Auferstanden aus Ruinen

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Auferstanden aus Ruinen
inno nazionale tedesco orientale
Nationalhymne der DDR.svg
Partitura
Informazioni generali
NazioneGermania Est Germania Est
Linguetedesco
Adozione1949
Dismissione1990
Componimento poetico
Testo
AutoreJohannes Robert Becher
Epoca1949
Composizione musicale
Partitura
AutoreHanns Eisler
Epoca1949


Auferstanden aus Ruinen (Risorti dalle rovine) fu l'inno nazionale della Repubblica Democratica Tedesca dal 1949 al 1990, l'anno della riunificazione delle due Germanie.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È una poesia scritta da Johannes Robert Becher, esiliato quando ancora la Germania intera era sotto il governo di Adolf Hitler. Nel 1949, il Presidente della neonata Repubblica Democratica Tedesca, Wilhelm Pieck, decise di farne l'inno nazionale dello Stato socialista tedesco, e chiese di musicarlo al celebre compositore Hanns Eisler (1898-1962), già allievo del padre della dodecafonia Arnold Schönberg, nonché autore di numerosi brani delle commedie di Bertolt Brecht.[1]

A seguito della dissoluzione della DDR, l'inno non fu più eseguito in pubblico, avendo la Germania unificata assunto come proprio inno Das Lied der Deutschen ("il canto dei tedeschi"), nella forma già adottata dalla Germania occidentale.[1]

Siccome le metriche di Das Lied der Deutschen e di Auferstanden aus Ruinen sono (intenzionalmente) identiche, essendo basate entrambe sull'inno popolare austroungarico di Haydn, è possibile cantare l'una sulla musica dell'altra.[1]

La canzone fa riferimento all'unità tedesca (un ideale molto antecedente alla divisione a seguito della seconda guerra mondiale), e perciò dopo l'erezione del muro di Berlino il testo non sembrò più opportuno alle autorità della Germania orientale, che con il passaggio del potere a Erich Honecker, all'inizio degli anni settanta, si limitarono a farne eseguire la musica.[1]

Statua in bronzo raffigurante Johannes Becher al Bürgerpark di Berlino-Pankow

Testo[modifica | modifica wikitesto]

Testo tedesco
(Johannes R. Becher, 1949)
Traduzione

Auferstanden aus Ruinen
Und der Zukunft zugewandt,
Laß uns dir zum Guten dienen,
Deutschland, einig Vaterland.
Alte Not gilt es zu zwingen,
Und wir zwingen sie vereint,
Denn es muß uns doch gelingen,
Daß die Sonne schön wie nie
𝄆 Über Deutschland scheint. 𝄇

Glück und Friede sei beschieden
Deutschland, unserm Vaterland.
Alle Welt sehnt sich nach Frieden,
Reicht den Völkern eure Hand.
Wenn wir brüderlich uns einen,
Schlagen wir des Volkes Feind.
Laßt das Licht des Friedens scheinen,
Daß nie eine Mutter mehr
𝄆 Ihren Sohn beweint. 𝄇

Laßt uns pflügen, laßt uns bauen,
Lernt und schafft wie nie zuvor,
Und der eignen Kraft vertrauend,
Steigt ein frei Geschlecht empor.
Deutsche Jugend, bestes Streben
Unsres Volks in dir vereint,
Wirst du Deutschlands neues Leben,
Und die Sonne schön wie nie
𝄆 Über Deutschland scheint. 𝄇[2]

Risorti dalle rovine
e rivolti al futuro,
lasciaci servirti per il bene
Germania, patria unita.
Bisogna piegare l'antica miseria
e la piegheremo uniti,
perché dobbiamo far sì che
il sole, più bello che mai,
𝄆 splenda sulla Germania. 𝄇

Gioia e pace sian destinate
alla Germania, nostra patria.
Tutto il mondo anela alla pace,
tendete ai popoli la vostra mano.
Se ci uniamo fraternamente
sconfiggeremo il nemico del popolo!
Fate brillar la luce della pace
affinché mai più una madre
𝄆 debba piangere il proprio figlio. 𝄇

Orsù, ariamo e costruiamo,
imparate e create come mai prima
e, fiduciosa nella propria forza,
sorgerà una stirpe libera.
Gioventù tedesca, le migliori aspirazioni
del nostro popolo in te si riuniscono,
della Germania diverrai la nuova vita.
E il sole, più bello che mai,
𝄆 splende sulla Germania. 𝄇

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Masazumi Yugari, 国のうた, Bungeishunjū Ltd., 2004, p. 186–187, ISBN 978-4-16-365990-9.
  2. ^ Die Nationalhymne der DDR "Auferstanden aus Ruinen" mdr.de. 2019-11-04.

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