BMW 326

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BMW 326
BMW 326 Limousine 1938.jpg
Una 326 berlina
Descrizione generale
Costruttore bandiera  BMW
Tipo principale berlina
Altre versioni cabriolet
Produzione dal 1936 al 1941
Sostituita da BMW 501
Esemplari prodotti 15.873
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4600 mm
Larghezza 1600 mm
Altezza 1540 mm
Passo 2870 mm
Massa 1100 kg
Altro
Stile Petre Schimanowski
Altre eredi EMW 340 (solo per la Germania Orientale)
Stessa famiglia BMW 320
BMW 327
BMW 328
BMW 340
Auto simili Adler 2 Liter
Audi 225
Hanomag Sturm
Mercedes-Benz Typ 230
Opel Kapitän MY38
Stoewer Sedina
Wanderer W45,W50 e W51

La 326 è un'autovettura di fascia alta prodotta dal 1936 al 1941 dalla Casa automobilistica tedesca BMW.

Storia e profilo[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto che stava alla base della realizzazione della 326 cominciò già nel 1934, quando i vertici della BMW decisero di creare una vettura di gamma alta per una clientela sempre più esigente. In realtà, la prima BMW ad approdare in tale fascia sarebbe stata la 319, tecnicamente meno raffinata, ma ancora in grado di soddisfare la clientela, grazie soprattutto ai successi in campo sportivo. Ma la vera vettura di fascia alta, tecnicamente e stilisticamente più moderna, doveva ancora arrivare.

Per quanto riguardava il corpo vettura, fu notato che fino a quel momento le berline BMW erano state tutte con carrozzeria a due porte. Per rompere con tale tradizione e proporre quindi una soluzione più confortevole e comoda, degna di una vera vettura di fascia alta, si optò per una carrozzeria a quattro porte, per la prima volta nella storia BMW. La parte meccanica fu affidata invece all'esperienza di validi tecnici, come Rudolph Schleicher, che progettò e realizzò il nuovo propulsore. Ma valide innovazioni furono soprattutto apportate al telaio.

La nuova vettura fu presentata il 15 febbraio 1936 al Salone di Berlino, ma la commercializzazione cominciò a partire dal mese di maggio. Ciò che colpì immediatamente nella nuova BMW 326, fu la linea, molto più aerodinamica di quella che aveva caratterizzato i modelli BMW proposti fino a quel momento. Tale linea seguiva i canoni stilistici in voga a partire dalla metà degli anni trenta, e che consistevano in morbide e sinuose linee aerodinamiche e sfuggenti. Inoltre, la 326 consentì alla BMW di esplorare per la prima volta il settore della berline a quattro porte. Sulla 326, tali caratteristiche fecero invecchiare di colpo la rimanente produzione BMW e resero la vettura talmente intrigante dal punto di vista estetico da sancirne un ottimo successo commerciale per l'epoca e relativamente alla fascia di mercato occupata. Le prestazioni, invece, non erano il massimo della brillantezza, dato che la 326 poteva vantare un allungo massimo di 115 km/h, ma erano comunque accettabili all'epoca.

L'importanza storica della 326 stava nel fatto che fu la prima BMW a lanciare la sfida alla Mercedes-Benz, fino a quel momento padrona assoluta in Germania per quanto riguardava le vetture tedesche di fascia alta e di lusso. Fu la prima a mettere in discussione tale egemonia commerciale e ad accendere una rivalità commerciale che dura ancor oggi.

Il successo della 326 spinse la Casa tedesca a proporre nuovi modelli derivati dalla 326. Nacquero così la 328, artefice di numerose vittorie in campo sportivo, e la 327, versione prestazionalmente brillante della 326, ma non disponibile come berlina. Quanto alla 326, essa continuò ad essere venduta con successo fino al 1941, alcuni esemplari vennero addirittura prodotti nell'immediato dopoguerra, quando lo stabilimento di Eisenach passò sotto il controllo militare sovietico. Storicamente, la 326 avrebbe avuto quindi due eredi: la EMW 340, prodotta e commercializzata oltrecortina, e la BMW 501, prodotta invece a Monaco di Baviera.

Meccanica ed innovazioni[modifica | modifica wikitesto]

Per tale vettura fu realizzato un telaio a parte, non più derivato da quello dei modelli BMW in commercio, ma un nuovo telaio realizzato ex novo appositamente per la nuova vettura. Tale telaio rompeva con il tradizionale schema a longheroni e traverse tubolari, in favore di una struttura scatolata. Furono adottati nuovi freni a tamburo di tipo idraulico, per la prima volta su una BMW, mentre le sospensioni erano un'evoluzione di quelle già viste sulla BMW 303 e sulle sue derivate, e constavano di un avantreno a ruote indipendenti e di un retrotreno ad assale rigido con molle a barra di torsione.
Il motore derivò invece dall'unità motrice che equipaggiava la 319. Si trattava dell'unità M328, un 6 cilindri leggermente rialesato rispetto al 1.9 d'origine, in modo da passare dagli originari 1911 ai definitivi 1971 cm³. La distribuzione era a valvole in testa, comandate da aste e bilancieri, mentre l'alimentazione era affidata a due carburatori Solex. La potenza massima era di 50 CV a 3750 giri/min.
La trasmissione riprendeva quella degli altri modelli BMW, proponendo quindi una frizione monodisco a secco ed un cambio a 4 marce, delle quali la terza e la quarta erano sincronizzate.

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