Ausiliario del traffico

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Un ausiliario del traffico al lavoro che discute con una donna dopo averle comminato una sanzione.

L'ausiliario del traffico (anche ausiliario della sosta o anche vigilino[1]), in Italia è una figura professionale istituita dall'articolo 17 commi 132 e 133 della legge 15 maggio 1997, n. 127.

E' deputato alla prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta secondo quanto previsto dalla Legge Bassanini Bis.

Disciplina normativa[modifica | modifica wikitesto]

La legge del 1997 è molto sintetica circa le loro attribuzioni; successivamente la circolare del ministero dell'Interno n. 300 del 25 settembre dello stesso anno precisò meglio i limiti e le funzioni di tali figure, riconoscendo loro, tra le altre, anche il potere di rilevare e sanzionare le infrazioni in materia di sosta, non solo entro l'area data in concessione ma anche nelle zone immediatamente limitrofe o di pertinenza dell'area di sosta a pagamento.[2]

Infine l'articolo 68 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 (legge finanziaria per l'anno 2000) affermò il potere degli ausiliari di contestazione immediata nonché di redazione e sottoscrizione del verbale di contestazione con l'efficacia di cui agli articoli 2699 e 2700 del codice civile con fede fino a querela di falso, e la competenza a disporre la rimozione dei veicoli, nei casi previsti, rispettivamente, dalle lettere b), c) e dalla lettera d) del comma 2 dell'articolo 158 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

Ex comma 132 art. 17 legge 127/1997[modifica | modifica wikitesto]

  • Dipendenti comunali, diversi dagli agenti della polizia municipale e da quelli muniti dell'abilitazione di cui all'art. 12, comma 3 del codice della strada, hanno funzioni di accertamento delle violazioni relative alla sosta in tutte le strade del territorio comunale:
  1. in cui queste manovre sono vietate da apposita segnaletica ovvero dalle norme del codice della strada;
  2. in cui esistono parcheggi o aree di sosta a pagamento.
  • Dipendenti di enti o di imprese, quali, ad esempio, aziende speciali, altri enti di gestione comunque denominati ovvero società private, alle quali è stata affidata la gestione di parcheggi ovvero di aree di sosta a pagamento, diversamente dai precedenti, hanno funzioni di accertamento delle violazioni relative alla sosta solo sui parcheggi o sulle strade del territorio comunale in cui esistono aree di sosta a pagamento concesse all'azienda o all'impresa da cui dipendono. A questi soggetti è da riconoscersi un ambito circoscritto di competenza riconducibile essenzialmente all'accertamento delle violazioni di cui all'art. 7, comma 15 e all'art. 157, commi 5, 6 e 8 del codice della strada, commesse in aree comunali, urbane o extraurbane, che con apposita delibera della giunta comunale sono state specificamente destinate al parcheggio o alla sosta sulla carreggiata e per la cui fruizione è imposto il pagamento di una somma di denaro. La loro competenza si estende anche a quelle aree poste al servizio di quelle a pagamento immediatamente limitrofe ad esse e che costituiscono lo spazio minimo indispensabile e necessario per compiere le manovre che ne consentano in concreto l'utilizzo da parte degli utenti della strada: solo in tali zone deve intendersi estesa la facoltà di accertamento di tutte le violazioni relative alla fermata o alla sosta vietata da apposita segnaletica o dalle norme del codice della strada.[3]

Tuttavia non possono contestare altre infrazioni relative al codice della strada, ed il loro ambito d'azione è circoscritto al territorio presso il quale operino, possono provvedere alla rimozione dei veicoli in divieto solo previa autorizzazione concessa dal sindaco.

Ex comma 133 art. 17 legge 127/1997[modifica | modifica wikitesto]

Personale ispettivo dipendente delle aziende esercenti servizio di trasporto pubblico di persone, comprese le aziende speciali comunque denominate, ovvero appartenente ad enti di gestione previsti dalla legge 8 giugno 1990, n. 142 che, oltre ad avere le competenze stabilite dal comma 132 può anche verbalizzare le infrazioni commesse in materia di circolazione e sosta sulle corsie riservate al trasporto pubblico.[4][5]

Requisiti[modifica | modifica wikitesto]

Generalmente viene richiesto:

  1. possesso di patente di guida di categoria "B" o superiore;
  2. aver conseguito il diploma di licenza media ovvero di scuola secondaria di primo grado;
  3. assenza di condanne penali e carichi pendenti per reati non colposi;
  4. è necessario frequentare un corso di formazione presso la polizia municipale, avente ad oggetto:
  1. le norme che disciplinano la sosta;
  2. prevenzione e accertamento delle violazioni che riguardano la sosta;
  3. informazioni sul procedimento sanzionatorio;
  4. esercitazioni all'uso dei moduli prestampati da utilizzare durante il lavoro.

Solo dopo aver frequentato tale corso, bisognerà superare un esame di idoneità, e successivamente si verrà nominati con apposito decreto emanato dal sindaco.

Poteri[modifica | modifica wikitesto]

L'avviso di accertamento[modifica | modifica wikitesto]

L'avviso di accertamento d'infrazione è un atto amministrativo di natura particolare, consistente dal punto di vista materiale in un foglietto colorato che l'agente accertatore rilascia sul parabrezza del veicolo quando l'infrazione è rilevata in assenza del conducente. La sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 5447 del 9 marzo 2007 ha affermato che nessuna legge impone il rilascio del preavviso, la cui mancanza peraltro non ostacola in alcun modo il diritto di difesa.[6]

Non costituisce un processo verbale in quanto non ne possiede alcuni requisiti essenziali come l'identificazione dell'agente accertatore (che si limita a firmare indicando una matricola ed una sigla) e soprattutto mancano le generalità del conducente. Non è possibile quindi impugnarlo perché rappresenta solo un preavviso di violazione costituito da un atto di avvio della attività di accertamento dell’illecito (in modo da rendere chiaro al destinatario la norma o le norme violate, il “quantum” della sanzione e la eventuale ammissibilità della conciliazione amministrativa), ossia informa il trasgressore che su quella data autovettura è stato iniziato un procedimento sanzionatorio-amministrativo per aver infranto un determinato articolo del codice della strada, per cui l'utente, venutone a conoscenza, ha 2 possibilità di scelta:

  1. riconosce il proprio errore e paga la sanzione amministrativa indicata sullo stesso in via breve e senza le maggiorazioni dovute per le spese di notifica usando il bollettino allegato, e in tal caso il procedimento amministrativo si arresta in modo definitivo;
  2. aspettare che l'atto sia notificato sotto forma di verbale di contestazione per infrazione al codice della strada, per poterlo impugnare innanzi al prefetto o al giudice di pace ai sensi della legge n. 689 del 24 novembre 1981.

Annullamento dei preavvisi di accertamento[modifica | modifica wikitesto]

Circa l'eventuale annullabilità degli avvisi di accertamento, la Cassazione, VI sezione civile, con ordinanza n.1067 del 25 gennaio 2012 ha ritenuto che è irrilevante la “discrasia” tra quanto riportato nel preavviso e quanto più dettagliatamente indicato nel verbale.

La legge non prevede procedure specifiche da adottare in caso di avvisi di accertamento manifestamente sbagliati; l'avviso di accertamento è comunque un atto pubblico[7] e la sua soppressione arbitraria è penalmente perseguibile[8][9], pertanto il comando dell'organo accertatore può rinunciare alla compilazione del processo verbale che segue l'avviso di accertamento solamente nei seguenti casi[10] di Evidente errore che ne causano la nullità rilevabile d'ufficio in fase di autotutela della pubblica amministrazione:

  1. Errori nel fatto storico (ad esempio lo scambio degli autoveicoli);
  2. Fatti sopravvenuti tra la compilazione dell'avviso di accertamento e la redazione del verbale (ad esempio contestazione della sosta in ZTL senza esporre debita autorizzazione poi prontamente portata in visione all'organo accertatore).[senza fonte]

In questi casi il comando dell'organo accertatore procede non all'archiviazione ma all'annullamento in via di autotutela degli avvisi di accertamento, bloccando il procedimento sanzionatorio. Su ogni avviso di accertamento annullato va indicata la motivazione[10], inoltre la determinazione di annullamento deve essere sottoscritta dal dirigente alle cui dipendenze è posto l'organo accertatore, vi devono essere posti data e timbro dell'ufficio e va conservato agli atti con lo stesso avviso di accertamento.

Verbale di contestazione[modifica | modifica wikitesto]

Il verbale di contestazione per infrazione al codice della strada, previsto dall'art. 200 dello stesso codice, compilato e notificato a seguito di un'infrazione alle norme del codice della strada rilevata dagli ausiliari è un atto pubblico con fede fino a querela di falso.[7]

Il verbale deve:

  1. contenere eventuali dichiarazioni del trasgressore cui chiede l'inserimento;
  2. contenere la sommaria descrizione del fatto accertato;
  3. contenere gli elementi essenziali per l'identificazione del trasgressore;
  4. contenere la targa del veicolo con cui è stata commessa la violazione;
  5. essere consegnata una copia al trasgressore (l'originale resta all'agente accertatore);
  6. essere depositata un'altra copia al comando da cui dipende l'agente accertatore;
  7. rispettare le prescrizioni previste dagli artt. 383 e 385 del regolamento di attuazione del codice della strada;
  8. essere conforme al modello VI.1 allegato al codice;
  9. contenere l'indicazione dell'organo che ha emesso il verbale;
  10. contenere l'indicazione dell'agente accertatore (anche solo attraverso il numero di matricola);
  11. contenere il numero progressivo del verbale.

Gli elementi principali che devono essere presenti all'interno di un verbale, ai sensi dell'art. 383 del regolamento di attuazione del codice della strada, sono:

  • Giorno, ora, località ove è commessa l'infrazione;
  • Generalità e residenza del trasgressore;
  • Pagamento in misura ridotta se consentito;
  • L'ammontare della somma da pagare;
  • I termini del pagamento, l'ufficio o comando presso il quale questo può essere effettuato ed il numero di conto corrente postale o bancario che può eventualmente essere usato a tale scopo;
  • Indicazione dell'autorità a cui proporre ricorso;

ove del caso:

  • L'indicazione del proprietario del veicolo, o del soggetto solidale;
  • Estremi della patente di guida;
  • Tipo di veicolo e targa;
  • Sommaria esposizione dei fatti e citazione della norma infranta;
  • Eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l'inserimento.

Esso, ai sensi degli articoli 203 e 204 bis del codice della strada, può essere impugnato con ricorso entro il termine di 60 giorni dalla notifica presso il prefetto della provincia del territorio nel quale è stata accertata l'infrazione, o in via alternativa si può presentare ricorso entro 30 giorni al giudice di pace del luogo dove è stata accertata l'infrazione.

È bene notare che in caso di soccombenza di un ricorso presentato presso il prefetto competente per provincia, viene emesso una ordinanza-ingiunzione di pagamento per una somma determinata nel limite non inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola infrazione[11] maggiorato delle spese, mentre in caso di soccombenza di un ricorso presso il giudice di pace di competenza, si ha la condanna al pagamento della sanzione impugnata nella misura decisa dal giudice[12] maggiorata delle spese.

Obblighi del trasgressore verso l'ausiliario[modifica | modifica wikitesto]

Gli accertatori ai fini di poter compilare il verbale con tutti gli elementi necessari alla sua validità in caso di contestazione immediata, quando è presente il trasgressore,[13] possono chiedere l'esibizione dei documenti relativi al veicolo ed al conducente che ha commesso la violazione.

Nel caso in cui il trasgressore rifiuti di esibire i suindicati documenti, l'accertamento dell'infrazione seguirà il suo corso ordinario (il preavviso sarà consegnato agli uffici della P.M. e darà origine al verbale di contestazione); in questi casi non si può applicare l'art. 192 del codice della strada (Obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti) in quanto gli ausiliari sono inquadrati come svolgenti funzioni ausiliarie agli organi di polizia stradale.[senza fonte]

Inoltre, sempre nel caso in cui il trasgressore rifiuti di esibire i documenti richiesti, ai fini dell'identificazione, possono chiedere a questo di fornire le proprie generalità in qualità di pubblici ufficiali [14]o incaricati di pubblico servizio. In caso di false dichiarazioni, i mendaci potranno essere perseguiti ai sensi dell'art. 496 del codice penale italiano[15].

Il dibattito giurisprudenziale sulle sanzioni irrogabili[modifica | modifica wikitesto]

I poteri degli ausiliari sono stati molto discussi fin dai primi anni della loro istituzione, dando origine a molti ricorsi giudiziari innanzi ai giudice di pace italiani contro gli atti da essi compilati nell'esercizio delle loro funzioni.

La giurisprudenza è intervenuta più volte nel tempo, per fare chiarezza sulle loro attribuzioni in caso di infrazioni che esulino dal semplice "ticket scaduto" o "mancato pagamento della sosta".

Si ricordino in proposito alcune sentenze della Suprema Corte di Cassazione per gli ausiliari dipendenti di società concessionarie della gestione dei parcheggi, quali la n. 7336 del 7 aprile 2005 che ha negato la possibilità di contestare infrazioni per parcheggio su marciapiede, a meno che non sia adibito all'uso[16], la n. 20558 del 28 settembre 2007 che ha affermato il potere di rilevazione nel territorio gestito dalla società[17], la sentenza n. 5621 del 9 marzo 2009, circa le aree in cui sia possibile elevare infrazioni:

« le violazioni in materia di sosta che non riguardino le aree contrassegnate con le strisce blu e/o da segnaletica orizzontale e non comportanti pregiudizio alla funzionalità delle aree distinte come sopra precisato, non possono essere legittimamente rilevate da personale dipendente delle società concessionarie di aree adibite a parcheggio a pagamento, seppure commesse nell'area oggetto di concessione (ma solo limitatamente agli spazi distinti con strisce blu) »

La Cassazione si è espressa in merito anche per gli altri ausiliari (dipendenti comunali e dipendenti delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone) con la sentenza n. 22676 del 27 ottobre 2009 che ha affermato:

« [...] il legislatore ha inteso conferire agli ausiliari del traffico [...] il potere di prevenire ed accertare infrazioni al codice della strada in alcune ipotesi tassative.

Una prima ipotesi è costituita dalle infrazioni concernenti la sosta di autoveicoli nelle aree soggette a concessione di parcheggio, in ordine alla quale le funzioni di prevenzione ed accertamento possono essere svolte agli stessi dipendenti della società concessionaria.

Una seconda, concernente la sosta nell'ambito del territorio del Comune, nella quale le funzioni di prevenzione ed accertamento delle relative infrazioni sono attribuite ai dipendenti comunali. »

La sentenza n. 2973 del 15 gennaio 2016 è intervenuta sulla legittimità delle multe elevate all'interno degli stalli per la sosta marcati con strisce blu e nelle corsie riservate ai mezzi di trasporto pubblico.[18]

Il dibattito giuridico sulla figura[modifica | modifica wikitesto]

Pubblico ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo la promulgazione della legge 15 maggio 1997, n. 127 in giurisprudenza si è molto dibattuto se gli ausiliari fossero da considerare a tutti gli effetti degli incaricati di pubblico servizio, e quindi la loro attività di accertamento e prevenzione si dovesse limitare ad una mera segnalazione alla polizia municipale delle infrazioni rilevate al codice della strada, o se invece rivestissero la natura di pubblici ufficiali [19];

Incaricato di pubblico servizio[modifica | modifica wikitesto]

La Suprema Corte di Cassazione con varie sentenze ha stabilito che l'ausiliario dipendente di aziende private concessionarie di aree di parcheggio a pagamento riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio all'atto dell'accertamento e contestazione delle violazioni attinenti al divieto dì sosta nelle aree oggetto di concessione alle imprese di gestione dei parcheggi.[20][21]

La legittimità costituzionale[modifica | modifica wikitesto]

La corte costituzionale, con la sentenza n. 157 del maggio 2001 si è espressa in merito ai poteri degli ausiliari, statuendo che:

« il legislatore ordinario può prevedere che l'autorità amministrativa possa attribuire specifiche funzioni di accertamento o di verifica, oltre che a propri dipendenti, anche a dipendenti di enti o società cui sia stato affidato il servizio pubblico o che siano concessionari di un servizio in senso largo, quando questo accertamento o verifica sia connesso o sia utile per il migliore svolgimento dello stesso servizio »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ vigilino in Vocabolario - Treccani, su www.treccani.it. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  2. ^ (PDF)Circolare del ministero dell'interno 25 settembre 1997, "Articolo 17, commi 132 e 133 della legge 15.05.1997, n° 127 - Personale addetto all'accertamento delle violazioni in materia di sosta e di circolazione e sosta sulle corsie riservate".
  3. ^ Cassazione: quando l'ausiliare del traffico non è dipendente comunale. Poteri e limiti sanzionatori di Licia Albertazzi, da studiocataldi.it, 22 ottobre 2014.
  4. ^ (PDF)Circolare del ministero dell'interno 25 maggio 1999, "Ausiliari del traffico – Funzioni conferite ai sensi dell’art.17 commi 132 e 133 della Legge 15.5.1997 n.127".
  5. ^ Civile Sent. Sez. 2 di Cassazione Num. 22676 Anno 2009; Civile Sent. Sez. 2 di Cassazione Num. 10399 Anno 2010; Civile Sent. Sez. 6 di Cassazione Num. 21268 Anno 2014; Civile Sent. Sez. 6 di Cassazione Num. 18982 Anno 2015
  6. ^ Multa valida anche se manca il preavviso di contestazione sul parabrezza da altalex.com, 3 aprile 2007
  7. ^ a b Ai sensi degli Artt. 2699 e 2700 del codice civile.
  8. ^ Ai sensi degli Artt. 323 e 328 del codice penale
  9. ^ Sentenza Corte Dei Conti (PDF), self-entilocali.it.
  10. ^ a b Circolari del ministero dell'interno prot. n. M/2413-11 del 26 ottobre 1999 e prot. n. M/2413-11 del 24 febbraio 2000;
  11. ^ Codice della strada, art. 204, comma 1.
  12. ^ Codice della strada, art. 195, comma 2.
  13. ^ Ai sensi dell'art. 200 del codice della strada.
  14. ^ Articolo 651 Codice Penale http://www.brocardi.it/codice-penale/libro-terzo/titolo-i/capo-i/sezione-i/art651.html
  15. ^ Art. 496 del codice penale italiano, brocardi.it.
  16. ^ Tale sentenza riconosce il potere dell'ausiliario dipendente della società concessionaria del parcheggio a pagamento, previsto dall'art. 17 comma 132 della legge 127/1997, di contestare il divieto di sosta sulla carreggiata ma non sul marciapiede a meno che quest'ultimo non sia adibito a parcheggio o permette l'accesso attraverso il suo uso da un'area parcheggio ad un'altra.
  17. ^ Tale sentenza afferma che:
    « il potere dell'ausiliario dipendente della società concessionaria del parcheggio a pagamento [...] non è limitato a rilevare le infrazioni strettamente collegate al parcheggio stesso [...] ma è esteso anche alla prevenzione ed al rilievo di tutte le infrazioni ricollegabili alla sosta nella zona oggetto della concessione [...]; pertanto ogni infrazione alle norme sulla sosta in tali zone può essere rilevata dagli ausiliari dipendenti della società concessionaria, essendo quest'ultima direttamente interessata, nell'ambito territoriale suddetto, al rispetto dei limiti e dei divieti per il solo fatto che qualsiasi violazione incide sul suo diritto alla riscossione della tariffa medesima. »
  18. ^ Gli ausiliari del traffico hanno competenza solo per le strisce blu da professionegiustizia.it, 29 febbraio 2016
  19. ^ Sez. U, n. 7958 del 27/03/1992; XII Sezione del Tribunale di Roma, n. 22862 del 08/10/1999; Sez. 6, n. 38877 del 05/07/2006; Sez. 6, n. 28412 del 08/03/2013; Sez. 6, n. 13928 del 22/03/2017.
  20. ^ Sosta vietata L’ausiliario del traffico non è un pubblico ufficiale da percorsi.giuffrè.it, 2008
  21. ^ Cassazione, Sez. 6, n. 7496 del 20/02/2009; Sez. 6, n. 28521 del 16/04/2014; Penale Sent. Sez. 5, n. 6880 del 22/02/2016; Penale Ord. Sez. 7 Num. 38968 del 20/09/2016; Penale Sent. Sez. 6 Num. 13851 del 21/03/2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Protospataro Giandomenico, Ausiliario della sosta, Egaf Editore, Edizione: 15° - Febbraio 2015, pp. 432
  • D. Lgs. N° 285 del 30 aprile 1992 (Codice della Strada)
  • Sentenza di Cassazione, Sezioni Unite, n° 7958 del 27 marzo 1992
  • Sentenza del Tribunale di Roma, XII Sezione, n° 22862 dell'8 ottobre 1999 (l'Ausiliare è un Pubblico Ufficiale)
  • Sentenza di Cassazione, n° 7336 del 7 aprile 2005 (Ausiliari: niente multe ai motorini sui marciapiedi)
  • Sentenza di Cassazione Civile, II Sezione, n° 9287 del 20 aprile 2006
  • Sentenza di Cassazione, VI Sezione, n° 38877 del 05 luglio 2006
  • Sentenza di Cassazione Civile, I Sezione, n° 4173 del 22 febbraio 2007
  • Sentenza di Cassazione Civile,II Sezione, n° 8488 del 4 aprile 2007 (il solo requisito della residenza in zona soggetta a parcheggio a pagamento non abilita i residenti ad usufruire dell’esenzione dall'obbligo di pagamento, essendo necessario invece che essi richiedano ed ottengano dall'autorità amministrativa il relativo contrassegno)
  • Sentenza di Cassazione Civile, II Sezione, n° 20558 del 28 settembre 2007 (gli Ausiliari possono multare per Divieto di Sosta anche fuori dalle Strisce Blu)
  • Sentenza di Cassazione Civile, II Sezione, n° 20291 del 23 luglio 2008 (gli Ausiliari possono multare i cittadini non solo se non pagano il parcheggio a pagamento, ma anche se la macchina, parcheggiata male fuori le Strisce Blu, è d'intralcio all'ingresso degli altri veicoli)
  • Sentenza di Cassazione, Sez. 6, n° 7496 del 20 febbraio 2009
  • Sentenza di Cassazione, Sezioni Unite, n° 5621 del 9 marzo 2009 (gli Ausiliari possono contestare il divieto di sosta solo quando lo stesso comporta pregiudizio alla funzionalità delle aree a pagamento)
  • Sentenza di Cassazione, n° 21271 del 5 ottobre 2009 (esporre il Contrassegno Invalidi non esonera dal pagamento del Ticket quando si sosta in un'area a pagamento)
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. II, n° 22676 del 27 ottobre 2009
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. II, n° 10399 del 29 aprile 2010
  • Ordinanza di Cassazione Civile, Sez 6, n°1067 del 25 gennaio 2012
  • Sentenza di Cassazione, Sez. 6, n° 28412 del 08 marzo 2013
  • Sentenza di Cassazione Penale, Sez. 5, n° 43363 del 12 aprile 2013
  • Sentenza di Cassazione Penale, n° 26222 del 14 giugno 2013
  • Ordinanza di Cassazione Penale, Sez. 7, n° 50491 del 24 ottobre 2013
  • Sentenza di Cassazione, Sez. 6, n° 28521 del 16 aprile 2014
  • Sentenza di Cassazione Penale, Sez. 6, n° 27933 del 9 maggio 2014
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. 6, n° 21268 dell'8 ottobre 2014
  • Sentenza di Cassazione Penale, sez. IV, n° 34318 del 6 agosto 2015 (minaccia all'Ausiliario se non avesse provveduto ad annullare il preavviso, minaccia per costringere a commettere un reato, con aggravante nei confronti di un Pubblico Ufficiale/Incaricato di Pubblico Servizio)
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. 6, n° 18982 del 24 settembre 2015
  • Sentenza di Cassazione Penale, Sez. 5, n° 6880 del 22 febbraio 2016
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. 6, n° 8282 del 27 aprile 2016 (annullamento delle sanzioni, va esclusa la sanzionabilità della mancata regolare esposizione che non può essere assimilata alla mancanza di titolo abilitante alla sosta)
  • Ordinanza di Cassazione Penale, Sez. 7, n° 38968 del 20 settembre 2016
  • Ordinanza di Cassazione Penale, Sez. 7, n°41553 del 4 ottobre 2016
  • Sentenza di Cassazione Civile, Sez. 6, n° 21393 del 24 ottobre 2016
  • Sentenza di Cassazione Penale, Sez. 6, n° 13851 del 21 marzo 2017
  • Sentenza di Cassazione Penale, Sez. 6, n° 13928 del 22 marzo 2017
  • Legge n. 127 del 15 maggio 1997 (Bassanini-bis), art. 17, comm. 132 e 133
  • Legge n. 488 del 23 dicembre 1999 (finanziaria del 2000), art. 68

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