Ausiliario del traffico

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L'ausiliario del traffico o della sosta, chiamato comunemente anche vigilino[1], in Italia è una figura professionale istituita dall'articolo 17 commi 132 e 133 della legge n.127 del 15 maggio 1997 (detta Bassanini bis).

Questi va ad integrare i soggetti a cui sono demandati i servizi di polizia stradale compresi nell'articolo 12 comma 1 lettera e) del Codice della Strada italiano.

Disciplina normativa[modifica | modifica wikitesto]

L'Art. 17 comma 132/133 Legge 127 del 15 maggio 1997 attribuisce loro funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta, e di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico.

A seguito dei commi 132 e 133, esistono 3 tipi di Ausiliari del Traffico o della Sosta:

comma 132 -

Tipo 1.

sono gli Ausiliari del Traffico o della Sosta Dipendenti Comunali (diversi da quelli della Polizia Municipale e da quelli muniti dell'abilitazione di cui all'art. 12, comma 3 del Codice della Strada), hanno funzioni di accertamento delle violazioni relative alla sosta o alla fermata in tutte le strade del territorio comunale:

- in cui queste manovre sono vietate da apposita segnaletica ovvero dalle norme del Codice della Strada;

- in cui esistono parcheggi o aree di sosta a pagamento;

Tipo 2.

sono gli Ausiliari del Traffico o della Sosta Dipendenti di Enti o di Imprese, quali, ad esempio, aziende speciali, altri enti di gestione comunque denominati ovvero società private, alle quali è stata affidata la gestione di parcheggi ovvero di aree di sosta a pagamento, che, diversamente dai precedenti sovraesposti, - (i quali in materia di sosta hanno gli stessi poteri concessi agli altri soggetti indicati dall'art. 12 del Codice della Strada) - hanno funzioni di accertamento delle violazioni relative alla sosta solo sui parcheggi o sulle strade del territorio comunale in cui esistono aree di sosta a pagamento concesse all'azienda o all'impresa da cui dipendono. A questi soggetti è da riconoscersi un ambito circoscritto di competenza riconducibile essenzialmente all'accertamento delle violazioni di cui all'art. 7, comma 15 e all'art. 157, commi 5, 6 e 8 del Codice della Strada, commesse in aree comunali, urbane o extraurbane, che con apposita delibera della giunta comunale sono state specificamente destinate al parcheggio o alla sosta sulla carreggiata e per la cui fruizione è imposto il pagamento di una somma di denaro. La loro competenza si estende anche a quelle aree poste al servizio di quelle a pagamento (su strade, piazze, ecc.), immediatamente limitrofe ad esse e che costituiscono lo spazio minimo indispensabile e necessario per compiere le manovre che ne consentano in concreto l'utilizzo da parte degli utenti della strada: solo in tali zone - per relationem - deve intendersi estesa la facoltà di accertamento di tutte le violazioni relative alla fermata o alla sosta vietata da apposita segnaletica o dalle norme del Codice della Strada;

comma 133 -

Tipo 3.

sono gli Ausiliari del Traffico o della Sosta Personale Ispettivo Dipendenti delle aziende esercenti il Trasporto Pubblico di Persone, comprese le aziende speciali comunque denominate, ovvero gli enti di gestione previsti dalla L. n. 142/90, che, oltre ad avere le competenze stabilite dal comma 132 tipo 1, e dal comma 132 tipo 2, possono anche verbalizzare le infrazioni commesse in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico.

(Circolare Ministero dell'Interno N° 300/A/42457/110/26/2 del 25 maggio 1999)

(Civile Sent. Sez. 2 di Cassazione Num. 22676 Anno 2009; Civile Sent. Sez. 2 di Cassazione Num. 10399 Anno 2010; Civile Sent. Sez. 6 di Cassazione Num. 21268 Anno 2014; Civile Sent. Sez. 6 di Cassazione Num. 18982 Anno 2015)

La normativa all'

(Art. 17 comma 132 Legge 127/1997: "I comuni possono, con provvedimento del sindaco, conferire funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta a dipendenti comunali o delle società di gestione dei parcheggi, limitatamente alle aree oggetto di concessione. La procedura sanzionatoria amministrativa e l'organizzazione del relativo servizio sono di competenza degli uffici o dei comandi a ciò preposti. I gestori possono comunque esercitare tutte le azioni necessarie al recupero delle evasioni tariffarie e dei mancati pagamenti, ivi compresi il rimborso delle spese e le penali."

(Art. 17 comma 133 Legge 127/1997: "Le funzioni di cui al comma 132 sono conferite anche al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone nelle forme previste dagli articoli 22 e 25 della legge 8 giugno 1990, n. 142, e successive modificazioni. A tale personale sono inoltre conferite, con le stesse modalità di cui al primo periodo del comma 132, le funzioni di prevenzione e accertamento in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico ai sensi dell'articolo 6, comma 4, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285."

Successivamente, a distanza di pochi mesi, interviene il Ministero dell'Interno, con la Circolare N° 300/A/26467/110/26 del 25 settembre 1997 (Titolo: "Articolo 17, commi 132 e 133 della legge 15.05.1997, n° 127 - Personale addetto all'accertamento delle violazioni in materia di sosta e di circolazione e sosta sulle corsie riservate.") che non solo precisa meglio i limiti e le funzioni degli Ausiliari del Traffico o della Sosta nati a seguito dei commi 132 e 133 dell'Art. 17 legge 127/1997, ma riconosce agli Ausiliari comma 132 dipendenti privati o comunque di società miste e/o municipalizzate la competenza a rilevare e sanzionare le infrazioni in materia di sosta, non solo entro l'area data in concessione ma anche nelle zone limitrofe o di pertinenza dell'area di sosta a pagamento.

(Circolare N° 300/A/26467/110/26 del 25 settembre 1997 Pagina 2: "A questi soggetti è da riconoscersi un ambito circoscritto di competenza riconducibile essenzialmente all'accertamento delle violazioni di cui all'art. 7, comma 15 e all'art. 157 commi 5, 6 e 8 del Codice della Strada, commesse in aree comunali, urbane o extraurbane, che con apposita Delibera della Giunta Comunale sono state specificatamente destinate al parcheggio o alla sosta sulla carreggiata e per la cui fruizione è imposto il pagamento di una somma di denaro. La loro competenza si estende a quelle aree poste al servizio di quelle a pagamento - su strade, piazze, etc. - immediatamente limitrofe ad esse che costituiscono lo spazio minimo indispensabile e necessario per compiere le manovre che ne consentano l'utilizzo in concreto da parte degli utenti della strada: solo in tali zone - per relationem - deve intendersi estesa la facoltà di accertamento di tutte le violazioni relative alla fermata e alla sosta vietata da apposta segnaletica o dalle norme del Codice della Strada".)

Infine interviene l'Articolo 68 della Legge 488 del 23 dicembre 1999 (Legge Finanziaria del 2000) che conferma i poteri di contestazione immediata nonché di redazione e sottoscrizione del verbale di contestazione con l'efficacia di cui agli articoli 2699 e 2700 del codice civile con fede privilegiata fino a querela di falso, e la competenza a disporre la rimozione dei veicoli, nei casi previsti, rispettivamente, dalle lettere b), c) e dalla lettera d) del comma 2 dell'Articolo 158 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

Requisiti[modifica | modifica wikitesto]

Il personale che intende partecipare a concorsi per assumere tale qualifica deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  1. possesso della Patente di Guida categoria "B" o superiore;
  2. titolo di studio dell'obbligo;
  3. assenza di condanne penali e carichi pendenti per reati non colposi.

Successivamente il Comando della Polizia Municipale organizza il Corso di Qualificazione per Ausiliario del Traffico/della Sosta, di durata non inferiore a 20 ore, avente lo scopo di far conoscere:

le norme che disciplinano la sosta;

  1. prevenzione e accertamento delle violazioni che riguardano la sosta;
  2. informazioni sul procedimento sanzionatorio;
  3. esercitazioni all'uso dei moduli prestampati da utilizzare durante il lavoro.

Solo dopo aver frequentato tale corso, sono ammessi ad un esame di idoneità, a cui fa seguito il decreto di nomina singola personale del sindaco ad "addetto al servizio di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta".

Poteri[modifica | modifica wikitesto]

L'avviso di accertamento[modifica | modifica wikitesto]

L'Avviso di Accertamento d'Infrazione (noto comunemente come "Multa") è un Atto Amministrativo di natura particolare.

La sentenza della corte di Cassazione n.5447/2007 ha ribadito il concetto, confermando che nessuna legge impone il rilascio del preavviso la cui mancanza non ostacola in alcun modo il diritto di difesa.
È in genere un foglietto colorato che l'Agente Accertatore rilascia sul parabrezza del veicolo quando l'infrazione è rilevata in assenza del conducente.
Non costituisce un Sommario Processo Verbale in quanto non ne possiede alcuni requisiti essenziali come l'identificazione dell'agente accertatore (che si limita a firmare indicando una matricola ed una sigla) e soprattutto mancano le generalità del conducente.
Non è possibile quindi impugnare l'Avviso di Accertamento elevato dagli Ausiliari (così come quelli rilasciati dagli altri organi compresi nell'Art. 12 del Codice della Strada) perché rappresenta solo un Avviso di Avvio di Procedimento (previsto dall'Art. 7 Legge N° 241 del 1990), ossia informa il trasgressore che su quella data autovettura è stato iniziato un procedimento sanzionatorio-amministrativo per aver infranto un determinato articolo del Codice della Strada, per cui l'utente, venutone a conoscenza, ha 2 possibilità di scelta:

  1. riconosce il proprio errore e paga la Sanzione Amministrativa indicata sullo stesso in via breve e senza le maggiorazioni dovute per le spese di Notifica usando il bollettino di C.C.P. allegato, e in tal caso il procedimento amministrativo si arresta in modo definitivo;
  2. aspettare che l'atto sia notificato sotto forma di Verbale di Contestazione per Infrazione al Codice della Strada, per poterlo impugnare innanzi al Prefetto o al Giudice di Pace ai sensi degli Artt. 22 e seguenti della Legge 24 novembre 1981 N° 689.
  • L'annullamento dei "Preavvisi di Accertamento"

L'eventuale annullabilità degli Avvisi di Accertamento è un problema estremamente delicato.

La Corte di Cassazione, sezione sesta civile, con ordinanza del 25/01/2012 n.1067 ha ritenuto che è irrilevante la “discrasia” tra quanto riportato nel preavviso e quanto più dettagliatamente indicato nel verbale.

La Pubblica Amministrazione si avvale dell'uso degli Avvisi di Accertamento d'Infrazione allo scopo di snellire le procedure e valutare se giungere o meno alla redazione di un vero e proprio Sommario Processo Verbale (il Verbale) che, una volta compilato e firmato, fuoriesce dalla disponibilità dell'Organo Accertatore e vi rientra solamente in fase esecutiva, ossia quando, scaduti i termini per proporre ricorso e in assenza di pagamento, va iscritto a ruolo e diventa Titolo Esecutivo di Pagamento.
La legge non prevede procedure specifiche da adottare in caso di Avvisi di Accertamento manifestamente sbagliati: non si può richiamare la competenza del Prefetto (che si ha invece nei riguardi del Verbale), e la Pubblica Amministrazione non può fare finta di nulla e dare comunque seguito ad un atto viziato.
Quindi è necessario usare procedure amministrative idonee per scoraggiare eventuali abusi ed omissioni, perché l'Avviso di Accertamento è comunque un Atto Pubblico ai sensi degli Artt. 2699 e 2700 del Codice civile e la sua soppressione arbitraria è penalmente perseguibile ai sensi degli Artt. 323 e 328 del Codice Penale, oltre che esporre la Pubblica Amministrazione alla contestazione del Danno Erariale da parte della Corte dei Conti.
Pertanto il Comando dell'Organo Accertatore può rinunciare alla compilazione del Processo Verbale che segue all'Avviso di Accertamento solamente nei seguenti casi:

  1. Evidente errore che ne causano la nullità rilevabile d'ufficio in fase di autotutela della Pubblica Amministrazione:
  2. Errori nel fatto storico (ad esempio lo scambio degli autoveicoli);
  3. Fatti sopravvenuti tra la compilazione dell'Avviso di Accertamento e la redazione del Sommario Processo Verbale (ad esempio contestazione della sosta in ZTL senza esporre debita autorizzazione poi prontamente portata in visione all'Organo Accertatore).

In questi casi il Comando dell'Organo Accertatore procede non all'archiviazione ma all'annullamento in via di autotutela degli Avvisi di Accertamento, bloccando il procedimento sanzionatorio.
Su ogni Avviso di Accertamento annullato va indicata la motivazione, ai sensi degli Art. 2 comma 1 e Art. 3 comma 1 della Legge 241 del 1990.
Inoltre la Determinazione di Annullamento deve essere sottoscritta dal Dirigente alle cui dipendenze è posto l'Organo Accertatore, vi devono essere posti data e timbro dell'ufficio e va conservato agli atti con lo stesso Avviso di Accertamento.
La Legge riconosce al Prefetto su tutta questa materia il potere di vigilanza e coordinamento, può dettare indirizzi sul modo di operare e vigilare sulla corretta applicazione delle procedure che, se correttamente applicate, raggiungono lo scopo di sfoltire le infrazioni manifestamente infondate o inesistenti, evitando così perdite di tempo al cittadino, spreco di risorse pubbliche e condanne certe della Pubblica Amministrazione in caso di ricorso al Giudice di Pace con l'obbligo al pagamento delle spese processuali.

Verbale di contestazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Verbale di Contestazione per Infrazione al Codice della Strada, compilato e notificato a seguito di un'infrazione alle norme del Codice della Strada rilevata dagli Ausiliari (così come da qualunque altro organo incluso nell'Art. 12 CdS), è un Atto Pubblico e gode di Fede Privilegiata fino a Querela di Falso, ai sensi degli Artt. 2699 e 2700 del Codice Civile.
È contemplato nell'Art. 200 del Codice della Strada, che infatti prevede che deve essere redatto il "Verbale" della contestazione addebitata al trasgressore.

Affinché abbia tutta la sua valenza legale, deve:

  1. contenere eventuali dichiarazioni del trasgressore cui chiede l'inserimento;
  2. contenere la sommaria descrizione del fatto accertato;
  3. contenere gli elementi essenziali per l'identificazione del trasgressore;
  4. contenere la targa del veicolo con cui è stata commessa la violazione;
  5. essere consegnata una copia al trasgressore (l'originale resta all'Agente Accertatore);
  6. essere depositata un'altra copia al Comando da cui dipende l'Agente Accertatore;
  7. rispettare le prescrizioni previste dagli Artt. 383 e 385 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada;
  8. essere conforme al modello VI.1 allegato al Regolamento di cui sopra;
  9. contenere l'indicazione dell'Organo che ha emesso il Verbale;
  10. contenere l'indicazione dell'agente accertatore (anche solo attraverso il numero di matricola);
  11. contenere il Numero Progressivo del Verbale.

Gli elementi principali che devono essere presenti all'interno di un Sommario Processo Verbale, ai sensi dell'Art. 383 del Regolamento di Attuazione del CdS, sono:

  • Giorno, Ora, Località ove è commessa l'infrazione;
  • Generalità e Residenza del Trasgressore;
  • Pagamento in Misura Ridotta se consentito;
  • L'ammontare della somma da pagare;
  • I termini del pagamento, l'ufficio o comando presso il quale questo può essere effettuato ed il numero di conto corrente postale o bancario che può eventualmente essere usato a tale scopo;
  • Indicazione dell'Autorità a cui proporre Ricorso;

ove del caso:

  • L'indicazione del proprietario del veicolo, o del soggetto solidale;
  • Estremi della Patente di Guida;
  • Tipo di Veicolo, Targa del Veicolo;
  • Sommaria esposizione dei Fatti e Citazione della Norma Infranta;
  • Eventuali Dichiarazioni delle quali il Trasgressore chiede l'inserzione.

Esso, ai sensi degli Articoli 203 e 204 bis, può essere impugnato con ricorso entro il termine di 60 giorni dalla notifica presso il Prefetto della Provincia del territorio nel quale è stata accertata l'infrazione, o in via alternativa si può presentare ricorso entro 30 giorni al Giudice di Pace del luogo dove è stata accertata l'infrazione.

È bene notare che in caso di soccombenza di un ricorso presentato presso il Prefetto competente per provincia, viene emesso una Ordinanza-Ingiunzione di Pagamento per una somma determinata nel limite non inferiore al doppio del minimo edittale pari alla metà del massimo edittale per ogni singola infrazione (art. 195 comma 2 CdS) maggiorato delle spese, mentre in caso di soccombenza di un ricorso presso il Giudice di Pace di competenza, si ha la condanna al pagamento della sanzione impugnata nella misura decisa dal Giudice maggiorata delle spese.

Obblighi del trasgressore verso l'Ausiliare[modifica | modifica wikitesto]

Ai sensi dell'Art. 200 del Codice della Strada, in caso di compilazione del Verbale di Contestazione Immediata quando il trasgressore è presente all'atto dell'accertamento, al solo fine di completare il Verbale con tutti gli elementi necessari alla sua validità, tutti gli accertatori possono chiedere l'esibizione dei documenti relativi al veicolo ed al conducente che ha commesso la violazione.

Nel caso in cui il trasgressore rifiuti di esibire i suindicati documenti, l'accertamento dell'infrazione al CdS seguirà il suo corso ordinario (il Preavviso sarà consegnato agli uffici della P.M. e darà origine al Verbale di contestazione); in questi casi non si può applicare l'Art. 192 CdS (Obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti) in quanto il Codice della Strada inquadra gli Ausiliari del Traffico o della Sosta quale Organo di Polizia Stradale con funzioni ausiliarie.

Inoltre, sempre nel caso in cui il trasgressore rifiuti di esibire i documenti del veicolo e del conducente, gli Ausiliari, in qualità di Pubblici Ufficiali ai fini di identificare il conducente del veicolo, possono chiedere le Generalità. In caso di ulteriore rifiuto, si può essere perseguiti ai sensi dell'Art. 651 C.P..

Il dibattito della giurisprudenza sulle sanzioni irrogabili[modifica | modifica wikitesto]

I poteri degli Ausiliari del Traffico o della Sosta sono stati molto discussi fin dai primi anni di istituzione di questa nuova figura professionale, dando origine a molti ricorsi giudiziari innanzi ai vari Giudice di Pace d'Italia contro gli atti da essi compilati nell'esercizio delle loro funzioni.

La Giurisprudenza non è stata sempre chiara e univoca nel tempo, e ha interpellato più volte la Corte di Cassazione per fare chiarezza sulle loro attribuzioni in caso di infrazioni che esulino dal semplice "Ticket scaduto" o "Mancato pagamento della Sosta", passando attraverso la Sentenza della Cassazione N° 7336 del 7 aprile 2005 (che riconosce il potere dell'Ausiliario dipendente della società concessionaria del parcheggio a pagamento, previsto dall'art. 17 comma 132 della Legge 127/1997, di contestare il Divieto di Sosta sulla carreggiata ma non sul marciapiede a meno che quest'ultimo non sia adibito a parcheggio o permette l'accesso attraverso il suo uso da un'area parcheggio ad un'altra) fino alla Sentenza della II Sezione Civile di Cassazione N° 20558 del 28 settembre 2007 (" il potere dell'Ausiliario dipendente della società concessionaria del parcheggio a pagamento, previsto dall'art. 17 comma 132 della Legge 127/1997, non è limitato a rilevare le infrazioni strettamente collegate al parcheggio stesso (ovvero il mancato pagamento della tariffa o il pagamento effettuato in misura inferiore al dovuto, l'intralcio alla sosta degli altri veicoli negli appositi spazi, doppia fila e così via), ma è esteso anche alla prevenzione ed al rilievo di tutte le infrazioni ricollegabili alla sosta nella zona oggetto della concessione, in relazione al fatto che nella suddetta zona la sosta deve ritenersi consentita esclusivamente negli spazi concessi e previo pagamento della tariffa stabilita; pertanto ogni infrazione alle norme sulla sosta in tali zone può essere rilevata dagli ausiliari dipendenti della società concessionaria, essendo quest'ultima direttamente interessata, nell'ambito territoriale suddetto, al rispetto dei limiti e dei divieti per il solo fatto che qualsiasi violazione incide sul suo diritto alla riscossione della tariffa medesima"), che riconosce agli Ausiliari del Traffico o della Sosta - dipendenti delle società private concessionarie delle aree di sosta a pagamento, il potere di multare le auto in divieto di sosta anche fuori dalle strisce blu.

Allo scopo di fare definitivamente chiarezza sull'argomento e raggiungere un orientamento unico della Corte di Cassazione sulle competenze degli Ausiliari del Traffico o della Sosta Art. 17 comma 132 Legge 127/1997 dipendenti delle società private concessionarie delle aree di sosta a pagamento, dare certezza del diritto sia agli operatori che agli utenti della strada ed evitare nel tempo pronunce della Cassazione discordanti, la Seconda Sezione della Cassazione con l'Ordinanza N° 166 dell'8 gennaio 2008 ha investito del problema il Primo Presidente affinché valuti l'opportunità di una pronuncia a Sezioni Unite che faccia chiarezza e stabilisca se gli Ausiliari del Traffico o della Sosta Art. 17 comma 132 Legge 127/1997 - dipendenti delle società private concessionarie della gestione dei parcheggi a pagamento nelle aree comunali - possono accertare solo le violazioni in materia di sosta dei veicoli o se possono accertare tutte le violazioni delle norme sulla circolazione stradale nell'intera zona oggetto della concessione.

La Corte di Cassazione Civile a Sezioni Unite, con sentenza N° 5621/09 del 9 marzo 2009, ha definitivamente risolto l'annosa questione relativa alla competenza degli Ausiliari del Traffico o della Sosta Art. 17 comma 132 Legge 127/1997 dipendenti delle società private concessionarie delle aree di sosta a pagamento, stabilendo il seguente principio di diritto: “le violazioni in materia di sosta che non riguardino le aree contrassegnate con le strisce blu e/o da segnaletica orizzontale e non comportanti pregiudizio alla funzionalità delle aree distinte come sopra precisato, non possono essere legittimamente rilevate da personale dipendente delle società concessionarie di aree adibite a parcheggio a pagamento, seppure commesse nell'area oggetto di concessione (ma solo limitatamente agli spazi distinti con strisce blu)".

La giurisprudenza, inoltre, si è espressa in merito anche per gli altri Ausiliari (dipendenti comunali e dipendenti delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone) con Cassazione civile , sez. II, sentenza 27.10.2009 n° 22676.

Dibattito sulla qualifica di pubblico ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

Gli Ausiliari tipo 1 (comma 132) e tipo 3 (comma 133) sono Pubblici Ufficiali (qualifica già riconosciuta in precedenza dalla Sentenza N° 22862 dell'8 ottobre 1999 emessa dalla XII Sezione del Tribunale di Roma) mentre gli Ausiliari tipo 2 (comma 132) sono Incaricati di pubblico servizio.

L'ausiliario del traffico o della sosta comma 132 tipo 1 e comma 133 tipo 3 è un pubblico ufficiale

Gli Ausiliari del Traffico o della Sosta, nell'esercizio delle loro funzioni, hanno la qualifica giuridica di Pubblici Ufficiali. Subito dopo la promulgazione della Legge 127 del 15 maggio 1997, in giurisprudenza si è molto dibattuto se gli Ausiliari del Traffico o della Sosta fossero da considerare a tutti gli effetti degli Incaricati di Pubblico Servizio, e quindi la loro attività di accertamento e prevenzione si dovesse limitare ad una mera segnalazione alla Polizia Municipale delle infrazioni rilevate al Codice della Strada, o se invece rivestissero la natura di Pubblico ufficiale, e quindi dotati di potere accertatorio autonomo e indipendente dalla Polizia Municipale, con la potestà di redigere Avvisi di Accertamento o Contestazioni Immediate delle Infrazioni al Codice della Strada con la valenza dell'Atto Pubblico e godendo quindi della Fede Privilegiata fino a querela di falso.

A fare chiarezza in merito è intervenuto il governo con un atto legislativo, che con l'articolo 68 della Legge N° 488 del 23 dicembre 1999 (Legge Finanziaria del 2000) ha stabilito che gli Ausiliari nominati ai sensi dell'articolo 17 commi 132 e 133 della Legge 15 maggio 1997 N° 127 hanno il potere di Contestazione Immediata nonché redazione e sottoscrizione del Verbale di Accertamento, avente la validità dell'Atto Pubblico di cui agli articoli 2699 e 2700 del Codice Civile (per cui godono della Fede Privilegiata fino a querela di falso) e gli è stata anche attribuita la competenza a disporre la rimozione dei veicoli nei casi previsti dall'articolo 158 comma 2 lettere b), c) e d) del CdS.

Pur in presenza di tale chiarimento di legge, ci sono stati comunque dei tentativi di non far riconoscere all'Avviso di Accertamento redatto dagli Ausiliari del Traffico o della Sosta la valenza di Prova Legale, per cui ne è stata investita la Corte Costituzionale mettendo in dubbio che potesse rivestire la qualifica di Pubblico Ufficiale colui che non è dipendente della Pubblica Amministrazione.

La Corte Costituzionale, con la sentenza N° 157 del 2001 ha fatto chiarezza anche su questo dubbio, rigettando la questione di legittimità costituzionale, e ha statuito che: "il legislatore ordinario può prevedere che l'autorità amministrativa possa attribuire specifiche funzioni di accertamento o di verifica, oltre che a propri dipendenti, anche a dipendenti di enti o società cui sia stato affidato il servizio pubblico o che siano concessionari di un servizio in senso largo, quando questo accertamento o verifica sia connesso o sia utile per il migliore svolgimento dello stesso servizio".

Quindi, a seguito di tale pronuncia della Corte Costituzionale, si è stabilito che l'Ausiliare del Traffico o della Sosta nominato dal Sindaco è un Pubblico Ufficiale, indipendentemente se è legato alla Pubblica Amministrazione da un rapporto di lavoro pubblico o privato, e i loro atti hanno la stessa validità di quelli redatti dagli altri organi di Polizia Stradale, compresi nell'articolo 12 del Codice della Strada.

Difatti l'articolo 357 del Codice Penale collega la qualifica di Pubblico Ufficiale non al rapporto che lega il soggetto con la Pubblica Amministrazione ma ai caratteri propri dell'attività esercitata dal soggetto agente.

D'altronde è proprio lo spirito della Legge Bassanini Bis, che verte sulle procedure urgenti per lo snellimento sia dell'attività amministrativa che dei procedimenti di decisione e controllo, a volere svincolare l'esercizio di pubblici poteri dal requisito del rapporto di dipendenza da una Pubblica Amministrazione, con lo scopo di raggiungere un'azione amministrativa efficiente.

L'Ausiliare del Traffico o della Sosta, assumendo la qualifica di Pubblico Ufficiale, è soggetto alle disposizioni del Codice Penale che riguardano i Pubblici Ufficiali, che puniscono i particolari reati che possono commettere nell'esercizio delle loro funzioni, come l'Abuso d'Ufficio, l'Omissione di Atti di ufficio, la Concussione, la Corruzione, la Falsità Materiale e Ideologica e l'Interesse Privato in Atti Pubblici.

Nello stesso tempo, gode di tutte quelle garanzie che la Legge penale pone a tutela dell'imparzialità del suo operato. Sono applicabili le sanzioni in caso di violenza e/o resistenza a pubblico ufficiale/incaricato di pubblico servizio.

L'ausiliario del traffico o della sosta comma 132 tipo 2 non è un pubblico ufficiale ma incaricato di pubblico servizio

Lo dice la stessa corte di cassazione secondo cui l'ausiliario del traffico o della sosta, riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio all'atto dell'accertamento e contestazione delle violazioni attinenti al divieto dì sosta nelle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi (Sez. 6, n. 7496 del 20/02/2009; Sez. 6, n. 28521 del 16/04/2014; Penale Sent. Sez. 5, n. 6880 del 22/02/2016; Penale Ord. Sez. 7 Num. 38968 del 20/09/2016). Si ricorda che in base alla Legge ai fini dell'operatività dell'aggravante, l'incaricato di pubblico servizio risulta equiparato al pubblico ufficiale (Penale Sent. Sez. 6 Num. 27933 del 09/05/2014; Penale Sent. Sez. IV, n. 34318 del 06/08/2015).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.treccani.it/vocabolario/vigilino_(Neologismi)/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Protospataro Giandomenico, Ausiliario della sosta, Egaf Editore, Edizione: 15° - Febbraio 2015, pp. 432
  • D. Lgs. N° 285 del 30 aprile 1992 (Codice della Strada)
  • Sentenza del Tribunale di Roma, XII Sezione, n° 22862 dell'8 ottobre 1999 (l'Ausiliare è un Pubblico Ufficiale)
  • Sentenza di Cassazione, n° 7336 del 7 aprile 2005 (Ausiliari: niente multe ai motorini sui marciapiedi)
  • Sentenza di Cassazione Civile, II Sezione, n° 9287 del 20 aprile 2006
  • Sentenza di Cassazione Civile, I Sezione, n° 4173 del 22 febbraio 2007
  • Sentenza di Cassazione Civile, II Sezione, n° 20558 del 28 settembre 2007 (gli Ausiliari possono multare per Divieto di Sosta anche fuori dalle Strisce Blu)
  • Sentenza di Cassazione Civile, II Sezione, n° 20291 del 23 luglio 2008 (gli Ausiliari possono multare i cittadini non solo se non pagano il parcheggio a pagamento, ma anche se la macchina, parcheggiata male fuori le Strisce Blu, è d'intralcio all'ingresso degli altri veicoli)
  • Sentenza di Cassazione, Sez. 6, n° 7496 del 20 febbraio 2009
  • Sentenza di Cassazione, Sezioni Unite, n° 5621 del 9 marzo 2009 (gli Ausiliari possono contestare il divieto di sosta solo quando lo stesso comporta pregiudizio alla funzionalità delle aree a pagamento)
  • Sentenza di Cassazione, n° 21271 del 5 ottobre 2009 (esporre il Contrassegno Invalidi non esonera dal pagamento del Ticket quando si sosta in un'area a pagamento)
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. II, n° 22676 del 27 ottobre 2009
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. II, n° 10399 del 29 aprile 2010
  • Ordinanza di Cassazione Civile, Sez 6, n°1067 del 25 gennaio 2012
  • Sentenza di Cassazione Penale, Sez. 5, n° 43363 del 12 aprile 2013
  • Sentenza di Cassazione Penale, n° 26222 del 14 giugno 2013
  • Ordinanza di Cassazione Penale, Sez. 7, n° 50491 del 24 ottobre 2013
  • Sentenza di Cassazione, Sez. 6, n° 28521 del 16 aprile 2014
  • Sentenza di Cassazione Penale, Sez. 6, n° 27933 del 9 maggio 2014
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. 6, n° 21268 dell'8 ottobre 2014
  • Sentenza di Cassazione Penale, sez. IV, n° 34318 del 6 agosto 2015 (minaccia all'Ausiliario se non avesse provveduto ad annullare il preavviso, minaccia per costringere a commettere un reato, con aggravante nei confronti di un Pubblico Ufficiale/Incaricato di Pubblico Servizio)
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. 6, n° 18982 del 24 settembre 2015
  • Sentenza di Cassazione Penale, Sez. 5, n° 6880 del 22 febbraio 2016
  • Ordinanza di Cassazione Penale, Sez. 7, n° 38968 del 20 settembre 2016
  • Ordinanza di Cassazione Penale, Sez. 7, n°41553 del 04 ottobre 2016
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. 6, n° 21393 del 24 ottobre 2016

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