Autobus Atac Fiat (1948-1953)

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Autobus Fiat 1948-1953
Fiat 666 (1).jpg
Autobus Fiat 666 (deposito Tuscolana)
Descrizione generale
Costruttore Italia  FIAT
Tipo autobus
Allestimento urbano

I Fiat del periodo 1948-1953 della rete di Roma sono stati un gruppo di 91 veicoli autobus adibiti al servizio urbano della città.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1945, a ostilità definitivamente cessate, l'ATAC (rinominata come tale nel 1945), si trova con un parco autobus piuttosto eterogeneo, che va dai Lancia Omicron del 1928-30 ai Fiat 656 e Alfa Romeo a due e a tre assi giunti nel decennio 1932-1942. Gran parte dei veicoli sono fermi in deposito sia per danni di guerra che per mancanza di lubrificanti e pneumatici, e ci sono anche un centinaio di vetture riconvertite a gasogeno, inutilizzabili e per le quali l'adozione dell'alimentazione diesel non è immediatamente attuabile per mancanza di fondi e di materiali. Per provvedere alla riattivazione almeno parziale del servizio, specie verso le periferie quasi del tutto isolate, le vetture più moderne vengono inviate alla ricostruzione presso ditte esterne mentre l'acquisto di nuovo materiale può iniziare soltanto nel 1948.

I Fiat 666[modifica | modifica wikitesto]

Un Fiat 666

I primi autobus del dopoguerra, venti vetture che entrano in servizio a partire da marzo 1948,[1] nuovi lo sono soltanto nelle carrozzerie, allestite per metà dalla Macchi e metà dalla Garavini. I gruppi meccanici, pur con qualche innovazione, sono ancora quelli degli anni '30: il telaio Fiat 666, infatti, ricalca quello dei Fiat 656 con l'adozione di sospensioni più efficaci. Di ridotte dimensioni sono inizialmente impiegati su linee centrali a medio traffico. Con l'arrivo dei Lancia Esatau e degli Alfa Romeo 140 sono relegati alle linee periferiche e ai servizi sussidiari nelle ore di maggior richiesta.

I Fiat 672[modifica | modifica wikitesto]

Più o meno contemporaneamente alla fornitura dei 666 l'ATAC riceve in prova un autobus su telaio Fiat 672-RN[2] a tre assi con motore Fiat 368 da 123 CV, cambio meccanico a quattro velocità con riduttore e freni pneumatici a comando idraulico.[3] La carrozzeria, allestita dalla Ca.N.Sa. di Novara e tipica di tutti i veicoli costruiti all'epoca su questo telaio, elegante ed oltremodo curata. Per motivi non noti questa vettura non suscita particolari entusiasmi in azienda, al punto che circola sulla sola linea 91 (attuale 716) senza nemmeno un numero di esercizio. Lo scarso interesse per questo tipo di autobus è confermato dall'acquisto di un piccolo gruppo di sole dodici vetture, meccanicamente analoghe ma con carrozzeria Viberti anziché CANSA ed ora numerate,[4] che circolano scarsamente utilizzate sulle sole linee 91, 92 (poi 713) e 95 fino al 1963.

La vettura 3585 è trasformata in epoca imprecisata in sottostazione elettrica ambulante e come tale utilizzata fino i primi anni settanta.

I Fiat 680[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della rete autobus di Roma § Le linee celeri.
Fiat 680 al deposito Tuscolana.

Nel 1950, in vista dell'esercizio in proprio delle linee celeri, al momento date in appalto ed esercitate con comodi veicoli ad allestimento turistico, l'ATAC acquista venti autobus a due assi su telaio 680-RN con carrozzeria allestita dalla Stanga di Padova, largamente pubblicizzati per la loro comodità. In realtà, l'unica differenza rispetto ai precedenti gruppi è che i sedili sono provvisti di una modesta imbottitura in vinil pelle verde, che è tutto quanto l'azienda concede in fatto di comodità rispetto agli autobus da turismo. In attesa di utilizzarli sulle celeri fanno servizio per circa un anno sulla Roma-Tivoli, dimostrandosi però insufficienti per la ridotta capacità. Dotati del motore Fiat 368 da 123 CV e di cambio a quattro velocità con riduttore, si rivelano ottimi come meccanica e carrozzeria, tanto che l'ATAC ne ordina successivamente altre due serie, queste con carrozzerie Casaro e Ca.N.Sa..

Numerazione[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1948, con la normalizzazione del parco all'alimentazione a gasolio, scompare il prefisso letterale introdotto nel 1927. La numerazione continua però a seguire il criterio pari/dispari fino al 1962 e l'assegnazione del migliaio 3 agli autobus a tre assi. Nell'assegnazione dei numeri di esercizio alle vetture del dopoguerra, inoltre, l'ATAC segue due criteri distinti, la cui motivazione è ignota e al contempo inesplicabile: o si impegna una spropositata quantità di numeri per una manciata di vetture o si infilano nello stesso migliaio o centinaio vetture del tutto diverse tra loro. Nel periodo 1950-1969 questi due criteri riguardano gli autobus Fiat e Lancia. I primi sono tutti numerati a quattro cifre senza distinzione di costruttore ed epoca, spesso utilizzando i numeri rimasti liberi tra le serie precedenti. Per i secondi, tutti a tre cifre, vige il criterio opposto; si impegnano costantemente centinaia nuove, una per costruttore di carrozzeria, destinate a rimanere incomplete e non utilizzabili per altro materiale, ricorrendo a cervellotiche rinumerazioni di precedenti autobus pur di riavere libere le centinaia da utilizzare. In pochi casi si tollera addirittura che gli stessi numeri siano contemporaneamente assegnati a tram e autobus.

I Fiat a due assi sono numerati sequenzialmente: serie 1901-1939 per i 666, serie 1941-2057 per i 680 (coi numeri da 2001 a 2057 sovrapposti a quelli delle vetture tranviarie MRS). I 672 sono invece numerati a seguito dei Fiat 656 a tre assi cominciando da 3577, numero dell'ultima vettura del gruppo precedente evidentemente ritirata dal servizio.

num. eserc. q.tà anno telaio carrozz. assi motore pot. CV lungh. mm tara t. nota
1901-1919 10 1948 Fiat 666-RNU Garavini 2 Fiat 366/45 113 9500    
1921-1939 10 Macchi    
1941-1979 20 1950 Fiat 680-RNU Stanga Fiat 368 123 10200 8,3  
1981-2009 15 1951 Casaro 10100  
2011-2057 24 1952 CANSA 10200  
3577-3579 12 1949 Fiat 672-RN Viberti 3 11800    

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ordine di servizio n. 106 del 23 febbraio 1948
  2. ^ I suffissi letterali degli autobus Fiat hanno i seguenti significati: R, telaio derivato da autoveicolo da trasporto, ma a pianale ribassato; N, alimentazione a gasolio (motore diesel); L, tipo allungato rispetto alla versione normale; A, presenza di un doppio ponte differenziale posteriore (terzo asse); G, alimentazione a gasogeno.
  3. ^ Ordine di servizio n. 680 del 15 novembre 1948.
  4. ^ Ordine di servizio n. 44 del 19 gennaio 1951. Non è chiaro se in questo gruppo sia compresa la vettura che ha circolato in prova.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]