Azekura-zukuri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Lo Shōsō-in, esempio di struttura azekura-zukuri.
Dettaglio dell'incastro delle travi agli angoli.

L’azekura-zukuri (校倉造?), a volte chiamato semplicemente azekura, è un antico stile architettonico giapponese, probabilmente risalente ai primi secoli d.C., di semplici costruzioni in legno per certi tipi di edifici come magazzini o granai[1]. Questo genere di architettura si trova anche in Cina.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un metodo di costruzione semplice. I muri sono formati per impilamento di travi generalmente triangolari incastonate agli angoli, senza pilastri verticali, con un pavimento soprelevato su palafitte[2]. La copertura è rudimentale, generalmente costituita da un sistema a due catene, orditura detta nijūbari (二重梁?)[3]. Esistono anche granai a travi rotonde (denominate allora 丸木倉 marukikura?) o rettangolari (板倉 itakura?)[3]. Queste costruzioni offrono un'eccellente conservazione grazie ai movimenti del legno che permette di ventilare la struttura contraendosi con tempo secco, e di proteggere dall'umidità dilatandosi con tempo umido[2]. Tuttavia, studi più recenti affermano che il gioco del legno resta trascurabile sull'igrometria, e spiegano piuttosto la buona conservazione con la soprelevazione della struttura per la ventilazione, con lo spessore delle travi e i cassoni di legno spesso e ben costruiti utilizzati per l'immagazzinamento[4].

Il più antico e più grande esempio sussistente di architettura azekura-zukuri è lo Shōsō-in del Tōdai-ji: montata su pesanti palafitte, la struttura possiede tre parti separate da tramezzi leggeri. Lo Shōsō-in ha accolto durante i secoli i tesori imperiali offerti al tempoo dall'imperatore Shōmu nell'VIII secolo, pere d'arte inestimabili del Giappone e di tutta la via della seta[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Louis Frédéric, Japan Encyclopedia, Harvard University Press, 2002, p. 63, ISBN 978-0-674-01753-5.
  2. ^ a b (FR) Seiichi Iwao e Teizo Iyanaga, Dictionnaire historique du Japon, vol. 1, Maisonneuve et Larose, 2002, pp. 101-102, ISBN 978-27-06-81633-8.
  3. ^ a b Azekura 校倉, Japanese Architecture and Art Net Users System. URL consultato il 6 marzo 2017.
  4. ^ (EN) Ryōichi Hayashi, The Silk Road and the Shoso-in, Heibonsha Survey of Japanese Art, vol. 6, Weatherhill, 1975, pp. 13-18, ISBN 978-0-834-81022-8.
  5. ^ (FR) Christine Shimizu, L’art japonais, Tout l’art, Flammarion, 2001, p. 70, ISBN 978-20-8-013701-2.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (JA) Mosaku Ishida, 校倉の研究 Azekura no kenkyū?, lett. "Uno studio dell'azekura", Benrido, Kyoto, 1951, 152 pagine.