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Ausiliario del traffico

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L'ausiliario del traffico o della sosta, chiamato comunemente anche vigilino[1], in Italia è una figura professionale istituita dall'articolo 17 commi 132 e 133 della legge n.127 del 15 maggio 1997 (detta Bassanini bis).

Questi va ad integrare i soggetti a cui sono demandati i servizi di polizia stradale compresi nell'articolo 12 comma 1 lettera e) del codice della strada italiano.

Disciplina normativa

L'art. 17, nei commi 132 e 133, della legge n. 127 del 15 maggio 1997 attribuisce loro funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta, e di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico.

Esistono tre tipi di ausiliari del traffico[2][3]:

comma 132

Tipo 1

Sono gli ausiliari del traffico dipendenti comunali, diversi dagli agenti della polizia municipale e da quelli muniti dell'abilitazione di cui all'art. 12, comma 3 del codice della strada, che hanno funzioni di accertamento delle violazioni relative alla sosta in tutte le strade del territorio comunale:

- in cui queste manovre sono vietate da apposita segnaletica ovvero dalle norme del codice della strada;

- in cui esistono parcheggi o aree di sosta a pagamento;

Tipo 2

Sono gli ausiliari del traffico dipendenti di Enti o di imprese, quali, ad esempio, aziende speciali, altri enti di gestione comunque denominati ovvero società private, alle quali è stata affidata la gestione di parcheggi ovvero di aree di sosta a pagamento, che, diversamente dai precedenti sovraesposti, - (i quali in materia di sosta hanno gli stessi poteri concessi agli altri soggetti indicati dall'art. 12 del codice della strada) - hanno funzioni di accertamento delle violazioni relative alla sosta solo sui parcheggi o sulle strade del territorio comunale in cui esistono aree di sosta a pagamento concesse all'azienda o all'impresa da cui dipendono. A questi soggetti è da riconoscersi un ambito circoscritto di competenza riconducibile essenzialmente all'accertamento delle violazioni di cui all'art. 7, comma 15 e all'art. 157, commi 5, 6 e 8 del codice della strada, commesse in aree comunali, urbane o extraurbane, che con apposita delibera della giunta comunale sono state specificamente destinate al parcheggio o alla sosta sulla carreggiata e per la cui fruizione è imposto il pagamento di una somma di denaro. La loro competenza si estende anche a quelle aree poste al servizio di quelle a pagamento (su strade, piazze, ecc.), immediatamente limitrofe ad esse e che costituiscono lo spazio minimo indispensabile e necessario per compiere le manovre che ne consentano in concreto l'utilizzo da parte degli utenti della strada: solo in tali zone deve intendersi estesa la facoltà di accertamento di tutte le violazioni relative alla fermata o alla sosta vietata da apposita segnaletica o dalle norme del codice della strada;

comma 133

Tipo 3

Sono gli ausiliari del traffico personale ispettivo dipendente delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone, comprese le aziende speciali comunque denominate, ovvero gli enti di gestione previsti dalla legge n. 142/1990, che, oltre ad avere le competenze stabilite dal comma 132 tipo 1, e dal comma 132 tipo 2, possono anche verbalizzare le infrazioni commesse in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico.

Ulteriori sviluppi

Successivamente, a distanza di pochi mesi, interviene il ministero dell'interno, con la circolare n. 300 del 25 settembre 1997[4] che non solo precisa meglio i limiti e le funzioni degli ausiliari del traffico nati a seguito dei commi 132 e 133 dell'art. 17 legge n. 127/1997, ma riconosce agli ausiliari comma 132 dipendenti privati o comunque di società miste e/o municipalizzate la competenza a rilevare e sanzionare le infrazioni in materia di sosta, non solo entro l'area data in concessione ma anche nelle zone immediatamente limitrofe o di pertinenza dell'area di sosta a pagamento[4].

Infine interviene l'articolo 68 della legge n. 488 del 23 dicembre 1999 (legge finanziaria del 2000) che conferma i poteri di contestazione immediata nonché di redazione e sottoscrizione del verbale di contestazione con l'efficacia di cui agli articoli 2699 e 2700 del codice civile con fede privilegiata fino a querela di falso, e la competenza a disporre la rimozione dei veicoli, nei casi previsti, rispettivamente, dalle lettere b), c) e dalla lettera d) del comma 2 dell'articolo 158 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

Requisiti

Il personale che intende partecipare a concorsi per assumere tale qualifica deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  1. possesso della patente di guida categoria "B" o superiore;
  2. titolo di studio dell'obbligo;
  3. assenza di condanne penali e carichi pendenti per reati non colposi.

Successivamente il comando della polizia municipale organizza un corso di qualificazione per ausiliario del traffico o della sosta, di durata non inferiore a 20 ore[senza fonte], avente lo scopo di far conoscere:

  1. le norme che disciplinano la sosta;
  2. prevenzione e accertamento delle violazioni che riguardano la sosta;
  3. informazioni sul procedimento sanzionatorio;
  4. esercitazioni all'uso dei moduli prestampati da utilizzare durante il lavoro.

Solo dopo aver frequentato tale corso, sono ammessi ad un esame di idoneità, a cui fa seguito il decreto di nomina singola personale del sindaco ad "addetto al servizio di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta".

Poteri

L'avviso di accertamento

L'avviso di accertamento d'infrazione (noto comunemente come multa) è un atto amministrativo di natura particolare. La sentenza della corte di cassazione n. 5447/2007 ha ribadito il concetto, confermando che nessuna legge impone il rilascio del preavviso la cui mancanza non ostacola in alcun modo il diritto di difesa. È in genere un foglietto colorato che l'agente accertatore rilascia sul parabrezza del veicolo quando l'infrazione è rilevata in assenza del conducente.

Non costituisce un sommario processo verbale in quanto non ne possiede alcuni requisiti essenziali come l'identificazione dell'agente accertatore (che si limita a firmare indicando una matricola ed una sigla) e soprattutto mancano le generalità del conducente. Non è possibile quindi impugnarlo perché rappresenta solo un avviso di avvio di procedimento, ossia informa il trasgressore che su quella data autovettura è stato iniziato un procedimento sanzionatorio-amministrativo per aver infranto un determinato articolo del codice della strada, per cui l'utente, venutone a conoscenza, ha 2 possibilità di scelta:

  1. riconosce il proprio errore e paga la sanzione amministrativa indicata sullo stesso in via breve e senza le maggiorazioni dovute per le spese di notifica usando il bollettino allegato, e in tal caso il procedimento amministrativo si arresta in modo definitivo;
  2. aspettare che l'atto sia notificato sotto forma di verbale di contestazione per infrazione al codice della strada, per poterlo impugnare innanzi al prefetto o al giudice di pace ai sensi degli artt. 22 e seguenti della legge n. 689 del 24 novembre 1981.

Annullamento dei preavvisi di accertamento

L'eventuale annullabilità degli avvisi di accertamento è un problema estremamente delicato. La corte di cassazione, VI sezione civile, con ordinanza n.1067 del 25 gennaio 2012 ha ritenuto che è irrilevante la “discrasia” tra quanto riportato nel preavviso e quanto più dettagliatamente indicato nel verbale.

La pubblica amministrazione si avvale dell'uso degli avvisi di accertamento d'infrazione allo scopo di snellire le procedure e valutare se giungere o meno alla redazione di un vero verbale che, una volta compilato e firmato, fuoriesce dalla disponibilità dell'organo accertatore e vi rientra solamente in fase esecutiva, ossia quando, scaduti i termini per proporre ricorso e in assenza di pagamento, va iscritto a ruolo e diventa titolo esecutivo di pagamento.

La legge non prevede procedure specifiche da adottare in caso di avvisi di accertamento manifestamente sbagliati: non si può richiamare la competenza del prefetto (che si ha invece nei riguardi del verbale), e la pubblica amministrazione non può fare finta di nulla e dare comunque seguito ad un atto viziato.

Quindi è necessario usare procedure amministrative idonee per scoraggiare eventuali abusi ed omissioni, perché l'avviso di accertamento è comunque un atto pubblico[5] e la sua soppressione arbitraria è penalmente perseguibile[6], oltre che esporre la pubblica amministrazione alla contestazione del danno erariale da parte della corte dei conti. Pertanto il comando dell'organo accertatore può rinunciare alla compilazione del processo verbale che segue all'avviso di accertamento solamente nei seguenti casi[7]:

  1. Evidente errore che ne causano la nullità rilevabile d'ufficio in fase di autotutela della pubblica amministrazione:
  2. Errori nel fatto storico (ad esempio lo scambio degli autoveicoli);
  3. Fatti sopravvenuti tra la compilazione dell'avviso di accertamento e la redazione del verbale (ad esempio contestazione della sosta in ZTL senza esporre debita autorizzazione poi prontamente portata in visione all'organo accertatore).[senza fonte]

In questi casi il comando dell'organo accertatore procede non all'archiviazione ma all'annullamento in via di autotutela degli avvisi di accertamento, bloccando il procedimento sanzionatorio. Su ogni avviso di accertamento annullato va indicata la motivazione[8], inoltre la determinazione di annullamento deve essere sottoscritta dal dirigente alle cui dipendenze è posto l'organo accertatore, vi devono essere posti data e timbro dell'ufficio e va conservato agli atti con lo stesso avviso di accertamento.

La legge riconosce al prefetto su tutta questa materia il potere di vigilanza e coordinamento, può dettare indirizzi sul modo di operare e vigilare sulla corretta applicazione delle procedure che, se correttamente applicate, raggiungono lo scopo di sfoltire le infrazioni manifestamente infondate o inesistenti, evitando così perdite di tempo al cittadino, spreco di risorse pubbliche e condanne certe della pubblica amministrazione in caso di ricorso al giudice di pace con l'obbligo al pagamento delle spese processuali.[senza fonte]

Verbale di contestazione

Il verbale di contestazione per infrazione al codice della strada, previsto dall'art. 200 dello stesso codice, compilato e notificato a seguito di un'infrazione alle norme del codice della strada rilevata dagli ausiliari (così come da qualunque altro organo incluso nell'Art. 12 del CdS), è un atto pubblico e gode di fede privilegiata fino a querela di falso[5].

  1. contenere eventuali dichiarazioni del trasgressore cui chiede l'inserimento;
  2. contenere la sommaria descrizione del fatto accertato;
  3. contenere gli elementi essenziali per l'identificazione del trasgressore;
  4. contenere la targa del veicolo con cui è stata commessa la violazione;
  5. essere consegnata una copia al trasgressore (l'originale resta all'agente accertatore);
  6. essere depositata un'altra copia al comando da cui dipende l'agente accertatore;
  7. rispettare le prescrizioni previste dagli artt. 383 e 385 del regolamento di attuazione del codice della strada;
  8. essere conforme al modello VI.1 allegato al regolamento di cui sopra;
  9. contenere l'indicazione dell'organo che ha emesso il verbale;
  10. contenere l'indicazione dell'agente accertatore (anche solo attraverso il numero di matricola);
  11. contenere il numero progressivo del verbale.

Gli elementi principali che devono essere presenti all'interno di un verbale, ai sensi dell'art. 383 del regolamento di attuazione del codice della strada, sono:

  • Giorno, ora, località ove è commessa l'infrazione;
  • Generalità e residenza del trasgressore;
  • Pagamento in misura ridotta se consentito;
  • L'ammontare della somma da pagare;
  • I termini del pagamento, l'ufficio o comando presso il quale questo può essere effettuato ed il numero di conto corrente postale o bancario che può eventualmente essere usato a tale scopo;
  • Indicazione dell'autorità a cui proporre ricorso;

ove del caso:

  • L'indicazione del proprietario del veicolo, o del soggetto solidale;
  • Estremi della patente di guida;
  • Tipo di veicolo e targa;
  • Sommaria esposizione dei fatti e citazione della norma infranta;
  • Eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l'inserimento.

Esso, ai sensi degli articoli 203 e 204 bis del codice della strada, può essere impugnato con ricorso entro il termine di 60 giorni dalla notifica presso il prefetto della provincia del territorio nel quale è stata accertata l'infrazione, o in via alternativa si può presentare ricorso entro 30 giorni al giudice di pace del luogo dove è stata accertata l'infrazione.

È bene notare che in caso di soccombenza di un ricorso presentato presso il prefetto competente per provincia, viene emesso una ordinanza-ingiunzione di pagamento per una somma determinata nel limite non inferiore al doppio del minimo edittale pari alla metà del massimo edittale per ogni singola infrazione maggiorato delle spese,[9] mentre in caso di soccombenza di un ricorso presso il giudice di pace di competenza, si ha la condanna al pagamento della sanzione impugnata nella misura decisa dal giudice maggiorata delle spese.

Obblighi del trasgressore verso l'ausiliario

Gli accertatori ai fini di poter compilare il verbale con tutti gli elementi necessari alla sua validità in caso di contestazione immediata - quando è presente il trasgressore[10] -possono chiedere l'esibizione dei documenti relativi al veicolo ed al conducente che ha commesso la violazione.

Nel caso in cui il trasgressore rifiuti di esibire i suindicati documenti, l'accertamento dell'infrazione seguirà il suo corso ordinario (il preavviso sarà consegnato agli uffici della P.M. e darà origine al verbale di contestazione); in questi casi non si può applicare l'art. 192 del codice della strada (Obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti) in quanto gli ausiliari sono inquadrati come svolgenti funzioni ausiliarie agli organi di polizia.[senza fonte]

Inoltre, sempre nel caso in cui il trasgressore rifiuti di esibire i documenti del veicolo e del conducente, gli ausiliari, in qualità di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, ai fini di identificare il conducente del veicolo, possono chiedere le generalità: in caso di false dichiarazioni si può essere perseguiti ai sensi dell'art. 496 del codice penale.

Il dibattito della giurisprudenza sulle sanzioni irrogabili

I poteri degli ausiliari del traffico sono stati molto discussi fin dai primi anni di istituzione di questa nuova figura professionale, dando origine a molti ricorsi giudiziari innanzi ai vari Giudice di Pace d'Italia contro gli atti da essi compilati nell'esercizio delle loro funzioni.

La giurisprudenza non è stata sempre chiara e univoca nel tempo, e ha interpellato più volte la corte di cassazione per fare chiarezza sulle loro attribuzioni in caso di infrazioni che esulino dal semplice "Ticket scaduto" o "Mancato pagamento della sosta", passando attraverso la sentenza della cassazione N° 7336 del 7 aprile 2005[11] fino alla sentenza della II sezione civile di cassazione N° 20558 del 28 settembre 2007[12], che riconosce agli ausiliari del traffico - dipendenti delle società private concessionarie delle aree di sosta a pagamento, il potere di multare le auto in divieto di sosta anche fuori dalle strisce blu.

Allo scopo di fare definitivamente chiarezza sull'argomento e raggiungere un orientamento unico della corte di cassazione sulle competenze degli ausiliari del traffico dipendenti delle società private concessionarie delle aree di sosta a pagamento, dare certezza del diritto sia agli operatori che agli utenti della strada ed evitare nel tempo pronunce della cassazione discordanti, la II sezione della cassazione con l'ordinanza N° 166 dell'8 gennaio 2008 ha investito del problema il primo presidente affinché valutasse l'opportunità di una pronuncia a sezioni unite che facesse chiarezza e stabilisse se gli ausiliari dipendenti delle società private concessionarie della gestione dei parcheggi a pagamento nelle aree comunali possano accertare solo le violazioni in materia di sosta dei veicoli o se possono accertare tutte le violazioni delle norme sulla circolazione stradale nell'intera zona oggetto della concessione.

La corte di cassazione civile a sezioni unite, con sentenza N° 5621/09 del 9 marzo 2009, ha definitivamente risolto l'annosa questione relativa alla competenza stabilendo il seguente principio di diritto:

« le violazioni in materia di sosta che non riguardino le aree contrassegnate con le strisce blu e/o da segnaletica orizzontale e non comportanti pregiudizio alla funzionalità delle aree distinte come sopra precisato, non possono essere legittimamente rilevate da personale dipendente delle società concessionarie di aree adibite a parcheggio a pagamento, seppure commesse nell'area oggetto di concessione (ma solo limitatamente agli spazi distinti con strisce blu) »

La giurisprudenza, inoltre, si è espressa in merito anche per gli altri ausiliari (dipendenti comunali e dipendenti delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone) con la sentenza di cassazione, II sez. civile, n° 22676 del 27.10.2009 che afferma:

« [...] il legislatore ha inteso conferire agli ausiliari del traffico [...] il potere di prevenire ed accertare infrazioni al codice della strada in alcune ipotesi tassative.

Una prima ipotesi è costituita dalle infrazioni concernenti la sosta di autoveicoli nelle aree soggette a concessione di parcheggio, in ordine alla quale le funzioni di prevenzione ed accertamento possono essere svolte agli stessi dipendenti della società concessionaria.

Una seconda, concernente la sosta nell'ambito del territorio del Comune, nella quale le funzioni di prevenzione ed accertamento delle relative infrazioni sono attribuite ai dipendenti comunali. »

Dibattito sulla qualifica di pubblico ufficiale

Gli ausiliari tipo 1 (comma 132) e tipo 3 (comma 133) sono pubblici ufficiali[senza fonte] mentre gli ausiliari tipo 2 (comma 132) sono incaricati di pubblico servizio[13].

L'ausiliario del traffico tipo 1 e 3 è un pubblico ufficiale

Gli ausiliari del traffico, nell'esercizio delle loro funzioni, hanno la qualifica giuridica di pubblici ufficiali[senza fonte]. Subito dopo la promulgazione della legge 127 del 15 maggio 1997, in giurisprudenza si è molto dibattuto se gli ausiliari fossero da considerare a tutti gli effetti degli incaricati di pubblico servizio, e quindi la loro attività di accertamento e prevenzione si dovesse limitare ad una mera segnalazione alla polizia municipale delle infrazioni rilevate al codice della strada, o se invece rivestissero la natura di pubblico ufficiale, e quindi dotati di potere accertatorio autonomo e indipendente dalla polizia municipale, con la potestà di redigere avvisi di accertamento o contestazioni immediate delle infrazioni al codice della strada con la valenza dell'atto pubblico e godendo quindi della fede privilegiata fino a querela di falso.

L'ausiliario del traffico tipo 2 è un incaricato di pubblico servizio

La corte di cassazione con varie sentenze ha stabilito che l'ausiliario dipendente di aziende private concessionarie di aree di parcheggio a pagamento riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio all'atto dell'accertamento e contestazione delle violazioni attinenti al divieto dì sosta nelle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi[14][13]. Si ricorda che in base alla legge ai fini dell'operatività dell'aggravante, l'incaricato di pubblico servizio risulta equiparato al pubblico ufficiale[15].

L'ausiliario del traffico o della sosta, sia come pubblico ufficiale che come incaricato di pubblico servizio, è soggetto alle disposizioni del codice penale che riguardano i pubblici ufficiali, che puniscono i particolari reati che possono commettere nell'esercizio delle loro funzioni, come l'abuso d'ufficio, l'omissione di atti di ufficio, la concussione, la corruzione, la falsità materiale e ideologica e l'interesse privato in atti pubblici. Nello stesso tempo, gode di tutte quelle garanzie che la legge penale pone a tutela dell'imparzialità del suo operato. Sono applicabili le sanzioni in caso di violenza e/o resistenza a pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.

Legittimità costituzionale

A fare chiarezza in merito ai poteri di tale figura è intervenuta la legge n. 488 del 23 dicembre 1999 (finanziaria del 2000), articolo 68 che ha stabilito che gli ausiliari nominati ai sensi della legge Bressanini-bis hanno il potere di contestazione immediata nonché redazione e sottoscrizione del verbale di accertamento, avente la validità dell'atto pubblico di cui agli articoli 2699 e 2700 del codice civile (per cui godono della fede privilegiata fino a querela di falso) e gli è stata anche attribuita la competenza a disporre la rimozione dei veicoli nei casi previsti dall'articolo 158 comma 2 lettere b), c) e d) del del codice della strada.

Pur in presenza del chiarimento di legge tramite l'art. 68 della legge finanziaria del 2000, ci sono stati comunque dei tentativi di non far riconoscere agli atti redatti dagli ausiliari la valenza di prova legale, per cui ne è stata investita la corte costituzionale mettendo in dubbio la legittimità costituzionale della figura dell'ausiliario.

La corte costituzionale, con la sentenza N° 157 del 2001 ha fatto chiarezza anche su questo dubbio, rigettando la questione di legittimità costituzionale, e ha statuito che:

« il legislatore ordinario può prevedere che l'autorità amministrativa possa attribuire specifiche funzioni di accertamento o di verifica, oltre che a propri dipendenti, anche a dipendenti di enti o società cui sia stato affidato il servizio pubblico o che siano concessionari di un servizio in senso largo, quando questo accertamento o verifica sia connesso o sia utile per il migliore svolgimento dello stesso servizio »

D'altronde è proprio lo spirito della legge Bassanini-Bis, che verte sulle procedure urgenti per lo snellimento sia dell'attività amministrativa che dei procedimenti di decisione e controllo, a volere svincolare l'esercizio di pubblici poteri dal requisito del rapporto di dipendenza da una pubblica amministrazione, con lo scopo di raggiungere un'azione amministrativa efficiente.

Note

  1. ^ vigilino in Vocabolario - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  2. ^ Circolare del ministero dell'interno, 25 maggio 1999. prot. N° 300/A/42457/110/26/2, dall'oggetto "Ausiliari del traffico – Funzioni conferite ai sensi dell’art.17 commi 132 e 133 della Legge 15.5.1997 n.127"
  3. ^ Corte di cassazione, sez. II civile, sentenze n. 22676 del 2009 e n. 10399 del 2010; Corte di cassazione, sez. VI civile, sentenze n. 21268 del 2014 e n. 18982 del 2015
  4. ^ a b Circolare del ministero dell'interno, 25 settembre 1997, prot. N° 300/A/26467/110/26, dall'oggetto: "Articolo 17, commi 132 e 133 della legge 15.05.1997, n° 127 - Personale addetto all'accertamento delle violazioni in materia di sosta e di circolazione e sosta sulle corsie riservate".
    « A questi soggetti è da riconoscersi un ambito circoscritto di competenza riconducibile essenzialmente all'accertamento delle violazioni di cui all'art. 7, comma 15 e all'art. 157 commi 5, 6 e 8 del Codice della Strada, commesse in aree comunali [...] che [...] sono state specificatamente destinate al parcheggio o alla sosta sulla carreggiata e per la cui fruizione è imposto il pagamento di una somma di denaro. La loro competenza si estende a quelle aree poste al servizio di quelle a pagamento [...] immediatamente limitrofe ad esse che costituiscono lo spazio minimo indispensabile e necessario per compiere le manovre che ne consentano l'utilizzo in concreto [...]: solo in tali zone [...] deve intendersi estesa la facoltà di accertamento di tutte le violazioni relative alla fermata e alla sosta vietata [...] »
  5. ^ a b Ai sensi degli Artt. 2699 e 2700 del codice civile.
  6. ^ Ai sensi degli Artt. 323 e 328 del codice penale
  7. ^ Circolari del ministero dell'interno prot. n. M/2413-11 del 26 ottobre 1999 e prot. n. M/2413-11 del 24 febbraio 2000;
  8. ^ Ai sensi della legge n. 241 del 1990, art. 2 comma 1 e art. 3 comma 1.
  9. ^ Codice della strada, art. 195, comma 2.
  10. ^ Ai sensi dell'art. 200 del codice della strada.
  11. ^ Tale sentenza riconosce il potere dell'ausiliario dipendente della società concessionaria del parcheggio a pagamento, previsto dall'art. 17 comma 132 della Legge 127/1997, di contestare il divieto di sosta sulla carreggiata ma non sul marciapiede a meno che quest'ultimo non sia adibito a parcheggio o permette l'accesso attraverso il suo uso da un'area parcheggio ad un'altra.
  12. ^ Tale sentenza afferma che:
    « il potere dell'ausiliario dipendente della società concessionaria del parcheggio a pagamento [...] non è limitato a rilevare le infrazioni strettamente collegate al parcheggio stesso [...] ma è esteso anche alla prevenzione ed al rilievo di tutte le infrazioni ricollegabili alla sosta nella zona oggetto della concessione [...]; pertanto ogni infrazione alle norme sulla sosta in tali zone può essere rilevata dagli ausiliari dipendenti della società concessionaria, essendo quest'ultima direttamente interessata, nell'ambito territoriale suddetto, al rispetto dei limiti e dei divieti per il solo fatto che qualsiasi violazione incide sul suo diritto alla riscossione della tariffa medesima. »
  13. ^ a b Cassazione, V sez. penale, sentenza n. 6880 del 22 febbraio 2016 (PDF), su avv. A. Gallo (a cura di), L’oltraggio al pubblico ufficiale non vale per l’ausiliario del traffico, 12 luglio 2016. URL consultato il 17 gennaio 2017.
    «Questa Corte [...] ha avuto modo di chiarire come il suddetto ausiliario, [...] nelle aree oggetto di concessione [...] riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio (Sez. 6, n. 28521 del 16 aprile 2014, Zennaro, Rv. 262608; Sez. 6, n. 7496 del 14 gennaio 2009, De Certo, Rv. 242914).».
  14. ^ Cassazione, Sez. 6, n. 7496 del 20/02/2009; Sez. 6, n. 28521 del 16/04/2014; Penale Sent. Sez. 5, n. 6880 del 22/02/2016; Penale Ord. Sez. 7 Num. 38968 del 20/09/2016.
  15. ^ Cassazione, Penale Sent. Sez. 6 Num. 27933 del 09/05/2014; Penale Sent. Sez. IV, n. 34318 del 06/08/2015.

Bibliografia

  • Protospataro Giandomenico, Ausiliario della sosta, Egaf Editore, Edizione: 15° - Febbraio 2015, pp. 432
  • D. Lgs. N° 285 del 30 aprile 1992 (Codice della Strada)
  • Sentenza del Tribunale di Roma, XII Sezione, n° 22862 dell'8 ottobre 1999 (l'Ausiliare è un Pubblico Ufficiale)
  • Sentenza di Cassazione, n° 7336 del 7 aprile 2005 (Ausiliari: niente multe ai motorini sui marciapiedi)
  • Sentenza di Cassazione Civile, II Sezione, n° 9287 del 20 aprile 2006
  • Sentenza di Cassazione Civile, I Sezione, n° 4173 del 22 febbraio 2007
  • Sentenza di Cassazione Civile, II Sezione, n° 20558 del 28 settembre 2007 (gli Ausiliari possono multare per Divieto di Sosta anche fuori dalle Strisce Blu)
  • Sentenza di Cassazione Civile, II Sezione, n° 20291 del 23 luglio 2008 (gli Ausiliari possono multare i cittadini non solo se non pagano il parcheggio a pagamento, ma anche se la macchina, parcheggiata male fuori le Strisce Blu, è d'intralcio all'ingresso degli altri veicoli)
  • Sentenza di Cassazione, Sez. 6, n° 7496 del 20 febbraio 2009
  • Sentenza di Cassazione, Sezioni Unite, n° 5621 del 9 marzo 2009 (gli Ausiliari possono contestare il divieto di sosta solo quando lo stesso comporta pregiudizio alla funzionalità delle aree a pagamento)
  • Sentenza di Cassazione, n° 21271 del 5 ottobre 2009 (esporre il Contrassegno Invalidi non esonera dal pagamento del Ticket quando si sosta in un'area a pagamento)
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. II, n° 22676 del 27 ottobre 2009
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. II, n° 10399 del 29 aprile 2010
  • Ordinanza di Cassazione Civile, Sez 6, n°1067 del 25 gennaio 2012
  • Sentenza di Cassazione Penale, Sez. 5, n° 43363 del 12 aprile 2013
  • Sentenza di Cassazione Penale, n° 26222 del 14 giugno 2013
  • Ordinanza di Cassazione Penale, Sez. 7, n° 50491 del 24 ottobre 2013
  • Sentenza di Cassazione, Sez. 6, n° 28521 del 16 aprile 2014
  • Sentenza di Cassazione Penale, Sez. 6, n° 27933 del 9 maggio 2014
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. 6, n° 21268 dell'8 ottobre 2014
  • Sentenza di Cassazione Penale, sez. IV, n° 34318 del 6 agosto 2015 (minaccia all'Ausiliario se non avesse provveduto ad annullare il preavviso, minaccia per costringere a commettere un reato, con aggravante nei confronti di un Pubblico Ufficiale/Incaricato di Pubblico Servizio)
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. 6, n° 18982 del 24 settembre 2015
  • Sentenza di Cassazione Penale, Sez. 5, n° 6880 del 22 febbraio 2016
  • Ordinanza di Cassazione Penale, Sez. 7, n° 38968 del 20 settembre 2016
  • Ordinanza di Cassazione Penale, Sez. 7, n°41553 del 4 ottobre 2016
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. 6, n° 21393 del 24 ottobre 2016
  • Legge n. 127 del 15 maggio 1997 (Bressanini-bis), art. 7, comm. 132 e 133
  • Legge n. 488 del 23 dicembre 1999 (finanziaria del 2000), art. 68

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