Ausonia (comune)

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Ausonia
comune
Ausonia – Stemma
Ausonia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
Sindaco Cardillo Benedetto (LeAli per volare) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 41°21′N 13°45′E / 41.35°N 13.75°E41.35; 13.75 (Ausonia)Coordinate: 41°21′N 13°45′E / 41.35°N 13.75°E41.35; 13.75 (Ausonia)
Altitudine 178 m s.l.m.
Superficie 19,64 km²
Abitanti 2 644[1] (31-12-2014)
Densità 134,62 ab./km²
Frazioni Madonna del Piano, Selvacava
Comuni confinanti Castelnuovo Parano, Coreno Ausonio, Esperia, Spigno Saturnia (LT)
Altre informazioni
Cod. postale 03040
Prefisso 0776
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 060012
Cod. catastale A502
Targa FR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 469 GG[2]
Nome abitanti ausoniesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ausonia
Ausonia
Posizione del comune di Ausonia nella provincia di Frosinone
Posizione del comune di Ausonia nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Ausonia è un comune italiano di 2 644 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Vista panoramica di Ausonia e Coreno Ausonio (sullo sfondo)
Santuario di Santa Maria del Piano

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Rientrante nel territorio della Valle dei Santi, nella parte meridionale del Lazio, al confine con la Campania, racchiusa tra le propaggini meridionali dei Monti Aurunci e delle Mainarde. La parte sud-occidentale del territorio comunale è dominata dall'imponente contrafforte del Monte Fammera, che raggiunge i 1.166 m s.l.m. nel territorio di Spigno Saturnia.

Nel suo territorio nasce il fiume Ausente, ultimo affluente di destra del fiume Garigliano.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è particolarmente afoso, le temperature possono oscillare tra i 25° e i 40° nel periodo estivo. Nella stessa stagione i fiumi della valle - Liri, Gari e Garigliano - si prosciugano a tal punto che è possibile percorrerli a piedi per lunghi tratti.

Contrariamente, in inverno le temperature minime variano tra i 2° e i 6°; la valle è interessata sovente da fenomeni nebbiosi, con la visibilità che si riduce ai minimi termini.

È molto difficile che il territorio sia interessato da precipitazioni nevose. Negli ultimi anni sono state segnalate sporadiche nevicate, le cui tracce sono scomparse nell'arco di pochi minuti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ausona (in lingua greca antica Auxòna, Αυξώνα), l'antica città del popolo italico degli Osci Ausoni, è una città di difficile localizzazione. Faceva parte della Pentapoli aurunca; alleata dei Capuani, venne distrutta dai Romani nel 314 a.C. ed i suoi abitanti passati per le armi. La città non rinacque dopo questo massacro.

Nei pressi dell'abitato moderno sono state rinvenute iscrizioni latine di età imperiale riguardanti la divinità di Ercole. Da alcuni studiosi, tali iscrizioni sono messe in relazione alla presenza di una antica via processionale dedicata al culto del semidio, di cui in parte è ancora rintracciabile il percorso, che conduceva da Ausona alla costa tirrenica presso Minturno.

Nell'846, una flotta saracena pone sotto assedio Gaeta; gli assedianti si stabiliscono in località ad duos leones presso l'attuale Ausonia, prendendo il controllo delle vie di comunicazione verso sud.

Il villaggio di Fratte, dalla voce latina "fracta" = cose rotte o ruderi[3], viene nominato per la prima volta nel sec. XI in documenti dell'Abbazia di Montecassino e del ducato di Gaeta. Dal XV secolo a seguire, fu feudo prima Caetani, poi Colonna e Carafa.

Il comune si trovò sul fronte durante la Seconda guerra mondiale.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1862 il nome Ausonia sostituisce il nome medievale Fratte. Il nome del Comune riprende quello dell'antica città preromana Ausona, anche detta Aurunca, distrutta durante la Seconda guerra sannitica nel 314 a.C., e mai più rinata.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Occupata dai tedeschi, durante l'ultimo conflitto mondiale si trovò al centro di numerosi combattimenti, subendo bombardamenti e rappresaglie che provocarono lutti, sacrifici e danni ingenti. La popolazione poi, seppure provata dagli stenti e dalle violenze, si prodigò in aiuto dei numerosi profughi dei paesi vicini, offrendo un'ammirevole prova di generoso spirito di solidarietà.»
— Ausonia (FR), 1943-1944

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Santuario di S. Maria del Piano

Il santuario della Madonna del Piano (o delle Fratte) è stato eretto nel sec. XV su una struttura del XII. Nel 1954 sono stati effettuati i restauri per rimediare ai danni della Seconda guerra mondiale. La fondazione della chiesa risale al 1100, quando venne realizzata sul luogo di un antico tempio pagano,forse della dea Concordia, per custodirvi una statua in legno policromo della Madonna col Bambino, proveniente dalla vicina Castro dei Volsci, secondo la tradizione, infatti, la statua sarebbe rimasta miracolosamente in questo Santuario, nonostante gli sforzi dei castrensi di riprendersela. In ricordo di queste antiche vicende, si svolge ogni tre anni una cerimonia d'incontro simbolico e pacifico tra le due cittadinanze, in occasione della festa della Madonna del Piano. La chiesa è di stile romanico, ma venne fortemente rimaneggiata durante il periodo rinascimentale, con numerosi interventi successivi nel sei-settecento. Il grande portico esterno venne realizzato nel corso dei lavori per il primo ampliamento. Ne è testimonianza l'iscrizione presente sul primo pilastro, sul lato destro, che riporta la data di costruzione, 1448. Il campanile, invece, insieme con il coronamento del tempio sono opera moderna, realizzata da Gustavo Giovannoni nel 1927.

Accanto al santuario sorgono le rovine dell'antico battistero distrutto dall'ultima guerra e probabili resti dell'antica Ausona. Il santuario conserva la tomba del poeta umanista Elisio Calenzio.

Accanto alla chiesa sorge l'edificio che fu prima ospedale per pellegrini e poi convertito in orfanotrofio dell'Ave Gratia Plena. Il portale della chiesa presenta due imponenti battenti in legno del XVIII secolo, riccamente decorati a rilievo. All'interno, di notevole interesse è la sagrestia, che presenta un eccezionale pavimento a Maiolica napoletana del Settecento, ed un polittico del 1531 eseguito da Gian Filippo Criscuolo, che rappresenta il tema della Dormizione di Maria, narrato nella Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, secondo cui la Vergine non muore, ma si addormenta per tre giorni dopodiché viene assunta direttamente in Cielo. Molto interessante è, inoltre, la cripta sotterranea, unica testimonianza rimasta del periodo medievale, cui si accede attraverso due ripide scale. Il pregevole ciclo di affreschi al suo interno rappresenta la vita e la storia del miracolo di Santa Remicarda. Secondo una cronaca manoscritta del 1709, nel 1100 la Madonna apparve ad una pastorella di nome Remingarda, guarendola dalla sua deformità fisica. Sul luogo del miracolo venne subito costruita una chiesa la cui cripta venne prontamente decorata con un ciclo di affreschi che raccontavano il miracolo. Nelle due cappelle laterali, gli affreschi, rovinatissimi, mostrano rispettivamente Cristo tra gli apostoli e le storie di S. Giovanni.

  • Chiesa della Madonna di Correano

Fu eretta alle pendici del monte Fammera intorno all'XI secolo, sui resti di una villa romana. All'interno della chiesa, sul lato destro è visibile un affresco di San Nicola, di scuola benedettina, coevo agli altri affreschi custoditi all'interno della chiesa di S. Antonio Abate in Castelnuovo. La presenza dell'affresco viene ricollegata al forte legame che legava Selvacava al porto ed agli Ipati di Gaeta. Esternamente la chiesa presenta una torre di avvistamento ubicata sull'ingresso della chiesa, riportante una stele romana dedicata al console Coriolano ed un muro paleolitico di contenimento del piazzale.

  • Chiesa di San Michele Arcangelo

La Collegiata di S. Michele Arcangelo, in pietra bianca, è il monumento più antico di Ausonia, sorto tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo sui resti di un antico tempio pagano dedicato a Ercole, ancora oggi le are ed i cippi dell'antico tempio sono visibili all'interno.

Rimaneggiata più volte ha smarrito gli elementi originali della facciata, delle arcate, della torre campanaria.

Bellissimi i tre portali incorniciati da archi a sesto acuto con le lunette affrescate con le immagini del Cristo, di S. Michele e della Vergine.

Già dalla porta principale si è colpiti dalla imponenza della basilica, disposta su tre navate divise da pilastri, che neanche la pesante ristrutturazione neoclassica e barocca subita nell'ottocento riesce a sminuire. All'ingresso, due are funerarie, usate oggi come acquasantiere.

Ai lati del presbiterio due rampe di scale conducono nella cripta, oggi disadorna, usata a lungo come ossario.

Altri due reperti, inseriti in epoca medioevale nel secondo e quarto pilastro di destra, sono stati riportati alla luce con i lavori di restauro: un'ara che raffigura una clava ed una pelle leonina, emblemi di Ercole e, alla base del secondo pilastro, un cippo, sempre con gli emblemi di Ercole sui lati.

  • Chiesa di Santa Maria a Castello (oggi sconsacrata, adibita ad auditorium)

Il tempio, certamente esistente agli inizi del Trecento, come risulta da antichi documenti, aveva del tutto perduto il suo aspetto originario in seguito all'intervento del Giovannoni che, nel 1940, rifece la facciata in stile neoclassico, ornandola con due coppie di lesene a capitelli ionici, su alte basi.

Lavori di restauro hanno lasciati immutato il prospetto principale, riportando a vista la struttura originaria, a pietra viva, delle altre pareti e del campanile. Esso è ornato da un orologio con quadrante di maioliche napoletane del Settecento.

Lo stesso intervento ha evidenziato la primitiva struttura gotico-francescana dell'interno: un vasto ambiente caratterizzato da un'aula unica a da un presbiterio, divisi da un grande arco in pietra. In un vano decorato a motivi floreali stilizzati, sullo sfondo di una orditura quadrettata, che simula le stoffe, sotto una cornice trilobata, con cuspide, mutuata dalle cornici lignee o marmoree di gusto gotico, si colloca un'alta figura di Madonna. La Vergine, avvolta in un sobrio mantello azzurro, seduta su un cuscino, nell'atto di porgere il seno al Bambino, è presentata secondo la consueta iconografia medievale della Madonna delle Grazie: Maria, madre di tutti (Mater Omnium). Sullo sfondo del dipinto, le iniziali M ed O delle due parole latine. Perché questa Chiesa sia sprovvista di altri affreschi si spiega, in parte, attraverso un documento della fine del Settecento, che vede protagonista Alessandro Petronio, che in cambio della possibilità di aprire in essa un vano comunicante con la sua abitazione sistemò la parete sinistra dell'edificio.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello medievale[modifica | modifica wikitesto]

  • Risalente all'XI secolo, il Castello Medievale, dal 2004 centro del Museo della Pietra, fu costruito dai principi di Capua in onore all'Abbazia di Montecassino. È un pregevole esempio di architettura dell'anno mille, originario castrum intorno al quale si è sviluppata Ausonia.In posizione strategica fra Gaeta e Montecassino, il Castrum Fractarum risentì della sua posizione di confine tra il Ducato di Gaeta e i possedimenti dell'Abbazia di Montecassino, passando negli anni prima all'uno e poi all'altro. Esso ebbe sicuramente funzione militare ma anche residenziale per i capitani di stanza a Fratte (l'attuale Ausonia). Riconoscibili sono la torre emergente, distaccata dal complesso ed ubicata al centro dell'edificio, una torretta d'angolo, accanto alla via S. Michele, che in un recente restauro ha rivelato il corpo di una statua leonina (il leone-guardia della Terra di San Benedetto), usata come materiale di costruzione durante il medioevo. Il castello di Fratte è stato costruito al confine fra i domini dei Longobardi e dei Bizantini, come Forte nel 700-800 d.C. Come fortificazione militare appartiene alla categoria delle "piccole fortificazioni" (o fortellitium), la cui importanza era data soprattutto dalla posizione strategica (controllo della via che portava da Formia a Montecassino). La prima registrazione scritta (con cui Fratte entra nella storiografia) è una donazione del 1025 che il conte di Traetto fece a Pietro delle Fratte. Da allora numerosissime sono le vicende storiche di questo castrum che passa progressivamente da funzioni militari e di avvistamento a funzioni di polizia ed amministrative locali. Nel 1491 un inventario redatto alla morte di Onorato II descrive lo stato del castello, che appare in decadenza. Il capitano Andrea De Nardillo di Fondi e cinque suoi compagni vivevano e presidiavano il forte con poche e scarse risorse innalzando la bandiera dei Caetani (usata e vecchia), e difendendo il paese dai nemici. Un altro inventario (l'apprezzo del 1690) documenta come il castello apparisse con stanze dirute, cortile scoperto, cisterna, scalinata che accede alla loggia scoperta, sopra la torre con due stanze accessibili con scala a mano, in testa la loggia, nei quattro angoli che circondano la torre centrale quattro torrette di difesa esterna, una con orologio a campana. Con il tempo le originarie funzioni militari sono sostituite da funzioni di polizia: nel fortellitium si radunavano gli uomini in arme col capitano che sceglieva le guardie preposte al controllo del mercato in occasione della festa della Madonna del Piano, Ottava dell'Assunzione. Nell'Ottocento il castello si degrada sempre più e dal 1842 cessa la sua funzione militare e viene adibito a cimitero, dotato di cappella mortuaria. Alla fine della Seconda guerra mondiale il castello subisce ulteriori danni. Nei primi tempi della ricostruzione postbellica viene utilizzato come discarica di materiali edili e, in un vano ricavato da una torre crollata, viene ricavata un'aula scolastica. Oggi il castello presenta due torri superstiti attorno al maschio ed il muro di cinta che si sviluppa con le case-torri fino alla Porta di Sopra».

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il dialetto parlato nel paese appartiene ai dialetti campani, benché occorra osservare che il dialetto originario, specialmente fra le giovani generazioni, appare contaminato da un generico romanesco rustico o suburbano, probabilmente per l'aura di prestigio che spira dal capoluogo di regione nonché capitale d'Italia. Tale fenomeno caratterizza, in diversa misura, tutti i comuni del Lazio meridionale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo della Pietra

Persone legate ad Ausonia[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ausonia, tramite la strada regionale 630 Ausonia (SR 630), già Strada statale 630 Ausonia, è collegata a Cassino e Formia, nella provincia di Latina.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Ausonia passò dalla provincia di Caserta a quella di Frosinone.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La città è gemellata con:[5]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è lAusonia Calcio, che milita nel girone C frusinate di 3ª Categoria; un'altra squadra è lInsieme Ausonia, che milita nel campionato di Promozione

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Benedetto Di Mambro, Sant'Elia Fiumerapido ed il Cassinate, Cassino, 2002.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Gemellaggi sul sito del comune di Ausonia

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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