Baci di dama

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Baci di dama
Baci di dama casalinghi.jpg
Origini
Luogo d'origineItalia Italia
RegionePiemonte
Zona di produzioneTortona
Dettagli
Categoriadolce
RiconoscimentoP.A.T.
Settorepaste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria
Ingredienti principalifarina, nocciole, zucchero, burro, cioccolato fondente

I baci di dama sono dei biscotti originari del Piemonte della città di Tortona dove nacquero un secolo fa[1], chiamati così perché composti da due calotte di pasta unite dal cioccolato che richiamano due labbra intente a baciare[2][3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Baci di dama al cacao
Preparazione dei baci di dama

Sebbene la paternità dei baci di dama sia oggi universalmente attribuita a Tortona, un'altra versione supportata da fonti scritte, vorrebbe la loro nascita nella vicina Novi Ligure[4], per mano del pasticcere Augusto Manelli, che nell'Ottocento lavorava in città presso un laboratorio dove avrebbe sfornato per la prima volta il bacio di dama.[5] Successivamente, Manelli si trasferì a Tortona dove conobbe Vercesi e Zanotti, che resero famoso il dolce ancora oggi oggetto di "dispute" campaniliste tra le due vicine città piemontesi.[6]

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente si possono trovare diverse varianti di questa ricetta. La più nota è senza dubbio quella di Alassio, chiamati appunto baci di Alassio, in cui si aggiunge cacao e miele ai biscotti. Questa variante ebbe un tale successo che fu brevettata nel 1919 dal suo creatore Pasquale Balzola[7]. Ancora oggi sono prodotti secondo l'antica ricetta originale di Balzola e di suo figlio Rinaldo (pasticcere personale del re d'Italia Vittorio Emanuele III dal 1932 al 1938) e giungendo ai giorni nostri.

Altre varianti dei baci di dama sono i torinesi Umbertini, ripieni di cioccolato[8], i Basin di Madama Racchia di Bene Vagienna, la cui guarnizione è una confettura di mele e lamponi[9], e i baci di dama tipici della zona di Lamezia Terme, caratterizzati dall'essere ricoperti per metà da un sottile strato di cioccolato fondente[10].

Folclore[modifica | modifica wikitesto]

Una leggenda vuole che i baci di dama siano nati dalla fantasia di un cuoco di casa Savoia nell'autunno del 1852 dietro la richiesta di Vittorio Emanuele II di assaggiare un nuovo dolce. Il prodotto incontrò l'approvazione e da allora venne servito sulle tavole reali d'Italia e d'Europa[11].

Altra ipotesi è che siano nati a Novi Ligure dalle mani del pasticcere Augusto Manelli, poi trasferitosi a Tortona[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ BACI DI DAMA DI TORTONA, su Piemonte Agri Qualità. URL consultato il 6 luglio 2017.
  2. ^ Baci di dama, su cibo360.it. URL consultato il 6 luglio 2017.
  3. ^ Rosalba Gioffrè, Cioccolato. Nuove armonie, Giunti Editore, 2005, p. 82, ISBN 88-09-04283-2.
  4. ^ Libro del 1933 assegna la paternità dei baci di dama a Novi Ligure, su La Stampa, 21 dicembre 2012. URL consultato il 15 novembre 2022.
  5. ^ Giovanni Guido, Italia1 arriva a Novi per i famosi baci di dama, su Panorama di Novi, 19 agosto 2022. URL consultato il 15 novembre 2022.
  6. ^ Liguria Food, Baci dalla Liguria, su LIGURIA FOOD, 10 giugno 2022. URL consultato il 15 novembre 2022.
  7. ^ Balzola : Il brevetto, su balzola1902.com. URL consultato il 6 luglio 2017.
  8. ^ Il pasticcino squisitamente piemontese che tanto piaceva a re Umberto I, su quipiemonte.it.
  9. ^ Baci di dama, i dolci nati a Tortona che hanno conquistato il palato degli italiani, su quipiemonte.it.
  10. ^ Giulia Cosenza, Baci di dama alla calabrese, una specialità della pasticceria lametina, su Il calice di Ebe, 14 gennaio 2019. URL consultato il 13 gennaio 2021.
  11. ^ I Baci di Dama, su AlessandriaNews. URL consultato il 6 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  12. ^ Libro del 1933 assegna la paternità dei baci di dama a Novi Ligure, su lastampa.it, 21 dicembre 2012. URL consultato il 9 gennaio 2020.

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