Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò

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Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò
Titolo originale Through the Looking-Glass, and What Alice Found There
Altri titoli Viaggio attraverso lo specchio, Alice nel mondo dello specchio, Alice attraverso lo specchio, Alice nello specchio, Attraverso lo specchio, Le avventure di Alice al di là dello specchio, Dietro lo specchio, Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò, Dietro lo specchio e ciò che Alice vi trovò, Dentro lo specchio, Alice dietro lo specchio, Attraverso lo specchio magico[1]
Through the looking glass.jpg
Copertina della prima edizione
Autore Lewis Carroll
1ª ed. originale 1871
Genere romanzo
Sottogenere fantastico
Lingua originale inglese
Protagonisti Alice

Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò o semplicemente Attraverso lo specchio (titolo originale Through the Looking-Glass, and What Alice Found There, tradotto in italiano anche con numerosi altri titoli)[1] è un romanzo fantastico del 1871 scritto dal matematico e scrittore inglese Charles Lutwidge Dodgson con lo pseudonimo di Lewis Carroll, come seguito de Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Come nel precedente, il racconto è pieno di allusioni a personaggi, poemetti, proverbi e avvenimenti propri dell'epoca in cui Dodgson viveva. Mentre il primo libro gioca sul tema delle carte da gioco, il secondo è incentrato sul tema degli scacchi, per i quali l'autore fornisce uno schema di gioco all'inizio del libro.[2]

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso lo specchio nasce come semplice seguito di Alice nel Paese delle Meraviglie, sfruttando il grande consenso di pubblico guadagnato con quest'ultimo. Il libro tuttavia risulta più malinconico e meno onirico: viene scritto infatti in un periodo di grandi tensioni con la famiglia Liddell, come testimonia il poemetto dell'epilogo che è un ammonimento ad Alice Pleasance Liddell, affinché non perda la sua innocenza di bambina.

Il problema della traduzione[modifica | modifica wikitesto]

Tradurre Alice è un'impresa complessa in cui moltissimi autori italiani si sono cimentati. I giochi di parole, le figure retoriche, i proverbi citati e i continui riferimenti alla cultura inglese hanno spesso stuzzicato a tal punto la fantasia dei traduttori che ogni traduzione rappresenta un libro a sé. Se tradurre il Paese delle meraviglie era difficile, tradurre Attraverso lo specchio è quasi impossibile: i tranelli linguistici sono infatti molto più sottili e difficili non solo da tradurre, ma addirittura da individuare. Il libro è giocato soprattutto sul nonsense che raggiunge l'apoteosi nel poemetto Jabberwocky, totalmente composto di parole inventate (metodo di cui James Joyce farà tesoro). La sfida della traduzione ha tuttavia stuzzicato l'attenzione di molti autori (è stato addirittura trasposto in latino ed in esperanto) e ha costretto gli adattatori Disney alla (sicuramente non letterale) melodica ed ormai famosissima canzone dello Stregatto.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

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Immagine realizzata da John Tenniel La posizione degli scacchi all'inizio della storia
  • Capitolo 1 - La Casa dello Specchio
  • Capitolo 2 - Il Giardino dei Fiori Parlanti
  • Capitolo 3 - Insetti allo Specchio
  • Capitolo 4 - Tweedledum e Tweedledee
  • Capitolo 5 - Lana ed Acqua
  • Capitolo 6 - Humpty Dumpty
  • Capitolo 7 - Il Leone e l'Unicorno
  • Capitolo 8 - «È una mia invenzione»
  • Capitolo 9 - Alice Regina
  • Capitolo 10 - Sgrulloni
  • Capitolo 11 - Risveglio
  • Capitolo 12 - Chi l'ha sognato?[3]

La storia prende il via il 4 novembre esattamente sei mesi dopo il viaggio nel Paese delle Meraviglie. Alice, sonnecchiando su una poltrona del suo salotto, si chiede cosa mai potrà esserci dall'altra parte dello specchio: riesce ad oltrepassarlo ed a dare così una risposta alle sue domande. Dapprima trova una sorta di diario (presumibilmente del Re Rosso) che contiene un testo incomprensibile (Jabberwocky) che potrebbe significare qualcosa ma non riesce a trovare la soluzione al quesito. Fuori dalla Casa dello specchio, iniziano le frenetiche avventure della bambina: l'incontro con i fiori parlanti nel giardino, con i personaggi di una scacchiera da gioco, in particolare con la Regina Rossa che riesce a frenare la lingua della curiosa bambina, o con la Regina Bianca sul fatto della prigionia di un povero cittadino rinchiuso in prigione o che possano realmente esistere delle cose impossibili da eseguire, e da non dimenticare lo scontro del Leone e dell'Unicorno con il Re Bianco. La cosa più intrigante è che qui Alice incontra tutti i personaggi delle sue filastrocche preferite, ed ecco che il colto Humpty Dumpty (tradotto in alcune edizioni in "Unto Dunto") ed i bizzarri gemelli Tweedledum e Tweedledee prendono vita in scenette al limite dell'assurdo. La trama è perlopiù incentrata sull'obiettivo di ottenere una corona e diventare Regina, ma spostandosi molto cautamente e prudentemente stando alle basi del gioco. Dopo aver passato l'esame finale, viene preparato un lauto banchetto durante il quale, Alice si risveglia dal suo sogno. Il romanzo può essere interpretato come una sorta di romanzo di formazione, in quanto, nel corso della storia, la stessa Alice matura le proprie concezioni ed avendo meno paure in futuro.

Poemetti e canzoni[modifica | modifica wikitesto]

  • Preludio (proemio del romanzo);
  • Jabberwocky (trad. "Il Ciciarampa", "Il Ciarlestrone", "Il Brillaloco", "Il Giabervocco"). Si tratta di un poema probabilmente ispirato ad una ballata di origini tedesche "Stanza of Anglo-Saxon Poetry", tradotta in lingua inglese, tra l'altro, da una cugina dello stesso Carroll, Mennella Lutwidge: in questa versione, si tratta di un Pastorello che parte di casa per andare ad uccidere il Grifone. Viene scovato da Aluce in una sorta di diario (forse del Re Rosso), che stava sul tavolo della Casa nello Specchio (cap. I);
  • Tweedledum and Tweedledee (trad. "Tuidòldii e Tuidoldàm", "Trullal ì e Trullalà"). L'ipotesi della sua origine è stato affermato dallo stenografo John Byrom che in una sua opera riportava la lite tra i compositori Georg Friedrich Haendel e Giovanni Battista Bononcini, paragonabili ai due gemelli della storia.

Alice si ricorda di questa poesia appena nota i fratelli in lontananza (cap. IV);

  • The Walrus and the Carpenter (trad. "Il Tricheco e il Carpentiere" o "Il Tricheco e il Falegname"). Questo poemetto è ricavato dall'opera "Dream of Eugene Adam" di Thomas Hood: qui, non si tratta di una parodia del testo, più che altro è lo stile dell'autore che Carroll mette in ridicolo. I due gemelli raccontano la storia alla bambina, nonostante ella insista sul fatto che sia troppo lunga (cap. IV);
  • Humpty Dumpty (trad. "Unto Dunto", "Coccobello", "Tondo Dondo"). È forse la filastrocca più nota: è stato confermato che era un tipo di prosa tradotto in varie lingue ed, in ogni Paese, anche se la risposta variava a seconda del linguaggio usato, il messaggio arrivava chiaro e diretto. Viene recitata, ancora una volta, dalla protagonista in presenza di Humpty Dumpty (cap. VI);
  • "In Winter When the Fields Are White...". È la prima poesia recitata dalla Regina Bianca (cap. V);
  • The Lion and the Unicorn (trad. "Il Leone e l'Unicorno"). Questa filastrocca risale, perlopiù, alla rivalità tra il Regno d'Inghilterra ed il Regno di Scozia (ed era raffigurato un Leone sullo stemma della prima ed un Unicorno su quello della seconda) fino a che, con la decapitazione di Maria Stuarda da parte della cugina Elisabetta I, quest'ultima divenne la sovrana del nuovo Impero Britannico. Alice ripensa, fra sé e sé, al motivetto dello scontro (cap. VII);
  • Haddocks' Eyes / A-Sitting on a Gate / An Aged Aged Man (vedi Haddocks' Eyes) (trad. "All'Amor non c'è Mai Fine", o "Io ti Do Tutto, di Più non Posso"). Questa volta si tratta di una parodia dell'opera "Wordsworth, Resolution and Independence" e di una versione estesa di un precedente componimento di Carroll "Upon the Loonely Moor". Cantata dal Cavaliere Bianco prima del suo commiato con Alice (cap. VIII);
  • "Hush-a-by Lady" (si tratta di un adattamento, non di una parodia, di "Hush-a by Baby, on a Tree Top" che presenta un bambino dormiente, appollaiato sopra un albero). Viene cantata dalla Regina Rossa come ninna nanna per la Regina Bianca, che nel frattempo si è addormentata (cap. IX);
  • "Queen Alice's Song" (parodia di una canzone marziale di Walter Scott intitolata "Bonny Dundee" nell'opera "The Doom of Devorgoil"). Cantata da voci squillanti dei personaggi dello Specchio, prima ancor che la nuova Regina Alice entri nella sua dimora per celebrare la sua incoronazione con un banchetto (cap. IX);
  • "The White Queen's Riddle": seconda canzone della Regina Bianca incentrata sui pesci, durante il banchetto (cap. IX);
  • "A Boat Beneath the Sunny Sky..." (epilogo del romanzo). Secondo un'interpretazione, spetta al lettore decidere se l'esistenza o l'annientamento della bambina.

"The Wasp in a Wig"[modifica | modifica wikitesto]

Dicendo che Attraverso lo specchio è stato scritto con John Tenniel (l'illustratore ufficiale) si sbaglierebbe di poco. Come lo stesso Carroll ricorda in alcune memorie[senza fonte], nel poemetto Il tricheco e il carpentiere lasciò libertà a Tenniel di sostituire il Carpentiere con una farfalla o un leopardo, poiché nella metrica inglese valgono lo stesso. Ma quello che più stupisce è che un intero capitolo fu soppresso poiché Tenniel non riusciva ad illustrarlo. La scena vedeva Alice ed una vespa con una parrucca bionda che si lamentava della perdita dei suoi capelli ed invidiava la capigliatura di Alice. Il capitolo si può tuttavia trovare in molte edizioni italiane.

Influenza nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

La Corsa della Regina Rossa (The Red Queen's Race) è un racconto di fantascienza di Isaac Asimov del 1949 che fa riferimento all'omonimo episodio del romanzo.

Nella musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Nell'album Over di Peter Hammill si seguono due brani (Alice e This side of the Looking Glass) che usano metafore tratte da Dietro lo specchio per riferirsi alla dolorosa conclusione di una storia d'amore.
  • Nell'album Twilight in Olympus dei Symphony X si trova un brano intitolato Through the Looking Glass ispirato appunto all'omonimo libro dello scrittore Lewis Carroll.
  • Nella canzone White Rabbit dei Jefferson Airplane vi sono alcuni riferimenti riguardanti "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò"
  • L'opera ha ispirato una variante scacchistica detta scacchi di Alice.
  • Il tricheco della canzone I am the Walrus dei Beatles è un riferimento al poemetto "Il tricheco e il falegname".

Riferimenti nella scienza[modifica | modifica wikitesto]

  • L'effetto della Regina Rossa è un'ipotesi evolutiva secondo la quale per le specie un continuo miglioramento dell'adattamento è necessario anche solo per mantenere quello relativo.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Lewis Carroll, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, I ed..

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Edizioni di Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.
  2. ^ Lo schema di gioco presentato non è totalmente corretto, poiché la sequenza di mosse non segue sempre l'alternanza Bianco/Rosso.
  3. ^ I titoli dei capitoli fanno capo alla moderna edizione di Alice annotata da Martin Gardner e tradotta da Masolino d'Amico

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni brani ed episodi di Dietro lo specchio sono particolarmente celebri e sono stati citati innumerevoli volte, vedi le voci specifiche:

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]