Augusto Majani

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Augusto Majani, detto Nasica, in una auto - caricatura

Augusto Majani (Budrio, 30 gennaio 1867Buttrio, 8 gennaio 1959) è stato un pittore e illustratore italiano.

Formazione e insegnamento[modifica | modifica wikitesto]

Augusto Majani, pittore, illustratore, caricaturista, cartellonista, inizia la sua formazione frequentando la Scuola Tecnica e proseguendo all'Accademia di Belle Arti di Bologna. Gli anni della sua formazione romana, con il completamento degli studi all'Accademia e della permanenza nella città dal 1889 al 1894, gli consentirono di entrare in contatto con intellettuali e artisti di fama internazionale come il poeta Giovanni Cena e lo scultore Carlo Fontana e di sviluppare un interesse per la pittura dal vero e la realizzazione di dipinti con paesaggi rurali, notturni e soggetti storici legati alle imprese garibaldine. Dal 1905 sarà poi professore all'Accademia di Belle Arti di Bologna con la cattedra di “Disegno e figura” e dal 1924 con la cattedra di Pittura, ritirandosi nel 1937 per pensionamento. Saranno suoi allievi Giorgio Morandi, Osvaldo Licini, Giovanni Romagnoli, Alfredo Protti e Bruno Saetti.

Il 2 febbraio 1903 fu iniziato in Massoneria nella Loggia Otto agosto di Bologna, il 20 marzo 1919 divenne Maestro massone[1].

Attività artistica[modifica | modifica wikitesto]

La sua attività artistica è strettamente legata all'illustrazione e alla caricatura: la collaborazione con riviste bolognesi di satira quali “ Ehi, ch'al scusa![2]” a partire dal 1887, “Bologna che dorme[3] negli anni 1898 - 1899, il “Fittone[4] nel 1910-11, lo resero famoso con lo pseudonimo di Nasìca. Riserverà infatti poi la firma “A.Majani” esclusivamente alla sua produzione pittorica. Nel 1888 in occasione della grande Esposizione[5] tenutasi ai Giardini Margherita di Bologna ne ideò il manifesto e illustrò i numeri speciali dedicati all'evento.

Partito per Roma nel 1889, per ragioni legate alle condizioni di salute fece ritorno a Budrio nel 1894, dove consolidò la relazione sentimentale con Olga Lugaresi, sua ispiratrice e modella, che sposò poi dopo un lungo fidanzamento nel 1905.

Quirico Filopanti in un ritratto di Augusto Majani

A Budrio dipinse il “Ritratto di Filopanti” e realizzò nel 1896 una pala d'altare per la Chiesa dei Cappuccini di Budrio raffigurante “La Sacra Famiglia con S. Francesco”, recentemente recuperata e restaurata e attualmente esposta nella chiesa di Sant'Agata a Budrio. I riconoscimenti in ambito pittorico lo portarono a partecipare ripetutamente alla Biennale di Venezia negli anni compresi tra il 1897 e il 1924. Nel 1898 realizzò un grande dipinto dedicato alla battaglia di Mentana, presentato all'Esposizione Nazionale di Torino.

Copertina del periodico umoristico Bologna che dorme realizzata da Nasica nel 1899.

Difficili condizioni economiche della famiglia lo spinsero ad ampliare la sua attività di illustratore in giornali e riviste: in particolare iniziò una collaborazione stabile con il quotidiano “Il Resto del Carlino” e con diverse riviste e case editrici bolognesi. Dal 1900 per la Zanichelli inizia una ricca produzione di copertine e illustrazioni e riprende anche attivamente a lavorare con Alfredo Testoni, per il quale realizza cartelloni, figurini, bozzetti di scena per le sue opere teatrali. Nel 1902 realizzò il manifesto per il VII Congresso Socialista Italiano. Nel 1911 per la Mostra Etnografica di Roma illustrò uno dei pannelli del Padiglione dell'Emilia-Romagna. Il lavoro di illustratore è pressoché ininterrotto nella vita artistica di Majani: con Tirelli dal 1910 collabora con il settimanale umoristico “Il giornale delle beffe” e poi con “Il Punto”. “Avanti! della Domenica”, “Il Secolo XX”, “Corriere dei Piccoli”, “Le Vie d'Italia”, “La Domenica dei ragazzi” sono solo alcuni tra i giornali e le riviste con le quali continua a lavorare nei primi decenni del Novecento. Negli anni venti con la Zanichelli e la Famèja Bulgnèisa, Augusto Majani esprime la sua vena umoristica in manifesti, strenne, inviti e menù per incontri conviviali a tema enogastronomico. Nello spirito del tempo, in cui gli artisti si occupano delle arti applicate, insegnerà alla Scuola Professionale Regina Margherita[6] di Bologna nel corso di “Storia del Costume”. La sua produzione pittorica intanto risentiva dei luoghi legati ai soggiorni estivi di Augusto Majani: prima in appennino, a Lizzano in Belvedere, e poi in riviera romagnola. Oltre ai dipinti che ritraggono i paesaggi, le scene di genere e i soggetti storici, Majani realizzerà un grande olio dal titolo “L'ombra della Croce”; iniziata nel 1897 questa tavola verrà più volte rivista, ripensata e ritoccata dal pittore che la completerà solo nel 1947. In questo quadro, realizzato in un periodo che comprende le due guerre, oggi esposto nella Pinacoteca civica Domenico Inzaghi di Budrio, l'artista esprime la sua profonda sensibilità per i temi della religiosità e del destino dell'umanità. Dopo il pensionamento si trasferirà a Casalecchio di Reno dove abiterà fino al 1950, quando la figlia Franca si sposerà con il conte Gianfranco D'Attimis Maniago e tutta la famiglia si trasferisce a Buttrio, in Friuli, nella tenuta della famiglia D'Attimis Maniago. A Buttrio l'artista muore nel 1959 poco dopo la morte della moglie Olga. La sepoltura dei coniugi si trova nel cimitero del paese d'origine a Budrio. Nel 1947, in occasione dei suoi ottant'anni, la Famèja Bulgnèisa e il Circolo Artistico di Bologna gli dedicano una mostra antologica e nuovamente nel 1950 una esposizione dei disegni e delle caricature di Majani. Dopo la morte le iniziative di valorizzazione del suo lavoro artistico sono state molteplici a Bologna e in particolare a Budrio, dove nella Biblioteca comunale a lui intitolata e nella Pinacoteca civica si trova gran parte del patrimonio pubblico di dipinti, disegni, materiali a stampa che documentano l'attività di Augusto Majani pittore, illustratore e testimone culturale della propria epoca.

Principali opere[modifica | modifica wikitesto]

Come illustratore e caricaturista[modifica | modifica wikitesto]

  • Ehi, ch'al scusa!
  • Ehi, ch'al scusa all'Esposizione (1888)
  • Il Resto del Carlino
  • Bologna che dorme
  • Caro lei! umoristico settimanale
  • Bianco e nero
  • Fantasio
  • Italia ride
  • Il fittone
  • Il giornale delle beffe. Settimanale satirico illustrato
  • Il pugno di ferro
  • Il punto. Settimanale umoristico illustrato
  • Il punto su l'I. Settimanale umoristico illustrato
  • Avanti! della domenica
  • Lo scappellotto elettorale
  • Il Pasquino
  • La Rana. Giornale umoristico con caricature e disegni a colori
  • La voce della democrazia
  • Il Secolo XX
  • Il Corriere dei Piccoli
  • il Giornalino della Domenica
  • Novissima
  • Le vie d'Italia
  • La Domenica dei Ragazzi
  • Famèja Bulgnèisa

Come pittore[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Augusto Morelli e Italo Cinti, Augusto Majani nella vita e nell'arte, Bologna, Circolo Artistico / Famèja Bulgnèisa, 1947
  • Augusto Majani, Ricordi fra due secoli. Memorie di un caricaturista bolognese, Milano, Editrice Academia, 1950
  • Mostra dei disegni e delle caricature del pittore Augusto Majani (Nasìca). Sessant'anni di vita bolognese vissuta e commentata da Nasìca, 1950, Bologna, Anonima arti grafiche, 1950
  • Angiolino Boriani e Italo Cinti, Augusto Majani (Nasìca) pittore, Bologna, Tamari, 1960
  • Mostra commemorativa del pittore Augusto Majani (Nasìca). Catalogo delle opere esposte, Bologna, 2-12 aprile 1960, Bologna, Circolo Artistico, 1960
  • Nasìca (Augusto Majani) e la sua Bologna, Bologna, Tamari, 1968
  • Augusto Majani Nasìca 1867-1959. Pittore, illustratore e uomo di spirito, a cura di Alessandro Molinari Pradelli, Giancarlo Roversi, Antonio Storelli, Modena, Franco Cosimo Panini, 2002
  • Ritorno a Budrio. L'arte di Augusto Majani (1867-1959), a cura di Alessandro Molinari Pradelli, Bologna, Bononia University Press, 2007
  • La pala dei Cappuccini. Un dipinto di Augusto Majani per Budrio, a cura di Elena Rossoni, Imola, Bacchilega Editore, 2011
  • Maurizio Messori, Majani Nasìca ritrovato, Imola, Bacchilega Editore, 2011

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