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Automonopoli

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Automonopoli
Go to Jail

videogioco
Automonopoli-zx-spectrum-front-cover.jpg
Logo del videogioco
PiattaformaZX Spectrum
Data di pubblicazione1983
GenereSimulatore
OrigineRegno Unito
SviluppoAutomata UK
PubblicazioneAutomata UK
DesignJ. H. Woodhead[1]
Modalità di giocoGiocatore singolo, multigiocatore
Periferiche di inputTastiera, joystick
SupportoCassetta[1]

Automonopoli è un videogioco pubblicato nel giugno 1983 da Automata UK per il computer ZX Spectrum 48K,[2] trasposizione non autorizzata del celebre gioco da tavolo Monopoli.

Poche settimane dopo l'uscita, Waddingtons, distributrice ufficiale di Monopoli nel Regno Unito nonché detentrice del copyright, costrinse la casa di sviluppo, sotto minaccia legale, a cambiargli il titolo in Go to Jail, in quanto era preoccupata dell'impatto che avrebbe potuto avere su Monopoly, la versione videoludica ufficiale all'epoca in lavorazione. Ciononostante, questo non bastò a evitare alla compagnia un procedimento giudiziario formale alla fine del 1983, che portò, all'inizio dell'anno successivo, al ritiro di tutte le copie in vendita del prodotto.

Modalità di gioco[modifica | modifica wikitesto]

La plancia della versione inglese del Monopoli

Automonopoli può essere giocato fino a un massimo di cinque persone[2] e riproduce con la massima precisione le modalità di gioco e i nomi delle caselle e delle carte della versione inglese di Monopoli.[3][4] Anziché l'intero tabellone, a ogni turno della partita ne vengono visualizzate soltanto due sue sezioni (e metà di una terza) per volta.[5] Il giocatore vince se riesce a ottenere il maggior numero dei lotti e delle proprietà presenti nell'area di gioco, tramite semplice acquisto o stipulando un accordo con gli avversari; egli parte con 1500 £ al "GO"[2] e avanza nella schermata, che scorre da destra a sinistra, secondo il numero uscito dal lancio dei dadi: se esce un doppio deve rilanciarli, ma con tre doppi consecutivi viene automaticamente mandato nella casella "JAIL".[1]

Una scena del videogioco

Le caselle che compongono Automonopoli sono le seguenti:[1][6]

  • "CHANCE" e "COMMUNITY CHEST": comportano una penalità o una ricompensa (tra cui "Get Out Of Jail Free", carta che il giocatore può usare quando vuole o vendere a un avversario);
  • "GO": ogni volta che il giocatore lo riattraversa, ottiene un bonus di 200 £;
  • "TAX": porta al pagamento automatico di una tassa alla Banca;
  • "FREE PARKING": non presenta né penalità né ricompense;
  • "GO TO JAIL": mette il giocatore dietro le sbarre;
  • "SITE": è un lotto, che può essere di proprietà o in vendita.

Quando il giocatore arriva su un lotto in vendita, ha la possibilità di acquistarlo.[6] Se rifiuta o non ha abbastanza denaro, il lotto viene messo all'asta e gli avversari hanno la possibilità di fare un'offerta, visualizzabile tramite una scritta lampeggiante a lato della schermata. Una volta che esso viene comprato, il nome del nuovo proprietario viene visualizzato sulla casella; in più, vengono mostrati l'affitto da pagare e le eventuali case o hotel ivi presenti.[1][6] Quando invece il giocatore atterra su un lotto venduto, paga l'affitto. Può inoltre consultare un elenco completo di lotti con informazioni sui diritti di proprietà, che gli permettono di acquistare e vendere abitazioni con gli altri sfidanti, di costruire case e hotel e di ipotecare i propri beni.[1][3][6]

Il game over coincide con la bancarotta: qualora il giocatore non riesce a sanare le perdite ipotecando le proprietà o a ripagare lo sfidante che gli ha prestato dei soldi, è costretto a ritirarsi dal gioco e le sue proprietà vengono trasferite al creditore o, se questi è la banca, messe all'asta.[1][6]

Sviluppo e pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Automonopoli fu distribuito anche in Germania Ovest come Gehen Sie in das Gefängnis...[8]
...e in Danimarca da ZX Data con il titolo Datador[7]

Automonopoli venne realizzato da J. H. Woodhead per Automata UK nel giugno 1983 con il linguaggio di programmazione BASIC[1][3] e messo in commercio per il prezzo di sei sterline (quindi circa diciotto secondo l'inflazione del 2015).[2][9][10] Sebbene esistessero già altri programmi per computer di simulatore di Monopoli per due giocatori, gli sviluppatori pubblicizzarono la loro opera come la prima con un'intelligenza artificiale abbastanza forte da competere e finanche vincere contro gli esseri umani:[11]

(EN)

«The property game with THE difference, at last your computer can play too, but BEWARE, your Spectrum may well win!»

(IT)

«Il gioco di società con LA differenza, finalmente anche il tuo computer può giocare, ma ATTENZIONE, il tuo Spectrum potrebbe pure vincere!»

(Dicitura presente nella copertina del videogioco[1])
Uno ZX Spectrum 48k

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Venduto quasi esclusivamente per corrispondenza, il videogioco ricevette poche e blande recensioni da parte dalla critica (soprattutto quella specializzata per i prodotti per ZX Spectrum), ma che furono per la maggior parte positive. Un breve commento in ZX Computing lodò la grafica «eccellente» e la forza del gameplay del computer,[5] aspetto esaltato anche dal periodico Crash.[4][5][N 1] Philip Hickling, in un articolo più lungo e strutturato di ZX Computing, edito nove mesi dopo l'uscita dell'opera,[N 2] ribadì l'eccezionalità dell'intelligenza artificiale, aggiungendo che «l'unica rimostranza importante che posso fare contro il programma è il suo uso limitato del suono».[3]

Controversia legale e cambio del titolo[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo la pubblicazione, nel giugno 1983, Waddingtons sollevò delle obiezioni riguardo il titolo "Automonopoli", affermando che avrebbe creato confusione tra il gioco da tavolo e il videogioco.[12] Il mese successivo quindi Automata lo cambiò in Go to Jail,[12] segnalando sulla pubblicità del gioco che, sebbene identici, Go to Jail non era affatto correlato ad Automonopoli.[13]

Logo della compagnia Waddingtons

Nonostante questo, la Waddingtons continuò a contestare la violazione dei diritti sul nome da parte dell'azienda; presumibilmente la ragione stava nel fatto che essa era determinata a mandare un segnale forte a tutti quegli sviluppatori che avevano realizzato, senza autorizzazione, delle trasposizioni dei più celebri giochi da tavolo e di società in quel periodo (se ne contavano circa tredici sul mercato), così da poter finire di realizzare, congiuntamente con la Parker Brothers (la società distributrice del gioco da tavolo negli Stati Uniti), un videogioco per computer di Monopoli, il primo ufficiale in assoluto.[12] Il portavoce Neville Fishwick affermò infatti che «stanno cavalcando sul dorso di un gioco che abbiamo avuto per 50 anni. Loro sanno dannatamente bene che non è il loro gioco, è il nostro».[14]

Nel dicembre 1983 iniziarono i procedimenti giudiziari contro la casa di sviluppo; come dichiarò Mel Croucher:[12]

(EN)

«As far as we knew then, that was the end of it. They knew we had Go to Jail out and the injunction hearing [...] came as a complete surprise.»

(IT)

«Per quanto ne sapevamo allora, quella era la fine. Sapevano che avevamo fatto uscire Go to Jail e il procedimento d'ingiunzione [...] fu una completa sorpresa.»

Per sostenere le spese legali, la software house lanciò una campagna di raccolta fondi con il sostegno della Computer Trade Association, il cui segretario Nigel Blackhurst dichiarò: «L'azione della Waddingtons rappresenta una delle maggiori minacce per l'intera industria informatica. Se vincerà, circa l'80% dei software di gioco nel mercato diventerà un concorrente».[12]

Nel gennaio 1984, i tribunali ordinarono ad Automata di ritirare il gioco dalla vendita.[14] Nel maggio dello stesso anno, la Waddingtons annunciò ufficialmente che una versione videoludica per ZX Spectrum di Monopoli sarebbe stata presto distribuita da Leisure Genius, precisando che sarebbe stata comunque responsabile di eventuali azioni legali contro gli sviluppatori di altri prodotti per computer basati sul proprio brand.[15] Il videogioco Monopoly uscì nel luglio 1985[16] e venne definito dal periodico Home Computing Weekly come «enormemente superiore alle altre versioni non autorizzate».[16] Nonostante tutti questi problemi legali e il ritiro dal mercato, Automonopoli venne inserita nel 2015 nei mille titoli compresi nel ZX Spectrum Vega, versione miniaturizzata della console prodotta da Retro Computers Ltd.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative
  1. ^ Prima del febbraio 1984, Crash era stato un catalogo per corrispondenza. Go to Jail venne brevemente recensito dal periodico nel suo primo numero, quando era ancora una rivista informatica, in una sezione in cui il software esistente veniva analizzata e confrontata con quella di altri giochi.
  2. ^ Il titolo era già stato cambiato in Go to Jail.
Fonti
  1. ^ a b c d e f g h i (EN) Automonopoli (JPG), su zxart.ee. URL consultato il 4 dicembre 2020 (archiviato il 6 dicembre 2020).
  2. ^ a b c d e (EN) GENERAL INFO FOR: AUTOMONOPOLI, su spectrumcomputing.co.uk. URL consultato il 4 dicembre 2020 (archiviato il 6 dicembre 2020).
  3. ^ a b c d (EN) Philip Hickling, Go To Jail, in ZX Computing, Argus, aprile 1984, p. 50. URL consultato il 5 maggio 2018.
  4. ^ a b (EN) Go To Jail (JPG), in Crash, n. 1, Ludlow, Newsfield, febbraio 1984, p. 59, ISSN 0954-8661 (WC · ACNP).
  5. ^ a b c (EN) Automonopoli, in ZX Computing, Argus, ottobre-novembre 1983, p. 20. URL consultato il 5 maggio 2018.
  6. ^ a b c d e (EN) LOAD " " (TXT), su wos.meulie.net. URL consultato il 5 dicembre 2020.
  7. ^ (DA) Datador (JPG), su zxart.ee. URL consultato il 4 dicembre 2020 (archiviato il 6 dicembre 2020).
  8. ^ (DE) Gehen Sie in das Gefängnis (JPG), su wos.meulie.net. URL consultato il 5 dicembre 2020.
  9. ^ (EN) Gregory Clark, Measuring Worth - Annual RPI and Average Earnings for Britain, su measuringworth.com, 6 novembre 2017. URL consultato il 5 maggio 2018 (archiviato il 12 gennaio 2020).
  10. ^ (EN) Special report (JPG), in Home Computing Weekly, n. 15, Londra, Argus Specialist Publications, 14–22 giugno 1983, p. 12, OCLC 502211508.
  11. ^ (EN) Monopoly!, su Popular Computing Weekly, Sunshine Publications, 9–15 giugno 1983, p. 46. URL consultato il 5 maggio 2018.
  12. ^ a b c d e (EN) Monopoly game makers in new battle, in Popular Computing Weekly, Sunshine Publications, 22 dicembre 1983, p. 5. URL consultato il 5 maggio 2018.
  13. ^ (EN) Mel Croucher, 'Go To Jail' legal sensation, in Popular Computing Weekly, Sunshine Publications, 21–27 luglio 1983, p. 48. URL consultato il 5 maggio 2018.
  14. ^ a b (EN) 'Monopoly': judge orders sales halt (JPG), in Home Computing Weekly, n. 44, Londra, Argus Specialist Publications, 10–16 gennaio 1984, p. 1–5, OCLC 502211508.
  15. ^ (EN) Monopoly money for Leisure, in Popular Computing Weekly, Sunshine Publications, 3–9 maggio 1984, p. 5. URL consultato il 5 maggio 2018.
  16. ^ a b (EN) Monopoly (JPG), in Home Computing Weekly, n. 122, Londra, Argus Specialist Publications, 23–29 luglio 1985, p. 19, OCLC 502211508.

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