratello (circa 935–965)
  • Grigor, figlio (circa 965–968)
  • Bagrat, fratelli (coregnanti circa 965–968)

968 a Bisanzio

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bagratidi in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  2. ^ Movses Khorenatsi. History of the Armenians. Translation and Commentary of the Literary Sources by R. W. Thomson. Cambridge, Massachusetts: Harvard University Press, 1978 Appendix A. Primary History, pp. 358-359, 362, 365-366
  3. ^ Edmund, Marina Herzig, Kurkichayan, The Armenians: Past and Present in the Making of National Identity, Routledge, 2005, p. 43.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti bibliografici[modifica | modifica wikitesto]

  • "Sebeos' History"
  • John Mamikonean's History of Taron"
  • "Aristakes Lastivertc'i's History "
  • "Kirakos Gandzakets'i's History of the Armenians"
  • Vahan Kurkjian - The Bagratid Dynasty — The Bagratuni

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

  • Prince Cyrille Toumanoff, Manuel de généalogie et de chronologie pour l'histoire de la Caucasie Chrétienne (Arménie-Géorgie-Albanie). Edizioni Aquila, Roma, 1976. - still remains the only account of the family generally available in the West, although its scientific standard has been criticized as very low.
  • The Families of the Nobility of the Russian Empire, Volume III, Moscow, 1996. - contains the latest research available in Russian, compiled by Georgian scientists, some of them Bagratids themselves.
  • Armenian Nobility Site
  • Robert Bedrosian's History Page

Storia[modifica | modifica wikitesto]

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