Baggio (quartiere di Milano)

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Baggio
Stemma ufficiale
Chiesa vecchia baggio.JPG
La chiesa vecchia di Baggio e il campanile romanico
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Milano Milano
Città CoA Città di Milano.svg Milano
Circoscrizione Municipio 7
Altitudine 127 m s.l.m.
Nome abitanti baggesi
Patrono Sant'Apollinare[1]
Mappa di localizzazione: Milano
Baggio
Baggio
Baggio (Milano)

Coordinate: 45°27′42″N 9°05′23.33″E / 45.461666°N 9.089813°E45.461666; 9.089813

Baggio (Bagg in dialetto locale) è un quartiere di Milano, posto nella periferia occidentale della città, appartenente al Municipio 7.

Il quartiere è lambito nei suoi confini orientali dal Parco delle Cave, uno dei più grandi polmoni verdi della città, e diventato uno dei più suggestivi parchi milanesi anche grazie a un intervento di riqualificazione subito negli ultimi anni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti nella piazza principale di Baggio

Le prime testimonianze storiche di insediamenti umani legati al territorio risalgono a un'epoca molto antica, con buona probabilità già di epoca celtica, sicuramente romana (IV secolo d.C). La prima testimonianza del toponimo "Baggio" è però molto successiva ed è utilizzata per la prima volta nell'873 d.C.

L'origine del nome Baggio ha diviso gli studiosi: qualcuno ipotizza derivi da una torre militare romana denominata Badalocum ("bada al luogo") che doveva dominare le campagne e la strada per Novara; altri invece lo fanno derivare da un'abbazia o torre del terrapieno denominata badia aggeris, nome che successivamente si è trasformato in Badagio, Badaglo, Badaxio, fino all'odierna Baggio.

Nel 221 a.C. l'intero territorio venne conquistato dai Romani, i quali accompagnavano a ogni conquista un'intensa opera di civilizzazione che si traduceva nella costruzione di strade e centri abitati.

Secondo la tradizione nel punto più elevato della zona sorse, successivamente, una torre di guardia e di avvistamento che doveva dominare le campagne e la strada per Novara e Vercelli. In epoca medioevale tale punto fu denominato Baggio. Successivamente la cittadina rimase coinvolta in terribili distruzioni messe in atto dalle popolazioni barbare; nuove notizie di Baggio risalgono all'anno 881 d.C. quando il nobile Tazone promosse la ricostruzione del borgo e fece erigere sulle fondamenta dell'antica torre di guardia, distrutta completamente, una chiesa dedicata a S. Apollinare e un campanile. In epoca longobarda fu sede di una fara, ossia di una corte agricola fortificata, e nel 1162 diede rifugio ad alcuni milanesi fuggiti dalla città invasa da Federico Barbarossa. Nello stesso anno fu edificato, nei pressi della sopra citata chiesa, un imponente monastero. L'epoca d'oro di Baggio fu proprio tra il IX e il XII secolo, allorché la famiglia da Baggio, detta anche Baggi, ne fece un rilevante centro politico e militare. Tra i maggiori esponenti di questa famiglia vi fu Anselmo, divenuto papa nell'XI secolo col nome di Alessandro II.

Baggio, nel corso della sua storia, è sempre stata un'entità indipendente da Milano, con un'economia essenzialmente agricola. Con l'introduzione in Italia del gelso, nella seconda metà del XV secolo, i Baggesi si specializzarono nell'allevamento dei bachi da seta; il territorio fu quindi, per un lungo periodo, legato ad attività agricole e tessili e le cascine diventarono il simbolo della rinascita economica.[2] Nel 1771 il Comune di Baggio contava 787 anime. L'età napoleonica portò convulsi cambiamenti: nel 1798 Baggio venne designata sede di un effimero distretto mai veramente attivato, nel 1809 annesse Seguro per poi perderla nel 1811 in cambio di Cesano Boscone e Muggiano, che portarono il Comune a 1154 abitanti. Furono gli austriaci ad annullare il tutto nel 1815.

Nel 1861 Baggio aveva una superficie di circa 400 ettari e una popolazione di 1251 abitanti. Nel 1869 furono annesse a Baggio due borgate circostanti, Sellanuova e Muggiano. Con il progresso industriale sorsero concerie e filande, una cooperativa edile e una cooperativa di consumo. A causa del sovraffollamento e degli affitti gravosi di Milano molti lavoratori si trasferirono progressivamente a Baggio, dove i terreni per costruire e le case costavano poco. Così Baggio passò da circa 4.000 abitanti nel 1901 ad oltre 6.100 nel 1921: un aumento considerevole, nonostante la decimazione causata dalla Grande Guerra e dall'epidemia di spagnola. La strada principale che collegava Baggio con Milano era chiamata "Baggina". Questa strada era percorsa a piedi ogni giorno dagli operai diretti verso le prime industrie della città; questo avvenne fino al 1913, quando venne realizzata la prima linea tranviaria per Baggio, la stessa che a partire dal 1927 venne numerata con il famoso 34. La vita politica della vecchia borgata si svolgeva in piazza Cesare Stovani, dall'operaio tipografo socialista che fu eletto sindaco a furor di popolo nell'infuocato 1919 fino all'avvento del fascismo.

Con un decreto reale firmato a Racconigi da Vittorio Emanuele III e siglato da Mussolini il 2 settembre 1923, Baggio fu annessa a Milano insieme ad altri dieci comuni[3]. Dall'aerodromo di Baggio il 15 aprile 1928 partì la spedizione del generale Umberto Nobile per la sua seconda e tragica spedizione alla conquista del Polo Nord con il dirigibile "Italia".

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Al comune di Baggio fu concesso, con regio decreto del 4 febbraio e regie lettere patenti del 1º maggio 1892, il seguente stemma:

« troncato: nel primo d'oro, all'aquila di rosso, rivoltata, coronata nel campo; nel secondo d'azzurro, al leone d'oro »

Il quartiere[modifica | modifica wikitesto]

Il Parco delle Cave innevato

La strada principale del quartiere è la lunghissima via delle Forze Armate, che collega il quartiere alle zone più centrali. La zona, essendo parecchio estesa, presenta al suo interno situazioni abitative e sociali molto diversificate : si può passare nel giro di pochi metri da grandi agglomerati di case popolari, come il vasto quartiere IACP a ridosso di via Nikolajevka, o le torri di via Eugenio Quarti, mischiati a complessi residenziali come "la Viridiana", situato in via delle Forze Armate, fino a passare a quello che era il nucleo storico del vecchio paese, dove ancora oggi si vedono scorci del vecchio borgo, il cui emblema rimane la chiesa di Sant'Apollinare, e dove si possono ammirare ancora oggi alcune ville in Stile liberty. Tuttavia la connotazione del quartiere rimane prettamente popolare, anche se la costruzione di nuovi complessi residenziali e l'aumento dei servizi ha permesso al quartiere una maggiore mescolanza a livello sociale, favorendo l'ingresso nel quartiere di molte nuove famiglie, strappandolo così alla fama di quartiere dormitorio e poco raccomandabile.
Rispetto al recente passato, oggi Baggio è un quartiere sano e sede di decine di associazioni, fra le quali l'ultracentenaria Croce verde.

La caserma Santa Barbara[modifica | modifica wikitesto]

La Santa Barbara

La caserma Santa Barbara, situata in piazzale Giuseppe Perrucchetti, rappresenta uno dei complessi militari più grandi esistenti in Italia. Attualmente ospita il 1° Reggimento Trasmissioni e ha ospitato dal 1931 al 2016 il Reggimento Artiglieria a Cavallo, le celebri Voloire. Il Reggimento, dislocato a Vercelli dall'agosto del 2016, oggi è un'unità prettamente di volontari ed è inquadrato sotto la "Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, e conserva presso la caserma Santa Barbara il Centro Ippico Militare che, con i suoi 60 cavalli, è tra i più grandi a livello di Forza Armata. Sono presenti due galoppatoi: uno all'aperto dove oggi si svolgono importanti gare ippiche internazionali e una cavallerizza coperta. Nel maneggio coperto si svolge l'attività dell'Associazione ANIRE (Associazione Nazionale Italiana Riabilitazione equestre ), alla quale il Reggimento offre il personale militare, cavalli e infrastrutture. Il maneggio è dedicato a Emanuela Setti Carraro, morta assassinata a Palermo insieme al marito il generale Carlo Alberto dalla Chiesa nel 1982, sostenitrice dell'ippoterapia. Il metodo dell'ippoterapia opera per la riabilitazione di persone diversamente abili. Medici, psicologi, fisioterapisti, psicomotricisti e insegnanti operatori sportivi hanno partecipato ai corsi ANIRE apprendendo questo metodo. Per questa attività meritoria il Reggimento Artiglieria a Cavallo è stato insignito della Medaglia d'Oro "Al Merito della Sanità Pubblica".

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è percorso dalla linea 67, storico autobus del quartiere, che collega il centro della città alla zona di via Scanini, all'estremità nord del quartiere, attraversandolo interamente nei suoi punti principali. Fino al 1975 la linea era denominata "U", preceduta fino al 1979 dallo scomparso tram 18.

La fermata della metropolitana più vicina è Bisceglie, capolinea della linea 1, raggiungibile con le linee 58, 63, 76, 78 e 433 degli autobus ATM.

Confini[modifica | modifica wikitesto]

L'antico territorio comunale di Baggio confinava con Quinto Romano e Quarto Cagnino a nord, con Sellanuova a est, con Cesano Boscone a sud, e con Muggiano, Quartiere Olmi, Villaggio Cavour e Seguro a ovest.[4]

Cascine[modifica | modifica wikitesto]

La Cascina Monastero, sede della Polizia locale e del Consiglio di Municipio 7.

Numerose sono le cascine che costellano Baggio, la più famosa delle quali è Cascina Linterno. Altre cascine a Baggio e dintorni sono la Cascina Sellanuova, nell'omonima via, e la cascina Meriggia in via Budrio.

Cascina Linterno[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Linterno_("ad_Infernum") § La Solitudine di Linterno, dimora agreste di Francesco Petrarca.

Cascina Linterno fu chiamata sino alla fine del Cinquecento con il nome "ad Infernum"[5] e poi "cassina de Infernum", probabilmente dal longobardo "In-Fern" - "fondo lontano"), grangia del XII secolo che fu un insediamento rurale di una comunità monastica, Giovannita o Templare[6].

Le prime tracce documentate di Cascina Linterno si hanno nella "Carta Investiture" del 1154[7]: in questo atto notarile "Infernum" ed il suo territorio hanno come proprietari fondiari i "de Marliano" di legge longobarda. I documenti capitolari concernono la zona che aveva avuto il suo centro principale in Baggio, luogo d'origine della potente famiglia capitaneale di origine longobarda, i "da Baggio", molto vicini ai "de Marliano"[8].

Monumenti, tradizioni, associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Architetture pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

Facciata e ottagono della biblioteca Baggio nel parco di Baggio
Chiesa vecchia in via Ceriani

Le chiese più importanti sono quelle di San Giovanni Bosco, di Sant'Anselmo, di San Pier Giuliano e di Sant'Apollinare; in quest'ultima si trova uno dei campanili più alti d'Europa. Di rilevanza storico artistica la chiesa vecchia che si trova al termine di via delle Forze Armate, all'angolo con via Ceriani, con un campanile risalente al XII secolo.

La biblioteca Baggio, inaugurata nel 1963, è fra le più ampie della città.[9]

Fiere, feste e sagre[modifica | modifica wikitesto]

Parco di Baggio

Dal 1628 in ottobre, la terza settimana, il borgo antico di Baggio si anima con una delle sagre storiche più suggestive e popolari di questo territorio. La Sagra di Baggio. I momenti ufficiali e religiosi, le occasioni gastronomiche, musicali e di teatro, i mercati, i cortei, le mostre, gli incontri e i convegni e l'emozionante Palio degli Asini sono momenti tradizionali di questa comunità. Ogni anno la sagra richiama nel quartiere migliaia e migliaia di partecipanti e visitatori. Tra mostre, incontri, concerti e visite guidate che animano ogni edizione, le consuete vie tematiche sono arricchite annualmente da nuove iniziative.

Organo[modifica | modifica wikitesto]

Un tema ricorrente è il "famoso" organo di Baggio, soggetto di un'opera d'arte alla biblioteca Baggio.[9]

Molte di queste iniziative culminano con l'assegnazione di riconoscimenti al merito come il tradizionale “Orghen d'or[10], riconoscimenti assegnati a persone e ad associazioni che si sono distinte con la loro opera ad animare e far vivere il quartiere.

Dall'edizione del 2012 si aggiunge anche "L'Organin de Bagg"[10], premio assegnato al vincitore del "Orghen Sonà" Concorso musicale per Band giovanili[11] che si esibiranno durante le giornate della manifestazione.

Il detto Và a Bagg a sonà l'ôrghen, ovvero "va' a Baggio a suonare l'organo",[12] si riferisce alla presenza di un organo dipinto all'interno della chiesa di Baggio, dato che la chiesa per mancanza di fondi non aveva potuto permettersene uno vero. Il modo di dire viene utilizzato quindi per sottolineare la falsità di alcune persone, equivalendo al "mandare al tal paese" o anche "vai a farti un giro" in quanto Baggio dista 8 km da piazza Duomo.

Il detto, di origini antiche, può sembrare falso a chi visita oggi la chiesa vecchia di Baggio (nella quale è conservato un organo risalente alla seconda metà dell'Ottocento). In realtà l'attuale chiesa vecchia non è altro che una ricostruzione, eseguita nella seconda metà del diciannovesimo secolo, della ben più antica chiesa parrocchiale le cui origini si fanno risalire all'XI secolo, abbattuta perché considerata pericolante. Gran parte del materiale marmoreo e lapideo della chiesa originaria è oggi conservato al museo archeologico di Milano.

Associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Baggio è sede di numerose associazioni di vario genere : conta infatti nel suo albo[13] molte Associazioni di promozione sociale tra le quali:

  • la Croce Verde Baggio (fondata nei primi anni del Novecento)
  • Associazione Dimensione Diverse
  • la Banca del Tempo
  • "CentoFarfalle"
  • Il Gabbiano
  • le sezioni baggesi di AVIS e AIDO
  • il Comitato per la Salvaguardia del parco delle Cave

Società sportive[modifica | modifica wikitesto]

Il confine territoriale che Baggio e altre zone e quartieri di Milano hanno verso la zona San Siro, in cui si erge lo Stadio Giuseppe Meazza, ha contribuito al proliferare di molte associazioni di promozione sportiva.

Le società sportive locali sono:

  • la Associazione Dilettantistica Sportiva Alcione
  • la Baggio II
  • la Gescal Boys
  • la Unione Sportiva Visconti Calcio 1947, intitolata al partigiano Ernesto Felice Visconti detto Gino, cittadino di Baggio e perito trucidato da un ordigno esplosivo proprio di fronte al centro sportivo il 25 aprile 1945.
  • il Milan Club Baggio S.Apollinare, iscritto ai campionati CSI

Baggio nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • Baggio è citato nella canzone Prendeva il treno, scritta da Enzo Jannacci e pubblicata nel suo primo album, La Milano di Enzo Jannacci: il personaggio protagonista del brano afferma di vivere a Baggio
  • Giorgio Gaber, in uno dei suoi pezzi più famosi, Il tic, interpretato con grande forza scenica nei panni di un operaio stravolto dal lavoro meccanizzato, afferma più volte "Lavoravo in quel di Baggio"[14]
  • Il rapper tunisino Ghali ha spesso citato Baggio, quartiere dove è cresciuto, nelle canzoni uscite tra il 2015 e il 2016

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sant’Apollinare | Parrocchia di Sant'Apollinare in Baggio
  2. ^ Zona 7 - Cenni storici
  3. ^ Regio Decreto 2 settembre 1923, n. 1912, art. 1
  4. ^ Archivio di Stato di Milano, mappa del comune censuario di Baggio.
  5. ^ "Carta Investiture", 1154, Pergamene dell'archivio della Canonica di Sant'Ambrogio.
    « Garicianus detto de Marliano, investe Alberto, prete e preposito della chiesa di S. Ambrogio, e la chiesa stessa, rappresentati da Domenico detto Abbas di Milano, dell'accesso che, passando per il prato del detto Garicianus situato in località ad Infernum, giunge ai prati di proprietà della chiesa di S. Ambrogio. »
    « [...] Garicianus qui dicitur de Marliano investivit Domenicum qui dicitur Abbas de civitate Mediolani [...], nominative de accesio uno quod transeat per pratum suprascripti Gariciani, quod pratum iacet ubi dicitur ad Infernum, usque ad prata suprascripte eclesie iacentia ibi prope, que laborantur pars per Mafeum qui dicitur de Quinto et alia pars laboratur per suprascriptum prepositum [...] »
  6. ^ presumibilmente gli stessi fratres templari dell'hospitale di San Giacomo al Ristoccano da cui dipendeva. San Giacomo al Ristoccano viene citato in una bolla del 1148 di papa Eugenio III come hospitale de sancto Iacopi ad Ristocchanum. Una pergamena del settembre 1153, la "Carta finis et refutationis", menziona i "fratres spetalieri" (così chiamati i Giovanniti e i Templari) "che rinunciano ogni ragione del loro spitale" ai canonici di Sant'Ambrogio. La dipendenza di Cascina Linterno dall'hospitale risulta da un documento testimoniale del 1207, dove vengono menzionate la "cassina de Baldarocho [cascina Barocco, sulla stessa attuale via fratelli Zoia in cui è sita Linterno] que est ecclesie S. Iacobi ad Ristocchanum" assieme alla "cassina de Infernum" (cascina Linterno) e alle "cassine de le Done Bianche e Moreto" (la scomparsa cascina Moretto).
  7. ^ Pergamene dell'archivio della Canonica di Sant'Ambrogio.
  8. ^ Fondazione Carlo Perini, Associazione Amici Cascina Linterno, Cooperativa G. Donati, Certosa di Garegnano, "Petrarca a Milano - la vita i luoghi e le opere", 2007, pagg. 205-217.
  9. ^ a b http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/vivicitta/luoghicultura/biblioteche/sistema_bibliotecario_milano/sedi/biblioteca_baggio
  10. ^ a b "Albo Pretorio", della zona 7 del Comune di Milano, N. 207 618680/2012 del 27/09/2012 (Linee guida per le iniziative "Orghen d'Or" ed "Organin de Bagg" in seno alla Sagra di Baggio 2012. Immediatamente eseguibile)
  11. ^ Sito ufficiale, Storia dell'Orghen Sonà
  12. ^ http://www.scienafregia.it/modididire/?ID=180
  13. ^ Comune di Milano
  14. ^ Mateusz Michieletti, Giorgio Gaber -Il Tic, 04 gennaio 2013. URL consultato l'08 febbraio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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