Augusto Baldesi

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Augusto Baldesi (... – Firenze, 11 agosto 1920) è stato un vigile del fuoco italiano, comandante a Firenze agli inizi del Novecento.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si formò presso la scuola allievi di via Farina, dove - per meriti di guerra - fu promosso prima ufficiale e poi nominato al comando della città.

Fu ideatore del sistema chimico di spegnimento delle fiamme[senza fonte]. Prima di allora, gli interventi di estinzione fuoco venivano eseguiti solo con acqua, portata in depositi o presa dagli attacchi per strada. Assieme ad alcuni tecnici dell'Istituto Medico Militare, studiò la possibilità - sperimentata durante il conflitto - di mescolare all'acqua sostanze chimiche che potessero impedire la ripresa delle fiamme.[1] La differenza si era notata soprattutto nel caso di lamiere arroventate laddove il fuoco riprendeva subito vita, a causa dell'alta temperatura dei materiali.

Il 12 agosto 1920, in virtù del suo lavoro e delle sue competenze sullo spegnimento chimico delle fiamme, si trovava presso una polveriera militare nel tentativo di domarne l'incendio, nell'area dove attualmente sorge l'Istituto Agronomico d'Oltremare, a poca distanza dalla Chiesa di San Gervasio a Firenze (una lapide posta sulle mura perimetrali dell'abitazione del sacrestano, accanto alla chiesa ricorda il fatto). La bonifica delle strutture in cemento e metallo con le "schiume" limitò i danni alla prima esplosione, dove gli unici effetti collaterali furono i proiettili vacanti che, per alcune ore ancora, esplosero dall'interno della polveriera. Fu uno di questi a raggiungere e uccidere Baldesi.[1]

A lui fu dedicata la via omonima e la sua morte celebrata in una copertina di Walter Molino.

Note[modifica | modifica wikitesto]