Bōsōzoku

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Alcuni cosplayer giapponesi vestiti da bōsōzoku

Bōsōzoku (暴走族? "tribù della velocità sfrenata") è il termine con cui si indica una sottocultura giovanile giapponese strettamente collegata alla customizzazione (personalizzazione) di motociclette, o più raramente di automobili, con cui scorrazzare nelle strade arrecando solitamente fastidio e schiamazzi, ma non danni gravi. Si suppone che si tratti di una forma di protesta contro la forte influenza occidentale subita dal Giappone dopo la Seconda guerra mondiale, fatto dimostrato anche dall'ampio uso delle bandiere imperiali giapponesi sui veicoli modificati e vestiti di questi individui.

Composte per la gran parte da studenti di scuola superiore animati da spirito ribelle, le bande bōsōzoku sono diventate parte dell'immaginario collettivo nipponico, in particolare durante i primissimi anni 1980, raggiungendo l'apice della popolarità nel 1982, in cui sfrecciavano per il Giappone più di 42.000 teppisti. A partire dagli anni 2000 il numero degli appartenenti a queste bande si è drasticamente ridotto (anche a causa dell'incidente che causò la fine della famosa gang automobilistica Mid Night Club), fino ad arrivare a circa settemila membri stimati nel 2012[1].

Ai bōsōzoku sono stati dedicati diversi film, manga e romanzi: fra i più celebri ci sono Akira, Shōnan bakusōzoku e Shonan junai gumi - La banda dell'amore puro di Shonan. Pioniere nella rappresentazione dei bōsōzoku è stato il regista Sōgo Ishii nei primi anni 1980 con film come Crazy Thunder Road e Burst City quest'ultimo vera e propria celebrazione della sottocultura. La rivista di automobilismo britannica Top Gear è entrata in contatto con alcuni bōsōzoku nel dicembre 2017, notando che i membri di quel tempo erano molto meno aggressivi di quelli del passato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Tomohiro Osaki, 'Sayonara Speed Tribes': Documentary chronicles disappearing world of bosozoku, su The Japan Times, 18 aprile 2013. URL consultato il 3 maggio 2021.

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