Azucena Villaflor

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Azucena Villaflor (Avellaneda, 7 aprile 1924dicembre 1977) è stata un'attivista sociale argentina, una delle fondatrici dell'associazione delle Madri di Plaza de Mayo, dedita alla ricerca dei desaparecidos durante la guerra sporca in Argentina.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Proveniva da una famiglia di classe operaia. Sua madre, Emma Nitz, aveva solo quindici anni quando Azucena nacque, e suo padre, Florentino Villaflor, operaio in una fabbrica di lana, ne aveva 21. Vari membri della famiglia del padre erano stati militanti del peronismo. Aveva una sorella, Elsa Villaflor, morta nel 1993. Crebbe soprattutto con la zia paterna Magdalena Villaflor, il marito Alfonso Moremans e le loro figlie Lidia, Nora e Alma; di conseguenza, le cugine furono come sorelle per lei.

A sedici anni, Azucena cominciò a lavorare come telefonista in un'azienda di elettrodomestici. Lì conobbe Pedro De Vicenti, delegato sindacale, con cui si sposò nel 1949, a 25 anni, e dal quale ebbe quattro figli: Pedro, Néstor, Adrián e Cecilia.

L'attività durante il regime[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra sporca.

Il 30 novembre 1976, otto mesi dopo l'inizio della dittatura militare autodenominatasi eufemisticamente Processo di Riorganizzazione Nazionale, uno dei figli della donna, Néstor De Vicenti, e la sua fidanzata, Raquel Mangin, furono sequestrati. Azucena Villaflor cominciò la sua ricerca, dirigendosi al Ministero dell'Interno, e cercando di ottenere l'appoggio e l'aiuto del vicario militare Adolfo Tortolo (anche se riuscì solo a parlare con il suo segretario, Emilio Grasselli). Durante questi tramiti, conobbe altre donne che a loro volta erano alla ricerca di parenti desaparecidos.

Dopo sei mesi di infruttuose ricerche, Villaflor, insieme ad altre persone che si trovavano nella stessa situazione (che venivano in contatto tra di loro attraverso la disperata ricerca dei rispettivi familiari), decise di cominciare una serie di manifestazioni per pubblicizzare il caso. Il 30 aprile 1977, la donna, insieme ad altre tredici madri, si radunarono a Plaza de Mayo, nel centro di Buenos Aires, di fronte alla sede del governo, la Casa Rosada. In seguito all'ordine giudiziario di non fermarsi né "raggrupparsi", ma di "circolare", decisero di camminare intorno alla piazza. La prima marcia avvenne di sabato, e non ebbe molte ripercussioni; la seconda fu di venerdì, e da allora diventò una prassi compierla ogni giovedì, intorno alle tre e mezza del pomeriggio.

Sequestro e sparizione[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 dicembre 1977, il Giorno Internazionale dei Diritti Umani, le Madres pubblicarono un annuncio nel giornale con i nomi dei loro figli scomparsi. Quella stessa notte, Azucena Villaflor fu sequestrata da un gruppo armato nella sua casa di Avellaneda (provincia di Buenos Aires). Secondo alcune testimonianze, fu reclusa nel campo di concentrazione della ESMA, dove agì, tra gli altri carnefici, anche Alfredo Astiz.

Ritrovamento dei resti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Voli della morte.

A partire dal 1977 cominciò il ritrovamento di cadaveri delle persone scomparse al largo delle coste e sulle spiagge argentine. In seguito al ripristino della democrazia, furono effettuate degli studi da parte di gruppi di antropologia forense, che attraverso l'analisi del DNA, riuscirono a connettere i resti ritrovati con i nomi di persone scomparse.

L'8 luglio 2005, il giudice Cattani stabilì che uno dei resti recuperati appartenevano ad Azucena Villaflor. I suoi resti furono cremati, e le ceneri furono seppellite ai piedi della Piramide di Maggio, al centro della Plaza de Mayo, l'8 dicembre 2005, al termine della venticinquesima marcia di resistenza delle Madri. Sono i suoi figli sopravvissuti coloro che hanno scelto il luogo.

Nel 1997 lo storico Enrique Arrosagaray, che l'aveva conosciuta personalmente, ha pubblicato una biografia di Azucena Villaflor, intitolata "Los Villaflor de Avellaneda" (I Villaflor di Avellaneda).

Ruolo degli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Documenti segreti del governo degli Stati Uniti, declassificati nel 2002, provano che il governo statunitense era a conoscenza già dal 1978 che i cadaveri di Azucena Villaflor, Esther Ballestrino, María Ponce e sorella Léonie Duquet erano stati ritrovati nelle spiagge bonaerensi. Questa informazione fu mantenuta segreta e non fu mai comunicata al governo democratico argentino.

Questo dato è contenuto nel documento n. 1978-BUENOS-02346 redatto dall'allora ambasciatore degli Stati Uniti in Argentina Raúl Castro, per il Segretario di Stato degli Stati Uniti e porta la data 30 marzo 1978. L'oggetto del documento è Informe sobre monjas muertas ("Informazioni sulle suore morte") e testualmente afferma:

« 1. A.F.P. Marzo 28 Historia recopilada en Paris rende noto che i corpi di due monache francesi (Alice Domon e Renee Duguet) che furono sequestrate a metà dicembre con altri attivisti di diritti umani sono stati identificati tra i corpi delle vicinanze di Bahía Blanca.
2. A Buenos Aires da circa un mese continuavano a circolare voci sulle circostanze della scoperta di un certo numero di cadaveri portati a riva da venti inusualmente forti al largo del mare atlantico in punti prossimi alla bocca del Río de la Plata a circa 300-350 miglia a nord di Bahía Blanca (Vedi Buenos Aires 1919 per controllare).
3. [parte cancellata] che ha cercato di intercettare queste voci sa da fonti confidenziali che le suore sono state sequestrate da agenti di sicurezza argentini e a un certo punto sono state trasferite nella località di Junín che si trova a circa 150 miglia a ovest di Buenos Aires.
4. L'Ambasciata ha anche informazioni confidenziali ottenute attraverso una fonte (protetta) del governo argentino che sette corpi sono stati scoperti qualche settimana fa nella spiaggia atlantica vicino a Mar del Plata. Secondo questa fonte, i corpi erano di due suore e cinque donne che sono scomparse tra l'8 e il 10 dicembre 1977. La nostra fonte conferma che questi individui furono sequestrati da membri delle forze di sicurezza agendo su ampio mandato contro terroristi e sovversivi. La fonte ha inoltre dichiarato che pochi individui nel GOA erano al corrente di questa informazione.
5. Questa fonte è stata di grande aiuto in passato e abbiamo ragione di credere che ha grandi conoscenze su questioni di sparizioni. L'Ambasciata sollecita che le sue informazioni siano protette per evitare di compromettere una fonte che ha dato prova della sua utilità nella raccolta di informazioni concernenti individui persi o scomparsi. CASTRO »
([1])

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN14318432 · LCCN: (ENno00071331
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie