Aurora (incrociatore)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 59°57′19″N 30°20′17″E / 59.955278°N 30.338056°E59.955278; 30.338056

Aurora
Aurora Cruiser Museum StPetersburg.JPG
L'incrociatore nel 2004.
Descrizione generale
Naval Ensign of Russia.svg
Naval Ensign of the Soviet Union.svg
Tipo incrociatore protetto
Classe Pallada
Proprietà Naval Ensign of Russia.svg Voenno-morskoj flot
Naval Ensign of the Soviet Union.svg Voenno-morskoj flot
Cantiere San Pietroburgo
Impostazione 23 maggio 1897
Varo 11 maggio 1900
Entrata in servizio luglio 1903
Destino finale trasformata in nave museo
Caratteristiche generali
Dislocamento 6.731,3 t
Lunghezza 126,8 m
Larghezza 16,8 m
Pescaggio 6,4 m
Propulsione 3 motori alternativi Za vapore verticali a triplice espansione; 24 caldaie Belleville tipo 1894; potenza 11.610 CV
Velocità 19,2 nodi (36 km/h)
Autonomia 4 000  miglia a 10 nodi (7 400 km a 19 km/h)
Equipaggio 570 (20 ufficiali)
Armamento
Artiglieria
  • nel 1913: 8 cannoni da 152/45 mm, 24 da 75 mm e 8 da 37 mm
  • nel 1917: 14 cannoni da 152 mm, 4 cannoni AA da 76 mm
Siluri 3 tubi lanciasiluri (2 sommergibili e 1 sopra), con 8 siluri del tipo 1898).
Altro 35 mine da 10 pollici (dal 1915: 150 mine del tipo 1908).
Corazzatura ponte superiore 38 mm; inferiore 50,8 - 63,5 mm; barbette 152mm.

dati tratti da[1]

voci di incrociatori presenti su Wikipedia
L'incrociatore Aurora trainato da un rimorchiatore, passa attraverso il Ponte del Palazzo, 2014

L'Aurora è un incrociatore protetto russo costruito nei cantieri navali di San Pietroburgo e varato l'11 maggio 1900[2]. Fu così battezzato in onore della fregata Aurora che difese la città di Petropavlovsk-Kamčatski durante la guerra di Crimea (1853-1856). Trasformato in museo galleggiante è divenuto una delle principali mete turistiche di San Pietroburgo. Dal settembre 2014 al luglio 2016 è stato ai lavori presso i cantieri navali di Kronštadt. Ha ripreso il suo posto sulla Neva il 16 luglio 2016[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Aurora nel 1903.

Nel 1904-1905 prese parte alla guerra russo-giapponese. Dopo la battaglia di Tsushima, che vide una schiacciante vittoria giapponese, fu una delle poche navi russe superstiti. Dopo la guerra venne usata come unità di addestramento. Nel 1908 fu una delle prime navi a portare i soccorsi alla popolazione di Messina e Reggio Calabria colpite dal terremoto del 1908. Durante la prima guerra mondiale, prese parte alle operazioni militari nel mar Baltico. Nell'ottobre del 1917 sparò il colpo che diede il segnale per la conquista del Palazzo d'Inverno di San Pietroburgo durante la Rivoluzione russa, alla quale partecipò attivamente. Nella seconda guerra mondiale, durante l'assedio di Leningrado, venne ancorata a Oranienbaum, combattendo come batteria antiaerea, fin quando non venne affondata, nonostante gli sforzi del suo equipaggio. I suoi cannoni vennero rimossi e usati in prima linea nelle difese della città. Nel luglio del 1944 venne finalmente recuperata. Dopo la guerra fu restaurata (1945-1947) e riportata approssimativamente all'aspetto che aveva nel 1917. Questa decisione venne presa già prima della fine della guerra. In quel periodo divenne una nave d'addestramento per la scuola navale Nakhimov. Cessò il servizio come nave d'addestramento nel 1961 ma già dal 1950 si iniziò a trasformarla in nave museo, diventando parte del Museo navale militare centrale nel 1956. Vennero fatti altri lavori di riparazione nel periodo 1957-1958 e nel 1966-1968. Ulteriori restauri vennero eseguiti nel periodo 1984-1987, nei quali l'incrociatore venne reso il più simile possibile alla sua configurazione originale del 1917, incluse le decorazioni.

Schema della nave[modifica | modifica wikitesto]

Schema dell'Aurora

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ordine della Rivoluzione d'Ottobre - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Rivoluzione d'Ottobre
Ordine della Bandiera rossa - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera rossa

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]