Böker (metalmeccanica)

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Hermann Heinrich Böker & Company
StatoGermania Germania
Fondazione1898 a Berlino
Fondata daHermann Heinrich Böker, Moritz Böker
Sede principaleBerlino, Remscheid
SettoreIndustria metalmeccanica
ProdottiVeicoli ferrotranviari, componenti meccanici

La Hermann Heinrich Böker & Company era un'impresa metalmeccanica tedesca specializzata nella costruzione di componenti ferrotranviari presente sul mercato europeo grazie a un accordo con l'americana St. Louis Car Company e a rappresentanze in diversi Paesi fra cui l'Italia.

Settori di attività[modifica | modifica wikitesto]

Fra i diversi brevetti a firma Böker figurava un particolare complesso carrello-sistema frenante per vetture tranviarie[1]; specializzatasi nella costruzione di questo tipo di organi, nel 1905 l'azienda fornì i carrelli del tipo "maximum traction" ai tram costruiti dalla Waggonfabrik Falkenried di Amburgo per le tranvie di Valparaiso[2].

Carrelli Böker ad aderenza massima equipaggiavano anche le automotrici delle tranvie Parma-Fornovo e Parma-Marzolara[3]; impianti frenanti Böker equipaggiavano venti carrozze a carrelli delle Guidovie Centrali Venete (gruppo Società Veneta)[4].

Quale ulteriore innovazione tecnologica lo stabilimento di Remscheid, brevettò un dispositivo per chiudere lo spazio fra due carri tranviari una volta agganciati[5].

La fornitura di componenti per vetture tranviarie portò la Böker alla costruzione di alcuni tram per la rete di Monaco di Baviera[6], per la Westliche Berliner Vorortbahn di Berlino Ovest[7] e per la stessa rete di Remscheid, il cui veicolo n. 35, costruito nel 1900 e di cui Böker aveva fornito la cassa, è conservato presso il locale museo storico[8].

Per l'UITE, che gestiva la rete tranviaria di Genova, carrelli costruiti dalla Böker equipaggiarono le unità 221-250 di costruzione Nobili del 1906, le unità 76-100 e 281-305 costruite dalle Reggiane) e le unità 251-280, anch'esse di costruzione Reggiane del 1907[9].

Nel 1911 e 1913 entrarono in servizio presso le tranvie dei Castelli Romani rispettivamente dieci e sette motrici dotate di carrelli di costruzione e brevetto Böker, equipaggiati di un solo motore che azionava un asse tramite una coppia di ingranaggi; il secondo asse era azionato dal primo tramite una trasmissione a bielle bilaterali esterne alle boccole. Alcuni anno dopo ulteriori dieci unità furono trasformate con carrelli di tale tipo[10].

Contestualmente, numerose vetture vennero fornite nel 1913 alla rete tranviaria di Berlino[11].

Dismessa l'attività di fornitura di componenti tranviari, l'azienda continuò a Remscheid la produzione di manufatti metallici con il nome di Heinrich Böker GmbH.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda venne fondata, con il nome di Hermann Heinrich Böker & Company, il 15 novembre 1898 a Berlino da Hermann Heinrich Böker, che già operava nella Bergische Stahl-Industrie, azienda preesistente che continuò la propria attività manifatturiera sotto il nuovo nome, e da Moritz Böker, ingegnere di Remscheid[12] molto attivo negli ambienti industriali di tale città[13], ove fu mantenuta una sede operativa.

Nel 1898 la società divenne agente europeo della St. Louis Car Company[14].

In Italia la Böker era rappresentata dalla Elettro Ferroviaria Böker di Sestri Ponente, che provvedette fra l'altro alla consegna di carrelli per le citate vetture tranviarie laziali[15].

Nel 1907 la Heinrich Böker & Co. di Remscheid partecipò con l'ingegner Sigmund Meyer alla fondazione di un'azienda che a Brema si occupava della costruzione di veicoli stradali a propulsione elettrica, la Carriage &. Carosserie-Werke GmbH [16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M. Buhle, Das Eisenbahn- und Verkehrswesen auf der Industrie- und Gewerbeausstellung zu Düsseldorf 1902, Springer-Verlag Berlin Heildelberg HmbH, Berlino, 1903. Consultabile su Google books.
  2. ^ The tramways of Brazil. URL consultato nel febbraio 2016.
  3. ^ Le tramvie extraurbane di Parma a corrente monofase, in Strade Ferrate n. 15, Editrice di Storia dei Trasporti, Colleferro, giugno 1983, p. 36.
  4. ^ Giovanni Cornolò, La Società Veneta Ferrovie, Duegi Editrice, Ponte San Nicolò (PD), 2013, ISBN 8890097965, p. 177.
  5. ^ Francesco Grispigni, Luigi Trevellini, Giovanni Celoria, Francesco Denza, Arnoldo Usigli, Augusto Righi, Annuario scientifico ed industriale, Fratelli Treves, 1908. Parzialmente consultabile su Google books.
  6. ^ (DE) Tram München und Rom. URL consultato nel febbraio 2016.
  7. ^ Storia[collegamento interrotto], scheda del modello realizzato da OcCre. URL consultato nel febbraio 2016.
  8. ^ (DE) Historische Straßenbahnen der Stadtwerke Remscheid. Elenco dei tram storici conservati a Remscheid. URL consultato nel febbraio 2016.
  9. ^ Storia del trasporto pubblico a Genova, SAGEP, 1980, figure 263-265.
  10. ^ I carrelli dei rotabili extraurbani. URL consultato nel febbraio 2016.
  11. ^ Carl Wilhelm Schmiedeke, Die Strassenbahnwagen der Typen TF13/25 und BF13/25, in Berliner Verkehrsblätter, volume 12, 1974, pp. 200–206.
  12. ^ Transit Journal, volume 15, McGraw-Hill Publishing Company, 1899, p. 125. Parzialmente consultabile su Google books.
  13. ^ (DE) , Paul Windgassen, Böker, Moritz, in Neue deutsche Biographie, Volume 2, Behaim - Bürkel, Berlin, 1955. Consultabile su Googla books.
  14. ^ Alan R. Lind, From horsecars to streamliners: an illustrated history of the St. Louis Car Company, Transport History Press, 1978, p. 42]. Parzialmente consultabile su Google books.
  15. ^ Vittorio Formigari, Piero Muscolino, Le tramvie del Lazio: storia dalle origini, Calosci, Cortona, 2004, pp. 232 e 368. Parzialmente consultabile su Google books.
  16. ^ (DE) Hans Christoph Graf von Seherr-Thoß, Meyer, Sigmund (genannt Hans Sigismund), in Neue Deutsche Biographie, tomo 17, Duncker & Humblot, Berlin 1994, p. 373. ISBN 3-428-00198-2. Consultabile in formato digitale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]