Autotensione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Le autotensioni sono tensioni che vengono provocate non da carichi ma da coazioni sia in strutture isostatiche sia in strutture iperstatiche.

Le autotensioni possono essere volute e non volute a seconda che la loro presenza risulti benefica o dannosa.

Tra le coazioni ci sono le variazioni termiche, il ritiro, la deformazione plastica, la saldatura, la raddrizzatura, la pretensione e la precompressione, le distorsioni, i cedimenti vincolari.

Tipologia di autotensioni[modifica | modifica wikitesto]

Le autotensioni si possono distinguere in due categorie:

  • Autotensioni di I categoria: le forze esterne mancano totalmente, sia come carichi sia come reazioni di vincolo; per cui il corpo può essere libero oppure vincolato in modo isostatico (reazioni nulle in assenza dei carichi). Le autotensioni sono quindi provocate da costrizioni interne; come ad esempio nel caso di raffreddamento non uniforme di pezzi di fusione, nei quali le parti esterne, che si raffreddano prima, si solidificano, e non possono seguire senza reagire il successivo accorciamento delle parti interne ancora molli; per cui risulta in generale uno stato di compressione nelle prime e di trazione seconde. Autotensioni di questa specie nascono anche durante il fenomeno di ritiro del calcestruzzo dove la parte esterna, disidratandosi prima, si contrae e trova opposizione nella parte interna, ancora non soggetta a tale fenomeno; per cui risulta in generale uno stato di trazione nella prima (con possibile formazioni di fessure) e di compressione nella seconda.

Altre cause di autotensioni della prima categoria sono le variazioni termiche non uniformi. Nei casi della prima categoria, mancando qualsiasi forza esterna (attiva o reattiva) le autotensioni devono farsi equilibrio tra loro, per cui la loro somma in ogni sezione è pari a zero.

  • Autotensioni di II categoria (la DIN 1080 le chiama anche tensioni di coazione o coazioni): l'elemento strutturale è vincolato in modo iperstatico; per cui, pur mancando i carichi, qualunque coazione che tenda a far variare la posizione relativa dei punti vincolati, provoca l'insorgere di reazioni vincolari e queste determinano la formazione delle autotensioni. Le autotensioni possono essere provocate ad esempio da cedimenti o scorrimenti dei vincoli, da ritiro e da variazioni termiche anche uniformi. Le autotensioni della seconda categoria devono fare equilibrio alle reazioni dei vincoli e pertanto la loro somma in ogni sezione è diversa da zero.

Le due tipologie di autotensioni, nelle strutture iperstatiche possono verificarsi contemporaneamente.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Odone Belluzzi, "Scienza delle costruzioni", vol. III - Zanichelli Editore

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Ingegneria Portale Ingegneria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di ingegneria