Bagnasciuga

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Si chiama bagnasciuga o (in antico) linea di fior d'acqua (in inglese load lines) quella parte di superficie della fiancata di una nave limitata dall'ideogramma di Plimsoll. Esso determina il carico massimo della nave in virtù delle acque che attraversa (acque tropicali o glaciali - periodo estivo o invernale - acque salate o acque dolci). Le stesse linee dell'ideogramma stanno ad indicare il confine fra l'opera viva (la parte dello scafo immersa) e l'opera morta (la parte dello scafo che galleggia).

Paronimia[modifica | modifica wikitesto]

La parola è spesso[1] impropriamente utilizzata anche per indicare la battigia, ossia quella parte della spiaggia che si bagna e asciuga per effetto del moto ondoso. In questo significato celebre è il discorso di Benito Mussolini del 24 giugno 1943, che di fronte alle voci su un prossimo sbarco alleato in Sicilia (avvenuto effettivamente dopo pochi giorni, il 10 luglio), proclamò che ogni tentativo di sbarco sarebbe stato "congelato su quella linea che i marinai chiamano bagnasciuga". Tale discorso è poi passato alla storia come il "discorso del bagnasciuga"[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "È l'ora di finirla di attribuire a Mussolini il significato (spesso ritenuto arbitrario) di bagnasciuga come 'linea della sabbia dove l'acqua finisce e comincia la terra' (p. 25), quando è attestato anche nei dialetti (cfr. M. Cortelazzo-P. Zolli, Dizionario etimologico della lingua italiana, I, Bologna, Zanichelli, 1979, s. bagnare)": A. CORTELAZZO, UN LIBRO ANCORA DA FARE: IL LINGUAGGIO DI MUSSOLINI, Belfagor: rassegna di varia umanità, XXXIV, 5, 1979, p. 590 (Firenze : L.S. Olschki, 1979).
  2. ^ "Diceva Battaglia, Mussolini sbagliò a usare bagnasciuga al posto di battigia; il bagnasciuga è la linea, ora asciutta ora bagnata (secondo che il carico è più o meno pesante), dello scafo di una nave e posta al di sopra della linea normale di galleggiamento": Salvi Guerrando, Cairota o Cairino? : disputa lessicale con Giuseppe Ungaretti : ricordi di uno spacciatore di ottimi libri, Studi italiani : 46, 2, 2011 p. 160 (Fiesole: Cadmo, 2011).